La Pro Loco Città di Caserta, da diversi anni attiva sul territorio per promuovere l’arte e la cultura, organizza il 26 settembre alle ore 18.00 presso il nuovo spazio eventi della Mondadori di Caserta. La nuova realtà è nata in città da un’idea di Giuseppe Munno, impegnato da tempo per la diffusione e la promozione della cultura del libro e della lettura, presente già con una libreria nel cuore di S. Maria Capua Vetere.
L’iniziativa letteraria sarà condotta e moderata dalla scrittrice Marilena Lucente, con la partecipazione della psicologa e criminologa Nadia Atzori e le letture dell’attrice Rita Raucci. Dopo i saluti del Presidente della Pro Loco Città di Caserta, Giuseppe Ianiello, avrà luogo la conversazione con l’autore per sollecitare i presenti alla riflessione e al dibattito sui temi del romanzo.
Marlena sulla spiaggia è un giallo modernista di Gaetano Ippolito e edito da Fox&Sparrows Edizioni.
In una Trieste sospesa tra bora e inquietudine, il commissario Silvano Carangelo indaga sull’omicidio di un maresciallo, mentre lotta contro i propri fantasmi interiori. Ossessionato dall’inetto Zeno di Svevo e dal senso di colpa, Carangelo si muove in un labirinto di verità ambigue, passioni torbide e depistaggi. Tra caserme, set cinematografici e scogliere battute dal mare, ogni personaggio nasconde una ferita e una colpa. Ma quando un secondo delitto sconvolge la città, l’indagine si trasforma in una discesa nei lati più oscuri dell’animo umano. In un crescendo di tensione, il confine tra giustizia e ossessione si fa sempre più sottile.
Un giallo psicologico intenso, dove il mistero si intreccia al dramma esistenziale. Due esistenze segnate dal dolore scorrono in parallelo, quella del commissario di polizia logorato dal passato e quella del giovane militare cresciuto tra violenza e abusi. Si incrociano per tragiche vicende e la distinzione tra vittima e carnefice si fa instabile: chi subisce può a sua volta diventare strumento del male. Il romanzo invita a una responsabilità collettiva.
"Credo che il dolore e la sofferenza condizionano inevitabilmente le nostre esistenze", afferma l’autore Gaetano Ippolito, "ognuno di noi si porta dentro, addosso, delle ferite che spesso non si rimarginano mai. Spesso il dolore amplifica la nostra visione negativa della vita, alimentando talvolta l’odio verso se stessi, la vita e gli altri. Quando soffriamo abbiamo la percezione che siamo le sole persone ad essere infelici. Tutti gli altri ci sembrano felici. Di conseguenza le nostre azioni, i nostri comportamenti finiscono per esprimere la rabbia, la frustrazione che abbiamo dentro. Questo è quello che succede un po’ a tutti i personaggi del romanzo, che sembrano, a volte, non essere padroni del proprio destino. Agiscono in maniera negativa in virtù del dolore che si portano dentro, magari anche in modo autodistruttivo. Vediamo che non c’è una motivazione logica nelle scelte e nelle azioni. E questo succede a tutti noi ogni giorno nella nostra quotidianità: vorremmo agire in un modo ma di ritroviamo a fare il contrario".
