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LIBRI - "Agli albori della canzone napoletana" di Raffaele Di Mauro, la presentazione al Teatro Trianon di Napoli
20.05.2026 10:39 di Napoli Magazine
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Cosa si cantava a Napoli prima di Funiculì Funiculà, ‘O sole mio, Era de Maggio e prima dei vari Di Giacomo, Ferdinando e Vincenzo Russo, Costa, Valente e Di Capua? E in quali forme, modi e termini c’era stato (se c’era stato) un apporto della musica di tradizione orale alla nascita di questo nuovo repertorio destinato ad affermarsi in tutta Europa? E’ da queste domande, apparentemente semplici, che ha preso avvio la lunga e complessa ricerca di Raffaele Di Mauro, sfociata ora nel volume Agli albori della canzone napoletana. Storia e analisi di un repertorio urbano (1824-1879), che, in uscita per Squilibri, sarà presentato a Napoli, al Teatro Trianon, il 21 maggo, alle ore 17:30.

In un periodo storico, delimitato da una parte dall’avvio dei Passatempi musi­cali di Guglielmo Cottrau e, dall’altra, dalla morte di suo figlio Teodoro, l’autore ha individuato una fase di fondamentale importanza per comprendere appieno la nascita della canzone napoletana classica, situata in un lento ma continuo traslitterare di confini, nell’incessante reciprocità di scambi e influenze tra mondi culturali e ambienti sociali ancora non così nettamente distinti. In particolare, tra il Molo e i salotti borghesi, tra l’azione di cantastorie, viggianesi e improvvisatori, da una parte, e raffinati intellettuali e musicisti, dall’altra.

Attraverso una rigorosa analisi comparativa di diverse fonti e un capillare lavoro di ricerca per biblioteche ed archivi, dalla Sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli alla British Library di Londra, in molti brani popolari sono state così rinvenute in nuce tutte le caratteristiche formali, sia testuali e musicali, che caratterizzano il repertorio della canzone napoletana che si configura pertanto come uno dei primi esempi di popular music urbana, oltre che uno dei più importanti “patrimoni” musicali al mondo.

Come uno straordinario valore aggiunto, al volume sono allegati anche “contenuti extra”, sia musicali che cartacei, consultabili tramite accessi personali ed esclusivi per ogni lettore. Imponente, in particolare, la documentazione cartacea che si sviluppa per più di 3000 pagine, con le edizioni integrali di opere di Guillaume Cottrau e del figlio Teodoro, di Francesco Florimo, di Luigi Chiurazzi, di Vincenzo De Meglio, di Luigi Biscardi e altri, le canzoni napoletane di operisti come Gaetano Donizetti, Saverio Mercadante, Nicola De Giosa e i fratelli Federico e Luigi Ricci, fino a centinaia di “fogli volanti” e alle numerose versioni a stampa di Te voglio bene assaie, considerato il brano “spartiacque” tra i due periodi. Di notevole interesse sono anche i documenti sonori che constano di 39 brani, raccolti “sul campo” da diversi ricercatori, da Diego Carpitella ad Ernesto De Martino, da Roberto Leydi ad Alan Lomax, con riferimento ad alcune canzoni analizzate nel volume.

Il volume di Raffaele Di Mauro sarà presentato in anteprima nazionale a Napoli, il 21 maggio, alle ore 17:30, al Teatro Trianon di Napoli, da Pasquale Scialò e con interventi musicali di Franco Castiglia ed Emanuela Loffredo (voci), Maurizio Pica (chitarre) e Michele De Martino (mandolino). L'incontro ricade all'interno "di RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana", un ciclo di incontri promossi e coordinati da Scialò. 

Etnomusicologo e docente di Storia della Musica in diversi istituti di ricerca e di formazione e responsabile scientifico dell’Archivio Sonoro della Campania, Raffaele Di Mauro ha pubblicato numerosi saggi sulla canzone napoletana e sui repertori della musica di tradizione orale della Campania.

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LIBRI - "Agli albori della canzone napoletana" di Raffaele Di Mauro, la presentazione al Teatro Trianon di Napoli

di Redazione

20/05/2026 - 10:39

Cosa si cantava a Napoli prima di Funiculì Funiculà, ‘O sole mio, Era de Maggio e prima dei vari Di Giacomo, Ferdinando e Vincenzo Russo, Costa, Valente e Di Capua? E in quali forme, modi e termini c’era stato (se c’era stato) un apporto della musica di tradizione orale alla nascita di questo nuovo repertorio destinato ad affermarsi in tutta Europa? E’ da queste domande, apparentemente semplici, che ha preso avvio la lunga e complessa ricerca di Raffaele Di Mauro, sfociata ora nel volume Agli albori della canzone napoletana. Storia e analisi di un repertorio urbano (1824-1879), che, in uscita per Squilibri, sarà presentato a Napoli, al Teatro Trianon, il 21 maggo, alle ore 17:30.

In un periodo storico, delimitato da una parte dall’avvio dei Passatempi musi­cali di Guglielmo Cottrau e, dall’altra, dalla morte di suo figlio Teodoro, l’autore ha individuato una fase di fondamentale importanza per comprendere appieno la nascita della canzone napoletana classica, situata in un lento ma continuo traslitterare di confini, nell’incessante reciprocità di scambi e influenze tra mondi culturali e ambienti sociali ancora non così nettamente distinti. In particolare, tra il Molo e i salotti borghesi, tra l’azione di cantastorie, viggianesi e improvvisatori, da una parte, e raffinati intellettuali e musicisti, dall’altra.

Attraverso una rigorosa analisi comparativa di diverse fonti e un capillare lavoro di ricerca per biblioteche ed archivi, dalla Sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli alla British Library di Londra, in molti brani popolari sono state così rinvenute in nuce tutte le caratteristiche formali, sia testuali e musicali, che caratterizzano il repertorio della canzone napoletana che si configura pertanto come uno dei primi esempi di popular music urbana, oltre che uno dei più importanti “patrimoni” musicali al mondo.

Come uno straordinario valore aggiunto, al volume sono allegati anche “contenuti extra”, sia musicali che cartacei, consultabili tramite accessi personali ed esclusivi per ogni lettore. Imponente, in particolare, la documentazione cartacea che si sviluppa per più di 3000 pagine, con le edizioni integrali di opere di Guillaume Cottrau e del figlio Teodoro, di Francesco Florimo, di Luigi Chiurazzi, di Vincenzo De Meglio, di Luigi Biscardi e altri, le canzoni napoletane di operisti come Gaetano Donizetti, Saverio Mercadante, Nicola De Giosa e i fratelli Federico e Luigi Ricci, fino a centinaia di “fogli volanti” e alle numerose versioni a stampa di Te voglio bene assaie, considerato il brano “spartiacque” tra i due periodi. Di notevole interesse sono anche i documenti sonori che constano di 39 brani, raccolti “sul campo” da diversi ricercatori, da Diego Carpitella ad Ernesto De Martino, da Roberto Leydi ad Alan Lomax, con riferimento ad alcune canzoni analizzate nel volume.

Il volume di Raffaele Di Mauro sarà presentato in anteprima nazionale a Napoli, il 21 maggio, alle ore 17:30, al Teatro Trianon di Napoli, da Pasquale Scialò e con interventi musicali di Franco Castiglia ed Emanuela Loffredo (voci), Maurizio Pica (chitarre) e Michele De Martino (mandolino). L'incontro ricade all'interno "di RiSoNa. Tracce, voci e paesaggi della musica campana", un ciclo di incontri promossi e coordinati da Scialò. 

Etnomusicologo e docente di Storia della Musica in diversi istituti di ricerca e di formazione e responsabile scientifico dell’Archivio Sonoro della Campania, Raffaele Di Mauro ha pubblicato numerosi saggi sulla canzone napoletana e sui repertori della musica di tradizione orale della Campania.