Un premio e una menzione speciale per il coraggio con il quale ha combattuto per tutta la vita il malaffare e per l’eccezionale qualità della testimonianza autobiografica affidata alle pagine del suo libro. Sebastiano Buglisi, autore de L’antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico, edito da Baldini+Castoldi e diventato un importante successo editoriale, è stato tra i protagonisti della settima edizione del Premio Artis Suavitas 2026, svoltasi ieri sera, 26 settembre, al Maschio Angioino di Napoli.
Un riconoscimento che lega direttamente la vita al libro. Perché quella raccontata da Buglisi non è un’antimafia declamata, ma praticata sul campo: una vicenda personale e professionale segnata da scelte difficili, denunce, battaglie e dalla determinazione a non voltarsi dall’altra parte di fronte a illegalità e malaffare. Una storia che L’antimafia dei fatti ricostruisce in prima persona, senza retorica, attraverso il percorso di quello che lo stesso titolo definisce un «siciliano atipico».
Nel corso della serata Buglisi ha condiviso il Premio Artis Suavitas con numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura. Tra gli incontri della serata quelli con Lino Banfi, Fabio Capello, Elena D’Amario, Larissa Iapichino e Anna Safroncik.
Sul palco del Maschio Angioino, insieme ai conduttori Giusy Meloni e Bruno Gaipa, Buglisi ha ritirato il riconoscimento che premia così non soltanto il valore di un libro, ma soprattutto la storia che quel libro ha avuto il coraggio di raccontare.
L’antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico, pubblicato da Baldini+Castoldi, ripercorre infatti una vita trascorsa a confrontarsi concretamente con il potere, l’illegalità e le loro conseguenze, trasformando l’esperienza individuale in una testimonianza civile.
di Redazione
27/09/2026 - 12:12
Un premio e una menzione speciale per il coraggio con il quale ha combattuto per tutta la vita il malaffare e per l’eccezionale qualità della testimonianza autobiografica affidata alle pagine del suo libro. Sebastiano Buglisi, autore de L’antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico, edito da Baldini+Castoldi e diventato un importante successo editoriale, è stato tra i protagonisti della settima edizione del Premio Artis Suavitas 2026, svoltasi ieri sera, 26 settembre, al Maschio Angioino di Napoli.
Un riconoscimento che lega direttamente la vita al libro. Perché quella raccontata da Buglisi non è un’antimafia declamata, ma praticata sul campo: una vicenda personale e professionale segnata da scelte difficili, denunce, battaglie e dalla determinazione a non voltarsi dall’altra parte di fronte a illegalità e malaffare. Una storia che L’antimafia dei fatti ricostruisce in prima persona, senza retorica, attraverso il percorso di quello che lo stesso titolo definisce un «siciliano atipico».
Nel corso della serata Buglisi ha condiviso il Premio Artis Suavitas con numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura. Tra gli incontri della serata quelli con Lino Banfi, Fabio Capello, Elena D’Amario, Larissa Iapichino e Anna Safroncik.
Sul palco del Maschio Angioino, insieme ai conduttori Giusy Meloni e Bruno Gaipa, Buglisi ha ritirato il riconoscimento che premia così non soltanto il valore di un libro, ma soprattutto la storia che quel libro ha avuto il coraggio di raccontare.
L’antimafia dei fatti. Vita di un siciliano atipico, pubblicato da Baldini+Castoldi, ripercorre infatti una vita trascorsa a confrontarsi concretamente con il potere, l’illegalità e le loro conseguenze, trasformando l’esperienza individuale in una testimonianza civile.