Valentina De Laurentiis, executive board member della SSC Napoli, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Tra i tanti argomenti affrontati, anche il ruolo del "brand Napoli": "Napoli brand "eventi"? Siamo un gruppo di dieci persone, non conosciamo orari e neanche la pigrizia mentale. Napoli è identità storico-culturale, un patrimonio umanitario in cui esiste il calcio come sovrastruttura trasversale che ha pochi paragoni. Dire che sia un’emozione può sembrare retorica e invece costituisce la sintesi della verità. La sfilata del secondo scudetto è stata struggente, un’immagine potente veicolata in ogni continente. Dietro una maglia deve esserci per forza il richiamo per questa città straordinariamente bella e ricca di energia, di talenti. Prossima missione? Se non ci fa il titolo sensazionalistico, conquistare il mondo, commercialmente dico. I dati ci dicono che in Campania abbiamo avuto riscontri oggettivamente imponenti: che in Italia le risposte sono state notevoli; che in Europa possiamo ritenerci soddisfatti ma adesso bisogna andare oltre e per farlo è necessario produrre in hub esterni. Una frase che mi si addica? Io non ho paura. E potrei aggiungere: io ho istinto. Ho trovato tardi la mia identità ma ci sono riuscita e non è scontato che sia quella definitiva. Papà è stato il modello di riferimento; Antonio, il mio compagno, mi ha cambiato, spiegandomi il mio ruolo con una frase: guarda che tutto quello è anche tuo. E i figli rappresentano la totalità del sentimento. Ma sono pronta ai cambiamenti professional".
di Redazione
21/02/2026 - 11:16
Valentina De Laurentiis, executive board member della SSC Napoli, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Tra i tanti argomenti affrontati, anche il ruolo del "brand Napoli": "Napoli brand "eventi"? Siamo un gruppo di dieci persone, non conosciamo orari e neanche la pigrizia mentale. Napoli è identità storico-culturale, un patrimonio umanitario in cui esiste il calcio come sovrastruttura trasversale che ha pochi paragoni. Dire che sia un’emozione può sembrare retorica e invece costituisce la sintesi della verità. La sfilata del secondo scudetto è stata struggente, un’immagine potente veicolata in ogni continente. Dietro una maglia deve esserci per forza il richiamo per questa città straordinariamente bella e ricca di energia, di talenti. Prossima missione? Se non ci fa il titolo sensazionalistico, conquistare il mondo, commercialmente dico. I dati ci dicono che in Campania abbiamo avuto riscontri oggettivamente imponenti: che in Italia le risposte sono state notevoli; che in Europa possiamo ritenerci soddisfatti ma adesso bisogna andare oltre e per farlo è necessario produrre in hub esterni. Una frase che mi si addica? Io non ho paura. E potrei aggiungere: io ho istinto. Ho trovato tardi la mia identità ma ci sono riuscita e non è scontato che sia quella definitiva. Papà è stato il modello di riferimento; Antonio, il mio compagno, mi ha cambiato, spiegandomi il mio ruolo con una frase: guarda che tutto quello è anche tuo. E i figli rappresentano la totalità del sentimento. Ma sono pronta ai cambiamenti professional".