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IL COMMENTO - Carmine Esposito: "Gila acquisto importante, Lukaku? Dovesse restare lo vedrei ancora come un valore aggiunto"
17.06.2026 17:55 di Napoli Magazine
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A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Carmine Esposito, allenatore. "Quando sento dire che Lionel Messi è più forte di Diego Armando Maradona sinceramente faccio fatica a essere d’accordo. Messi è il più grande giocatore della sua generazione, un fenomeno assoluto che continua a fare la differenza anche a quasi 39 anni, come ha dimostrato ancora una volta con la tripletta all’esordio al Mondiale. Però Maradona è qualcosa di diverso. Parliamo di un giocatore che ha segnato un’epoca e che ha avuto un impatto unico sul calcio mondiale. Messi resta straordinario e probabilmente il fatto di giocare in America gli permette anche di gestire meglio le energie in vista di competizioni come il Mondiale, dove può ancora essere decisivo. Ma per me il paragone con Diego resta molto complicato. Sulla Nazionale italiana credo che il ritorno di Roberto Mancini sia una scelta comprensibile. Parliamo di un allenatore che ha esperienza internazionale, che ha già vinto con l’Italia e che conosce bene l’ambiente. Certo, qualcuno non ha dimenticato il suo addio per andare in Arabia Saudita, però bisogna anche guardare alle alternative. Oggi il problema dell’Italia non è soltanto l’allenatore. Bisogna ricostruire il sistema, ripartire dai settori giovanili, investire sui giovani e creare una struttura che permetta di tornare competitivi nel lungo periodo. Cambiare commissario tecnico da solo non basta. Per quanto riguarda Antonio Conte, continuo a pensare che sia un allenatore perfetto per il lavoro quotidiano con il club. Ha bisogno di stare tutti i giorni con i giocatori, di lavorare sulla testa e sull’intensità. In una Nazionale, dove hai il gruppo per pochi giorni al mese, secondo me perde parte della sua forza. Sul Napoli e sull’arrivo di Massimiliano Allegri vedo molte differenze rispetto all’era Conte. Conte è un allenatore che ti porta al limite, che ti consuma tante energie mentali e fisiche. Allegri invece è più uomo di spogliatoio, uno che sa gestire il gruppo e creare entusiasmo. Sinceramente non condivido tutte le critiche che vengono fatte al suo calcio. Si parla spesso di gioco e non gioco, ma io guardo il campionato italiano e non vedo tutte queste squadre che esprimono un calcio straordinario. Alla fine contano i risultati e Allegri nella sua carriera ha dimostrato di saperli ottenere. Se dovesse arrivare Mario Gila, il Napoli farebbe un acquisto importante. Per me è uno dei centrali più forti del campionato e andrebbe ad aggiungersi a un reparto che già oggi ha valori molto elevati. Con Buongiorno, Rrahmani e gli altri difensori presenti in rosa si potrebbe costruire una retroguardia davvero difficile da superare. Anzi, credo che il vero nodo della difesa possa essere più la definizione delle gerarchie che non la qualità dei giocatori. Perché a livello di uomini il Napoli avrebbe un reparto che poche squadre possono permettersi. Dal punto di vista tattico mi aspetto un Napoli che giochi prevalentemente con il 4-3-3. Si continua a parlare di Allegri come di un allenatore difensivista, ma spesso ci si dimentica che nelle stagioni migliori ha saputo valorizzare giocatori offensivi di grandissima qualità. E questa rosa, soprattutto davanti, gli offre tante possibilità. Credo che Allegri possa divertirsi con gli attaccanti che ha a disposizione e che possa costruire una squadra più offensiva di quanto molti immaginano oggi. Per questo motivo sono convinto che possa fare bene a Napoli. Infine c’è il tema Romelu Lukaku. Personalmente non lo considererei un problema da risolvere a tutti i costi. Anzi, se dovesse restare lo vedrei ancora come un valore aggiunto. Ho la sensazione che dietro alle tensioni dell’ultima stagione ci sia stato soprattutto qualcosa di personale nel rapporto con Conte più che con il Napoli o con la città. Per caratteristiche, esperienza e presenza fisica, Lukaku può ancora dare tanto. Naturalmente bisognerà capire quali saranno le sue motivazioni e quale sarà il progetto tecnico di Allegri, ma io non sarei così frettoloso nel considerarlo un giocatore da cedere necessariamente. Se ritrova serenità e continuità, può ancora essere una risorsa importante per il Napoli del futuro".

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IL COMMENTO - Carmine Esposito: "Gila acquisto importante, Lukaku? Dovesse restare lo vedrei ancora come un valore aggiunto"

di Redazione

17/06/2026 - 17:55

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Carmine Esposito, allenatore. "Quando sento dire che Lionel Messi è più forte di Diego Armando Maradona sinceramente faccio fatica a essere d’accordo. Messi è il più grande giocatore della sua generazione, un fenomeno assoluto che continua a fare la differenza anche a quasi 39 anni, come ha dimostrato ancora una volta con la tripletta all’esordio al Mondiale. Però Maradona è qualcosa di diverso. Parliamo di un giocatore che ha segnato un’epoca e che ha avuto un impatto unico sul calcio mondiale. Messi resta straordinario e probabilmente il fatto di giocare in America gli permette anche di gestire meglio le energie in vista di competizioni come il Mondiale, dove può ancora essere decisivo. Ma per me il paragone con Diego resta molto complicato. Sulla Nazionale italiana credo che il ritorno di Roberto Mancini sia una scelta comprensibile. Parliamo di un allenatore che ha esperienza internazionale, che ha già vinto con l’Italia e che conosce bene l’ambiente. Certo, qualcuno non ha dimenticato il suo addio per andare in Arabia Saudita, però bisogna anche guardare alle alternative. Oggi il problema dell’Italia non è soltanto l’allenatore. Bisogna ricostruire il sistema, ripartire dai settori giovanili, investire sui giovani e creare una struttura che permetta di tornare competitivi nel lungo periodo. Cambiare commissario tecnico da solo non basta. Per quanto riguarda Antonio Conte, continuo a pensare che sia un allenatore perfetto per il lavoro quotidiano con il club. Ha bisogno di stare tutti i giorni con i giocatori, di lavorare sulla testa e sull’intensità. In una Nazionale, dove hai il gruppo per pochi giorni al mese, secondo me perde parte della sua forza. Sul Napoli e sull’arrivo di Massimiliano Allegri vedo molte differenze rispetto all’era Conte. Conte è un allenatore che ti porta al limite, che ti consuma tante energie mentali e fisiche. Allegri invece è più uomo di spogliatoio, uno che sa gestire il gruppo e creare entusiasmo. Sinceramente non condivido tutte le critiche che vengono fatte al suo calcio. Si parla spesso di gioco e non gioco, ma io guardo il campionato italiano e non vedo tutte queste squadre che esprimono un calcio straordinario. Alla fine contano i risultati e Allegri nella sua carriera ha dimostrato di saperli ottenere. Se dovesse arrivare Mario Gila, il Napoli farebbe un acquisto importante. Per me è uno dei centrali più forti del campionato e andrebbe ad aggiungersi a un reparto che già oggi ha valori molto elevati. Con Buongiorno, Rrahmani e gli altri difensori presenti in rosa si potrebbe costruire una retroguardia davvero difficile da superare. Anzi, credo che il vero nodo della difesa possa essere più la definizione delle gerarchie che non la qualità dei giocatori. Perché a livello di uomini il Napoli avrebbe un reparto che poche squadre possono permettersi. Dal punto di vista tattico mi aspetto un Napoli che giochi prevalentemente con il 4-3-3. Si continua a parlare di Allegri come di un allenatore difensivista, ma spesso ci si dimentica che nelle stagioni migliori ha saputo valorizzare giocatori offensivi di grandissima qualità. E questa rosa, soprattutto davanti, gli offre tante possibilità. Credo che Allegri possa divertirsi con gli attaccanti che ha a disposizione e che possa costruire una squadra più offensiva di quanto molti immaginano oggi. Per questo motivo sono convinto che possa fare bene a Napoli. Infine c’è il tema Romelu Lukaku. Personalmente non lo considererei un problema da risolvere a tutti i costi. Anzi, se dovesse restare lo vedrei ancora come un valore aggiunto. Ho la sensazione che dietro alle tensioni dell’ultima stagione ci sia stato soprattutto qualcosa di personale nel rapporto con Conte più che con il Napoli o con la città. Per caratteristiche, esperienza e presenza fisica, Lukaku può ancora dare tanto. Naturalmente bisognerà capire quali saranno le sue motivazioni e quale sarà il progetto tecnico di Allegri, ma io non sarei così frettoloso nel considerarlo un giocatore da cedere necessariamente. Se ritrova serenità e continuità, può ancora essere una risorsa importante per il Napoli del futuro".