Il mare come luogo da abitare, ma anche come confine, scelta, memoria. E poi la musica, le parole, l'ironia e quelle domande che restano aperte anche quando si spengono le luci del palco. La seconda giornata di VIVIAMOCILENTO ha attraversato tutti questi territori, trasformando ancora una volta Acciaroli in un grande spazio di incontro. Una serata densa di storie e di voci, accompagnata dal pubblico e condotta attraverso gli appuntamenti da Martina Martorano di Rai Radio e Rossella Pisaturo.
A partire dal mare e dalle sue contraddizioni è stato Stefano Fresi, che ha portato nel racconto di VIVIAMOCILENTO la voce di chi quel mare lo attraversa inseguendo una possibilità di vita. Una riflessione forte, affidata anche a una frase che restituisce tutta la drammaticità di quelle scelte: «Scegliere la morte in mare vuol dire scegliere tra una morte certa, quella che si lascia, e una morte incerta». Parole che spostano lo sguardo dalla cronaca alla persona, dalla statistica alla storia di chi parte sapendo di non avere certezze sull'altra riva.
Il mare è stato anche quello dell'immaginario musicale di Ditonellapiaga, protagonista dei Racconti sonori. «Sono nel mare più bello d'Italia», ha detto l'artista, regalando al pubblico una fotografia immediata del luogo che la ospitava. Ma il suo intervento ha toccato anche un altro territorio molto contemporaneo: quello dei social. «Vivrei tutta la vita senza social», ha raccontato con ironia, aggiungendo però una considerazione quasi paradossale: «Se non ci lavorate fatelo». Una battuta che apre una riflessione sul rapporto ormai inevitabile tra vita reale, lavoro e dimensione digitale.
Tra leggerezza e pensiero anche Edoardo Prati, capace di trasformare persino un dettaglio personale in un piccolo manifesto della lentezza. La sua agenda, infatti, ha una cover realizzata a mano all'uncinetto: un oggetto semplice, fatto di tempo e pazienza, che sembra quasi andare nella direzione opposta rispetto alla velocità con cui oggi consumiamo immagini, parole e informazioni. E proprio da qui il suo racconto ha trovato una delle chiavi più autentiche del festival: recuperare il valore delle cose che chiedono tempo.
La musica e le parole hanno attraversato anche l'incontro con Levante, in un dialogo che ha intrecciato esperienza artistica, presente e rapporto con il pubblico. Un altro dei momenti nei quali VIVIAMOCILENTO ha scelto di non separare lo spettacolo dalla riflessione, lasciando che le storie personali degli artisti diventassero occasioni per interrogarsi sul proprio tempo.
Poi, nel corso della serata, il palco si è fermato per un momento di memoria e di impegno civile. La scomparsa di Emma Bonino ha portato nel programma una riflessione sui diritti, sulla libertà e sul valore delle battaglie portate avanti nel corso di una vita. Il sindaco di Pollica ha scelto di ricordarla non attraverso l'appartenenza politica, ma attraverso la forza delle sue battaglie, sottolineando come «alcuni valori riescano a superare le divisioni e le diverse sensibilità».
Un ricordo che ha trovato una particolare risonanza proprio ad Acciaroli, luogo simbolo di una comunità che ha fatto dell'impegno civile e della difesa dei propri valori una parte della propria identità. Il saluto a Bonino è diventato così un invito a distinguere il consenso dal riconoscimento: «non è necessario condividere ogni posizione per riconoscere il coraggio di chi ha scelto di portare avanti le proprie battaglie anche quando significava stare dalla parte del dissenso», ha detto Pisani.
A chiudere la giornata è stato Gabriele Rossi, giovane pianista e compositore torinese, protagonista del «Momento Blu». Un concerto al pianoforte diventato un momento di musica e condivisione, ma anche una delle immagini più suggestive della seconda serata. Rossi, conosciuto da un pubblico vastissimo anche attraverso i suoi video di divulgazione musicale sui social, ha suonato sul palco alle spalle della torre di Acciaroli, con il mare calmo davanti a sé. Le onde quasi ferme hanno accompagnato le note, mentre il pubblico ha seguito la musica con le mani, trasformando l'ascolto in una partecipazione collettiva. Per qualche minuto tutto è sembrato assumere la stessa tonalità di blu: il mare, il cielo, la luce della sera, la scena e la musica. Un momento sospeso, perfettamente dentro lo spirito lento e contemplativo di VIVIAMOCILENTO.
È stata, in fondo, una serata perfettamente dentro lo spirito di VIVIAMOCILENTO: artisti diversi, linguaggi diversi, sensibilità diverse, ma la stessa possibilità di fermarsi e ascoltare. Il festival continua a costruire ad Acciaroli uno spazio nel quale il paesaggio non è soltanto una scenografia, ma parte del racconto e occasione per tornare a interrogarsi sul presente.
E, domenica 13 settembre, arriva il gran finale. Il pubblico è invitato ad arrivare ad Acciaroli dalle 18, quando prenderanno forma gli ultimi appuntamenti della tre giorni, tutti a ingresso libero. Ad aprire la serata sarà Margherita Vicario, protagonista dei Racconti sonori, ancora una volta con la conduzione di Martina Martorano. Poi il palco sarà affidato a Raiz e Solis String Quartet con «Chi tene 'o mare – Il nostro Pino Daniele», l'omaggio a Pino Daniele che chiuderà il festival nel segno della musica, di Napoli e del Mediterraneo.
Una scelta che sembra quasi naturale per VIVIAMOCILENTO: dopo una giornata nella quale il mare è stato raccontato come confine, desiderio e appartenenza, la tre giorni si congeda: «L'amare ci muove». E ad Acciaroli, ancora una volta, il mare non sarà soltanto quello che si guarda: sarà quello che resta dentro.

di Redazione
13/09/2026 - 12:42
Il mare come luogo da abitare, ma anche come confine, scelta, memoria. E poi la musica, le parole, l'ironia e quelle domande che restano aperte anche quando si spengono le luci del palco. La seconda giornata di VIVIAMOCILENTO ha attraversato tutti questi territori, trasformando ancora una volta Acciaroli in un grande spazio di incontro. Una serata densa di storie e di voci, accompagnata dal pubblico e condotta attraverso gli appuntamenti da Martina Martorano di Rai Radio e Rossella Pisaturo.
A partire dal mare e dalle sue contraddizioni è stato Stefano Fresi, che ha portato nel racconto di VIVIAMOCILENTO la voce di chi quel mare lo attraversa inseguendo una possibilità di vita. Una riflessione forte, affidata anche a una frase che restituisce tutta la drammaticità di quelle scelte: «Scegliere la morte in mare vuol dire scegliere tra una morte certa, quella che si lascia, e una morte incerta». Parole che spostano lo sguardo dalla cronaca alla persona, dalla statistica alla storia di chi parte sapendo di non avere certezze sull'altra riva.
Il mare è stato anche quello dell'immaginario musicale di Ditonellapiaga, protagonista dei Racconti sonori. «Sono nel mare più bello d'Italia», ha detto l'artista, regalando al pubblico una fotografia immediata del luogo che la ospitava. Ma il suo intervento ha toccato anche un altro territorio molto contemporaneo: quello dei social. «Vivrei tutta la vita senza social», ha raccontato con ironia, aggiungendo però una considerazione quasi paradossale: «Se non ci lavorate fatelo». Una battuta che apre una riflessione sul rapporto ormai inevitabile tra vita reale, lavoro e dimensione digitale.
Tra leggerezza e pensiero anche Edoardo Prati, capace di trasformare persino un dettaglio personale in un piccolo manifesto della lentezza. La sua agenda, infatti, ha una cover realizzata a mano all'uncinetto: un oggetto semplice, fatto di tempo e pazienza, che sembra quasi andare nella direzione opposta rispetto alla velocità con cui oggi consumiamo immagini, parole e informazioni. E proprio da qui il suo racconto ha trovato una delle chiavi più autentiche del festival: recuperare il valore delle cose che chiedono tempo.
La musica e le parole hanno attraversato anche l'incontro con Levante, in un dialogo che ha intrecciato esperienza artistica, presente e rapporto con il pubblico. Un altro dei momenti nei quali VIVIAMOCILENTO ha scelto di non separare lo spettacolo dalla riflessione, lasciando che le storie personali degli artisti diventassero occasioni per interrogarsi sul proprio tempo.
Poi, nel corso della serata, il palco si è fermato per un momento di memoria e di impegno civile. La scomparsa di Emma Bonino ha portato nel programma una riflessione sui diritti, sulla libertà e sul valore delle battaglie portate avanti nel corso di una vita. Il sindaco di Pollica ha scelto di ricordarla non attraverso l'appartenenza politica, ma attraverso la forza delle sue battaglie, sottolineando come «alcuni valori riescano a superare le divisioni e le diverse sensibilità».
Un ricordo che ha trovato una particolare risonanza proprio ad Acciaroli, luogo simbolo di una comunità che ha fatto dell'impegno civile e della difesa dei propri valori una parte della propria identità. Il saluto a Bonino è diventato così un invito a distinguere il consenso dal riconoscimento: «non è necessario condividere ogni posizione per riconoscere il coraggio di chi ha scelto di portare avanti le proprie battaglie anche quando significava stare dalla parte del dissenso», ha detto Pisani.
A chiudere la giornata è stato Gabriele Rossi, giovane pianista e compositore torinese, protagonista del «Momento Blu». Un concerto al pianoforte diventato un momento di musica e condivisione, ma anche una delle immagini più suggestive della seconda serata. Rossi, conosciuto da un pubblico vastissimo anche attraverso i suoi video di divulgazione musicale sui social, ha suonato sul palco alle spalle della torre di Acciaroli, con il mare calmo davanti a sé. Le onde quasi ferme hanno accompagnato le note, mentre il pubblico ha seguito la musica con le mani, trasformando l'ascolto in una partecipazione collettiva. Per qualche minuto tutto è sembrato assumere la stessa tonalità di blu: il mare, il cielo, la luce della sera, la scena e la musica. Un momento sospeso, perfettamente dentro lo spirito lento e contemplativo di VIVIAMOCILENTO.
È stata, in fondo, una serata perfettamente dentro lo spirito di VIVIAMOCILENTO: artisti diversi, linguaggi diversi, sensibilità diverse, ma la stessa possibilità di fermarsi e ascoltare. Il festival continua a costruire ad Acciaroli uno spazio nel quale il paesaggio non è soltanto una scenografia, ma parte del racconto e occasione per tornare a interrogarsi sul presente.
E, domenica 13 settembre, arriva il gran finale. Il pubblico è invitato ad arrivare ad Acciaroli dalle 18, quando prenderanno forma gli ultimi appuntamenti della tre giorni, tutti a ingresso libero. Ad aprire la serata sarà Margherita Vicario, protagonista dei Racconti sonori, ancora una volta con la conduzione di Martina Martorano. Poi il palco sarà affidato a Raiz e Solis String Quartet con «Chi tene 'o mare – Il nostro Pino Daniele», l'omaggio a Pino Daniele che chiuderà il festival nel segno della musica, di Napoli e del Mediterraneo.
Una scelta che sembra quasi naturale per VIVIAMOCILENTO: dopo una giornata nella quale il mare è stato raccontato come confine, desiderio e appartenenza, la tre giorni si congeda: «L'amare ci muove». E ad Acciaroli, ancora una volta, il mare non sarà soltanto quello che si guarda: sarà quello che resta dentro.
