Una città costruita sull’acqua, ma che spesso dimentica di averla sotto i piedi. Napoli ha riscoperto sabato 9 maggio il suo patrimonio invisibile con “La Primavera della Bolla – Per la conoscenza della natura di Partenope”, il progetto promosso dal Goethe-Institut Napoli insieme al LAN – Laboratorio Architettura Nomade e al Consorzio di Bonifica delle Paludi di Napoli e Volla, nell’ambito del progetto europeo Cycle Up!, cofinanziato dall’Unione Europea.
Un’iniziativa che ha intrecciato mobilità sostenibile, arte e riflessione ambientale attraverso una lunga pedalata collettiva nell’area orientale della città, tra luoghi spesso dimenticati ma strategici per il futuro climatico di Napoli.
Il percorso, organizzato con le associazioni Napoli Pedala e Agritettura 2.0, è partito da Porta Capuana attraversando Poggioreale, il Galeone, Volla e Botteghelle. Un viaggio lento dentro un territorio segnato dalla presenza di una vasta falda acquifera superficiale e da un sistema storico di canali e sorgenti oggi quasi sconosciuto, ma fondamentale per l’equilibrio ecologico e la regolazione del microclima urbano.
Più che una semplice escursione, l’iniziativa si è trasformata in un’esperienza partecipata di osservazione e ascolto del paesaggio. Attraverso il progetto artistico “A Valle”, curato da Mario Francesco Simeone, artisti, scrittori e creativi hanno guidato i partecipanti in una serie di “microattivazioni”: annotare suoni, raccogliere tracce, osservare dettagli, registrare impressioni. Un modo diverso di attraversare la città, rallentando lo sguardo.
Coinvolti nel progetto anche Paolo Puddu per le arti visive, Renato Fiorito per il suono, Progetto Fiori per la scrittura ambientale e Simone Esposito per la parte tecnologica. Tutto il materiale raccolto durante la giornata – fotografie, registrazioni, oggetti e appunti – confluirà in un archivio collettivo destinato a diventare una mostra pubblica nei prossimi giorni.
La tappa conclusiva si è svolta negli spazi del LAN, in piazza Enrico De Nicola, con un laboratorio partecipativo che ha trasformato racconti e materiali raccolti in una prima restituzione collettiva dell’esperienza.
L’obiettivo del progetto è chiaro: riportare al centro del dibattito urbano il rapporto tra acqua, territorio e pianificazione della città. In un momento segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento delle temperature, la rete di canali e sorgenti dell’area orientale viene riletta come una possibile infrastruttura naturale per il futuro di Napoli.
Il progetto proseguirà con la mostra-archivio “A Valle” che darà forma pubblica agli esiti della pedalata. L’esposizione presenterà i materiali prodotti dai partecipanti – appunti, immagini, registrazioni sonore, oggetti e tracce effimere – affiancati dai “manifesti” degli autori, ovvero testi, schemi, partiture, schizzi o modelli che rendono leggibili i principi operativi delle microattivazioni proposte. Ne emergerà un dispositivo espositivo aperto e non gerarchico, capace di restituire in modo corale e plurale sguardi, narrazioni e percezioni sul paesaggio attraversato, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra acqua, territorio e spazio urbano.
Il progetto sarà poi accompagnato, in autunno, da un seminario pubblico di approfondimento, attualmente in fase di definizione, che offrirà un ulteriore momento di confronto sui temi emersi.
Un’iniziativa del Goethe-Institut di Napoli nell’ambito del progetto europeo Cycle up!, cofinanziato dall’Unione Europea, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica delle Paludi di Napoli e Volla e il LAN – Laboratorio di Architettura Nomade. Con il supporto organizzativo di Napoli Pedala e Agritettura 2.0 (progetto Napoli Rurale) e di GTT – Giusto il Tempo di un Tè. Con il patrocinio del Comune di Napoli.
di Redazione
09/05/2026 - 18:36
Una città costruita sull’acqua, ma che spesso dimentica di averla sotto i piedi. Napoli ha riscoperto sabato 9 maggio il suo patrimonio invisibile con “La Primavera della Bolla – Per la conoscenza della natura di Partenope”, il progetto promosso dal Goethe-Institut Napoli insieme al LAN – Laboratorio Architettura Nomade e al Consorzio di Bonifica delle Paludi di Napoli e Volla, nell’ambito del progetto europeo Cycle Up!, cofinanziato dall’Unione Europea.
Un’iniziativa che ha intrecciato mobilità sostenibile, arte e riflessione ambientale attraverso una lunga pedalata collettiva nell’area orientale della città, tra luoghi spesso dimenticati ma strategici per il futuro climatico di Napoli.
Il percorso, organizzato con le associazioni Napoli Pedala e Agritettura 2.0, è partito da Porta Capuana attraversando Poggioreale, il Galeone, Volla e Botteghelle. Un viaggio lento dentro un territorio segnato dalla presenza di una vasta falda acquifera superficiale e da un sistema storico di canali e sorgenti oggi quasi sconosciuto, ma fondamentale per l’equilibrio ecologico e la regolazione del microclima urbano.
Più che una semplice escursione, l’iniziativa si è trasformata in un’esperienza partecipata di osservazione e ascolto del paesaggio. Attraverso il progetto artistico “A Valle”, curato da Mario Francesco Simeone, artisti, scrittori e creativi hanno guidato i partecipanti in una serie di “microattivazioni”: annotare suoni, raccogliere tracce, osservare dettagli, registrare impressioni. Un modo diverso di attraversare la città, rallentando lo sguardo.
Coinvolti nel progetto anche Paolo Puddu per le arti visive, Renato Fiorito per il suono, Progetto Fiori per la scrittura ambientale e Simone Esposito per la parte tecnologica. Tutto il materiale raccolto durante la giornata – fotografie, registrazioni, oggetti e appunti – confluirà in un archivio collettivo destinato a diventare una mostra pubblica nei prossimi giorni.
La tappa conclusiva si è svolta negli spazi del LAN, in piazza Enrico De Nicola, con un laboratorio partecipativo che ha trasformato racconti e materiali raccolti in una prima restituzione collettiva dell’esperienza.
L’obiettivo del progetto è chiaro: riportare al centro del dibattito urbano il rapporto tra acqua, territorio e pianificazione della città. In un momento segnato dall’emergenza climatica e dall’aumento delle temperature, la rete di canali e sorgenti dell’area orientale viene riletta come una possibile infrastruttura naturale per il futuro di Napoli.
Il progetto proseguirà con la mostra-archivio “A Valle” che darà forma pubblica agli esiti della pedalata. L’esposizione presenterà i materiali prodotti dai partecipanti – appunti, immagini, registrazioni sonore, oggetti e tracce effimere – affiancati dai “manifesti” degli autori, ovvero testi, schemi, partiture, schizzi o modelli che rendono leggibili i principi operativi delle microattivazioni proposte. Ne emergerà un dispositivo espositivo aperto e non gerarchico, capace di restituire in modo corale e plurale sguardi, narrazioni e percezioni sul paesaggio attraversato, invitando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra acqua, territorio e spazio urbano.
Il progetto sarà poi accompagnato, in autunno, da un seminario pubblico di approfondimento, attualmente in fase di definizione, che offrirà un ulteriore momento di confronto sui temi emersi.
Un’iniziativa del Goethe-Institut di Napoli nell’ambito del progetto europeo Cycle up!, cofinanziato dall’Unione Europea, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica delle Paludi di Napoli e Volla e il LAN – Laboratorio di Architettura Nomade. Con il supporto organizzativo di Napoli Pedala e Agritettura 2.0 (progetto Napoli Rurale) e di GTT – Giusto il Tempo di un Tè. Con il patrocinio del Comune di Napoli.