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LIBRI - “Tra donne” di Rita Nappi, la presentazione alla BIblioteca Comunale di Bacoli
29.10.2026 08:40 di Napoli Magazine
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Un viaggio attraverso l’amore e le sue sfaccettature più varie. L’amore senza etichette, come dovrebbe essere. Il libro “Tra donne” di Rita Nappi (deComporre edizioni) è una viaggio nei sentimenti di una donna che si rivolge ad altre donne: le sue, quelle amate e quelle sognate. Giovedì 29 ottobre presso la Sala Scognamiglio della BIblioteca Comunale “Plinio il Vecchio” a Villa Cerillo, in via Cerillo, 56 a Bacoli si presenta questo bel volume di poesie, con un parterre quasi tutto al femminile. Intervengono la docente di Lingua e linguistica francese Anna Verde;  la Psicologa e sessuologa Maria Esposito; il giornalista Sabatino Di Maio. Le letture sono affidate a Maria Gabriella Tinè. In programma anche i saluti istituzionali di una rappresentanza della Città di Bacoli, che ha fornito il patrocinio morale all’iniziativa rendendola così possibile, mostrando così ancora una volta la sempre più spiccata vocazione verso la cultura. Un libro che solleva il velo su un vaso di Pandora che, troppo spesso, per una serie di circostanze che negli anni hanno isolato la questione Lgbtqia+ rendendola estranea alla massa, come se non esistesse. Il libro “Tra donne”, invece, attraverso il racconto dell’amore ha la capacità di parlare al cuore, senza mediazioni, senza sdolcinamenti. Poesie che parlano direttamente al lettore, si dipanano in un racconto di diversi stati d’animo tutti accomunati da un itinerario che sussurra, a volte grida, altre volte in lacrime si apre ad amori finiti e mai dimenticati. Perché tutto si dimentica, ma non l’amore. L’amore ti lascia i segni e quando se ne va ti accorgi che hai svoltato un altro angolo di un’altra strada, un’altra volta. Perciò l’amore raccontato da Rita Nappi non si richiude su sé stesso, non rischia di trasformarsi in hikikomori. Il racconto perciò non si avverte come un fatto marginale, condivide la vulnerabilità, ma anche la forza. Diventa un sentimento universale, come in una poesia di Prevert, di Saffo, di Pavese, scrittore tanto amato da Rita Nappi, che dice “questa mia felicità è un’altalena sul precipizio della vita”. Il canto diventa universale quando si apre al mondo “Ti ascolto come una carezza che sazia il viso: l’inatteso si che dona all’eterno la bellezza del Creato”. Una voce che diventa universale come quella di tutti i grandi poeti che nel tempo hanno lasciato le loro tracce visibili. 

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LIBRI - “Tra donne” di Rita Nappi, la presentazione alla BIblioteca Comunale di Bacoli

di Redazione

29/10/2026 - 08:40

Un viaggio attraverso l’amore e le sue sfaccettature più varie. L’amore senza etichette, come dovrebbe essere. Il libro “Tra donne” di Rita Nappi (deComporre edizioni) è una viaggio nei sentimenti di una donna che si rivolge ad altre donne: le sue, quelle amate e quelle sognate. Giovedì 29 ottobre presso la Sala Scognamiglio della BIblioteca Comunale “Plinio il Vecchio” a Villa Cerillo, in via Cerillo, 56 a Bacoli si presenta questo bel volume di poesie, con un parterre quasi tutto al femminile. Intervengono la docente di Lingua e linguistica francese Anna Verde;  la Psicologa e sessuologa Maria Esposito; il giornalista Sabatino Di Maio. Le letture sono affidate a Maria Gabriella Tinè. In programma anche i saluti istituzionali di una rappresentanza della Città di Bacoli, che ha fornito il patrocinio morale all’iniziativa rendendola così possibile, mostrando così ancora una volta la sempre più spiccata vocazione verso la cultura. Un libro che solleva il velo su un vaso di Pandora che, troppo spesso, per una serie di circostanze che negli anni hanno isolato la questione Lgbtqia+ rendendola estranea alla massa, come se non esistesse. Il libro “Tra donne”, invece, attraverso il racconto dell’amore ha la capacità di parlare al cuore, senza mediazioni, senza sdolcinamenti. Poesie che parlano direttamente al lettore, si dipanano in un racconto di diversi stati d’animo tutti accomunati da un itinerario che sussurra, a volte grida, altre volte in lacrime si apre ad amori finiti e mai dimenticati. Perché tutto si dimentica, ma non l’amore. L’amore ti lascia i segni e quando se ne va ti accorgi che hai svoltato un altro angolo di un’altra strada, un’altra volta. Perciò l’amore raccontato da Rita Nappi non si richiude su sé stesso, non rischia di trasformarsi in hikikomori. Il racconto perciò non si avverte come un fatto marginale, condivide la vulnerabilità, ma anche la forza. Diventa un sentimento universale, come in una poesia di Prevert, di Saffo, di Pavese, scrittore tanto amato da Rita Nappi, che dice “questa mia felicità è un’altalena sul precipizio della vita”. Il canto diventa universale quando si apre al mondo “Ti ascolto come una carezza che sazia il viso: l’inatteso si che dona all’eterno la bellezza del Creato”. Una voce che diventa universale come quella di tutti i grandi poeti che nel tempo hanno lasciato le loro tracce visibili.