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GIFFONI FILM FESTIVAL - L'attore Luca Turco racconta i 27 anni di "Un Posto al Sole"
22.07.2026 19:04 di Napoli Magazine
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"C'è una grande differenza tra voler fare l'attore e voler diventare famoso. Fare l'attore lo si è tutti i giorni". È uno dei messaggi più applauditi lanciati da Luca Turco durante l'incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival, dove l'interprete di Niko Poggi di Un posto al sole ha ripercorso una carriera iniziata a soli nove anni e diventata un caso unico nel panorama della fiction italiana.

"Ho iniziato a lavorare come attore in Un posto al sole nel 1999. Non sono mai andato via, quindi sono diventato l'attore italiano sotto i 30 anni con più minutaggio in onda. Adesso ne ho 36, vediamo di mantenere questo record", ha raccontato con ironia l'attore, riflettendo poi sul significato di interpretare lo stesso personaggio da oltre venticinque anni. "La fortuna è sicuramente quella di poter fare il mio lavoro preferito tutti i giorni. Fare l'attore è un mestiere difficilissimo perché è più un modo di essere che una professione: ci si sente attori". Se da un lato un ruolo così longevo "frena la voglia di esplorare altro", dall'altro gli ha permesso di crescere insieme al suo personaggio, vivendo "tantissime fasi della vita".

Ai giovani di Giffoni, Turco ha affidato anche una riflessione sul valore dell'impegno e della crescita personale. "Vale di più lavorare sugli aspetti in cui si è più carenti. Io affronto i miei limiti come se fossero montagne: individuo dove posso migliorare e lavoro principalmente su quello". E ha aggiunto: "Nessun attore è perfetto, e le proprie imperfezioni possono diventare caratteristiche uniche".

Parlando del lavoro quotidiano sul set, l'attore ha spiegato quale sia il segreto per mantenere viva l'interpretazione dopo tanti anni: "Il segreto è divertirsi. Mi piace quello che faccio e mi piacciono le persone con cui lavoro. Vado sul set con piacere, come se andassi in gita ogni giorno". Fondamentale, ha sottolineato, è anche l'ascolto: "Bisogna stare mentalmente nella scena e rispondere pensando come il personaggio, non recitare la poesia a memoria".

Tra i momenti più intensi della sua esperienza in Un posto al sole, Turco ha ricordato la storyline della morte di Susanna: "Affrontare il lutto del personaggio è stato stimolante: mi ha messo sotto stress e tensione, facendomi tirare fuori emozioni che desideravo esplorare".

Non è mancato un passaggio sul dietro le quinte della serialità e sui nuovi interessi professionali. Oltre alla recitazione, infatti, Turco ha raccontato di aver sviluppato una forte passione per la regia e la produzione audiovisiva: "Mi piace stare dietro la telecamera e dirigere; col tempo sono diventato socio di una società di produzione e mi piacerebbe continuare ad esplorare quel settore".

Infine, una confessione personale che ha colpito il pubblico: "In realtà sono ancora una persona molto timida e spesso parlo molto proprio per nasconderlo. La recitazione aiuta perché ti costringe a lavorare su te stesso e a trasformare i punti deboli in punti di forza".

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GIFFONI FILM FESTIVAL - L'attore Luca Turco racconta i 27 anni di "Un Posto al Sole"

di Redazione

22/07/2026 - 19:04

"C'è una grande differenza tra voler fare l'attore e voler diventare famoso. Fare l'attore lo si è tutti i giorni". È uno dei messaggi più applauditi lanciati da Luca Turco durante l'incontro con i ragazzi del Giffoni Film Festival, dove l'interprete di Niko Poggi di Un posto al sole ha ripercorso una carriera iniziata a soli nove anni e diventata un caso unico nel panorama della fiction italiana.

"Ho iniziato a lavorare come attore in Un posto al sole nel 1999. Non sono mai andato via, quindi sono diventato l'attore italiano sotto i 30 anni con più minutaggio in onda. Adesso ne ho 36, vediamo di mantenere questo record", ha raccontato con ironia l'attore, riflettendo poi sul significato di interpretare lo stesso personaggio da oltre venticinque anni. "La fortuna è sicuramente quella di poter fare il mio lavoro preferito tutti i giorni. Fare l'attore è un mestiere difficilissimo perché è più un modo di essere che una professione: ci si sente attori". Se da un lato un ruolo così longevo "frena la voglia di esplorare altro", dall'altro gli ha permesso di crescere insieme al suo personaggio, vivendo "tantissime fasi della vita".

Ai giovani di Giffoni, Turco ha affidato anche una riflessione sul valore dell'impegno e della crescita personale. "Vale di più lavorare sugli aspetti in cui si è più carenti. Io affronto i miei limiti come se fossero montagne: individuo dove posso migliorare e lavoro principalmente su quello". E ha aggiunto: "Nessun attore è perfetto, e le proprie imperfezioni possono diventare caratteristiche uniche".

Parlando del lavoro quotidiano sul set, l'attore ha spiegato quale sia il segreto per mantenere viva l'interpretazione dopo tanti anni: "Il segreto è divertirsi. Mi piace quello che faccio e mi piacciono le persone con cui lavoro. Vado sul set con piacere, come se andassi in gita ogni giorno". Fondamentale, ha sottolineato, è anche l'ascolto: "Bisogna stare mentalmente nella scena e rispondere pensando come il personaggio, non recitare la poesia a memoria".

Tra i momenti più intensi della sua esperienza in Un posto al sole, Turco ha ricordato la storyline della morte di Susanna: "Affrontare il lutto del personaggio è stato stimolante: mi ha messo sotto stress e tensione, facendomi tirare fuori emozioni che desideravo esplorare".

Non è mancato un passaggio sul dietro le quinte della serialità e sui nuovi interessi professionali. Oltre alla recitazione, infatti, Turco ha raccontato di aver sviluppato una forte passione per la regia e la produzione audiovisiva: "Mi piace stare dietro la telecamera e dirigere; col tempo sono diventato socio di una società di produzione e mi piacerebbe continuare ad esplorare quel settore".

Infine, una confessione personale che ha colpito il pubblico: "In realtà sono ancora una persona molto timida e spesso parlo molto proprio per nasconderlo. La recitazione aiuta perché ti costringe a lavorare su te stesso e a trasformare i punti deboli in punti di forza".