La Gazzetta dello Sport spiega la valutazione dei vertici arbitrali sull’episodio di sabato sera al Ferraris che ha visto coinvolti Johan Vasquez e Kevin De Bruyne, rispettivamente difensore del Genoa e centrocampista del Napoli: “Ci sono tre concetti per i quali il mondo arbitrale non condanna Marco Di Bello per la collisione De Bruyne-Vasquez. Il primo: gli arbitri di oggi vogliono tenere un livello alto nei contrasti e i segnali andranno sempre di più verso questa direzione. Due: i giocatore non devono buttarsi al primo “refolo” di vento, anche se il colpo di avambraccio di De Bruyne maestrale non è. Tre: la valutazione in questi casi, dev’essere data in campo e il Var non c’entra nulla perché il VMO deve intervenire per chiari ed evidenti errori. Morale: Se Di bello avesse fischiato il fallo, niente da dire perché era valutazione da campo; Di Bello non ha fischiato, proprio per quell’asticella nei contrasti da tenere alta: a suo metro di giudizio la spinta c’era ma non travolgente. C’è un altro dato dirimente: il fatto che De Bruyne potesse giocare il pallone”.
di Redazione
24/08/2026 - 09:21
La Gazzetta dello Sport spiega la valutazione dei vertici arbitrali sull’episodio di sabato sera al Ferraris che ha visto coinvolti Johan Vasquez e Kevin De Bruyne, rispettivamente difensore del Genoa e centrocampista del Napoli: “Ci sono tre concetti per i quali il mondo arbitrale non condanna Marco Di Bello per la collisione De Bruyne-Vasquez. Il primo: gli arbitri di oggi vogliono tenere un livello alto nei contrasti e i segnali andranno sempre di più verso questa direzione. Due: i giocatore non devono buttarsi al primo “refolo” di vento, anche se il colpo di avambraccio di De Bruyne maestrale non è. Tre: la valutazione in questi casi, dev’essere data in campo e il Var non c’entra nulla perché il VMO deve intervenire per chiari ed evidenti errori. Morale: Se Di bello avesse fischiato il fallo, niente da dire perché era valutazione da campo; Di Bello non ha fischiato, proprio per quell’asticella nei contrasti da tenere alta: a suo metro di giudizio la spinta c’era ma non travolgente. C’è un altro dato dirimente: il fatto che De Bruyne potesse giocare il pallone”.