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LA RASSEGNA - Filippo Tommaso Marinetti e Napoli, tre lezioni alla scoperta del Futurismo all'ombra del Vesuvio
14.10.2026 10:39 di Napoli Magazine
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Appuntamenti a Somma Vesuviana (24 ottobre), Cesinali (25 ottobre) e Napoli (9 dicembre) per celebrare i 150 anni dalla nascita del fondatore del Futurismo (ingresso gratuito). Il critico d'arte Vincenzo De Luca e l'attore Stefano Sarcinelli raccontano la città che, con la sua energia popolare, la frenesia e l'anarchia creativa, aveva anticipato l'estetica delle avanguardie

 

Napoli non fu soltanto una città amata da Filippo Tommaso Marinetti, ma, nella sua visione, il luogo in cui il Futurismo sembrava esistere già prima ancora di essere teorizzato. La vitalità delle strade, il gesto teatrale, il ritmo delle canzoni popolari, l'energia del Vesuvio e la festa di Piedigrotta come esplosione collettiva di creatività: è da questo intreccio che prende le mosse "Filippo Tommaso Marinetti e Napoli (affascinante pigiatura di cuori)", una lezione a due voci che, in occasione dei 150 anni dalla nascita del fondatore del Futurismo, propone una rilettura del rapporto tra il movimento d'avanguardia e la città partenopea.

Tre gli appuntamenti in programma, a ingresso gratuito, tra la provincia di Napoli, l'Irpinia e il centro storico della città, per un percorso che intreccia letteratura, arte e memoria urbana. A guidare il pubblico saranno lo storico dell'arte Vincenzo De Luca con la narrazione, e l'attore Stefano Sarcinelli con la lettura delle fonti letterarie.

Al centro della lezione c'è un paradosso storico e culturale: Napoli, secondo questa prospettiva, non avrebbe semplicemente accolto il Futurismo, ma ne avrebbe anticipato alcuni tratti fondamentali attraverso una propria, spontanea modernità. Una città in cui il disordine quotidiano si trasforma in linguaggio, la gestualità diventa espressione artistica e la festa popolare assume i contorni di una rappresentazione collettiva. Un'anarchia creativa che Marinetti avrebbe poi tradotto nella provocazione intellettuale del Manifesto del Futurismo del 1909, pubblicato inizialmente anche sulle pagine di alcuni giornali napoletani prima della sua uscita a Parigi in lingua francese.

A restituire il senso di questo legame sono le stesse parole di Marinetti, che raccontava così la propria identità: «Mi accade di sentirmi fra di voi, a un tratto, napoletano di sentimenti, perfettamente napoletano, ed ho come voi un gesticolare eccessivo». Una dichiarazione che diventa la chiave di lettura di una lezione capace di attraversare non soltanto le idee del movimento, ma anche il tessuto umano e artistico della città.

Attorno alla figura di Marinetti si muovono così protagonisti della cultura tra Otto e Novecento: da Salvatore Di Giacomo a Gabriele d'Annunzio, da Matilde Serao a Vincenzo Gemito, fino a Francesco Cangiullo e Raffaele Viviani. E poi i luoghi, altrettanto decisivi nella costruzione di questo immaginario: il centro storico, Mergellina, il Vesuvio e Capri, scenari di una Napoli capace di alimentare visioni, linguaggi e sperimentazioni.

La lezione si apre con la voce di Marinetti che legge Serata futurista e si conclude con Spiralando sul porto di Napoli, componendo una cornice sonora che accompagna il pubblico dentro l'universo del fondatore del movimento.

Il calendario si articola in tre date. Sabato 24 ottobre, alle ore 20, l'appuntamento è all'Hub-side, nello spazio ipogeo della chiesa Collegiata di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. Domenica 25 ottobre, alle ore 18, la lezione approda al Teatro d'Europa di Cesinali, in provincia di Avellino. Mercoledì 9 dicembre, alle ore 17, sarà invece la Basilica della Pietrasanta, in via dei Tribunali a Napoli, a ospitare l'iniziativa, con un progetto artistico e didattico che coinvolgerà il liceo artistico Caravaggio di San Gennaro Vesuviano, diretto dal professor Domenico Balbi.

Per l'appuntamento napoletano, gli studenti e i docenti dell'istituto contribuiranno alla costruzione di un'esperienza che affiancherà alla narrazione installazioni artistiche, riprese video, abiti storici e opere ispirate all'immaginario futurista. I docenti Luigi Albi e Antonio Teodorico Avello, dell'area Arti Figurative, guideranno gli studenti nella rivisitazione del dipinto di Umberto Boccioni Sotto il pergolato di Napoli e la realizzazione di sculture in cartapesta a tema. Marco Domestico, per Audiovisivo e Multimediale, coordinerà le riprese della lezione e la produzione di un documentario, che includerà anche immagini delle chiese attigue e del museo sotterraneo. Maria Rosaria Santin e Fabrizia Ferrenti, per Design e Moda, lavoreranno invece con gli allievi alla creazione di un abito storico.

A 150 anni dalla nascita del poeta e teorico del Futurismo, la città torna così a interrogarsi sul proprio ruolo nella storia delle avanguardie, riscoprendo in quella «pigiatura di cuori» l'energia di una modernità profondamente napoletana.

L'evento, organizzato da LaPrimAmericana, è realizzato con il contributo della Regione Campania ai sensi della LR 7/2003.

 

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LA RASSEGNA - Filippo Tommaso Marinetti e Napoli, tre lezioni alla scoperta del Futurismo all'ombra del Vesuvio

di Redazione

14/10/2026 - 10:39

Appuntamenti a Somma Vesuviana (24 ottobre), Cesinali (25 ottobre) e Napoli (9 dicembre) per celebrare i 150 anni dalla nascita del fondatore del Futurismo (ingresso gratuito). Il critico d'arte Vincenzo De Luca e l'attore Stefano Sarcinelli raccontano la città che, con la sua energia popolare, la frenesia e l'anarchia creativa, aveva anticipato l'estetica delle avanguardie

 

Napoli non fu soltanto una città amata da Filippo Tommaso Marinetti, ma, nella sua visione, il luogo in cui il Futurismo sembrava esistere già prima ancora di essere teorizzato. La vitalità delle strade, il gesto teatrale, il ritmo delle canzoni popolari, l'energia del Vesuvio e la festa di Piedigrotta come esplosione collettiva di creatività: è da questo intreccio che prende le mosse "Filippo Tommaso Marinetti e Napoli (affascinante pigiatura di cuori)", una lezione a due voci che, in occasione dei 150 anni dalla nascita del fondatore del Futurismo, propone una rilettura del rapporto tra il movimento d'avanguardia e la città partenopea.

Tre gli appuntamenti in programma, a ingresso gratuito, tra la provincia di Napoli, l'Irpinia e il centro storico della città, per un percorso che intreccia letteratura, arte e memoria urbana. A guidare il pubblico saranno lo storico dell'arte Vincenzo De Luca con la narrazione, e l'attore Stefano Sarcinelli con la lettura delle fonti letterarie.

Al centro della lezione c'è un paradosso storico e culturale: Napoli, secondo questa prospettiva, non avrebbe semplicemente accolto il Futurismo, ma ne avrebbe anticipato alcuni tratti fondamentali attraverso una propria, spontanea modernità. Una città in cui il disordine quotidiano si trasforma in linguaggio, la gestualità diventa espressione artistica e la festa popolare assume i contorni di una rappresentazione collettiva. Un'anarchia creativa che Marinetti avrebbe poi tradotto nella provocazione intellettuale del Manifesto del Futurismo del 1909, pubblicato inizialmente anche sulle pagine di alcuni giornali napoletani prima della sua uscita a Parigi in lingua francese.

A restituire il senso di questo legame sono le stesse parole di Marinetti, che raccontava così la propria identità: «Mi accade di sentirmi fra di voi, a un tratto, napoletano di sentimenti, perfettamente napoletano, ed ho come voi un gesticolare eccessivo». Una dichiarazione che diventa la chiave di lettura di una lezione capace di attraversare non soltanto le idee del movimento, ma anche il tessuto umano e artistico della città.

Attorno alla figura di Marinetti si muovono così protagonisti della cultura tra Otto e Novecento: da Salvatore Di Giacomo a Gabriele d'Annunzio, da Matilde Serao a Vincenzo Gemito, fino a Francesco Cangiullo e Raffaele Viviani. E poi i luoghi, altrettanto decisivi nella costruzione di questo immaginario: il centro storico, Mergellina, il Vesuvio e Capri, scenari di una Napoli capace di alimentare visioni, linguaggi e sperimentazioni.

La lezione si apre con la voce di Marinetti che legge Serata futurista e si conclude con Spiralando sul porto di Napoli, componendo una cornice sonora che accompagna il pubblico dentro l'universo del fondatore del movimento.

Il calendario si articola in tre date. Sabato 24 ottobre, alle ore 20, l'appuntamento è all'Hub-side, nello spazio ipogeo della chiesa Collegiata di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. Domenica 25 ottobre, alle ore 18, la lezione approda al Teatro d'Europa di Cesinali, in provincia di Avellino. Mercoledì 9 dicembre, alle ore 17, sarà invece la Basilica della Pietrasanta, in via dei Tribunali a Napoli, a ospitare l'iniziativa, con un progetto artistico e didattico che coinvolgerà il liceo artistico Caravaggio di San Gennaro Vesuviano, diretto dal professor Domenico Balbi.

Per l'appuntamento napoletano, gli studenti e i docenti dell'istituto contribuiranno alla costruzione di un'esperienza che affiancherà alla narrazione installazioni artistiche, riprese video, abiti storici e opere ispirate all'immaginario futurista. I docenti Luigi Albi e Antonio Teodorico Avello, dell'area Arti Figurative, guideranno gli studenti nella rivisitazione del dipinto di Umberto Boccioni Sotto il pergolato di Napoli e la realizzazione di sculture in cartapesta a tema. Marco Domestico, per Audiovisivo e Multimediale, coordinerà le riprese della lezione e la produzione di un documentario, che includerà anche immagini delle chiese attigue e del museo sotterraneo. Maria Rosaria Santin e Fabrizia Ferrenti, per Design e Moda, lavoreranno invece con gli allievi alla creazione di un abito storico.

A 150 anni dalla nascita del poeta e teorico del Futurismo, la città torna così a interrogarsi sul proprio ruolo nella storia delle avanguardie, riscoprendo in quella «pigiatura di cuori» l'energia di una modernità profondamente napoletana.

L'evento, organizzato da LaPrimAmericana, è realizzato con il contributo della Regione Campania ai sensi della LR 7/2003.