Si chiude nel migliore dei modi, superando ogni aspettativa, la ventunesima edizione di Cortinametraggio, che si conferma ancora una volta come uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama dedicato al cortometraggio.
Una sfida tutt’altro che scontata, segnata dal contesto del cantiere olimpico e dalla conseguente indisponibilità delle consuete location, a partire dal Centro Polifunzionale Alexander Girardi Hall. Una criticità affrontata con prontezza, grazie a soluzioni alternative efficaci come l’adattamento della hall dell’Hotel de la Poste, trasformata in uno spazio accogliente e funzionale, e l’utilizzo del palco di Casa Esselunga.
Resta centrale lo spirito del festival, che continua a puntare sull’incontro e sulla formazione delle nuove generazioni. Fin dalla giornata di apertura, i giovani registi selezionati hanno avuto modo di presentarsi, confrontarsi con i giurati e condividere esperienze e visioni, in un clima di scambio concreto e partecipato.
Il confronto ha acceso i riflettori sulle peculiarità del cortometraggio, formato che impone rigore e sintesi: i registi hanno evidenziato le difficoltà nel mantenere equilibrio narrativo quando si è costretti a ridurre o rinunciare a parti del racconto. Un passaggio fondamentale nel percorso di crescita, come dimostrato anche dall’esperienza di Paolo Genovese, che durante la sua masterclass ha offerto consigli pratici sul mestiere.
Grande spazio anche ai momenti di pitching, in cui i giovani autori hanno presentato i propri progetti a importanti realtà produttive come Eagle Pictures, Wildside, Demba Group e Groenlandia Group, mettendo alla prova capacità di sintesi, efficacia comunicativa e originalità.
Cortinametraggio si conferma così non solo vetrina, ma spazio di relazione e crescita, dove il dialogo tra professionisti e nuove generazioni diventa il vero motore del festival. In questa direzione si inserisce anche il panel sul linguaggio cinematografico con Marianna Cappi e Francesca Massaro di WGI la prima ha ribadito il ruolo centrale dello sceneggiatore come “primo mattone” del film, la seconda ha evidenziato il legame tra scrittura e produzione, sottolineando anche il valore della commedia come strumento capace di raccontare verità con leggerezza.
Tra gli appuntamenti, anche “Esperienza Paralimpiadi”, con l’intervento di Davide Giorgi, che ha offerto una riflessione sul valore sociale dello sport paralimpico. Un mondo ancora poco raccontato, fatto di storie di riscatto e determinazione, per il quale è emersa anche l’idea di un cortometraggio capace di superare il “pietismo” e favorire un cambiamento culturale, ancora necessario soprattutto in Italia. Per la realizzazione del progetto sarà fondamentale la collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, rappresentato dalla presidente Gabriella Buontempo durante il panel in cui ha offerto una riflessione sul valore della formazione e sul sostegno ai nuovi talenti, tema da sempre centrale nella filosofia di Cortinametraggio, festival che negli anni ha rappresentato un punto di partenza per molti giovani autori.
Ampio spazio anche alla comunicazione con Anna Vitiello di OBE, che ha evidenziato come i brand si stiano orientando verso contenuti sempre più vicini al linguaggio cinematografico: non più semplici spot, ma racconti capaci di intrattenere e trasmettere valori in modo autentico.
Sul fronte istituzionale, Andrea Agostini ha illustrato il lavoro della Fondazione Marche Cultura, sottolineando come la valorizzazione del territorio passi non solo dai finanziamenti ma anche dalla costruzione di un’identità culturale condivisa. Maurizio Gemma e Titta Fiore hanno ripercorso le attività che nell’ultimo ventennio sono state portate avanti dalla Film Commission Regione Campania volte a creare le condizioni per far crescere l’industria cinematografica sul territorio e non solo disporre degli strumenti per accogliere le produzioni che arrivano da fuori.
Un approccio che trova riscontro anche nell’intervento di Margherita Sarli dell’APT Basilicata, dove il cinema diventa strumento di promozione territoriale: la Basilicata viene raccontata come parte integrante della narrazione, tra esperienze legate a Rocco Papaleo e produzioni di successo come Imma Tataranni - Sostituto procuratore.
Importante anche il contributo di Andrea Miccichè, presidente del Nuovo IMAIE, che ha ribadito il ruolo dell’ente nel sostegno agli artisti, dalla genitorialità al finanziamento di cortometraggi e documentari.
Infine, dall’incontro con professionisti della comunicazione, agenti e casting director è emersa una linea chiara: il settore si fonda su dialogo, fiducia e strategia. Dai cortometraggi come banco di prova fino al rapporto con produzioni e media, resta centrale la capacità di costruire contenuti autentici e solidi, in grado di distinguersi in un mercato sempre più competitivo. Ospite d’eccezione l’artista londinese Endless, tra gli street artist più noti a livello internazionale, primo a esporre alla Biennale Arte di Venezia e a realizzare un’opera permanente agli Uffizi. Si è fatto conoscere dal pubblico non solo attraverso il documentario presentato nella sezione OBE e di cui è protagonista, ma anche partecipando attivamente al festival, personalizzando dal vivo magliette e gadget con la sua iconica bomboletta nera. Non sono mancati i momenti di intrattenimento e ilarità grazie alle incursioni serali di Walter Di Francesco, noto come il “mentalista dei vip” che con le sue performance ha divertito e stupito gli ospiti del festival.
di Redazione
28/03/2026 - 14:45
Si chiude nel migliore dei modi, superando ogni aspettativa, la ventunesima edizione di Cortinametraggio, che si conferma ancora una volta come uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama dedicato al cortometraggio.
Una sfida tutt’altro che scontata, segnata dal contesto del cantiere olimpico e dalla conseguente indisponibilità delle consuete location, a partire dal Centro Polifunzionale Alexander Girardi Hall. Una criticità affrontata con prontezza, grazie a soluzioni alternative efficaci come l’adattamento della hall dell’Hotel de la Poste, trasformata in uno spazio accogliente e funzionale, e l’utilizzo del palco di Casa Esselunga.
Resta centrale lo spirito del festival, che continua a puntare sull’incontro e sulla formazione delle nuove generazioni. Fin dalla giornata di apertura, i giovani registi selezionati hanno avuto modo di presentarsi, confrontarsi con i giurati e condividere esperienze e visioni, in un clima di scambio concreto e partecipato.
Il confronto ha acceso i riflettori sulle peculiarità del cortometraggio, formato che impone rigore e sintesi: i registi hanno evidenziato le difficoltà nel mantenere equilibrio narrativo quando si è costretti a ridurre o rinunciare a parti del racconto. Un passaggio fondamentale nel percorso di crescita, come dimostrato anche dall’esperienza di Paolo Genovese, che durante la sua masterclass ha offerto consigli pratici sul mestiere.
Grande spazio anche ai momenti di pitching, in cui i giovani autori hanno presentato i propri progetti a importanti realtà produttive come Eagle Pictures, Wildside, Demba Group e Groenlandia Group, mettendo alla prova capacità di sintesi, efficacia comunicativa e originalità.
Cortinametraggio si conferma così non solo vetrina, ma spazio di relazione e crescita, dove il dialogo tra professionisti e nuove generazioni diventa il vero motore del festival. In questa direzione si inserisce anche il panel sul linguaggio cinematografico con Marianna Cappi e Francesca Massaro di WGI la prima ha ribadito il ruolo centrale dello sceneggiatore come “primo mattone” del film, la seconda ha evidenziato il legame tra scrittura e produzione, sottolineando anche il valore della commedia come strumento capace di raccontare verità con leggerezza.
Tra gli appuntamenti, anche “Esperienza Paralimpiadi”, con l’intervento di Davide Giorgi, che ha offerto una riflessione sul valore sociale dello sport paralimpico. Un mondo ancora poco raccontato, fatto di storie di riscatto e determinazione, per il quale è emersa anche l’idea di un cortometraggio capace di superare il “pietismo” e favorire un cambiamento culturale, ancora necessario soprattutto in Italia. Per la realizzazione del progetto sarà fondamentale la collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, rappresentato dalla presidente Gabriella Buontempo durante il panel in cui ha offerto una riflessione sul valore della formazione e sul sostegno ai nuovi talenti, tema da sempre centrale nella filosofia di Cortinametraggio, festival che negli anni ha rappresentato un punto di partenza per molti giovani autori.
Ampio spazio anche alla comunicazione con Anna Vitiello di OBE, che ha evidenziato come i brand si stiano orientando verso contenuti sempre più vicini al linguaggio cinematografico: non più semplici spot, ma racconti capaci di intrattenere e trasmettere valori in modo autentico.
Sul fronte istituzionale, Andrea Agostini ha illustrato il lavoro della Fondazione Marche Cultura, sottolineando come la valorizzazione del territorio passi non solo dai finanziamenti ma anche dalla costruzione di un’identità culturale condivisa. Maurizio Gemma e Titta Fiore hanno ripercorso le attività che nell’ultimo ventennio sono state portate avanti dalla Film Commission Regione Campania volte a creare le condizioni per far crescere l’industria cinematografica sul territorio e non solo disporre degli strumenti per accogliere le produzioni che arrivano da fuori.
Un approccio che trova riscontro anche nell’intervento di Margherita Sarli dell’APT Basilicata, dove il cinema diventa strumento di promozione territoriale: la Basilicata viene raccontata come parte integrante della narrazione, tra esperienze legate a Rocco Papaleo e produzioni di successo come Imma Tataranni - Sostituto procuratore.
Importante anche il contributo di Andrea Miccichè, presidente del Nuovo IMAIE, che ha ribadito il ruolo dell’ente nel sostegno agli artisti, dalla genitorialità al finanziamento di cortometraggi e documentari.
Infine, dall’incontro con professionisti della comunicazione, agenti e casting director è emersa una linea chiara: il settore si fonda su dialogo, fiducia e strategia. Dai cortometraggi come banco di prova fino al rapporto con produzioni e media, resta centrale la capacità di costruire contenuti autentici e solidi, in grado di distinguersi in un mercato sempre più competitivo. Ospite d’eccezione l’artista londinese Endless, tra gli street artist più noti a livello internazionale, primo a esporre alla Biennale Arte di Venezia e a realizzare un’opera permanente agli Uffizi. Si è fatto conoscere dal pubblico non solo attraverso il documentario presentato nella sezione OBE e di cui è protagonista, ma anche partecipando attivamente al festival, personalizzando dal vivo magliette e gadget con la sua iconica bomboletta nera. Non sono mancati i momenti di intrattenimento e ilarità grazie alle incursioni serali di Walter Di Francesco, noto come il “mentalista dei vip” che con le sue performance ha divertito e stupito gli ospiti del festival.