Cultura & Gossip
MOSTRA - "E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità", alla Fondazione Made in Cloister di Napoli
20.03.2026 16:54 di Napoli Magazine
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La Fondazione Made in Cloister e 

nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente

 

presentano

 

E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità

 

con opere di:
Pauline Curnier Jardin & Feel Good Cooperative
Rossella Biscotti
Aysha E. Arar
Archivo de la Memoria Trans
Gabrielle Goliath

 

21 marzo – 21 giugno 2026
Fondazione Made in Cloister | NAPOLI

È stata presentata nella mattinata del 20 marzo alla stampa E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità, la mostra collettiva che inaugura il secondo anno del programma biennale RINASCITA, prodotto dalla Fondazione Made in Cloister e ideato e sviluppato da nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente.

 

Il titolo della mostra, ispirato al poema autobiografico My Life della poetessa americana Lyn Hejinian, invita a riflettere sulla persistenza come metodo di sopravvivenza.

 

Allestita nel chiostro cinquecentesco della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, sede della Fondazione Made in Cloister e raro esempio del Rinascimento napoletano, la mostra presenta opere di artisti internazionali che raccontano la persistenza, possibili pratiche di mutuo soccorso e l’impegno ostinato a ricomporre ciò che sembra irrimediabilmente rotto. Esse indagano l’amore come un paesaggio di precarietà, complesso e delicato – fatto di vulnerabilità, errore e tenacia – e ci interrogano su come sia possibile creare attività di contrasto, anche fragili, di fronte alle molteplici forme di avversità che segnano il nostro tempo. Archivi, rituali, testimonianze e gesti quotidiani di cura diventano strumenti attraverso cui gli artisti mettono in scena storie di resistenza individuale e collettiva.

 

Parte integrante del progetto è la ricerca sull’architettura del chiostro, sviluppata dall’architetto Mariano Cuofano, che riconfigura l’assetto espositivo e i percorsi di visita in dialogo con la struttura storica del complesso. Il progetto riprende l’idea del giardino claustrale come dispositivo spaziale e simbolico, ricostruendo un percorso circolare che richiama le antiche modalità di attraversamento dello spazio monastico. Elemento centrale dell’allestimento sono una serie di aiuole rialzate in cotto, ispirate ai giardini monastici napoletani e realizzate in collaborazione con la storica Fornace De Martino (https://www.fornacedemartino.it/) attiva dal XV secolo. Riempite di argilla grezza e impermeabile, queste superfici impediscono qualsiasi coltivazione programmata: solo la vegetazione spontanea può emergere. Il terreno diventa così metafora di una vita che resiste alle condizioni ostili e di una rinascita non pianificata, fatta di possibilità inattese.

 

Tra le opere in mostra, il progetto dell’Archivo de la Memoria Trans, uno dei più importanti archivi al mondo dedicati alla memoria della comunità trans latino-americana. Nato in Argentina grazie all’iniziativa di attiviste trans, l’archivio raccoglie fotografie e testimonianze sopravvissute alla dittatura e alla persecuzione sociale, restituendo visibilità a storie cancellate dalla narrazione ufficiale e trasformando l’archivio stesso in uno strumento di riparazione politica.

 

Il lavoro di Pauline Curnier Jardin, tra le artiste europee più rilevanti della sua generazione, nasce dal dialogo con Feel Good Cooperative, una comunità di sex workers transgender colombiane con base a Roma. Sviluppato attraverso processi collettivi e performativi, il progetto intreccia ritualità, folklore e immaginari femministi, trasformando l’opera in un gesto concreto di solidarietà e mutuo sostegno tra artisti e comunità.

 

Rossella Biscotti, una delle voci più politicamente impegnate della scena artistic italiana, presenta un lavoro che riattiva archivi e memorie rimosse, indagando storie di sfruttamento e traffici coloniali attraverso la vicenda di Maiko, una prostituta giapponese deportata, riportando alla luce narrazioni marginalizzate dalla storia ufficiale.

 

Nella ricerca dell’artista palestinese Aysha E Arar, identità diasporica, memoria familiare e mitologia si intrecciano in una riflessione sul senso di appartenenza e sulla dissoluzione dei confini tra umano e non umano, dando forma a creature ibride che abitano uno spazio sospeso tra storia personale e storia collettiva.

 

Completa il percorso l’opera dell’artista sudafricana Gabrielle Goliath, che affronta i temi della violenza di genere e della persecuzione della comunità LGBTQ+ attraverso un dispositivo radicale di ascolto. In una registrazione privata delle parole, il lavoro utilizza il silenzio e l’assenza come forma di testimonianza, restituendo spazio alla memoria delle vittime e interrogando il rapporto tra arte, giustizia e libertà di espressione.

 

Mariano Cuofano architetto e ricercatore, si colloca all’intersezione tra progettazione, indagine etnografica e pratiche interdisciplinari. Formatosi tra Napoli, Londra e Delft, e con esperienze presso studi internazionali come RCR, Steven Holl Architects e Foster + Partners, l’architetto Cuofano sviluppa una riflessione sullo spazio come dispositivo culturale e politico, intrecciando architettura, memoria e dinamiche sociali.

 

Con il programma RINASCITA la Fondazione continua a promuovere l’arte come spazio di trasformazione e relazione con la città”, afferma Eleonora de Blasio, direttrice della Fondazione Made in Cloister“Il chiostro, rinato più volte nei secoli, è per noi una potente metafora: un luogo dove memoria e futuro possono incontrarsi. Ogni progetto nasce dal dialogo tra artisti, artigiani, comunità e spazio, dando forma a un processo di rigenerazione culturale che coinvolge il territorio”.

 

nonlineare è una modalità curatoriale che intende contrastare la frammentazione del mondo contemporaneo e coltivare una mentalità cooperativa”, dichiara Teresa Iarocci Mavica, fondatrice di nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente“La terza tappa del progetto RINASCITA, evoca la perseveranza come pratica quotidiana di resistenza. È un invito a trovare la forza di insistere in ogni circostanza. Le opere in mostra raccontano quanto ostinati gesti di cura possano generare nuove possibilità di vita, anche in condizioni di massima fragilità”. 

 

Il chiostro, punto di partenza del progetto di riconversione Made in Cloister, è oggi trasformato in uno spazio di produzione culturale aperto alla città e rappresenta esso stesso non solo un esempio di rinascita ma anche una forma di resistenza. 

 

 

Fondazione Made in Cloister - Fondata nel 2012 a Napoli da Rosa Alba Impronta e Davide de Blasio, la Fondazione promuove progetti artistici contemporanei in dialogo con artigiani locali all’interno di uno spazio storico rigenerato, con l’obiettivo di coniugare memoria, produzione culturale e impatto sociale. La direttrice è Eleonora de Blasio.

 

nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente - Fondata nel 2024 da Teresa Iarocci Mavica, nonlineare è una piattaforma curatoriale indipendente che promuove pratiche artistiche interdisciplinari e socialmente impegnate, favorendo il dialogo tra culture, discipline e geografie diverse.

 

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità
Artisti: Archivo de la Memoria Trans, Aysha E Arar, Gabrielle Goliath, Pauline Curnier Jardin & Feel Good Cooperative, Rossella Biscotti
Ideato e sviluppato da nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente
Produzione: Fondazione Made in Cloister

Sede: Fondazione Made in Cloister – Piazza Enrico De Nicola 48, Napoli

Inaugurazione: Sabato 21 marzo 2026

Dalle 17:00 alle 22:00

Ingresso libero


Durata mostra: 21 marzo – 21 giugno 2026

Orari: mercoledì – sabato 11.00 – 19.00 | domenica 10.00 – 14.00

Ingresso: 5 euro

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MOSTRA - "E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità", alla Fondazione Made in Cloister di Napoli

di Redazione

20/03/2026 - 16:54

La Fondazione Made in Cloister e 

nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente

 

presentano

 

E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità

 

con opere di:
Pauline Curnier Jardin & Feel Good Cooperative
Rossella Biscotti
Aysha E. Arar
Archivo de la Memoria Trans
Gabrielle Goliath

 

21 marzo – 21 giugno 2026
Fondazione Made in Cloister | NAPOLI

È stata presentata nella mattinata del 20 marzo alla stampa E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità, la mostra collettiva che inaugura il secondo anno del programma biennale RINASCITA, prodotto dalla Fondazione Made in Cloister e ideato e sviluppato da nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente.

 

Il titolo della mostra, ispirato al poema autobiografico My Life della poetessa americana Lyn Hejinian, invita a riflettere sulla persistenza come metodo di sopravvivenza.

 

Allestita nel chiostro cinquecentesco della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, sede della Fondazione Made in Cloister e raro esempio del Rinascimento napoletano, la mostra presenta opere di artisti internazionali che raccontano la persistenza, possibili pratiche di mutuo soccorso e l’impegno ostinato a ricomporre ciò che sembra irrimediabilmente rotto. Esse indagano l’amore come un paesaggio di precarietà, complesso e delicato – fatto di vulnerabilità, errore e tenacia – e ci interrogano su come sia possibile creare attività di contrasto, anche fragili, di fronte alle molteplici forme di avversità che segnano il nostro tempo. Archivi, rituali, testimonianze e gesti quotidiani di cura diventano strumenti attraverso cui gli artisti mettono in scena storie di resistenza individuale e collettiva.

 

Parte integrante del progetto è la ricerca sull’architettura del chiostro, sviluppata dall’architetto Mariano Cuofano, che riconfigura l’assetto espositivo e i percorsi di visita in dialogo con la struttura storica del complesso. Il progetto riprende l’idea del giardino claustrale come dispositivo spaziale e simbolico, ricostruendo un percorso circolare che richiama le antiche modalità di attraversamento dello spazio monastico. Elemento centrale dell’allestimento sono una serie di aiuole rialzate in cotto, ispirate ai giardini monastici napoletani e realizzate in collaborazione con la storica Fornace De Martino (https://www.fornacedemartino.it/) attiva dal XV secolo. Riempite di argilla grezza e impermeabile, queste superfici impediscono qualsiasi coltivazione programmata: solo la vegetazione spontanea può emergere. Il terreno diventa così metafora di una vita che resiste alle condizioni ostili e di una rinascita non pianificata, fatta di possibilità inattese.

 

Tra le opere in mostra, il progetto dell’Archivo de la Memoria Trans, uno dei più importanti archivi al mondo dedicati alla memoria della comunità trans latino-americana. Nato in Argentina grazie all’iniziativa di attiviste trans, l’archivio raccoglie fotografie e testimonianze sopravvissute alla dittatura e alla persecuzione sociale, restituendo visibilità a storie cancellate dalla narrazione ufficiale e trasformando l’archivio stesso in uno strumento di riparazione politica.

 

Il lavoro di Pauline Curnier Jardin, tra le artiste europee più rilevanti della sua generazione, nasce dal dialogo con Feel Good Cooperative, una comunità di sex workers transgender colombiane con base a Roma. Sviluppato attraverso processi collettivi e performativi, il progetto intreccia ritualità, folklore e immaginari femministi, trasformando l’opera in un gesto concreto di solidarietà e mutuo sostegno tra artisti e comunità.

 

Rossella Biscotti, una delle voci più politicamente impegnate della scena artistic italiana, presenta un lavoro che riattiva archivi e memorie rimosse, indagando storie di sfruttamento e traffici coloniali attraverso la vicenda di Maiko, una prostituta giapponese deportata, riportando alla luce narrazioni marginalizzate dalla storia ufficiale.

 

Nella ricerca dell’artista palestinese Aysha E Arar, identità diasporica, memoria familiare e mitologia si intrecciano in una riflessione sul senso di appartenenza e sulla dissoluzione dei confini tra umano e non umano, dando forma a creature ibride che abitano uno spazio sospeso tra storia personale e storia collettiva.

 

Completa il percorso l’opera dell’artista sudafricana Gabrielle Goliath, che affronta i temi della violenza di genere e della persecuzione della comunità LGBTQ+ attraverso un dispositivo radicale di ascolto. In una registrazione privata delle parole, il lavoro utilizza il silenzio e l’assenza come forma di testimonianza, restituendo spazio alla memoria delle vittime e interrogando il rapporto tra arte, giustizia e libertà di espressione.

 

Mariano Cuofano architetto e ricercatore, si colloca all’intersezione tra progettazione, indagine etnografica e pratiche interdisciplinari. Formatosi tra Napoli, Londra e Delft, e con esperienze presso studi internazionali come RCR, Steven Holl Architects e Foster + Partners, l’architetto Cuofano sviluppa una riflessione sullo spazio come dispositivo culturale e politico, intrecciando architettura, memoria e dinamiche sociali.

 

Con il programma RINASCITA la Fondazione continua a promuovere l’arte come spazio di trasformazione e relazione con la città”, afferma Eleonora de Blasio, direttrice della Fondazione Made in Cloister“Il chiostro, rinato più volte nei secoli, è per noi una potente metafora: un luogo dove memoria e futuro possono incontrarsi. Ogni progetto nasce dal dialogo tra artisti, artigiani, comunità e spazio, dando forma a un processo di rigenerazione culturale che coinvolge il territorio”.

 

nonlineare è una modalità curatoriale che intende contrastare la frammentazione del mondo contemporaneo e coltivare una mentalità cooperativa”, dichiara Teresa Iarocci Mavica, fondatrice di nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente“La terza tappa del progetto RINASCITA, evoca la perseveranza come pratica quotidiana di resistenza. È un invito a trovare la forza di insistere in ogni circostanza. Le opere in mostra raccontano quanto ostinati gesti di cura possano generare nuove possibilità di vita, anche in condizioni di massima fragilità”. 

 

Il chiostro, punto di partenza del progetto di riconversione Made in Cloister, è oggi trasformato in uno spazio di produzione culturale aperto alla città e rappresenta esso stesso non solo un esempio di rinascita ma anche una forma di resistenza. 

 

 

Fondazione Made in Cloister - Fondata nel 2012 a Napoli da Rosa Alba Impronta e Davide de Blasio, la Fondazione promuove progetti artistici contemporanei in dialogo con artigiani locali all’interno di uno spazio storico rigenerato, con l’obiettivo di coniugare memoria, produzione culturale e impatto sociale. La direttrice è Eleonora de Blasio.

 

nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente - Fondata nel 2024 da Teresa Iarocci Mavica, nonlineare è una piattaforma curatoriale indipendente che promuove pratiche artistiche interdisciplinari e socialmente impegnate, favorendo il dialogo tra culture, discipline e geografie diverse.

 

 

SCHEDA TECNICA

Titolo: E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità
Artisti: Archivo de la Memoria Trans, Aysha E Arar, Gabrielle Goliath, Pauline Curnier Jardin & Feel Good Cooperative, Rossella Biscotti
Ideato e sviluppato da nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente
Produzione: Fondazione Made in Cloister

Sede: Fondazione Made in Cloister – Piazza Enrico De Nicola 48, Napoli

Inaugurazione: Sabato 21 marzo 2026

Dalle 17:00 alle 22:00

Ingresso libero


Durata mostra: 21 marzo – 21 giugno 2026

Orari: mercoledì – sabato 11.00 – 19.00 | domenica 10.00 – 14.00

Ingresso: 5 euro