Ferdinando De Giorgi, c.t. della Nazionale di pallavolo, ha rilasciato un'intervista a Il Mattino in occasione della gara inaugurale dell'Europeo a Piazza del Plebiscito. Ecco un estratto: "La tradizione c’è, in tutta la Campania. Tanta. Ovvio, mancando la squadra leader che traina il movimento, sembra che ci sia poco legame. Mi ricordo da piccolo le gare a San Giuseppe Vesuviano, ad Aversa. Le sfide contro la ComCavi: erano i tempi in cui io giocavo in A2 con lo Squinzano e poi con l’Ugento. Tornare a Napoli significa anche fare i conti con i ricordi di quando ero ragazzino. C’è anche mio fratello Michele che a Napoli ha giocato per un po’ di anni. Qualcuno spero mi regali un bel 'curniciello' porta fortuna e mi auguro che i napoletani trasmettano alla mia Nazionale l’arma in più: la cazzimma. Ho seguito Antonio Conte in questi anni, non abitiamo molto lontano ed è successo di incontrarci a Lecce e dintorni. Ho anche assistito a qualche suo allenamento quando era alla Juventus e all’Inter e devo ammettere che ci somigliamo molto: è esigente con la sua squadra esattamente come lo è con se stesso. Proprio come me. Di lui mi colpisce l’intensità che mette in tutto quello che fa. L’ho anche invitato a venire a vedere l’esordio della Nazionale nella sua Napoli".
di Redazione
04/09/2026 - 16:33
Ferdinando De Giorgi, c.t. della Nazionale di pallavolo, ha rilasciato un'intervista a Il Mattino in occasione della gara inaugurale dell'Europeo a Piazza del Plebiscito. Ecco un estratto: "La tradizione c’è, in tutta la Campania. Tanta. Ovvio, mancando la squadra leader che traina il movimento, sembra che ci sia poco legame. Mi ricordo da piccolo le gare a San Giuseppe Vesuviano, ad Aversa. Le sfide contro la ComCavi: erano i tempi in cui io giocavo in A2 con lo Squinzano e poi con l’Ugento. Tornare a Napoli significa anche fare i conti con i ricordi di quando ero ragazzino. C’è anche mio fratello Michele che a Napoli ha giocato per un po’ di anni. Qualcuno spero mi regali un bel 'curniciello' porta fortuna e mi auguro che i napoletani trasmettano alla mia Nazionale l’arma in più: la cazzimma. Ho seguito Antonio Conte in questi anni, non abitiamo molto lontano ed è successo di incontrarci a Lecce e dintorni. Ho anche assistito a qualche suo allenamento quando era alla Juventus e all’Inter e devo ammettere che ci somigliamo molto: è esigente con la sua squadra esattamente come lo è con se stesso. Proprio come me. Di lui mi colpisce l’intensità che mette in tutto quello che fa. L’ho anche invitato a venire a vedere l’esordio della Nazionale nella sua Napoli".