Sabato 21 marzo, alle ore 19.00, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, a Napoli, la Fondazione Pietà de’ Turchini - in occasione della Giornata Europea della Musica Antica promossa dal REMA (la rete europea della musica antica) - introdurrà al pubblico napoletano l’Ensemble Cantoría, tra le più autorevoli formazioni specializzate nell’interpretazione del repertorio iberico del Cinquecento, con il concerto Mencía. Duchessa di Calabria.
Dopo l’apertura di stagione dedicata ad Anna Carafa ed il progetto appena realizzato su Giulia De Caro, il trittico si compie con un omaggio ad un’altra donna, figura affascinante e cosmopolita di Mencía de Mendoza. Il programma del concerto intreccia ensaladas (composizioni polifoniche miste, spesso allegoriche e giocose), villancicos (canzoni popolari sacre e profane) e recercadas (pezzi strumentali contrappuntistici), restituendo il paesaggio musicale tra Valencia e Napoli che contribuì a plasmare l’identità culturale della duchessa. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Instituto Cervantes di Napoli e con il sostegno dell’Ambasciata di Spagna in Italia, partner storico della Fondazione.
La duchessa che unì le corti d’Europa
La figura di Mencía de Mendoza (1508–1554), Duchessa di Calabria, incarna l’ideale della dama rinascimentale: nobile, colta, poliglotta e raffinata mecenate delle arti. Nata nelle Fiandre e sposata con Fernando d’Aragona, Duca di Calabria e figlio dell’ultimo re aragonese di Napoli, Mencía condivise con lui un ambizioso progetto culturale: trasformare la corte vicereale di Valencia in un centro di eccellenza artistica paragonabile alle grandi corti europee. Intorno alla sua figura si intrecciarono tradizioni iberiche, fiamminghe e italiane, dando vita a un ambiente cosmopolita in cui architettura, pittura, letteratura e musica dialogavano costantemente. La corte di Mencía divenne così un punto di incontro per intellettuali e artisti provenienti da diverse regioni d’Europa, consolidando la fama di Valencia come centro culturale di primo piano nel Cinquecento.
Tra ensaladas, villancicos e recercadas: un Rinascimento senza confini
Il programma del concerto ricostruisce, con libertà poetica e rigore storico, un possibile paesaggio sonoro che avrebbe potuto accompagnare la vita cortigiana di Mencía. Attraverso diverse sezioni, il concerto propone un viaggio tra i linguaggi musicali coltivati nel suo ambiente, rappresentando i tre mondi che hanno segnato la sua identità: Valencia, le Fiandre e Napoli. Le celebri ensaladas di Mateo Flecha “El Viejo” (1481-1553), compositore spagnolo noto per i suoi lavori vocali polifonici che mescolano elementi colti e popolari, dialogano con i villancicos del Cancionero de Uppsala, raccolta di canzoni spagnole del XVI secolo che restituiscono una dimensione più intima e luminosa. Le pagine strumentali di Diego Ortiz (c. 1510-1570), autore e teorico musicale spagnolo, tratte dal Trattado de Glosas, introducono uno spazio sonoro meditativo e virtuosistico, fondato su una raffinata arte dell’ornamentazione.
A completare il percorso, brani di Bartomeu Cárceres (attivo tra il 1546-1575), compositore e maestro di cappella valenciano, e alcune celebri composizioni del repertorio franco-fiammingo e italiano – tra cui pagine di Clément Janequin, Sermisy, Antoine Busnois e Jacques Arcadelt – testimoniano la straordinaria circolazione degli stili musicali nel Rinascimento europeo. Tra sacro e profano, danza e contemplazione, malinconia e slancio festoso, il concerto delinea il ritratto di un Rinascimento profondamente transnazionale, in cui la musica diventa specchio degli scambi culturali tra le grandi corti europee. Ne emerge un viaggio ideale capace di restituire la complessità di un’epoca e di rendere omaggio al ruolo centrale di una donna che fece della cultura uno strumento di visione, prestigio e dialogo tra mondi.
Cantoría, interpreti del Rinascimento iberico
A dare voce a questo affascinante itinerario musicale è l’Ensemble Cantoría, formazione vocale e strumentale nata nell’ambito della Escola Superior de Música de Catalunya di Barcellona e oggi riconosciuta a livello internazionale per la ricerca e l’interpretazione del repertorio polifonico iberico del Rinascimento. Fondato nel 2016, l’ensemble si è rapidamente affermato nei principali festival di musica antica europei – tra cui Utrecht, Bruges, Ambronay, Lipsia e Cremona – distinguendosi per la freschezza interpretativa e il rigore storico delle sue esecuzioni. Cantoría collabora inoltre con istituzioni accademiche e centri di ricerca per la riscoperta e la diffusione del patrimonio musicale iberico, contribuendo a riportare alla luce pagine fondamentali della tradizione rinascimentale.
di Redazione
17/03/2026 - 09:06
Sabato 21 marzo, alle ore 19.00, nella Chiesa di Santa Caterina da Siena, a Napoli, la Fondazione Pietà de’ Turchini - in occasione della Giornata Europea della Musica Antica promossa dal REMA (la rete europea della musica antica) - introdurrà al pubblico napoletano l’Ensemble Cantoría, tra le più autorevoli formazioni specializzate nell’interpretazione del repertorio iberico del Cinquecento, con il concerto Mencía. Duchessa di Calabria.
Dopo l’apertura di stagione dedicata ad Anna Carafa ed il progetto appena realizzato su Giulia De Caro, il trittico si compie con un omaggio ad un’altra donna, figura affascinante e cosmopolita di Mencía de Mendoza. Il programma del concerto intreccia ensaladas (composizioni polifoniche miste, spesso allegoriche e giocose), villancicos (canzoni popolari sacre e profane) e recercadas (pezzi strumentali contrappuntistici), restituendo il paesaggio musicale tra Valencia e Napoli che contribuì a plasmare l’identità culturale della duchessa. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Instituto Cervantes di Napoli e con il sostegno dell’Ambasciata di Spagna in Italia, partner storico della Fondazione.
La duchessa che unì le corti d’Europa
La figura di Mencía de Mendoza (1508–1554), Duchessa di Calabria, incarna l’ideale della dama rinascimentale: nobile, colta, poliglotta e raffinata mecenate delle arti. Nata nelle Fiandre e sposata con Fernando d’Aragona, Duca di Calabria e figlio dell’ultimo re aragonese di Napoli, Mencía condivise con lui un ambizioso progetto culturale: trasformare la corte vicereale di Valencia in un centro di eccellenza artistica paragonabile alle grandi corti europee. Intorno alla sua figura si intrecciarono tradizioni iberiche, fiamminghe e italiane, dando vita a un ambiente cosmopolita in cui architettura, pittura, letteratura e musica dialogavano costantemente. La corte di Mencía divenne così un punto di incontro per intellettuali e artisti provenienti da diverse regioni d’Europa, consolidando la fama di Valencia come centro culturale di primo piano nel Cinquecento.
Tra ensaladas, villancicos e recercadas: un Rinascimento senza confini
Il programma del concerto ricostruisce, con libertà poetica e rigore storico, un possibile paesaggio sonoro che avrebbe potuto accompagnare la vita cortigiana di Mencía. Attraverso diverse sezioni, il concerto propone un viaggio tra i linguaggi musicali coltivati nel suo ambiente, rappresentando i tre mondi che hanno segnato la sua identità: Valencia, le Fiandre e Napoli. Le celebri ensaladas di Mateo Flecha “El Viejo” (1481-1553), compositore spagnolo noto per i suoi lavori vocali polifonici che mescolano elementi colti e popolari, dialogano con i villancicos del Cancionero de Uppsala, raccolta di canzoni spagnole del XVI secolo che restituiscono una dimensione più intima e luminosa. Le pagine strumentali di Diego Ortiz (c. 1510-1570), autore e teorico musicale spagnolo, tratte dal Trattado de Glosas, introducono uno spazio sonoro meditativo e virtuosistico, fondato su una raffinata arte dell’ornamentazione.
A completare il percorso, brani di Bartomeu Cárceres (attivo tra il 1546-1575), compositore e maestro di cappella valenciano, e alcune celebri composizioni del repertorio franco-fiammingo e italiano – tra cui pagine di Clément Janequin, Sermisy, Antoine Busnois e Jacques Arcadelt – testimoniano la straordinaria circolazione degli stili musicali nel Rinascimento europeo. Tra sacro e profano, danza e contemplazione, malinconia e slancio festoso, il concerto delinea il ritratto di un Rinascimento profondamente transnazionale, in cui la musica diventa specchio degli scambi culturali tra le grandi corti europee. Ne emerge un viaggio ideale capace di restituire la complessità di un’epoca e di rendere omaggio al ruolo centrale di una donna che fece della cultura uno strumento di visione, prestigio e dialogo tra mondi.
Cantoría, interpreti del Rinascimento iberico
A dare voce a questo affascinante itinerario musicale è l’Ensemble Cantoría, formazione vocale e strumentale nata nell’ambito della Escola Superior de Música de Catalunya di Barcellona e oggi riconosciuta a livello internazionale per la ricerca e l’interpretazione del repertorio polifonico iberico del Rinascimento. Fondato nel 2016, l’ensemble si è rapidamente affermato nei principali festival di musica antica europei – tra cui Utrecht, Bruges, Ambronay, Lipsia e Cremona – distinguendosi per la freschezza interpretativa e il rigore storico delle sue esecuzioni. Cantoría collabora inoltre con istituzioni accademiche e centri di ricerca per la riscoperta e la diffusione del patrimonio musicale iberico, contribuendo a riportare alla luce pagine fondamentali della tradizione rinascimentale.