Cinema Teatro Italia di Eboli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0828365333
Martedì 3 marzo, ore 20.45
Teatro Metropolitan di Sant’Anastasia
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815305696
Giovedì 5 e venerdì 6 marzo, ore 20.45
Teatro delle Arti di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089221807
Sabato 7, ore 20.45, e domenica 8 marzo, ore 18.00
Jucatùre
da "Giocatori" di Pau Mirò
traduzione, adattamento e regia Enrico Ianniello
con Antonio Milo, Adriano Falivene
e con Marcello Romolo e Giovanni Allocca
scena Carmine Guarino
costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
produzione Diana OR.I.S.
Jucatùre, i giocatori. I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti. Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte.
Le partite vere e proprie, però, non cominciano mai, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili.
Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena, invisibile il becchino balbuziente e logorroico, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più, ma non lo può dire a nessuno.
E invisibile, naturalmente, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere. La vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi, e allora non restano che le parole, parlarne agli amici, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere.
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818919620, 3478572222
Da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo, ore 20.45
Operazione cicogna
uno spettacolo di Arteteca
con Enzo Iupparielli e Monica Lima
regia Ciro Ceruti
Enzo e Monica sono una coppia affiatata ma stremata dai tentativi di concepire un figlio. Quando l’intelligenza artificiale domestica annuncia l’apertura della finestra fertile, scatta la corsa contro il tempo.
Ma proprio in quel momento arriva Luisa, sorella di Enzo, che si scopre (forse) incinta di un padre sconosciuto. Tra scambi di test di gravidanza, camorristi veri, travestimenti improvvisati e un assistente sociale che arriva per valutare l’idoneità all’adozione, la situazione degenera in un crescendo di equivoci e colpi di scena.
Ma il destino, che sembrava avverso, alla fine decide di sorprendere tutti.
Teatro Nexus di Torre Annunziata
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 08119716860 – 3770978052
Giovedì 5 marzo, ore 21.00
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818577725, 3381890767
Da venerdì 6 a domenica 8 marzo
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
Gli Ipocriti Melina Balsamo
presenta
Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
con
Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara,
Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
scena Luigi Ferrigno,
Sara Palmieri
costumi Viviana Crosato,
Antonietta Rendina
musiche Mario Autore
regia Domenico Pinelli
Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)
Checchina, Filumena Elena Starace
Teresa Murri, Anna Iodice
Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano
Luigi Strada, Mario Autore
Dottor Croce, Luigi Leone
Michele Murri, Domenico Pinelli
Evelina Altamura, Lucienne Perreca
Ettore De Stefano, Antonio Mirabella
Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano
Olga, Simona Pipolo
Saveria Gallucci, Laura Pagliara
Attilio Gallucci, Vittorio Passaro
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.
Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.
In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo.
Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia
… ditegli sempre di si!
Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.
La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
Eppure, continua:
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.
Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.
Domenico Pinelli
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818786165, 3385003816
Giovedì 5 marzo, ore 21.00
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815127683, 0818231622
Venerdì 6 e sabato 7 marzo, ore 20.45
Francesco Cicchella
in
Tante belle cose live tour
scritto da Francesco Cicchella e Gennaro Scarpato
con Vincenzo De Honestis, Yaser Mohamed
regia Francesco Cicchella
produzione Top Agency
Francesco Cicchella porta nei migliori teatri italiani il nuovo spettacolo “Tante Belle Cose”. Un nuovo allestimento molto atteso dal pubblico dove l’artista presenterà sul palco grandi novità, con performances completamente inedite che daranno vita ad uno spettacolo ricco di emozioni…tante belle cose.
In un salotto televisivo, Francesco Cicchella, ormai sessantenne, sconvolge il pubblico dichiarando il suo ritiro dalle scene, esibendosi dunque per l’ultima volta. In questo momento di commiato, l’artista napoletano fa un bilancio della sua lunga e brillante carriera. Tra i ricordi che affiorano, uno in particolare si distingue: una serata a teatro, un punto di svolta che ha segnato indelebilmente la sua vita.
Lo spettacolo “Tante belle cose” diventa così un viaggio nel tempo, un flashback che ci riporta proprio a quella serata indimenticabile. Sul palco, Cicchella ci regala un’esibizione unica, un mix esplosivo di sketch esilaranti, performance indimenticabili e momenti di grande emozione, tutti caratterizzati dal suo inconfondibile talento comico.
Ma la serata prende una piega inaspettata, quando accade quel qualcosa che sconvolge gli equilibri dello show. In questo one man show innovativo, Cicchella gioca non solo con i suoi personaggi, ma anche con sé stesso, proiettandosi nel futuro per poi tornare in un passato – il presente – che ha segnato la sua carriera.
Il varietà si fonde con una narrazione cinematografica, dando vita a un’esperienza teatrale coinvolgente, in cui musica, risate e un tocco di magia si intrecciano per raccontare una storia che va oltre i confini del tempo.
Cinema Teatro Modernissimo di Telese
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0824976106
Venerdì 6 marzo, ore 20.45
Indovina chi viene a cena?
di William Arthur Rose
adattamento Mario Scaletta
con Cesare Bocci, Vittoria Belvedere
e con
Federico Lima Roque, Elvira Camarrone, Ira N. Fronten,
Thilina Feminò, Fatima Romina Ali e Mario Scaletta
scene Fabiana Di Marco, musiche Massimiliano Pace
costumi Graziella Pera
regia Guglielmo Ferro
uglielmo Ferro riporta in scena la stupenda commedia che fu interpretata (al cinema) dai due mostri sacri Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
Il tema, quello di un matrimonio misto, allora fece scalpore nell’america di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica.
Il soggetto di William Arthur Rose ha quasi mezzo secolo, ma anche grazie all’adattamento di Mario Scaletta si presenta come un testo fresco e attualissimo.
“Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta – ha detto Guglielmo Ferro.
Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale. L’adattamento di Scaletta ha inoltre sfrondato tutta una parte strettamente legata agli anni ’60, per farne un testo estremamente attuale, anche nel linguaggio più crudo e diretto. Si parla dunque di differenze e di comprensione, termine, quest’ultimo, che preferiamo a quello più restrittivo di tolleranza”.
Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0974 717089
Sabato 7 marzo, ore 20.45
Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 3498713124
Domenica 8 marzo, ore 18.00
Il padrone
di Gianni Clementi
con Nancy Brilli
e con Fabio Bussotti, Claudio Mazzenga
regia Pierluigi Iorio
scene Alessandro Chiti
costumi Josè Lombardi
light designer Javier Delle Monache
produzione Società per attori in collaborazione con Mielemovie
“L’Ebreo” ripercorre gli anni delle leggi sulla discriminazione razziale emanate dal regime fascista, in cui molti ebrei, presagendo un destino incerto, avevano pensato di “salvare” i loro beni materiali da presumibili espropri, intestando le loro proprietà a prestanome fidati, di razza ariana.
Marcello Consalvi, ragioniere dall’oscura personalità e residente in uno splendido appartamento borghese nel ghetto ebreo di Roma con la moglie Immacolata è uno dei fortunati beneficiari al quale il suo padrone ha intestato tutte le sue proprietà.
La vita scorre nell’agio e nella serenità fino a quando, improvvisamente, dopo 13 anni, il vecchio proprietario torna nella loro vita, bussando alla porta. I due decidono di non aprire: devono pensare a una soluzione per non perdere tutto il loro sfarzo per non tornare di nuovo all’ormai dimenticata vita di stenti e privazioni.
Passano i giorni, ma il vecchio continua a bussare al portone. I due coniugi allora, ormai sull’orlo di una crisi di nervi, presi da un raptus incontrollabile decidono che l’unico modo per porre fine al problema è eliminare il povero ebreo.
Metteranno in moto questa macchina omicida, colpendolo alla testa e nascondendo il corpo esamine del vecchio sotto un tappeto. Ma il portone continuerà a bussare ancora e ancora: da quel momento, chiunque busserà all’uscio sarà per loro il fantasma del vecchio. Tutto questo li porterà alla follia.
Note di regia
Con una grande attenzione ai ritmi (serrati e coinvolgenti) e alla musica (che porge il braccio alla prosa e, alle volte, detta i tempi dell’azione scenica), mettiamo in risalto il lato oscuro dei personaggi di una commedia noir che riesce a divertire (per le situazioni al limite del grottesco) e creare suspence, regalare sentimenti di tenerezza e finanche indignare (per la meschinità svelata dai personaggi), in una vera e propria ridda di emozioni verso un finale decisamente inatteso.
Pierluigi Iorio
Teatro Pasolini di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 089662141
Sabato 7, ore 20.00, e domenica 8 marzo, ore 18.00
4 5 6
scritto e diretto da Mattia Torre
con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino
e con Giordano Agrusta
scene Francesco Ghisu, disegno luci Luca Barbati, costumi Mimma Montorselli
produzione Marche Teatro, Nutrimenti Terrestri, Walsh
456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano.
Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.
Teatro Nuovo di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089220886, 089227595
Sabato 7, ore 21.00, e domenica 8 marzo, ore 18.30
‘Na matassa arravugliata
di Ugo Piastrella
da Eduardo Scarpetta
con Ciro Girardi e Teresa Guariniello
di Redazione
27/02/2026 - 23:18
Cinema Teatro Italia di Eboli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0828365333
Martedì 3 marzo, ore 20.45
Teatro Metropolitan di Sant’Anastasia
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815305696
Giovedì 5 e venerdì 6 marzo, ore 20.45
Teatro delle Arti di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089221807
Sabato 7, ore 20.45, e domenica 8 marzo, ore 18.00
Jucatùre
da "Giocatori" di Pau Mirò
traduzione, adattamento e regia Enrico Ianniello
con Antonio Milo, Adriano Falivene
e con Marcello Romolo e Giovanni Allocca
scena Carmine Guarino
costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
produzione Diana OR.I.S.
Jucatùre, i giocatori. I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti. Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte.
Le partite vere e proprie, però, non cominciano mai, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili.
Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena, invisibile il becchino balbuziente e logorroico, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più, ma non lo può dire a nessuno.
E invisibile, naturalmente, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere. La vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi, e allora non restano che le parole, parlarne agli amici, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere.
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818919620, 3478572222
Da mercoledì 4 a venerdì 6 marzo, ore 20.45
Operazione cicogna
uno spettacolo di Arteteca
con Enzo Iupparielli e Monica Lima
regia Ciro Ceruti
Enzo e Monica sono una coppia affiatata ma stremata dai tentativi di concepire un figlio. Quando l’intelligenza artificiale domestica annuncia l’apertura della finestra fertile, scatta la corsa contro il tempo.
Ma proprio in quel momento arriva Luisa, sorella di Enzo, che si scopre (forse) incinta di un padre sconosciuto. Tra scambi di test di gravidanza, camorristi veri, travestimenti improvvisati e un assistente sociale che arriva per valutare l’idoneità all’adozione, la situazione degenera in un crescendo di equivoci e colpi di scena.
Ma il destino, che sembrava avverso, alla fine decide di sorprendere tutti.
Teatro Nexus di Torre Annunziata
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 08119716860 – 3770978052
Giovedì 5 marzo, ore 21.00
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818577725, 3381890767
Da venerdì 6 a domenica 8 marzo
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
Gli Ipocriti Melina Balsamo
presenta
Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
con
Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara,
Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
scena Luigi Ferrigno,
Sara Palmieri
costumi Viviana Crosato,
Antonietta Rendina
musiche Mario Autore
regia Domenico Pinelli
Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)
Checchina, Filumena Elena Starace
Teresa Murri, Anna Iodice
Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano
Luigi Strada, Mario Autore
Dottor Croce, Luigi Leone
Michele Murri, Domenico Pinelli
Evelina Altamura, Lucienne Perreca
Ettore De Stefano, Antonio Mirabella
Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano
Olga, Simona Pipolo
Saveria Gallucci, Laura Pagliara
Attilio Gallucci, Vittorio Passaro
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.
Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.
In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo.
Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia
… ditegli sempre di si!
Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.
La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
Eppure, continua:
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.
Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.
Domenico Pinelli
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818786165, 3385003816
Giovedì 5 marzo, ore 21.00
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815127683, 0818231622
Venerdì 6 e sabato 7 marzo, ore 20.45
Francesco Cicchella
in
Tante belle cose live tour
scritto da Francesco Cicchella e Gennaro Scarpato
con Vincenzo De Honestis, Yaser Mohamed
regia Francesco Cicchella
produzione Top Agency
Francesco Cicchella porta nei migliori teatri italiani il nuovo spettacolo “Tante Belle Cose”. Un nuovo allestimento molto atteso dal pubblico dove l’artista presenterà sul palco grandi novità, con performances completamente inedite che daranno vita ad uno spettacolo ricco di emozioni…tante belle cose.
In un salotto televisivo, Francesco Cicchella, ormai sessantenne, sconvolge il pubblico dichiarando il suo ritiro dalle scene, esibendosi dunque per l’ultima volta. In questo momento di commiato, l’artista napoletano fa un bilancio della sua lunga e brillante carriera. Tra i ricordi che affiorano, uno in particolare si distingue: una serata a teatro, un punto di svolta che ha segnato indelebilmente la sua vita.
Lo spettacolo “Tante belle cose” diventa così un viaggio nel tempo, un flashback che ci riporta proprio a quella serata indimenticabile. Sul palco, Cicchella ci regala un’esibizione unica, un mix esplosivo di sketch esilaranti, performance indimenticabili e momenti di grande emozione, tutti caratterizzati dal suo inconfondibile talento comico.
Ma la serata prende una piega inaspettata, quando accade quel qualcosa che sconvolge gli equilibri dello show. In questo one man show innovativo, Cicchella gioca non solo con i suoi personaggi, ma anche con sé stesso, proiettandosi nel futuro per poi tornare in un passato – il presente – che ha segnato la sua carriera.
Il varietà si fonde con una narrazione cinematografica, dando vita a un’esperienza teatrale coinvolgente, in cui musica, risate e un tocco di magia si intrecciano per raccontare una storia che va oltre i confini del tempo.
Cinema Teatro Modernissimo di Telese
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0824976106
Venerdì 6 marzo, ore 20.45
Indovina chi viene a cena?
di William Arthur Rose
adattamento Mario Scaletta
con Cesare Bocci, Vittoria Belvedere
e con
Federico Lima Roque, Elvira Camarrone, Ira N. Fronten,
Thilina Feminò, Fatima Romina Ali e Mario Scaletta
scene Fabiana Di Marco, musiche Massimiliano Pace
costumi Graziella Pera
regia Guglielmo Ferro
uglielmo Ferro riporta in scena la stupenda commedia che fu interpretata (al cinema) dai due mostri sacri Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
Il tema, quello di un matrimonio misto, allora fece scalpore nell’america di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica.
Il soggetto di William Arthur Rose ha quasi mezzo secolo, ma anche grazie all’adattamento di Mario Scaletta si presenta come un testo fresco e attualissimo.
“Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta – ha detto Guglielmo Ferro.
Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale. L’adattamento di Scaletta ha inoltre sfrondato tutta una parte strettamente legata agli anni ’60, per farne un testo estremamente attuale, anche nel linguaggio più crudo e diretto. Si parla dunque di differenze e di comprensione, termine, quest’ultimo, che preferiamo a quello più restrittivo di tolleranza”.
Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0974 717089
Sabato 7 marzo, ore 20.45
Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 3498713124
Domenica 8 marzo, ore 18.00
Il padrone
di Gianni Clementi
con Nancy Brilli
e con Fabio Bussotti, Claudio Mazzenga
regia Pierluigi Iorio
scene Alessandro Chiti
costumi Josè Lombardi
light designer Javier Delle Monache
produzione Società per attori in collaborazione con Mielemovie
“L’Ebreo” ripercorre gli anni delle leggi sulla discriminazione razziale emanate dal regime fascista, in cui molti ebrei, presagendo un destino incerto, avevano pensato di “salvare” i loro beni materiali da presumibili espropri, intestando le loro proprietà a prestanome fidati, di razza ariana.
Marcello Consalvi, ragioniere dall’oscura personalità e residente in uno splendido appartamento borghese nel ghetto ebreo di Roma con la moglie Immacolata è uno dei fortunati beneficiari al quale il suo padrone ha intestato tutte le sue proprietà.
La vita scorre nell’agio e nella serenità fino a quando, improvvisamente, dopo 13 anni, il vecchio proprietario torna nella loro vita, bussando alla porta. I due decidono di non aprire: devono pensare a una soluzione per non perdere tutto il loro sfarzo per non tornare di nuovo all’ormai dimenticata vita di stenti e privazioni.
Passano i giorni, ma il vecchio continua a bussare al portone. I due coniugi allora, ormai sull’orlo di una crisi di nervi, presi da un raptus incontrollabile decidono che l’unico modo per porre fine al problema è eliminare il povero ebreo.
Metteranno in moto questa macchina omicida, colpendolo alla testa e nascondendo il corpo esamine del vecchio sotto un tappeto. Ma il portone continuerà a bussare ancora e ancora: da quel momento, chiunque busserà all’uscio sarà per loro il fantasma del vecchio. Tutto questo li porterà alla follia.
Note di regia
Con una grande attenzione ai ritmi (serrati e coinvolgenti) e alla musica (che porge il braccio alla prosa e, alle volte, detta i tempi dell’azione scenica), mettiamo in risalto il lato oscuro dei personaggi di una commedia noir che riesce a divertire (per le situazioni al limite del grottesco) e creare suspence, regalare sentimenti di tenerezza e finanche indignare (per la meschinità svelata dai personaggi), in una vera e propria ridda di emozioni verso un finale decisamente inatteso.
Pierluigi Iorio
Teatro Pasolini di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 089662141
Sabato 7, ore 20.00, e domenica 8 marzo, ore 18.00
4 5 6
scritto e diretto da Mattia Torre
con Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino
e con Giordano Agrusta
scene Francesco Ghisu, disegno luci Luca Barbati, costumi Mimma Montorselli
produzione Marche Teatro, Nutrimenti Terrestri, Walsh
456 è la storia comica e violenta di una famiglia che, isolata e chiusa, vive in mezzo a una valle oltre la quale sente l’ignoto. Padre, madre e figlio sono ignoranti, diffidenti, nervosi. Si lanciano accuse, rabboccano un sugo di pomodoro lasciato dalla nonna morta anni prima, litigano, pregano, si odiano.
Ognuno dei tre rappresenta per gli altri quanto di più detestabile ci sia al mondo. E tuttavia occorre una tregua, perché sta arrivando un ospite atteso da tempo, che può e deve cambiare il loro futuro. Tutto è pronto, tutto è perfetto. Ma la tregua non durerà.
Teatro Nuovo di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089220886, 089227595
Sabato 7, ore 21.00, e domenica 8 marzo, ore 18.30
‘Na matassa arravugliata
di Ugo Piastrella
da Eduardo Scarpetta
con Ciro Girardi e Teresa Guariniello