Settant'anni di onorata carriera. L'Eurovision Song Contest, quest'anno a Vienna dopo la vittoria dell'Austria con JJ a Basilea 2025, si prepara a festeggiare il suo compleanno tondo. Ma sulla festa incombono le proteste per la partecipazione di Israele che ha portato al ritiro delle delegazioni di Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda. A rappresentare l'Italia, Sal Da Vinci, vincitore dell'ultimo festival di Sanremo e quindi di diritto ammesso alla competizione. Arriva in Austria forte dei 36 milioni di stream sulle piattaforme per il brano Per Sempre sì, che fanno di lui l'artista più streammato tra quelli in gara. E sulla musica punta lui, cercando di non farsi distrarre dalle polemiche. "Si tratta di questioni politiche, ma la musica, che copre tutti i dolori del mondo, non c'entra niente. Rispetto chi protesta, ma per quanto mi riguarda ho sempre visto la musica portatrice unione. La musica è inclusione. Io sono felice di rappresentare il mio Paese e per me è un'occasione importante". Un'occasione che più volte ha detto di non volersi far sfuggire. "Per me arrivare all'Eurovision, a 50 anni dalla prima volta che sono salito su un palco, è un sogno. Voglio cantare per quelli che non hanno realizzato i loro sogni, per quelli come me che vengono dal basso e hanno faticato. Io sono un operaio, un ambulante della musica, un venditore ambulante di sentimenti", ha sottolineato Sal Da Vinci, raccontando anche come le prove gli abbiamo fatto tremare "le gambe, la testa, il cuore". Sal porterà tutta la sua napoletanità e italianità, di cui va orgogliosamente fiero: "Quando gli italiani fanno gli italiani esce una forza incredibile. La vittoria? Sono abituato a non aspettarmi niente. Deciderà il cielo". L'Eurovision - l'evento televisivo non sportivo più seguito al mondo - sarà trasmesso dalla Rai: tre appuntamenti in diretta da Vienna con Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini alla conduzione italiana, affiancati da Maria Sole Pollio che ricopre il ruolo di spokeperson. Su Rai 2, il 12 e 14 maggio per le semifinali (nella prima si esibirà Sal da Vinci e San Marino sarà in gara), su Rai 1 il 16 maggio per la finale (negli ultimi anni lo share della terza serata si è sempre attestato oltre il 30%, rendendo il proggramma il più visto dopo il festival di Sanremo). In simulcast su Rai Radio2 e in diretta streaming su RaiPlay e RaiPlay Sound. Trentacinque i Paesi in gara alla Wiener Stadthalle, con 95mila biglietti venduti (il 42% acquistato da pubblico internazionale). "Si tratta di una grande festa della musica europea - sottolinea il direttore Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore -. E per quanto riguarda la questione relativa a Israele, sosteniamo la proposta di avere un cantante palestinese che canti fuori gara. Un'opera di moral suasion". "Sono grata per l'opportunità che mi è stata data - aggiuge Elettra Lamborghini, reduce dall'esperienza sanremese e debuttante al fianco del veterano Corsi -. L'Eurovision è conosciuto come gli Europei della musica. Giuro che voglio dire meno parolacce", promette. "Il veterano nei film è quello he muore prima - scherza Corsi -, ma sono felicissimo della riconferma, che non è mai scontata. L'Eurovision è lo spettacolo che faccio più volentieri, mi piace e lo faccio con gioia e passione. A chi si stupisce che studio, la risposta è sì e anche tanto". E poi un avvertimento a Elettra, che si lamentava delle feste a Sanremo: "Preparati che ci saranno festini sesquipedali, altro che bilaterali". E poi il suo solito mantra: "Nel 2021, anno della vittoria dei Maneskin, dissi: non succede ma se sucede... Quest'anno dico: non risuccede, ma se risuccede...". I due si sono detti anche d'accordo con Sal Da Vinci per la questione Israele. "Il tema esiste, ma il mio ruolo è quello di raccontare, non di portare il mio pensiero personale o di esprimere un giudizio", afferma Corsi, mentre Lamborghini aggiunge: "Chapeau per chi decide di non partecipare, rinunciando a una grande opportunità". L'Italia arriva a questa edizione dell'Esc con una continuità di risultati: dopo otto piazzamenti consecutivi in Top 10, Sal Da Vinci cercherà il nono risultato utile di fila per il nostro Paese. La presenza italiana sarà però molto più ampia grazie ad artisti e storie legate al nostro Paese. In gara per San Marino ci sarà Senhit con "Superstar": nata e cresciuta a Bologna da famiglia eritrea, accompagnata da Boy George. Tra i legami italiani di Eurovision 2026 ci sono anche Sarah Engels, in gara per la Germania, con radici siciliane; Veronica Fusaro, svizzera di nascita ma italiana da parte di padre; e Leléka (Ucraina), che ha collaborato con il compositore italiano Stefano Lentini.
di Redazione
09/05/2026 - 00:55
Settant'anni di onorata carriera. L'Eurovision Song Contest, quest'anno a Vienna dopo la vittoria dell'Austria con JJ a Basilea 2025, si prepara a festeggiare il suo compleanno tondo. Ma sulla festa incombono le proteste per la partecipazione di Israele che ha portato al ritiro delle delegazioni di Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda. A rappresentare l'Italia, Sal Da Vinci, vincitore dell'ultimo festival di Sanremo e quindi di diritto ammesso alla competizione. Arriva in Austria forte dei 36 milioni di stream sulle piattaforme per il brano Per Sempre sì, che fanno di lui l'artista più streammato tra quelli in gara. E sulla musica punta lui, cercando di non farsi distrarre dalle polemiche. "Si tratta di questioni politiche, ma la musica, che copre tutti i dolori del mondo, non c'entra niente. Rispetto chi protesta, ma per quanto mi riguarda ho sempre visto la musica portatrice unione. La musica è inclusione. Io sono felice di rappresentare il mio Paese e per me è un'occasione importante". Un'occasione che più volte ha detto di non volersi far sfuggire. "Per me arrivare all'Eurovision, a 50 anni dalla prima volta che sono salito su un palco, è un sogno. Voglio cantare per quelli che non hanno realizzato i loro sogni, per quelli come me che vengono dal basso e hanno faticato. Io sono un operaio, un ambulante della musica, un venditore ambulante di sentimenti", ha sottolineato Sal Da Vinci, raccontando anche come le prove gli abbiamo fatto tremare "le gambe, la testa, il cuore". Sal porterà tutta la sua napoletanità e italianità, di cui va orgogliosamente fiero: "Quando gli italiani fanno gli italiani esce una forza incredibile. La vittoria? Sono abituato a non aspettarmi niente. Deciderà il cielo". L'Eurovision - l'evento televisivo non sportivo più seguito al mondo - sarà trasmesso dalla Rai: tre appuntamenti in diretta da Vienna con Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini alla conduzione italiana, affiancati da Maria Sole Pollio che ricopre il ruolo di spokeperson. Su Rai 2, il 12 e 14 maggio per le semifinali (nella prima si esibirà Sal da Vinci e San Marino sarà in gara), su Rai 1 il 16 maggio per la finale (negli ultimi anni lo share della terza serata si è sempre attestato oltre il 30%, rendendo il proggramma il più visto dopo il festival di Sanremo). In simulcast su Rai Radio2 e in diretta streaming su RaiPlay e RaiPlay Sound. Trentacinque i Paesi in gara alla Wiener Stadthalle, con 95mila biglietti venduti (il 42% acquistato da pubblico internazionale). "Si tratta di una grande festa della musica europea - sottolinea il direttore Intrattenimento Prime Time Williams Di Liberatore -. E per quanto riguarda la questione relativa a Israele, sosteniamo la proposta di avere un cantante palestinese che canti fuori gara. Un'opera di moral suasion". "Sono grata per l'opportunità che mi è stata data - aggiuge Elettra Lamborghini, reduce dall'esperienza sanremese e debuttante al fianco del veterano Corsi -. L'Eurovision è conosciuto come gli Europei della musica. Giuro che voglio dire meno parolacce", promette. "Il veterano nei film è quello he muore prima - scherza Corsi -, ma sono felicissimo della riconferma, che non è mai scontata. L'Eurovision è lo spettacolo che faccio più volentieri, mi piace e lo faccio con gioia e passione. A chi si stupisce che studio, la risposta è sì e anche tanto". E poi un avvertimento a Elettra, che si lamentava delle feste a Sanremo: "Preparati che ci saranno festini sesquipedali, altro che bilaterali". E poi il suo solito mantra: "Nel 2021, anno della vittoria dei Maneskin, dissi: non succede ma se sucede... Quest'anno dico: non risuccede, ma se risuccede...". I due si sono detti anche d'accordo con Sal Da Vinci per la questione Israele. "Il tema esiste, ma il mio ruolo è quello di raccontare, non di portare il mio pensiero personale o di esprimere un giudizio", afferma Corsi, mentre Lamborghini aggiunge: "Chapeau per chi decide di non partecipare, rinunciando a una grande opportunità". L'Italia arriva a questa edizione dell'Esc con una continuità di risultati: dopo otto piazzamenti consecutivi in Top 10, Sal Da Vinci cercherà il nono risultato utile di fila per il nostro Paese. La presenza italiana sarà però molto più ampia grazie ad artisti e storie legate al nostro Paese. In gara per San Marino ci sarà Senhit con "Superstar": nata e cresciuta a Bologna da famiglia eritrea, accompagnata da Boy George. Tra i legami italiani di Eurovision 2026 ci sono anche Sarah Engels, in gara per la Germania, con radici siciliane; Veronica Fusaro, svizzera di nascita ma italiana da parte di padre; e Leléka (Ucraina), che ha collaborato con il compositore italiano Stefano Lentini.