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CORRIERE DELLA SERA - Cesari: "Il mondo degli arbitri è lo specchio della società, serve un cambio culturale, il problema parte dall'alto"
26.04.2026 09:28 di Napoli Magazine
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Graziano Cesari, ex arbitro, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera in merito alle dimissioni del designatore Gianluca Rocchi e al terremoto che sta sconvolgendo la classe arbitrale: "Il problema sono i soldi. Ne girano troppi. Quindi aumentano le tensioni, le antipatie, i veleni. Al di là dell'inchiesta, della quale non conosco i dettagli, sono certo che la crisi degli arbitri italiani nasce così. Noi, ai nostri tempi, guadagnavamo poco. Non era un lavoro ma una missione. Come ha detto il mio grande maestro Paolo Casarin in un'intervista proprio al Corriere, gli arbitri devono cercarsi un lavoro vero, per essere liberi. La classe arbitrale italiana è lo specchio della società. Io, in 167 partite che ho diretto non mi sono mai permesso una volta di contestare il giudizio di un osservatore. Non una. Il mondo degli arbitri è lo specchio della società: oggi se prendi un brutto voto a scuola arrivano i genitori a contestare i maestri. Come se ne esce? Come diceva il grande Gino Bartali: è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Bisogna riportare l'uomo al centro, l'arbitro al centro. Partendo dai ragazzini. Ma occorre un cambio culturale, ampio, serio. Il problema parte dall'alto. Il presidente è inibito. Come si fa? Chi va in Federcalcio, in Lega, chi prende le difese degli arbitri? Gianluca si è ritrovato a dover coprire anche un ruolo politico, ma il suo è tecnico. Tutto il peso sulle sue spalle. Poi, se parliamo di rendimento degli arbitri è ovvio e giusto che si parli del designatore, che si metta in discussione lui. Ma l'origine del male, della crisi di tutto il sistema, parte dall'alto".

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CORRIERE DELLA SERA - Cesari: "Il mondo degli arbitri è lo specchio della società, serve un cambio culturale, il problema parte dall'alto"

di Redazione

26/04/2026 - 09:28

Graziano Cesari, ex arbitro, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera in merito alle dimissioni del designatore Gianluca Rocchi e al terremoto che sta sconvolgendo la classe arbitrale: "Il problema sono i soldi. Ne girano troppi. Quindi aumentano le tensioni, le antipatie, i veleni. Al di là dell'inchiesta, della quale non conosco i dettagli, sono certo che la crisi degli arbitri italiani nasce così. Noi, ai nostri tempi, guadagnavamo poco. Non era un lavoro ma una missione. Come ha detto il mio grande maestro Paolo Casarin in un'intervista proprio al Corriere, gli arbitri devono cercarsi un lavoro vero, per essere liberi. La classe arbitrale italiana è lo specchio della società. Io, in 167 partite che ho diretto non mi sono mai permesso una volta di contestare il giudizio di un osservatore. Non una. Il mondo degli arbitri è lo specchio della società: oggi se prendi un brutto voto a scuola arrivano i genitori a contestare i maestri. Come se ne esce? Come diceva il grande Gino Bartali: è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Bisogna riportare l'uomo al centro, l'arbitro al centro. Partendo dai ragazzini. Ma occorre un cambio culturale, ampio, serio. Il problema parte dall'alto. Il presidente è inibito. Come si fa? Chi va in Federcalcio, in Lega, chi prende le difese degli arbitri? Gianluca si è ritrovato a dover coprire anche un ruolo politico, ma il suo è tecnico. Tutto il peso sulle sue spalle. Poi, se parliamo di rendimento degli arbitri è ovvio e giusto che si parli del designatore, che si metta in discussione lui. Ma l'origine del male, della crisi di tutto il sistema, parte dall'alto".