A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Antonio Toma, ex vice di Conte: "Conte via da Napoli? Sì, le notizie non mi arrivano dai giornali, ma da amici, direttori e procuratori. Ha già 2 offerte, ma una l’ha già quasi accettata. Anche dalla Nazionale, è sempre un club la Nazionale. Milan o Nazionale? In Nazionale ci vanno i giovani oppure quelli che hanno fatto tanti e vogliono riposare un po'. All’estero non ha voglia di tornare, con Italia potrebbe tornare, ma alla Juve quella cosa dei 10 euro non gliel'hanno mai fatta passare. Lui dà anima, cuore e toglie molto del suo tempo per questo lavoro cui stargli accanto non è semplice. Per restare al Napoli avrebbe dovuto avere due squadre, una per il campionato e una per la Champions. Una sola squadra non basta per essere competitivi in 2 competizioni, servono almeno 24 giocatori, un doppione per ogni ruolo. Nel Napoli i centrocampisti titolari sono forse 3, in difesa ci sono calciatori non velocissimi. Non mi ha chiamato Conte, in genere mi chiama quando ha problemi seri e grandi. Mi chiamò quando era alla Juve per esempio, andai da lui e gli spiegai anche un movimento in entrata che dovevano fare e la domenica fecero gol con quello schema nuovo. Avevano dei problemi, noi non siamo mai stati amici, abbiamo lavorato insieme 2 anni. In cuor suo, valuta tutto e sta pensando che con tutti questi infortuni qualcuno ha sbagliato. Tatticamente non ho mai visto il Napoli soccombere, ci sono stati errori individuali perchè alcuni hanno lacune".
di Redazione
20/05/2026 - 13:30
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Antonio Toma, ex vice di Conte: "Conte via da Napoli? Sì, le notizie non mi arrivano dai giornali, ma da amici, direttori e procuratori. Ha già 2 offerte, ma una l’ha già quasi accettata. Anche dalla Nazionale, è sempre un club la Nazionale. Milan o Nazionale? In Nazionale ci vanno i giovani oppure quelli che hanno fatto tanti e vogliono riposare un po'. All’estero non ha voglia di tornare, con Italia potrebbe tornare, ma alla Juve quella cosa dei 10 euro non gliel'hanno mai fatta passare. Lui dà anima, cuore e toglie molto del suo tempo per questo lavoro cui stargli accanto non è semplice. Per restare al Napoli avrebbe dovuto avere due squadre, una per il campionato e una per la Champions. Una sola squadra non basta per essere competitivi in 2 competizioni, servono almeno 24 giocatori, un doppione per ogni ruolo. Nel Napoli i centrocampisti titolari sono forse 3, in difesa ci sono calciatori non velocissimi. Non mi ha chiamato Conte, in genere mi chiama quando ha problemi seri e grandi. Mi chiamò quando era alla Juve per esempio, andai da lui e gli spiegai anche un movimento in entrata che dovevano fare e la domenica fecero gol con quello schema nuovo. Avevano dei problemi, noi non siamo mai stati amici, abbiamo lavorato insieme 2 anni. In cuor suo, valuta tutto e sta pensando che con tutti questi infortuni qualcuno ha sbagliato. Tatticamente non ho mai visto il Napoli soccombere, ci sono stati errori individuali perchè alcuni hanno lacune".