Il giorno successivo alla sconfitta di Lecce, l’ospite di Udinese Tonight è Kingsley Ehizibue. Con l’esterno bianconero si è parlato della prestazione del Via del Mare, dell’approccio alle critiche, del suo rapporto con mister Runjaic e con la fede e di tanto altro. Come vanno le cose per Kingsley dopo il match contro i giallorossi? “Dal punto di vista fisico va tutto bene, ho preso una botta a fine partita ma non è nulla di grave. Sono deluso invece per la sconfitta, perché abbiamo buttato un punto. Come dispiace ai tifosi, dispiace anche a noi: era una partita importante ma siamo tornati senza aver fatto punti”. I bianconeri ci tenevano a fare bene, contro un avversario tutt’altro che semplice: “È stata una partita difficile, non ci sono gare facili in Serie A, tutti i punti sono importanti”. Ehizibue non vuole trovare scuse per la sconfitta: “Il campo era brutto, ma non deve essere una scusa, perché il campo era lo stesso anche per loro”. Riconosce, inoltre, che sono stati i dettagli a fare la differenza domenica: “È stata una partita che si è decisa sui dettagli: un passaggio sbagliato, una rimessa sbagliata, una punizione, uno scivolone, tante piccole cose”. A rendere più difficili le cose per i bianconeri è stata anche l’assenza in attacco di Keinan Davis, ma anche questo ostacolo va superato secondo l’esterno olandese: “Tutti sappiamo l’importanza che ha Davis per noi, ha tanta qualità e protegge bene il pallone. Abbiamo altri giocatori forti in quel ruolo, ma lui è di un livello superiore. Ora mancherà ancora per qualche settimana e dobbiamo trovare una soluzione”. Recentemente, Kingsley Ehizibue ha tagliato il traguardo delle 100 presenze in Serie A con l’Udinese: è il veterano dei bianconeri in questo momento. “Io sono grato per la possibilità di giocare per un club con una grande storia, sono orgoglioso di indossare questa maglia” afferma Ehizibue, che in quattro anni a Udine ha visto passare tanti giocatori, ma con una certezza: “Questo è il gruppo più forte che abbiamo da quando sono qui. Abbiamo tanta qualità, un buon mix di giovani ed esperti, tutti possono dare il loro contributo sul campo. Possiamo fare una bella stagione, ma per farla sono importanti anche partite come quella di Lecce. Contro le big abbiamo giocato bene, ma anche le partite contro Lecce, Verona, Sassuolo, ecc. sono importanti e dobbiamo avere la stessa attenzione”. Tanti compagni, ma anche diversi allenatori per Kingsley, che ha un buon rapporto con mister Runjaic: “È diverso dai suoi predecessori nella gestione dello spogliatoio, negli allenamenti, nella preparazione fisica. Gli allenamenti sono duri, a livello fisico siamo forti, ha cambiato tante piccole cose. Vuole che giochiamo sempre il pallone, a volte va bene, a volte no, ma lo facciamo. È una persona molto diretta, mi dice con chiarezza quando gioco bene e quando no, poi ha stabilito delle regole in spogliatoio. Per avere una squadra unita le regole servono, come serve il rispetto per l’allenatore e i dirigenti”. Dirigenti come il responsabile dell’area tecnica Gokhan Inler: “Con Gokhan parlo tanto, lui ci aiuta molto, è sempre disponibile e presente. Organizza anche tante attività importanti per i più giovani”. Nonostante il costante impegno sul campo, nel corso del tempo sono arrivate numerose critiche all’esterno bianconero, non sempre limitate alle questioni di campo. Lui, però, le accetta con filosofia: “Le critiche fanno parte del calcio, tutti vogliono vederci vincere e giocare bene. Non posso evitare che le critiche ci siano, posso agire solo su quello che faccio in campo. Io non mi lamento, lavoro duro e punto a migliorare e aiutare i compagni. In ogni caso, le critiche possono essere anche utili”. Questo non vuol dire, però, che non soffra leggendone o sentendone alcune: “Mi fanno stare male, abbiamo delle emozioni anche noi calciatori. Mi vedete sempre sorridente, ma posso essere triste o arrabbiato anche io. Sto male, però, anche quando la gente viene allo stadio per noi e noi perdiamo o giochiamo male”. C’è comunque tanta gioia a Udine per Kingsley: “Sono sempre felice di giocare per questa squadra, mi sento bene quando vinciamo e quando sto con i tifosi”. Ehizibue riconosce di dover migliorare in alcuni aspetti del suo gioco: “Devo migliorare sulla costanza. Contro la Roma ho giocato bene, contro il Lecce meno bene. Ho trent’anni, su altri lati ormai sono maturo, ma devo trovare più costanza, come deve farlo anche la squadra. Magari da fuori sembra che mi disconnetta in certi momenti della partita, ma in realtà penso troppo e dovrei farlo di meno. Il calcio è velocissimo, non devi pensare, devi agire. Se ti fermi a pensare hai già perso il momento”. Proprio contro Roma e Lecce il numero 19 bianconero è tornato nell’undici titolare per l’infortunio che ha colpito l’altro esterno destro in rosa, Alessandro Zanoli: “Con Zanoli mi trovo bene, lui è un giocatore di qualità e ha anche un grande cuore. Sono dispiaciuto per il suo infortunio, è difficile per lui e per tutta la squadra, lo aspetto in campo più forte di prima”. Ehizibue sta sostituendo Zanoli nel ruolo di quinto, ma in passato ha giocato spesso anche a quattro: “Non voglio dire che per me giocare da quarto o da quinto sia la stessa cosa, ma mi sento bene in entrambi i ruoli, poi dipende anche dall’avversario. In Germania giocavo sempre a quattro, qua quasi sempre da quinto e ci sono delle differenze. Io non ho il dribbling tra le mie caratteristiche, ma piuttosto la corsa. I dribbling li può fare Zanoli, io sono un giocatore diverso”. Si passa poi a parlare di fede e religione, importantissime nella vita di Kingsley: “La fede per me è fondamentale, Gesù mi dà la forza. La religione è la base per me, quando le cose vanno male è lì che trovo la forza. Il calcio è importante per me, ma la mia carriera durerà ancora sei o sette anni, mentre la fede è per sempre. Me l’hanno trasmessa i miei genitori, ma ho anche diversi amici come me. Non sono sempre stato così credente, soprattutto quando ero molto giovane, poi crescendo lo sono diventato”. Non è l’unico tra i bianconeri ad avere una forte fede: “In spogliatoio ci sono anche Zemura e Davis che sono molto credenti”. Altro aspetto importante della vita di Ehizibue è la musica: “Canto ancora, in doccia o magari mentre suono il pianoforte. Preferisco però suonare piuttosto che cantare. In questo periodo ascolto tanta musica gospel”. La chiacchierata si chiude con una dichiarazione di intenti per questa seconda parte di stagione: “Adesso non dobbiamo mollare e continuare a fare punti fino alla fine. L’obiettivo possono essere i 50 punti, poi vediamo se si può fare qualcosa in più. A tutti noi piacerebbe giocare per qualcosa di importante, siamo l’Udinese, dobbiamo crederci: è la nostra forza”. UC_ISFVG.png
di Redazione
10/02/2026 - 21:38
Il giorno successivo alla sconfitta di Lecce, l’ospite di Udinese Tonight è Kingsley Ehizibue. Con l’esterno bianconero si è parlato della prestazione del Via del Mare, dell’approccio alle critiche, del suo rapporto con mister Runjaic e con la fede e di tanto altro. Come vanno le cose per Kingsley dopo il match contro i giallorossi? “Dal punto di vista fisico va tutto bene, ho preso una botta a fine partita ma non è nulla di grave. Sono deluso invece per la sconfitta, perché abbiamo buttato un punto. Come dispiace ai tifosi, dispiace anche a noi: era una partita importante ma siamo tornati senza aver fatto punti”. I bianconeri ci tenevano a fare bene, contro un avversario tutt’altro che semplice: “È stata una partita difficile, non ci sono gare facili in Serie A, tutti i punti sono importanti”. Ehizibue non vuole trovare scuse per la sconfitta: “Il campo era brutto, ma non deve essere una scusa, perché il campo era lo stesso anche per loro”. Riconosce, inoltre, che sono stati i dettagli a fare la differenza domenica: “È stata una partita che si è decisa sui dettagli: un passaggio sbagliato, una rimessa sbagliata, una punizione, uno scivolone, tante piccole cose”. A rendere più difficili le cose per i bianconeri è stata anche l’assenza in attacco di Keinan Davis, ma anche questo ostacolo va superato secondo l’esterno olandese: “Tutti sappiamo l’importanza che ha Davis per noi, ha tanta qualità e protegge bene il pallone. Abbiamo altri giocatori forti in quel ruolo, ma lui è di un livello superiore. Ora mancherà ancora per qualche settimana e dobbiamo trovare una soluzione”. Recentemente, Kingsley Ehizibue ha tagliato il traguardo delle 100 presenze in Serie A con l’Udinese: è il veterano dei bianconeri in questo momento. “Io sono grato per la possibilità di giocare per un club con una grande storia, sono orgoglioso di indossare questa maglia” afferma Ehizibue, che in quattro anni a Udine ha visto passare tanti giocatori, ma con una certezza: “Questo è il gruppo più forte che abbiamo da quando sono qui. Abbiamo tanta qualità, un buon mix di giovani ed esperti, tutti possono dare il loro contributo sul campo. Possiamo fare una bella stagione, ma per farla sono importanti anche partite come quella di Lecce. Contro le big abbiamo giocato bene, ma anche le partite contro Lecce, Verona, Sassuolo, ecc. sono importanti e dobbiamo avere la stessa attenzione”. Tanti compagni, ma anche diversi allenatori per Kingsley, che ha un buon rapporto con mister Runjaic: “È diverso dai suoi predecessori nella gestione dello spogliatoio, negli allenamenti, nella preparazione fisica. Gli allenamenti sono duri, a livello fisico siamo forti, ha cambiato tante piccole cose. Vuole che giochiamo sempre il pallone, a volte va bene, a volte no, ma lo facciamo. È una persona molto diretta, mi dice con chiarezza quando gioco bene e quando no, poi ha stabilito delle regole in spogliatoio. Per avere una squadra unita le regole servono, come serve il rispetto per l’allenatore e i dirigenti”. Dirigenti come il responsabile dell’area tecnica Gokhan Inler: “Con Gokhan parlo tanto, lui ci aiuta molto, è sempre disponibile e presente. Organizza anche tante attività importanti per i più giovani”. Nonostante il costante impegno sul campo, nel corso del tempo sono arrivate numerose critiche all’esterno bianconero, non sempre limitate alle questioni di campo. Lui, però, le accetta con filosofia: “Le critiche fanno parte del calcio, tutti vogliono vederci vincere e giocare bene. Non posso evitare che le critiche ci siano, posso agire solo su quello che faccio in campo. Io non mi lamento, lavoro duro e punto a migliorare e aiutare i compagni. In ogni caso, le critiche possono essere anche utili”. Questo non vuol dire, però, che non soffra leggendone o sentendone alcune: “Mi fanno stare male, abbiamo delle emozioni anche noi calciatori. Mi vedete sempre sorridente, ma posso essere triste o arrabbiato anche io. Sto male, però, anche quando la gente viene allo stadio per noi e noi perdiamo o giochiamo male”. C’è comunque tanta gioia a Udine per Kingsley: “Sono sempre felice di giocare per questa squadra, mi sento bene quando vinciamo e quando sto con i tifosi”. Ehizibue riconosce di dover migliorare in alcuni aspetti del suo gioco: “Devo migliorare sulla costanza. Contro la Roma ho giocato bene, contro il Lecce meno bene. Ho trent’anni, su altri lati ormai sono maturo, ma devo trovare più costanza, come deve farlo anche la squadra. Magari da fuori sembra che mi disconnetta in certi momenti della partita, ma in realtà penso troppo e dovrei farlo di meno. Il calcio è velocissimo, non devi pensare, devi agire. Se ti fermi a pensare hai già perso il momento”. Proprio contro Roma e Lecce il numero 19 bianconero è tornato nell’undici titolare per l’infortunio che ha colpito l’altro esterno destro in rosa, Alessandro Zanoli: “Con Zanoli mi trovo bene, lui è un giocatore di qualità e ha anche un grande cuore. Sono dispiaciuto per il suo infortunio, è difficile per lui e per tutta la squadra, lo aspetto in campo più forte di prima”. Ehizibue sta sostituendo Zanoli nel ruolo di quinto, ma in passato ha giocato spesso anche a quattro: “Non voglio dire che per me giocare da quarto o da quinto sia la stessa cosa, ma mi sento bene in entrambi i ruoli, poi dipende anche dall’avversario. In Germania giocavo sempre a quattro, qua quasi sempre da quinto e ci sono delle differenze. Io non ho il dribbling tra le mie caratteristiche, ma piuttosto la corsa. I dribbling li può fare Zanoli, io sono un giocatore diverso”. Si passa poi a parlare di fede e religione, importantissime nella vita di Kingsley: “La fede per me è fondamentale, Gesù mi dà la forza. La religione è la base per me, quando le cose vanno male è lì che trovo la forza. Il calcio è importante per me, ma la mia carriera durerà ancora sei o sette anni, mentre la fede è per sempre. Me l’hanno trasmessa i miei genitori, ma ho anche diversi amici come me. Non sono sempre stato così credente, soprattutto quando ero molto giovane, poi crescendo lo sono diventato”. Non è l’unico tra i bianconeri ad avere una forte fede: “In spogliatoio ci sono anche Zemura e Davis che sono molto credenti”. Altro aspetto importante della vita di Ehizibue è la musica: “Canto ancora, in doccia o magari mentre suono il pianoforte. Preferisco però suonare piuttosto che cantare. In questo periodo ascolto tanta musica gospel”. La chiacchierata si chiude con una dichiarazione di intenti per questa seconda parte di stagione: “Adesso non dobbiamo mollare e continuare a fare punti fino alla fine. L’obiettivo possono essere i 50 punti, poi vediamo se si può fare qualcosa in più. A tutti noi piacerebbe giocare per qualcosa di importante, siamo l’Udinese, dobbiamo crederci: è la nostra forza”. UC_ISFVG.png