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EVENTO - Il Premio Carosone torna all’Arena Flegrea
23.09.2026 14:46 di Napoli Magazine
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Il Premio Carosone torna all’Arena Flegrea mercoledì 30 settembre, alle 21:00, e celebra, con il maestro Renato, due grandi americani di Napoli che ci hanno lasciato nell’ultimo anno. Come in passato con Pino Daniele, ma non solo, il concerto grosso ideato da Federico Vacalebre con la produzione di Teta Pitteri che ne detiene il marchio, non si limita a valorizzare, diffondere e rilanciare il repertorio dell’artista italiano più suonato nel mondo, ma vuole camminare nella direzione da lui tracciata di una nuova musica napoletana, e quindi italiana, aperta ai contributi del mondo. Capace di veracità ma anche di inclusività, di rispetto per la tradizione, ma anche vogliosa di proiettarsi nel futuro.

Il cast degli artisti premiati è stato presentato in conferenza stampa dall’assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio Cutaia e dall’ideatore e direttore artistico del Premio Carosone Federico VacalebreIl Premio Carosone è promosso e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con Fondi di Coesione Italia 21–27 (Progetti speciali in ambito culturale e turistico 2026). Media partner Canale 21 che trasmetterà il Premio Carosone mercoledì 14 ottobre, alle 23:30; in replica sabato 17 ottobre, alle 12:00. Ingresso gratuito – biglietti disponibili su ETES dalle ore 11:00 di venerdì 25 settembre. 

«Renato Carosone è stato un grandissimo innovatore che ha saputo rendere palese a tutti quanto la canzone napoletana sia un patrimonio vivo, capace di rigenerarsi continuamente attraverso l'incontro e la contaminazione con le altre culture musicali. Il Premio a lui dedicato guarda al futuro, mettendo in dialogo generazioni, linguaggi e sensibilità diverse. Sostenere questa manifestazione significa non soltanto custodire e valorizzare un patrimonio musicale riconosciuto a livello internazionale, ma continuare a farlo parlare alle nuove generazioni. La Campania ha nella musica una delle espressioni più forti della propria cultura che sa farsi straordinario strumento di incontro, partecipazione, conoscenza e apertura al mondo e alle sue culture». Così l’assessore Onofrio Cutaia.

«Quando, nel 2002, è nato il Premio Carosone, la missione che ci eravamo preposti era quella di rilanciare, diffondere, vivificare il repertorio del cantapianista scomparso un anno prima. Ventiquattro anni dopo, Carosone è l’artista italiano più suonato nel mondo, raccontato da biopic, musical, documentari, mostre. Solo nell’ultimo mese l’abbiamo ascoltato riletto da Jovanotti e dai Nu Genea. Senza reclamare meriti, con la consapevolezza che la militanza di lunga durata nella Campania delle mille manifestazioni effimere è di per sé un valore, non ci fermiamo sugli allori ma rilanciamo, con un’edizione che parte dal maestro Renato per continuare a tessere il filo rosso dell’americano di Napoli nel segno di due suoi eredi scomparsi nell’ultimo anno: Peppino Di Capri e James Senese. Ponti verso il neapolitan power di Pino Daniele e, a seguire, tutto quello che è venuto dopo per arrivare sino a Liberato, i Nu Genea, Geolier. Succede così, come in una Piedigrotta postmoderna, che settembre si chiuda sul palco dell’Arena con anziani maestri e giovani virgulti, suoni di ieri che si fanno di domani, omaggi che non sono nostalgia canaglia, né modernariato pezzotto, ma tessere di un puzzle insieme verace e cosmopolita. Musica accogliente per una città accogliente. E con tre pianoforti tre, per un finale a sei mani, tutto da inventare, tutto da ricordare. Cose che solo il Premio Carosone». Così Federico Vacalebre.

Il 30 settembre 2026 all’Arena Flegrea risuoneranno non solo riletture carosoniane, ma anche del repertorio di Peppino Di Capri e di James Senese, quasi a completare il percorso degli americani di Napoli che da Carosone porta a Daniele. E lo faremo con artisti partenopei e non, notissimi e non, al loro debutto sul palco del Premio Carosone e non, giovani e meno giovani. 

Claudio Mattone, nuovamente in scena con il musical dei record «C’era una volta... Scugnizzi», racconterà il suo rapporto con Carosone e Di Capri, gli incastri delle vite di musica. I Fitness Forever ci faranno ascoltare «Ischia», l’ultima canzone incisa da Peppino ed una sua deriva carioca. Gnut e Alessandro D’Alessandro, la loro versione per voce organetto preparato di «E mo’ e mo’»Lorenzo Hengeller terrà insieme Renato, Peppino e James, sulle note del suo pianoforte. Da un secondo pianoforte, Walter Ricci distillerà il sound di «Let’s twist again»

Gigi Finizio regalerà la sua voce a «Champagne» e «Maruzzella»Andrea Sannino a «Un grande amore e niente più» e all’inedito carosoniano «’A signora»Monica Sarnelli ricorderà il maestro accompagnato per decenni come corista intonando «Nun è peccato» e «Frennesia». I Ps5 di Pietro Santangelo passeranno dal tributo a Napoli Centrale di «Campagna» a quello al Senese solista di «Jesc’Allah»Stefano Palatresirammenterà un vecchio Sanremo in cui andò in gara con Proietti e Di Capri per chiedersi «Ma che ne sai se non hai fatto il pianobar?»Enzo Gragnaniello impugnerà la chitarra per misurarsi con «Signo’ dint’’a sta chiesa» e «T’aspetto ‘e nove»Alessandra Tumolillo proseguirà nei tributi intonando «Chiammame» del maestro Mattone e «Tiene n’mano», inedito del Lazzaro Felice lanciato dal docufilm «Pino» e meritevole di cover e nuove vite.

Un gran finale con tre pianoforti, anzi tre pianofortissimi, regalerà la jam della buonanotte con Gigi D’Alessioad unirsi a Hengeller e Ricci.

Sul palco, con gli artisti la backing band diretta da Gigi De Rienzo (basso), con Carlo Fimiani (chitarra), Jerry Popolo (sax), Claudio Romano (batteria) e Pino Tafuto (piano e tastiere).

Il grande spettacolo carosoniano sarà presentato, come sempre, da Noemi GherreroMaria Elena Fabi e Gianni Simioli; e introdotto dalle selezioni newpolitane di Roberto Funaro.

Il Premio Carosone continua a guardare lontano e a portare fortuna. È andato, quando non erano ancora famosi, a Checco Zalone, Sergio Cammariere, Stefano Bollani, Giovanni Allevi. L’anno scorso, tra gli altri, lo abbiamo consegnato a Gonzalo Rubalcaba per il suo album dedicato a Pino Daniele. Un disco ora in nomination per il Latin Grammy nella categoria del latin jazz. Come cantava Guccini, sempre sia lodato, «bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà».

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EVENTO - Il Premio Carosone torna all’Arena Flegrea

di Redazione

23/09/2026 - 14:46

Il Premio Carosone torna all’Arena Flegrea mercoledì 30 settembre, alle 21:00, e celebra, con il maestro Renato, due grandi americani di Napoli che ci hanno lasciato nell’ultimo anno. Come in passato con Pino Daniele, ma non solo, il concerto grosso ideato da Federico Vacalebre con la produzione di Teta Pitteri che ne detiene il marchio, non si limita a valorizzare, diffondere e rilanciare il repertorio dell’artista italiano più suonato nel mondo, ma vuole camminare nella direzione da lui tracciata di una nuova musica napoletana, e quindi italiana, aperta ai contributi del mondo. Capace di veracità ma anche di inclusività, di rispetto per la tradizione, ma anche vogliosa di proiettarsi nel futuro.

Il cast degli artisti premiati è stato presentato in conferenza stampa dall’assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio Cutaia e dall’ideatore e direttore artistico del Premio Carosone Federico VacalebreIl Premio Carosone è promosso e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con Fondi di Coesione Italia 21–27 (Progetti speciali in ambito culturale e turistico 2026). Media partner Canale 21 che trasmetterà il Premio Carosone mercoledì 14 ottobre, alle 23:30; in replica sabato 17 ottobre, alle 12:00. Ingresso gratuito – biglietti disponibili su ETES dalle ore 11:00 di venerdì 25 settembre. 

«Renato Carosone è stato un grandissimo innovatore che ha saputo rendere palese a tutti quanto la canzone napoletana sia un patrimonio vivo, capace di rigenerarsi continuamente attraverso l'incontro e la contaminazione con le altre culture musicali. Il Premio a lui dedicato guarda al futuro, mettendo in dialogo generazioni, linguaggi e sensibilità diverse. Sostenere questa manifestazione significa non soltanto custodire e valorizzare un patrimonio musicale riconosciuto a livello internazionale, ma continuare a farlo parlare alle nuove generazioni. La Campania ha nella musica una delle espressioni più forti della propria cultura che sa farsi straordinario strumento di incontro, partecipazione, conoscenza e apertura al mondo e alle sue culture». Così l’assessore Onofrio Cutaia.

«Quando, nel 2002, è nato il Premio Carosone, la missione che ci eravamo preposti era quella di rilanciare, diffondere, vivificare il repertorio del cantapianista scomparso un anno prima. Ventiquattro anni dopo, Carosone è l’artista italiano più suonato nel mondo, raccontato da biopic, musical, documentari, mostre. Solo nell’ultimo mese l’abbiamo ascoltato riletto da Jovanotti e dai Nu Genea. Senza reclamare meriti, con la consapevolezza che la militanza di lunga durata nella Campania delle mille manifestazioni effimere è di per sé un valore, non ci fermiamo sugli allori ma rilanciamo, con un’edizione che parte dal maestro Renato per continuare a tessere il filo rosso dell’americano di Napoli nel segno di due suoi eredi scomparsi nell’ultimo anno: Peppino Di Capri e James Senese. Ponti verso il neapolitan power di Pino Daniele e, a seguire, tutto quello che è venuto dopo per arrivare sino a Liberato, i Nu Genea, Geolier. Succede così, come in una Piedigrotta postmoderna, che settembre si chiuda sul palco dell’Arena con anziani maestri e giovani virgulti, suoni di ieri che si fanno di domani, omaggi che non sono nostalgia canaglia, né modernariato pezzotto, ma tessere di un puzzle insieme verace e cosmopolita. Musica accogliente per una città accogliente. E con tre pianoforti tre, per un finale a sei mani, tutto da inventare, tutto da ricordare. Cose che solo il Premio Carosone». Così Federico Vacalebre.

Il 30 settembre 2026 all’Arena Flegrea risuoneranno non solo riletture carosoniane, ma anche del repertorio di Peppino Di Capri e di James Senese, quasi a completare il percorso degli americani di Napoli che da Carosone porta a Daniele. E lo faremo con artisti partenopei e non, notissimi e non, al loro debutto sul palco del Premio Carosone e non, giovani e meno giovani. 

Claudio Mattone, nuovamente in scena con il musical dei record «C’era una volta... Scugnizzi», racconterà il suo rapporto con Carosone e Di Capri, gli incastri delle vite di musica. I Fitness Forever ci faranno ascoltare «Ischia», l’ultima canzone incisa da Peppino ed una sua deriva carioca. Gnut e Alessandro D’Alessandro, la loro versione per voce organetto preparato di «E mo’ e mo’»Lorenzo Hengeller terrà insieme Renato, Peppino e James, sulle note del suo pianoforte. Da un secondo pianoforte, Walter Ricci distillerà il sound di «Let’s twist again»

Gigi Finizio regalerà la sua voce a «Champagne» e «Maruzzella»Andrea Sannino a «Un grande amore e niente più» e all’inedito carosoniano «’A signora»Monica Sarnelli ricorderà il maestro accompagnato per decenni come corista intonando «Nun è peccato» e «Frennesia». I Ps5 di Pietro Santangelo passeranno dal tributo a Napoli Centrale di «Campagna» a quello al Senese solista di «Jesc’Allah»Stefano Palatresirammenterà un vecchio Sanremo in cui andò in gara con Proietti e Di Capri per chiedersi «Ma che ne sai se non hai fatto il pianobar?»Enzo Gragnaniello impugnerà la chitarra per misurarsi con «Signo’ dint’’a sta chiesa» e «T’aspetto ‘e nove»Alessandra Tumolillo proseguirà nei tributi intonando «Chiammame» del maestro Mattone e «Tiene n’mano», inedito del Lazzaro Felice lanciato dal docufilm «Pino» e meritevole di cover e nuove vite.

Un gran finale con tre pianoforti, anzi tre pianofortissimi, regalerà la jam della buonanotte con Gigi D’Alessioad unirsi a Hengeller e Ricci.

Sul palco, con gli artisti la backing band diretta da Gigi De Rienzo (basso), con Carlo Fimiani (chitarra), Jerry Popolo (sax), Claudio Romano (batteria) e Pino Tafuto (piano e tastiere).

Il grande spettacolo carosoniano sarà presentato, come sempre, da Noemi GherreroMaria Elena Fabi e Gianni Simioli; e introdotto dalle selezioni newpolitane di Roberto Funaro.

Il Premio Carosone continua a guardare lontano e a portare fortuna. È andato, quando non erano ancora famosi, a Checco Zalone, Sergio Cammariere, Stefano Bollani, Giovanni Allevi. L’anno scorso, tra gli altri, lo abbiamo consegnato a Gonzalo Rubalcaba per il suo album dedicato a Pino Daniele. Un disco ora in nomination per il Latin Grammy nella categoria del latin jazz. Come cantava Guccini, sempre sia lodato, «bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà».