Calcio
SKY - Di Marzio: "Milan, il primo sacrificato è Tare, Allegri, in caso di qualificazione in Champions, costerà 20 milioni lordi"
15.05.2026 11:04 di Napoli Magazine
aA

Gianluca Di Marzio, giornalista ed esperto di mercato di Sky Sport, nel podcast quotidiano Caffè Di Marzio, si è soffermato sul futuro di Massimiliano Allegri, tecnico del Milan e su quello di Igli Tare, direttore sportivo: "Sono ore decisive, giorni decisivi per capire quale fazione vincerà e risulterà poi alla fine più forte e più potente all’interno del pianeta Milan e che potrà poi decidere su quali personaggi puntare. Il primo sacrificato si è capito ormai è Igli Tare. È vero che continuare a cambiare direttori e allenatori non è sicuramente un segno di programmazione e continuità, né di dare il tempo ai professionisti di lavorare, ma è evidentemente che la proprietà ha deciso intanto di sacrificare Iglitare, sull’altare di alcune operazioni che non hanno convinto, vedi Nkunku o gli Jashari. È chiaro anche che Igli Tare però è stato l’uomo che ha convinto, per esempio, Luka Modric a scegliere il Milan e Luka Modric è stato determinante per portare il Milan a questo livello, a essere comunque ancora in corsa per la Champions League fino a due giornate dalla fine. Igli Tare ha sempre avuto bisogno di tempo per costruire e soprattutto di autonomia. Gli è stata data questa autonomia: dubito che alcune operazioni sarebbero state già chiuse, vedi Ricci. Altre a gennaio non le ha potute fare: aveva un budget zero per prendere un attaccante e quindi è riuscito a prendere Fulkrug perché era l’unica operazione che poteva realizzare in quel momento praticamente senza spendere un euro. Poi invece, negli ultimi giorni di mercato, la società — anzi la proprietà — ha trovato i 30 milioni da spendere per Mateta. Queste sono operazioni di cui Allegri e Tare erano in quel momento all’oscuro. Poi altre possibili operazioni per il futuro, vedi Andre del Corinthians, non erano passate da Tare. Insomma, sicuramente non c’è stato quel feeling, non c’è stata quella voglia di dare a Igli Tare il potere decisionale su determinati acquisti e quindi, quando non c’è questa fiducia nei confronti di un direttore sportivo, a quel punto diventa anche inutile continuare. Ma anche dalla parte dello stesso Tare, perché credo che anche Tare alla fine avesse deciso comunque di fare un passo indietro, perché non c’erano le condizioni per poter lavorare. Venendo invece al discorso di Allegri, so soltanto che Allegri, in caso di qualificazione in Champions, avrà un anno in più di contratto e quindi esonerare un allenatore, nel caso di un quarto posto, con due anni di contratto e circa 20 milioni lordi, non so sinceramente se questo Milan vorrà davvero farlo. Penso che Allegri non rinuncerà a questo contratto, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro. Sicuramente vorrà sedersi con chi deciderà — Cardinale, Furlani, Ibrahimovic, Moncada — non sappiamo chi avrà il potere di decidere quale sarà la linea di mercato per il futuro. Ma Allegri pretenderà delle garanzie dal punto di vista della costruzione della squadra, perché evidentemente durante l’estate e anche a gennaio non tutte le sue richieste sono state esaudite. Giocatori come Rabiot, quelli sì, Allegri li aveva chiesti e personalmente si è poi anche mosso per ottenerli. Allegri andrà avanti, il nuovo presidente della FIGC non è stato ancora eletto e soprattutto non ha ancora deciso su chi puntare, ma non arrivano segnali davvero diretti di un Allegri che sicuramente sarà il nuovo CT. Ecco perché il Milan dovrà fare i conti con questo contratto e con la volontà di Allegri, che è quella di allenare il Milan. Ma quale sarà la piramide dirigenziale del nuovo Milan? Parlando e sentendo l’intervista di Cardinale, il nome di Max Allegri viene almeno in tre occasioni sottolineato ed è evidente che Cardinale pensi che Allegri possa essere un punto di riferimento. Tornerà davvero Galliani all’interno del Milan? Magari può essere così: Galliani e Allegri hanno un rapporto straordinario che va al di là dell’esperienza che hanno avuto insieme. Se così fosse cambierebbe tutto il mondo Milan: arriverebbe un nuovo amministratore delegato. Ieri Peppe Di Stefano su Sky parlava di Giovanni Carnevali. Arriverebbe un nuovo direttore sportivo: potrebbe essere Tognozzi, che ha fatto benissimo sia alla Juventus sia al Rio Ave e piace anche alla Roma, oppure Giovanni Rossi, uomo legato ad Allegri. Vorrebbe dire che la corrente Allegri vincerebbe. Non è sicuro però che alla fine sarà questa la svolta dirigenziale del Milan, perché potrebbe vincere invece la fazione legata a Furlani. Furlani potrebbe anche allearsi con Ibrahimovic, perché nelle ultime settimane sembrano più a stretto contatto, e se fosse così arriverebbe un direttore sportivo come Tare e potrebbe arrivare un allenatore come Italiano. Insomma, siamo alle prese con una guerra di potere all’interno dirigenziale, con un allenatore che ha voglia di rimanere ma si rende conto che la fiducia nei suoi confronti, soprattutto da alcune parti del club, sta venendo meno; un direttore sportivo che praticamente è stato già esautorato ma si trova comunque all’interno del mondo Milan e non sa come esporsi nei confronti dei giocatori, perché anche i giocatori stessi hanno capito che lui se ne andrà. Insomma, il Milan ha bisogno assolutamente di una linea chiara, di una forza diversa a livello sia esterno per convincere il pubblico, che è assolutamente critico nei confronti del club, sia interno, perché allenatore e direttore sportivo — chiunque sarà — hanno bisogno di una guida forte e stabile per poter raggiungere determinati risultati. Intanto le parole di Cardinale rappresentano un primo segnale che forse qualcosa il proprietario del Milan vuole davvero cambiare".

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
SKY - Di Marzio: "Milan, il primo sacrificato è Tare, Allegri, in caso di qualificazione in Champions, costerà 20 milioni lordi"

di Redazione

15/05/2026 - 11:04

Gianluca Di Marzio, giornalista ed esperto di mercato di Sky Sport, nel podcast quotidiano Caffè Di Marzio, si è soffermato sul futuro di Massimiliano Allegri, tecnico del Milan e su quello di Igli Tare, direttore sportivo: "Sono ore decisive, giorni decisivi per capire quale fazione vincerà e risulterà poi alla fine più forte e più potente all’interno del pianeta Milan e che potrà poi decidere su quali personaggi puntare. Il primo sacrificato si è capito ormai è Igli Tare. È vero che continuare a cambiare direttori e allenatori non è sicuramente un segno di programmazione e continuità, né di dare il tempo ai professionisti di lavorare, ma è evidentemente che la proprietà ha deciso intanto di sacrificare Iglitare, sull’altare di alcune operazioni che non hanno convinto, vedi Nkunku o gli Jashari. È chiaro anche che Igli Tare però è stato l’uomo che ha convinto, per esempio, Luka Modric a scegliere il Milan e Luka Modric è stato determinante per portare il Milan a questo livello, a essere comunque ancora in corsa per la Champions League fino a due giornate dalla fine. Igli Tare ha sempre avuto bisogno di tempo per costruire e soprattutto di autonomia. Gli è stata data questa autonomia: dubito che alcune operazioni sarebbero state già chiuse, vedi Ricci. Altre a gennaio non le ha potute fare: aveva un budget zero per prendere un attaccante e quindi è riuscito a prendere Fulkrug perché era l’unica operazione che poteva realizzare in quel momento praticamente senza spendere un euro. Poi invece, negli ultimi giorni di mercato, la società — anzi la proprietà — ha trovato i 30 milioni da spendere per Mateta. Queste sono operazioni di cui Allegri e Tare erano in quel momento all’oscuro. Poi altre possibili operazioni per il futuro, vedi Andre del Corinthians, non erano passate da Tare. Insomma, sicuramente non c’è stato quel feeling, non c’è stata quella voglia di dare a Igli Tare il potere decisionale su determinati acquisti e quindi, quando non c’è questa fiducia nei confronti di un direttore sportivo, a quel punto diventa anche inutile continuare. Ma anche dalla parte dello stesso Tare, perché credo che anche Tare alla fine avesse deciso comunque di fare un passo indietro, perché non c’erano le condizioni per poter lavorare. Venendo invece al discorso di Allegri, so soltanto che Allegri, in caso di qualificazione in Champions, avrà un anno in più di contratto e quindi esonerare un allenatore, nel caso di un quarto posto, con due anni di contratto e circa 20 milioni lordi, non so sinceramente se questo Milan vorrà davvero farlo. Penso che Allegri non rinuncerà a questo contratto, non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro. Sicuramente vorrà sedersi con chi deciderà — Cardinale, Furlani, Ibrahimovic, Moncada — non sappiamo chi avrà il potere di decidere quale sarà la linea di mercato per il futuro. Ma Allegri pretenderà delle garanzie dal punto di vista della costruzione della squadra, perché evidentemente durante l’estate e anche a gennaio non tutte le sue richieste sono state esaudite. Giocatori come Rabiot, quelli sì, Allegri li aveva chiesti e personalmente si è poi anche mosso per ottenerli. Allegri andrà avanti, il nuovo presidente della FIGC non è stato ancora eletto e soprattutto non ha ancora deciso su chi puntare, ma non arrivano segnali davvero diretti di un Allegri che sicuramente sarà il nuovo CT. Ecco perché il Milan dovrà fare i conti con questo contratto e con la volontà di Allegri, che è quella di allenare il Milan. Ma quale sarà la piramide dirigenziale del nuovo Milan? Parlando e sentendo l’intervista di Cardinale, il nome di Max Allegri viene almeno in tre occasioni sottolineato ed è evidente che Cardinale pensi che Allegri possa essere un punto di riferimento. Tornerà davvero Galliani all’interno del Milan? Magari può essere così: Galliani e Allegri hanno un rapporto straordinario che va al di là dell’esperienza che hanno avuto insieme. Se così fosse cambierebbe tutto il mondo Milan: arriverebbe un nuovo amministratore delegato. Ieri Peppe Di Stefano su Sky parlava di Giovanni Carnevali. Arriverebbe un nuovo direttore sportivo: potrebbe essere Tognozzi, che ha fatto benissimo sia alla Juventus sia al Rio Ave e piace anche alla Roma, oppure Giovanni Rossi, uomo legato ad Allegri. Vorrebbe dire che la corrente Allegri vincerebbe. Non è sicuro però che alla fine sarà questa la svolta dirigenziale del Milan, perché potrebbe vincere invece la fazione legata a Furlani. Furlani potrebbe anche allearsi con Ibrahimovic, perché nelle ultime settimane sembrano più a stretto contatto, e se fosse così arriverebbe un direttore sportivo come Tare e potrebbe arrivare un allenatore come Italiano. Insomma, siamo alle prese con una guerra di potere all’interno dirigenziale, con un allenatore che ha voglia di rimanere ma si rende conto che la fiducia nei suoi confronti, soprattutto da alcune parti del club, sta venendo meno; un direttore sportivo che praticamente è stato già esautorato ma si trova comunque all’interno del mondo Milan e non sa come esporsi nei confronti dei giocatori, perché anche i giocatori stessi hanno capito che lui se ne andrà. Insomma, il Milan ha bisogno assolutamente di una linea chiara, di una forza diversa a livello sia esterno per convincere il pubblico, che è assolutamente critico nei confronti del club, sia interno, perché allenatore e direttore sportivo — chiunque sarà — hanno bisogno di una guida forte e stabile per poter raggiungere determinati risultati. Intanto le parole di Cardinale rappresentano un primo segnale che forse qualcosa il proprietario del Milan vuole davvero cambiare".