Il quotidiano Il Mattino analizza il rapporto tra Antonio Conte e Kevin De Bruyne, spiegando con alcuni episodi le parole dette dal centrocampista del Napoli sull'ex tecnico azzurro: "L'intervista ha fatto il giro del mondo, soprattutto il giro del mondo Napoli. E ha confermato quello che da mesi raccontiamo: il feeling del belga - ma anche di qualche altro elemento della rosa - con l'ex allenatore del Napoli non è mai scoppiato. Anche il suo arrivo non era stato messo in conto un anno fa con Conte in panchina. E De Bruyne si lascia andare: «Sono contento vada via». Il rapporto tra i due è sempre stato complicato: KDB non è mai stato ai margini del progetto, anzi, ma il Napoli visto non è piaciuto nemmeno a lui (...) Il 4-1-4-1 avrebbe dovuto esaltarlo, invece...e poi c'è quella notte di Manchester, il ritorno a "casa" di Kevin che dura pochi minuti. Una scelta che, a distanza di mesi, al belga non è mai andata giù. I carichi di lavoro arrivano solo alla fine: per Kevin erano sembrati esagerati sin dal ritiro estivo, ma si è sempre messo a disposizione. Valutazioni diverse, due mondi che hanno saputo coesistere. Ma il malessere di un campione nello spogliatoio si fa sentire".
di Redazione
31/05/2026 - 10:23
Il quotidiano Il Mattino analizza il rapporto tra Antonio Conte e Kevin De Bruyne, spiegando con alcuni episodi le parole dette dal centrocampista del Napoli sull'ex tecnico azzurro: "L'intervista ha fatto il giro del mondo, soprattutto il giro del mondo Napoli. E ha confermato quello che da mesi raccontiamo: il feeling del belga - ma anche di qualche altro elemento della rosa - con l'ex allenatore del Napoli non è mai scoppiato. Anche il suo arrivo non era stato messo in conto un anno fa con Conte in panchina. E De Bruyne si lascia andare: «Sono contento vada via». Il rapporto tra i due è sempre stato complicato: KDB non è mai stato ai margini del progetto, anzi, ma il Napoli visto non è piaciuto nemmeno a lui (...) Il 4-1-4-1 avrebbe dovuto esaltarlo, invece...e poi c'è quella notte di Manchester, il ritorno a "casa" di Kevin che dura pochi minuti. Una scelta che, a distanza di mesi, al belga non è mai andata giù. I carichi di lavoro arrivano solo alla fine: per Kevin erano sembrati esagerati sin dal ritiro estivo, ma si è sempre messo a disposizione. Valutazioni diverse, due mondi che hanno saputo coesistere. Ma il malessere di un campione nello spogliatoio si fa sentire".