Paolo Condò, giornalista e opinionista di Sky Sport, negli studi dell'emittente ha commentato il caso Rocchi: "Sembra che questo lunedì va nella direzione di un'inchiesta che si sta un po' sgonfiando".
Il focus si restringe così al solo ambito arbitrale: "Perchè se sono implicati soltanto gli arbitri, e sappiamo che al momento le cose sono così, diventa una gravissima questione di faida arbitrale".
Una dinamica che, secondo Condò, evidenzia criticità interne già note: "Che la dice anche lunga sulla situazione in cui probabilmente bisognava intervenire in qualche modo prima".
Il giornalista sottolinea quindi come l'assenza di tesserati nerazzurri tra gli indagati abbia inciso sulla portata dell'inchiesta: "Il fatto che sia stata almeno per il momento esclusa la presenza di tesserati dell'Inter fa sì che questa inchiesta, ripeto, a lunedì si sia sgonfiata rispetto a quello che sembrava sabato".
L'analisi si sposta poi sul piano istituzionale, in particolare sull'ipotesi di commissariamento della FIGC, apparsa concreta nelle ore precedenti. Anche su questo fronte, il quadro sembra essersi raffreddato: "Per quel che riguarda i suoi risvolti politici, anche qui sabato abbiamo avuto tutti la sensazione [...] che il commissario Figc stesse diventando qualcosa di inevitabile".
Una prospettiva oggi meno imminente, anche grazie a un intervento interno: "Oggi è stato immediatamente ripristinato un capo del settore arbitrale (Tommasi) in grado di fare le designazioni delle ultime quattro giornate del torneo".
Infine, Condò evidenzia il ruolo della governance federale: "E' una situazione in cui Gravina doveva e poteva intervenire, come ha fatto", lasciando però aperta una possibilità futura: "Il commissario resta sullo sfondo, però adesso non mi stupirei se da parte delle componenti calcistiche ci fosse una spinta verso l'unità".
di Redazione
27/04/2026 - 21:36
Paolo Condò, giornalista e opinionista di Sky Sport, negli studi dell'emittente ha commentato il caso Rocchi: "Sembra che questo lunedì va nella direzione di un'inchiesta che si sta un po' sgonfiando".
Il focus si restringe così al solo ambito arbitrale: "Perchè se sono implicati soltanto gli arbitri, e sappiamo che al momento le cose sono così, diventa una gravissima questione di faida arbitrale".
Una dinamica che, secondo Condò, evidenzia criticità interne già note: "Che la dice anche lunga sulla situazione in cui probabilmente bisognava intervenire in qualche modo prima".
Il giornalista sottolinea quindi come l'assenza di tesserati nerazzurri tra gli indagati abbia inciso sulla portata dell'inchiesta: "Il fatto che sia stata almeno per il momento esclusa la presenza di tesserati dell'Inter fa sì che questa inchiesta, ripeto, a lunedì si sia sgonfiata rispetto a quello che sembrava sabato".
L'analisi si sposta poi sul piano istituzionale, in particolare sull'ipotesi di commissariamento della FIGC, apparsa concreta nelle ore precedenti. Anche su questo fronte, il quadro sembra essersi raffreddato: "Per quel che riguarda i suoi risvolti politici, anche qui sabato abbiamo avuto tutti la sensazione [...] che il commissario Figc stesse diventando qualcosa di inevitabile".
Una prospettiva oggi meno imminente, anche grazie a un intervento interno: "Oggi è stato immediatamente ripristinato un capo del settore arbitrale (Tommasi) in grado di fare le designazioni delle ultime quattro giornate del torneo".
Infine, Condò evidenzia il ruolo della governance federale: "E' una situazione in cui Gravina doveva e poteva intervenire, come ha fatto", lasciando però aperta una possibilità futura: "Il commissario resta sullo sfondo, però adesso non mi stupirei se da parte delle componenti calcistiche ci fosse una spinta verso l'unità".