A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Stefano Caira, ex direttore sportivo della Roma.
Possiamo dire che, quando una squadra arriva a più 15 punti sulla seconda, per quanto possa aver avuto qualche errore arbitrale a favore, francamente non si possa parlare di mancanza di merito?
“Assolutamente d’accordo. Quindici punti sono l’equivalente di cinque partite vinte: parlare di vittorie arrivate di straforo mi sembra un po’ esagerato. Merito all’Inter, quindi: scudetto meritatissimo".
Secondo lei sì?
“Sì, secondo me sì. Purtroppo le altre squadre non hanno espresso i valori che ci si aspettava. È stato un campionato in cui, a parte l’Inter, tutte hanno performato al di sotto delle proprie aspettative e delle proprie potenzialità, a partire proprio dal Napoli. Il Napoli, nonostante in questo momento sia secondo, non ha mai dato realmente l’idea di poter lottare fino in fondo per lo scudetto".
Però c’è stato un momento in cui il Napoli ha dimostrato di essere in corsa. Non trova?
“Sì, c’è stato un momento in cui il Napoli ha dimostrato di essere in lizza. Poi sono arrivati quei momenti negativi che capitano a chiunque durante una stagione e, evidentemente, non è riuscito a tenere il passo. L’Inter, invece, anche nei momenti di difficoltà ha reagito subito senza perdere terreno rispetto alle altre".
L’altra grande delusa di questa stagione può definirsi il Milan di Massimiliano Allegri, che senza coppe e con una rosa importante, nella migliore delle ipotesi potrebbe arrivare terzo. Per il Milan possiamo parlare di stagione deludente?
“Assolutamente sì. Ma non solo di stagione deludente: parlerei anche di un momento incomprensibile. Oggi ti stai giocando la qualificazione in Champions League, che era comunque l’obiettivo stagionale del Milan, perché non era partito per vincere lo scudetto, e negli ultimi giorni rendi pubblico tutto questo caos societario. Alla vigilia di una partita che può sembrare facile, ma non lo è, perché il Genoa di Daniele De Rossi, pur essendo salvo, manderà in campo una squadra con il coltello tra i denti sapendo di poter fare, tra virgolette, un favore alla Roma. E quindi ci proverà fino in fondo".
Lei ha menzionato Daniele De Rossi che, per chi non lo sapesse, è stato definito per anni “Capitan Futuro” nella piazza romana. Lei è stato anche direttore sportivo della Roma oltre che procuratore di Francesco Totti. De Rossi, da allenatore, è stato esonerato dalla precedente dirigenza giallorossa e, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, ci sarebbero stati diversi interessi dietro certe scelte. Pensa che la storia tra De Rossi e la Roma possa tornare d’attualità nei prossimi anni?
“Sì. Ti dico che, se Gian Piero Gasperini non avesse performato come sta facendo anche in questa stagione, secondo me già quest’anno qualche riflessione sarebbe stata fatta. Detto questo, parliamo di una proprietà che non smette mai di sorprendere, nel bene e nel male. Però, fino a questo momento, più nel male che nel bene, perché ha cambiato allenatori e direttori sportivi, facendo anche ricorso a grandi agenzie di head hunting per i manager, ma evidentemente se ancora ci sono problemi un motivo ci sarà".
In tutto il marasma del calcio italiano, però, si evince un dato di fatto abbastanza importante: Aurelio De Laurentiis sembra essere rimasto l’unico presidente mecenate della Serie A. Secondo lei è un folle oppure sta avendo ragione lui?
“È un folle che ha ragione. Come spesso capita anche in altri settori. Però non è un folle nel senso negativo del termine, perché non fa cose che provocano danni o conseguenze gravi. È un folle nel senso che ha intuizioni e visioni che molti altri non hanno, o che magari comprendono soltanto anni dopo che lui le ha già espresse. Forse, più che folle, è un visionario che, avendo la possibilità di rischiare in proprio, può sembrare tale".
Ancora una volta il calcio italiano si è dimostrato quantomeno impreparato nella gestione della prossima giornata di campionato. Ormai sembra ufficiale che la maggior parte delle partite si giocheranno domenica alle 12:00, un orario mai realmente preso in considerazione prima. Qual è il suo commento in merito?
“Tocchi un argomento particolare. Come tu sai, sono stato per più di vent’anni in Federazione e quello dei calendari era uno dei miei compiti, perché occupandomi del calendario della Nazionale dovevo interfacciarmi continuamente con quelli della Serie A. Ti parlo di trent’anni fa più o meno, e all’epoca stavamo attenti perfino ai mercatini settimanali delle città. Non so se è chiara la differenza. Oggi, invece, nell’epoca di internet e della tecnologia immediata, vedere ancora certe situazioni sinceramente lascia perplessi. In questo caso, devo dire che Binaghi ha ragione: bisogna essere corretti e obiettivi".
Ricordiamo anche cosa ha detto Angelo Binaghi: “Ci ritroviamo in questa situazione perché nel calcio c’è qualche idiota che non è in grado di fare i calendari”.
“Meno male che si è limitato ai calendari".
Secondo le notizie in suo possesso, l’anno prossimo sulla panchina del Napoli ci sarà ancora Antonio Conte?
“Credo di sì, ma sinceramente non lo so. E credo che non lo sappia nemmeno lui. È un momento molto fluido per il nostro calcio, anche perché c’è ancora aperto il discorso relativo alla Federazione. Probabilmente Conte avrà avuto qualche contatto con uno dei possibili futuri presidenti federali, qualche dialogo ci sarà stato. Però oggi è tutto molto fluido, come dicono i giovani. Credo che nemmeno lui abbia ancora la certezza assoluta di quello che sarà il suo futuro".
di Redazione
15/05/2026 - 11:51
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Stefano Caira, ex direttore sportivo della Roma.
Possiamo dire che, quando una squadra arriva a più 15 punti sulla seconda, per quanto possa aver avuto qualche errore arbitrale a favore, francamente non si possa parlare di mancanza di merito?
“Assolutamente d’accordo. Quindici punti sono l’equivalente di cinque partite vinte: parlare di vittorie arrivate di straforo mi sembra un po’ esagerato. Merito all’Inter, quindi: scudetto meritatissimo".
Secondo lei sì?
“Sì, secondo me sì. Purtroppo le altre squadre non hanno espresso i valori che ci si aspettava. È stato un campionato in cui, a parte l’Inter, tutte hanno performato al di sotto delle proprie aspettative e delle proprie potenzialità, a partire proprio dal Napoli. Il Napoli, nonostante in questo momento sia secondo, non ha mai dato realmente l’idea di poter lottare fino in fondo per lo scudetto".
Però c’è stato un momento in cui il Napoli ha dimostrato di essere in corsa. Non trova?
“Sì, c’è stato un momento in cui il Napoli ha dimostrato di essere in lizza. Poi sono arrivati quei momenti negativi che capitano a chiunque durante una stagione e, evidentemente, non è riuscito a tenere il passo. L’Inter, invece, anche nei momenti di difficoltà ha reagito subito senza perdere terreno rispetto alle altre".
L’altra grande delusa di questa stagione può definirsi il Milan di Massimiliano Allegri, che senza coppe e con una rosa importante, nella migliore delle ipotesi potrebbe arrivare terzo. Per il Milan possiamo parlare di stagione deludente?
“Assolutamente sì. Ma non solo di stagione deludente: parlerei anche di un momento incomprensibile. Oggi ti stai giocando la qualificazione in Champions League, che era comunque l’obiettivo stagionale del Milan, perché non era partito per vincere lo scudetto, e negli ultimi giorni rendi pubblico tutto questo caos societario. Alla vigilia di una partita che può sembrare facile, ma non lo è, perché il Genoa di Daniele De Rossi, pur essendo salvo, manderà in campo una squadra con il coltello tra i denti sapendo di poter fare, tra virgolette, un favore alla Roma. E quindi ci proverà fino in fondo".
Lei ha menzionato Daniele De Rossi che, per chi non lo sapesse, è stato definito per anni “Capitan Futuro” nella piazza romana. Lei è stato anche direttore sportivo della Roma oltre che procuratore di Francesco Totti. De Rossi, da allenatore, è stato esonerato dalla precedente dirigenza giallorossa e, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, ci sarebbero stati diversi interessi dietro certe scelte. Pensa che la storia tra De Rossi e la Roma possa tornare d’attualità nei prossimi anni?
“Sì. Ti dico che, se Gian Piero Gasperini non avesse performato come sta facendo anche in questa stagione, secondo me già quest’anno qualche riflessione sarebbe stata fatta. Detto questo, parliamo di una proprietà che non smette mai di sorprendere, nel bene e nel male. Però, fino a questo momento, più nel male che nel bene, perché ha cambiato allenatori e direttori sportivi, facendo anche ricorso a grandi agenzie di head hunting per i manager, ma evidentemente se ancora ci sono problemi un motivo ci sarà".
In tutto il marasma del calcio italiano, però, si evince un dato di fatto abbastanza importante: Aurelio De Laurentiis sembra essere rimasto l’unico presidente mecenate della Serie A. Secondo lei è un folle oppure sta avendo ragione lui?
“È un folle che ha ragione. Come spesso capita anche in altri settori. Però non è un folle nel senso negativo del termine, perché non fa cose che provocano danni o conseguenze gravi. È un folle nel senso che ha intuizioni e visioni che molti altri non hanno, o che magari comprendono soltanto anni dopo che lui le ha già espresse. Forse, più che folle, è un visionario che, avendo la possibilità di rischiare in proprio, può sembrare tale".
Ancora una volta il calcio italiano si è dimostrato quantomeno impreparato nella gestione della prossima giornata di campionato. Ormai sembra ufficiale che la maggior parte delle partite si giocheranno domenica alle 12:00, un orario mai realmente preso in considerazione prima. Qual è il suo commento in merito?
“Tocchi un argomento particolare. Come tu sai, sono stato per più di vent’anni in Federazione e quello dei calendari era uno dei miei compiti, perché occupandomi del calendario della Nazionale dovevo interfacciarmi continuamente con quelli della Serie A. Ti parlo di trent’anni fa più o meno, e all’epoca stavamo attenti perfino ai mercatini settimanali delle città. Non so se è chiara la differenza. Oggi, invece, nell’epoca di internet e della tecnologia immediata, vedere ancora certe situazioni sinceramente lascia perplessi. In questo caso, devo dire che Binaghi ha ragione: bisogna essere corretti e obiettivi".
Ricordiamo anche cosa ha detto Angelo Binaghi: “Ci ritroviamo in questa situazione perché nel calcio c’è qualche idiota che non è in grado di fare i calendari”.
“Meno male che si è limitato ai calendari".
Secondo le notizie in suo possesso, l’anno prossimo sulla panchina del Napoli ci sarà ancora Antonio Conte?
“Credo di sì, ma sinceramente non lo so. E credo che non lo sappia nemmeno lui. È un momento molto fluido per il nostro calcio, anche perché c’è ancora aperto il discorso relativo alla Federazione. Probabilmente Conte avrà avuto qualche contatto con uno dei possibili futuri presidenti federali, qualche dialogo ci sarà stato. Però oggi è tutto molto fluido, come dicono i giovani. Credo che nemmeno lui abbia ancora la certezza assoluta di quello che sarà il suo futuro".