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GAZZETTA - Inzaghi: "Inter, rifarei tutto, finale di Champions? Arrivammo senza energie, tornare in Serie A o in Nazionale? Non ci penso, ho ancora un anno di contratto con l'Al-Hilal"
30.04.2026 09:51 di Napoli Magazine
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Simone Inzaghi, ex tecnico dell'Inter ora all'Al-Hilal, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: "Se sento più il merito di aver vinto uno scudetto o il demerito di averne persi due (contro Milan e Napoli)? Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano. Se forse era meglio dare priorità al campionato piuttosto che al sogno Champions? Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili. La finale di Monaco? Arrivammo senza energie, sia fisiche che mentali. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, il Psg ha indirizzato la gara con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti". Inzaghi sostiene che non aveva ancora deciso di lasciare l'Inter prima della gara col Psg: "La decisione, molto sofferta per me e la mia famiglia, non era stata presa. Poi è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin, e ho manifestato la volontà di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all'Inter. Sono venuto qui per conoscere una nuova realtà, per mettermi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Rischio esonero? A me sembra che sono contenti di me, siamo ancora in corsa per il titolo in campionato e dobbiamo giocare la Coppa del Re. E soprattutto non abbiamo ancora perso una partita in stagione: l'eliminazione dalla Champions asiatica contro l'Al Sadd di Mancini è arrivata ai rigori. Non credo esista nel mondo un allenatore ancora imbattuto. Una chiamata dalla Serie A o addirittura dalla Nazionale? Non ci penso, ho ancora un anno di contratto con l'Al Hilal e grande entusiasmo. Campionato all'Inter? Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile e il merito è anche di Chivu: puntare su di lui è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare". Infine, "risposte" a Dimarco, che si era lamentato delle sostituzioni sistematiche con Inzaghi, e Zielinski, ora protagonista con l'Inter: "Federico anche con me ha fatto grandi stagioni, fui io a trattenerlo all'Inter e a evitare un altro prestito. Le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo e ci sentiamo ancora. Su Zielinski ne ho lette tante, però ci si dimentica che sono stato io a volerlo all'Inter. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità".

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GAZZETTA - Inzaghi: "Inter, rifarei tutto, finale di Champions? Arrivammo senza energie, tornare in Serie A o in Nazionale? Non ci penso, ho ancora un anno di contratto con l'Al-Hilal"

di Redazione

30/04/2026 - 09:51

Simone Inzaghi, ex tecnico dell'Inter ora all'Al-Hilal, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: "Se sento più il merito di aver vinto uno scudetto o il demerito di averne persi due (contro Milan e Napoli)? Non si può avere rimpianti nello sport, tanto più se arrivi secondo dietro ad avversari che hanno fatto percorsi importanti. In quattro anni ho vinto tanto e sono contento dei risultati. Non so se si potesse fare qualcosa in più però abbiamo raggiunto due finali di Champions League. Comunque accetto le critiche, purché riguardino me e non i calciatori: mi hanno sempre dato tutto quello che avevano. Se forse era meglio dare priorità al campionato piuttosto che al sogno Champions? Non cambierei niente. Noi avevamo un sogno: il triplete. Alla fine della stagione abbiamo pagato le 23 partite giocate in più rispetto al Napoli. Ma io rifarei tutto: l’Inter ha il dovere di competere a ogni livello. E poi le serate contro il Bayern e il Barcellona rimarranno nella mia mente più dei trofei. Sono state vittorie forse irripetibili. La finale di Monaco? Arrivammo senza energie, sia fisiche che mentali. La delusione per lo scudetto perso ha pesato, il Psg ha indirizzato la gara con due gol e sfruttato la migliore brillantezza, noi abbiamo provato a reagire e ci siamo disuniti". Inzaghi sostiene che non aveva ancora deciso di lasciare l'Inter prima della gara col Psg: "La decisione, molto sofferta per me e la mia famiglia, non era stata presa. Poi è successo tutto molto velocemente: due giorni dopo Monaco ci siamo incontrati a casa di Marotta, alla presenza di Ausilio e Baccin, e ho manifestato la volontà di cambiare, perché sentivo che si era chiuso un ciclo. Loro avrebbero voluto continuare con me ma hanno capito la scelta: ci siamo lasciati da amici e lo siamo ancora. Ma se avessimo vinto la Champions sarei rimasto all'Inter. Sono venuto qui per conoscere una nuova realtà, per mettermi in discussione in un contesto diverso. Per fortuna non ho problemi di denaro, non era quello che mi mancava. Rischio esonero? A me sembra che sono contenti di me, siamo ancora in corsa per il titolo in campionato e dobbiamo giocare la Coppa del Re. E soprattutto non abbiamo ancora perso una partita in stagione: l'eliminazione dalla Champions asiatica contro l'Al Sadd di Mancini è arrivata ai rigori. Non credo esista nel mondo un allenatore ancora imbattuto. Una chiamata dalla Serie A o addirittura dalla Nazionale? Non ci penso, ho ancora un anno di contratto con l'Al Hilal e grande entusiasmo. Campionato all'Inter? Sono stati molto bravi, vincere non è mai facile e il merito è anche di Chivu: puntare su di lui è stata una scelta giusta e io lo sapevo, perché lo avevo visto lavorare". Infine, "risposte" a Dimarco, che si era lamentato delle sostituzioni sistematiche con Inzaghi, e Zielinski, ora protagonista con l'Inter: "Federico anche con me ha fatto grandi stagioni, fui io a trattenerlo all'Inter e a evitare un altro prestito. Le sue parole sono state interpretate male, il rapporto è ottimo e ci sentiamo ancora. Su Zielinski ne ho lette tante, però ci si dimentica che sono stato io a volerlo all'Inter. Purtroppo lo scorso anno ha avuto molti problemi fisici e ha faticato a dimostrare le sue qualità".