Il grande cinema d’autore arricchisce il calendario della 32esima edizione del Maggio dei Monumenti, la manifestazione promossa e finanziata dal Comune di Napoli, che quest’anno esplora il tema dei colori della città evocando nello slogan un celebre verso di Matilde Serao: Ebbra di luce, folle di colori. Con la sezione speciale (In)Visibili mondi. Il cinema di Krzysztof Kieslowski e di Michelangelo Frammartino, la società di produzione Ladoc porta sul territorio due iniziative di alto profilo: una retrospettiva dedicata al maestro del cinema Krzysztof Kieslowski, in occasione del trentennale della scomparsa, e un workshop per giovani filmmaker con il regista Michelangelo Frammartino.
“Con la sezione ‘(In)Visibili mondi’ – dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli – il Maggio dei Monumenti conferma quest’anno la sua natura di ‘Festival della Cultura’ della nostra città. Non una semplice rassegna, ma una proposta formativa completa che connette diversi luoghi e diverse generazioni in un’unica grande trama urbana. La proposta di Ladoc va esattamente in questa direzione: valorizzare il cinema d’autore internazionale e investire nella professionalizzazione dei giovani talenti napoletani”.
“La retrospettiva su Kieslowski – osserva Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo – è il cuore pulsante di una visione che ci insegna a guardare oltre il visibile, richiamando perfettamente il tema del Maggio dei Monumenti: una Napoli ‘ebbra di luce e folle di colori’. Portare, inoltre, il know-how di un regista come Michelangelo Frammartino a disposizione dei ragazzi, professionisti del domani, significa nutrire il tessuto culturale della città con linfa sempre nuova, trasformando l’esperienza del singolo in un patrimonio collettivo”.
Dal 19 al 26 maggio in quattro sale si accendono i riflettori su Krzysztof Kieslowski: segni di vita, rassegna di film che rende omaggio a uno dei più grandi maestri del cinema. Il programma, a cura di Armando Andria, Gina Annunziata e Salvatore Iervolino per Ladoc, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e WFDiF (Documentary and Feature Film Studios), prevede una selezione di venti titoli del regista polacco: cinque documentari brevi degli esordi, cinque tra i suoi più grandi capolavori e l’intero Decalogo, proposto nella straordinaria visione integrale.
Si parte martedì 19 maggio (ore 21:30) nel Multicinema Modernissimo con Tre colori – Film Blu, film vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 1993 e primo capitolo della celebre trilogia dei colori dedicata ai colori della bandiera francese (blu-libertà, bianco-uguaglianza, rosso-fratellanza). La serata è impreziosita dagli interventi di Malgorzata Furdal, direttrice dell’Istituto Polacco di Roma, e Lorenzo Costantino, responsabile del programma cinema dell’Istituto.
Si prosegue venerdì 22 maggio (ore 19:00) in CasaCinema con il secondo capitolo della trilogia, Tre colori – Film Bianco. La proiezione del lungometraggio del 1994, che portò a Kieslowski il premio per la migliore regia al Festival di Berlino, è anticipata da un cortometraggio documentario del 1979, Sette donne d’età diversa. Durante la serata interviene il critico e regista Serafino Murri.
Sabato 23 maggio (ore 19:00) l’Asilo ospita nella sua sala cinema un’immersione nel genere documentario frequentato da Kieslowski con la proiezione di quattro cortometraggi: Sono stato un soldato (1971), Ritornello (1972), La radiografia (1974) e Teste parlanti (1980). A seguire, Il cineamatore, pellicola del 1979 che tematizza la metafora del cinema come tentativo di comprendere l’esistenza.
Appuntamento imperdibile domenica 24 maggio, per una giornata interamente dedicata al monumentale Decalogo. Dalle ore 11:00 fino alle ore 23:00, Sala Assoli ospita la straordinaria visione integrale della serie di dieci film realizzati da Kieslowski per la tv tra il 1988 e 1989 e ispirati ai dieci comandamenti dell’Antico Testamento.
Gran finale di rassegna, martedì 26 maggio ancora in Sala Assoli, con una doppia proiezione: alle ore 18:30 Tre Colori – Film Rosso, ultimo capitolo della trilogia dei colori e ultimo film girato da Kieslowski, seguito alle ore 21:00 da La doppia vita di Veronica. Durante la serata interverrà il regista Michelangelo Frammartino, protagonista della seconda iniziativa della sezione cinematografica del Maggio dei Monumenti.
Dal 25 al 30 maggio, infatti, Michelangelo Frammartino è a Napoli per un workshop a cura di Ladoc, in collaborazione con Museo Madre, Riot Studio, l’Asilo e con il sostegno di Fermento. Tra i cineasti più originali del panorama europeo contemporaneo, citato da Paul Schrader come uno dei registi di riferimento dello “Slow Cinema”, Frammartino guida per sei giorni dieci giovani filmmaker in un laboratorio intensivo: la raccolta delle candidature di partecipazione è prevista dal 29 aprile al 7 maggio. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito Ladoc: https://www.ladoc.it/portfolio/michelangelo-frammartino-il-cinema-come-progetto/
Al workshop si affiancano due momenti aperti al pubblico. Venerdì 29 maggio (ore 21:30) il regista interviene nel Multicinema Modernissimo in occasione della proiezione di Le quattro volte, il suo secondo lavoro cinematografico, presentato nel 2010 alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes.
Sabato 30 maggio (ore 18:00) il Museo Madre ospita il talk Ogni film è un albero: a dialogare con Frammartino, la direttrice del Madre e storica dell’arte Eva Fabbris. Un’occasione per conoscere il percorso professionale del regista e per approfondire la sua filmografia: da Il dono (2003), presentato a Locarno, a Il buco (2021), vincitore del Premio Speciale della Giuria a Venezia, passando per l’installazione artistica Alberi (2013).
Ladoc, società attiva dal 2011, ha prodotto oltre venti film documentari di vario genere e durata, tra i quali nel 2025 Oltre il confine. Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice e nel 2024 Vittoria, suo primo film di finzione selezionato dalla Mostra del Cinema di Venezia e candidato ai David di Donatello come migliore produzione. È inoltre impegnata nel lavoro di diffusione e promozione del cinema sul territorio napoletano, attraverso rassegne, eventi e workshop di formazione. Esemplare in tal senso, è l’esperienza di Pickpocket, rassegna andata in scena nell’estate del 2025 nel Cortile del Maschio Angioino che ha portato a Napoli grandi registi e registe del cinema contemporaneo.
di Redazione
07/05/2026 - 18:27
Il grande cinema d’autore arricchisce il calendario della 32esima edizione del Maggio dei Monumenti, la manifestazione promossa e finanziata dal Comune di Napoli, che quest’anno esplora il tema dei colori della città evocando nello slogan un celebre verso di Matilde Serao: Ebbra di luce, folle di colori. Con la sezione speciale (In)Visibili mondi. Il cinema di Krzysztof Kieslowski e di Michelangelo Frammartino, la società di produzione Ladoc porta sul territorio due iniziative di alto profilo: una retrospettiva dedicata al maestro del cinema Krzysztof Kieslowski, in occasione del trentennale della scomparsa, e un workshop per giovani filmmaker con il regista Michelangelo Frammartino.
“Con la sezione ‘(In)Visibili mondi’ – dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli – il Maggio dei Monumenti conferma quest’anno la sua natura di ‘Festival della Cultura’ della nostra città. Non una semplice rassegna, ma una proposta formativa completa che connette diversi luoghi e diverse generazioni in un’unica grande trama urbana. La proposta di Ladoc va esattamente in questa direzione: valorizzare il cinema d’autore internazionale e investire nella professionalizzazione dei giovani talenti napoletani”.
“La retrospettiva su Kieslowski – osserva Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco di Napoli per l’industria musicale e l’audiovisivo – è il cuore pulsante di una visione che ci insegna a guardare oltre il visibile, richiamando perfettamente il tema del Maggio dei Monumenti: una Napoli ‘ebbra di luce e folle di colori’. Portare, inoltre, il know-how di un regista come Michelangelo Frammartino a disposizione dei ragazzi, professionisti del domani, significa nutrire il tessuto culturale della città con linfa sempre nuova, trasformando l’esperienza del singolo in un patrimonio collettivo”.
Dal 19 al 26 maggio in quattro sale si accendono i riflettori su Krzysztof Kieslowski: segni di vita, rassegna di film che rende omaggio a uno dei più grandi maestri del cinema. Il programma, a cura di Armando Andria, Gina Annunziata e Salvatore Iervolino per Ladoc, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e WFDiF (Documentary and Feature Film Studios), prevede una selezione di venti titoli del regista polacco: cinque documentari brevi degli esordi, cinque tra i suoi più grandi capolavori e l’intero Decalogo, proposto nella straordinaria visione integrale.
Si parte martedì 19 maggio (ore 21:30) nel Multicinema Modernissimo con Tre colori – Film Blu, film vincitore del Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia del 1993 e primo capitolo della celebre trilogia dei colori dedicata ai colori della bandiera francese (blu-libertà, bianco-uguaglianza, rosso-fratellanza). La serata è impreziosita dagli interventi di Malgorzata Furdal, direttrice dell’Istituto Polacco di Roma, e Lorenzo Costantino, responsabile del programma cinema dell’Istituto.
Si prosegue venerdì 22 maggio (ore 19:00) in CasaCinema con il secondo capitolo della trilogia, Tre colori – Film Bianco. La proiezione del lungometraggio del 1994, che portò a Kieslowski il premio per la migliore regia al Festival di Berlino, è anticipata da un cortometraggio documentario del 1979, Sette donne d’età diversa. Durante la serata interviene il critico e regista Serafino Murri.
Sabato 23 maggio (ore 19:00) l’Asilo ospita nella sua sala cinema un’immersione nel genere documentario frequentato da Kieslowski con la proiezione di quattro cortometraggi: Sono stato un soldato (1971), Ritornello (1972), La radiografia (1974) e Teste parlanti (1980). A seguire, Il cineamatore, pellicola del 1979 che tematizza la metafora del cinema come tentativo di comprendere l’esistenza.
Appuntamento imperdibile domenica 24 maggio, per una giornata interamente dedicata al monumentale Decalogo. Dalle ore 11:00 fino alle ore 23:00, Sala Assoli ospita la straordinaria visione integrale della serie di dieci film realizzati da Kieslowski per la tv tra il 1988 e 1989 e ispirati ai dieci comandamenti dell’Antico Testamento.
Gran finale di rassegna, martedì 26 maggio ancora in Sala Assoli, con una doppia proiezione: alle ore 18:30 Tre Colori – Film Rosso, ultimo capitolo della trilogia dei colori e ultimo film girato da Kieslowski, seguito alle ore 21:00 da La doppia vita di Veronica. Durante la serata interverrà il regista Michelangelo Frammartino, protagonista della seconda iniziativa della sezione cinematografica del Maggio dei Monumenti.
Dal 25 al 30 maggio, infatti, Michelangelo Frammartino è a Napoli per un workshop a cura di Ladoc, in collaborazione con Museo Madre, Riot Studio, l’Asilo e con il sostegno di Fermento. Tra i cineasti più originali del panorama europeo contemporaneo, citato da Paul Schrader come uno dei registi di riferimento dello “Slow Cinema”, Frammartino guida per sei giorni dieci giovani filmmaker in un laboratorio intensivo: la raccolta delle candidature di partecipazione è prevista dal 29 aprile al 7 maggio. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito Ladoc: https://www.ladoc.it/portfolio/michelangelo-frammartino-il-cinema-come-progetto/
Al workshop si affiancano due momenti aperti al pubblico. Venerdì 29 maggio (ore 21:30) il regista interviene nel Multicinema Modernissimo in occasione della proiezione di Le quattro volte, il suo secondo lavoro cinematografico, presentato nel 2010 alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes.
Sabato 30 maggio (ore 18:00) il Museo Madre ospita il talk Ogni film è un albero: a dialogare con Frammartino, la direttrice del Madre e storica dell’arte Eva Fabbris. Un’occasione per conoscere il percorso professionale del regista e per approfondire la sua filmografia: da Il dono (2003), presentato a Locarno, a Il buco (2021), vincitore del Premio Speciale della Giuria a Venezia, passando per l’installazione artistica Alberi (2013).
Ladoc, società attiva dal 2011, ha prodotto oltre venti film documentari di vario genere e durata, tra i quali nel 2025 Oltre il confine. Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice e nel 2024 Vittoria, suo primo film di finzione selezionato dalla Mostra del Cinema di Venezia e candidato ai David di Donatello come migliore produzione. È inoltre impegnata nel lavoro di diffusione e promozione del cinema sul territorio napoletano, attraverso rassegne, eventi e workshop di formazione. Esemplare in tal senso, è l’esperienza di Pickpocket, rassegna andata in scena nell’estate del 2025 nel Cortile del Maschio Angioino che ha portato a Napoli grandi registi e registe del cinema contemporaneo.