Il filosofo: «Stiamo lasciando alle nuove generazioni un mondo senza democrazia».
Il 26 settembre al Maschio Angioino la cerimonia.
Tra i primi premiati annunciati Fabio Caressa, Fabio Capello, Bianca Balti e Marek Hamsik
Umberto Galimberti è il primo premiato dell'edizione 2026 del Premio Artis Suavitas, giunto al suo settimo compleanno. Il filosofo ha ricevuto dalle mani di Antonio Larizza, fondatore di Artis Suavitas, l'Albero della vita, opera in bronzo del maestro Domenico Sepe, simbolo del Premio.
La consegna del riconoscimento è stata anche l'occasione per un dialogo tra Galimberti e Larizza che ha toccato, tra gli altri, la crisi della democrazia, la politica contemporanea, la scuola e la cultura.
«Stiamo lasciando alle nuove generazioni un mondo senza democrazia. Non è che nel futuro non ci sarà più democrazia: è già adesso – ha detto Galimberti –. Le regole democratiche sono saltate tutte. Quello che funziona sono solamente i rapporti di forza. Il mondo è in mano a tre persone: Trump, Putin e Xi Jinping. Noi europei siamo divisi e questo fa sì che l'Europa non esista. Esiste una sommatoria di Stati, pur essendo l'Europa l'ultimo baluardo della democrazia, l'ultimo baluardo dei diritti umani».
Senza remore anche la risposta sul pensiero politico di Roberto Vannacci e Matteo Salvini: «Quelle sono figurine all'interno di questo processo, figurine che ora ci sono, domani spariranno». Per Galimberti il problema va oltre i singoli protagonisti politici e riguarda il rischio che l'Europa torni verso modelli che pensava di essersi lasciata alle spalle con la fine della Seconda guerra mondiale: «Anche noi europei andremo nella direzione che abbiamo lasciato alle spalle nel 1945».
Un rischio che il filosofo lega anche alla perdita della memoria storica e alle responsabilità della scuola: «La scuola ha insegnato ai giovani cos'è stata la Resistenza, cos'è stato il nazismo, cos'è stato il fascismo o no? E allora il disastro della scuola si è ripercosso inevitabilmente. La scuola vuol dire costruire delle teste, avere un senso critico. La cultura è la massima antitesi al potere».
Galimberti punta il dito anche sulla capacità della scuola italiana di educare, oltre che di istruire: «La nostra scuola in Italia è una scuola che al massimo istruisce ma non educa. Educare vuol dire seguire i ragazzi nei loro processi evolutivi, in quell'età incerta che si chiama adolescenza». E sui docenti propone «un test di personalità» che ne misuri l'empatia: «Se ce l'hanno possono fare il professore, se non ce l'hanno non lo possono fare».
«Con Umberto Galimberti inauguriamo la settima edizione di Artis Suavitas partendo da ciò che vogliamo continui a essere: non soltanto un premio, ma un'occasione di confronto attraverso le voci della cultura, dello sport, dell'arte e della società – dice Antonio Larizza –. Le sue riflessioni ci ricordano quanto sia importante continuare a fare domande sul presente, anche quando le risposte sono scomode».
La settima edizione del Premio Artis Suavitas proseguirà sabato 26 settembre al Maschio Angioino di Napoli. Tra i primi premiati annunciati ci sono il giornalista e telecronista Fabio Caressa, l'allenatore Fabio Capello, la modella Bianca Balti e l'ex calciatore Marek Hamsik, che si aggiungono a Umberto Galimberti, già insignito del riconoscimento.
Il Premio Artis Suavitas si avvale di un comitato scientifico composto da Pupi Avati, regista, sceneggiatore e scrittore; Maurizio De Giovanni, scrittore, sceneggiatore, autore e drammaturgo; Antonello Paolo Perillo, giornalista Rai; Milot, scultore, responsabile Arte Contemporanea; Iginio Massari, Maestro pasticciere; Tiziana D'Angelo, direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia.
di Redazione
11/09/2026 - 16:56
Il filosofo: «Stiamo lasciando alle nuove generazioni un mondo senza democrazia».
Il 26 settembre al Maschio Angioino la cerimonia.
Tra i primi premiati annunciati Fabio Caressa, Fabio Capello, Bianca Balti e Marek Hamsik
Umberto Galimberti è il primo premiato dell'edizione 2026 del Premio Artis Suavitas, giunto al suo settimo compleanno. Il filosofo ha ricevuto dalle mani di Antonio Larizza, fondatore di Artis Suavitas, l'Albero della vita, opera in bronzo del maestro Domenico Sepe, simbolo del Premio.
La consegna del riconoscimento è stata anche l'occasione per un dialogo tra Galimberti e Larizza che ha toccato, tra gli altri, la crisi della democrazia, la politica contemporanea, la scuola e la cultura.
«Stiamo lasciando alle nuove generazioni un mondo senza democrazia. Non è che nel futuro non ci sarà più democrazia: è già adesso – ha detto Galimberti –. Le regole democratiche sono saltate tutte. Quello che funziona sono solamente i rapporti di forza. Il mondo è in mano a tre persone: Trump, Putin e Xi Jinping. Noi europei siamo divisi e questo fa sì che l'Europa non esista. Esiste una sommatoria di Stati, pur essendo l'Europa l'ultimo baluardo della democrazia, l'ultimo baluardo dei diritti umani».
Senza remore anche la risposta sul pensiero politico di Roberto Vannacci e Matteo Salvini: «Quelle sono figurine all'interno di questo processo, figurine che ora ci sono, domani spariranno». Per Galimberti il problema va oltre i singoli protagonisti politici e riguarda il rischio che l'Europa torni verso modelli che pensava di essersi lasciata alle spalle con la fine della Seconda guerra mondiale: «Anche noi europei andremo nella direzione che abbiamo lasciato alle spalle nel 1945».
Un rischio che il filosofo lega anche alla perdita della memoria storica e alle responsabilità della scuola: «La scuola ha insegnato ai giovani cos'è stata la Resistenza, cos'è stato il nazismo, cos'è stato il fascismo o no? E allora il disastro della scuola si è ripercosso inevitabilmente. La scuola vuol dire costruire delle teste, avere un senso critico. La cultura è la massima antitesi al potere».
Galimberti punta il dito anche sulla capacità della scuola italiana di educare, oltre che di istruire: «La nostra scuola in Italia è una scuola che al massimo istruisce ma non educa. Educare vuol dire seguire i ragazzi nei loro processi evolutivi, in quell'età incerta che si chiama adolescenza». E sui docenti propone «un test di personalità» che ne misuri l'empatia: «Se ce l'hanno possono fare il professore, se non ce l'hanno non lo possono fare».
«Con Umberto Galimberti inauguriamo la settima edizione di Artis Suavitas partendo da ciò che vogliamo continui a essere: non soltanto un premio, ma un'occasione di confronto attraverso le voci della cultura, dello sport, dell'arte e della società – dice Antonio Larizza –. Le sue riflessioni ci ricordano quanto sia importante continuare a fare domande sul presente, anche quando le risposte sono scomode».
La settima edizione del Premio Artis Suavitas proseguirà sabato 26 settembre al Maschio Angioino di Napoli. Tra i primi premiati annunciati ci sono il giornalista e telecronista Fabio Caressa, l'allenatore Fabio Capello, la modella Bianca Balti e l'ex calciatore Marek Hamsik, che si aggiungono a Umberto Galimberti, già insignito del riconoscimento.
Il Premio Artis Suavitas si avvale di un comitato scientifico composto da Pupi Avati, regista, sceneggiatore e scrittore; Maurizio De Giovanni, scrittore, sceneggiatore, autore e drammaturgo; Antonello Paolo Perillo, giornalista Rai; Milot, scultore, responsabile Arte Contemporanea; Iginio Massari, Maestro pasticciere; Tiziana D'Angelo, direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia.