A Stile TV, nel corso della trasmissione ‘Salite sulla giostra’ di Raffaele Auriemma, è intervenuto Matteo Fittavolini, responsabile scouting di Lucky Scout: “Nazionale? Io penso che la prima Italia di Mancini con il Belgio abbia risentito un po’ dei pochi giorni di lavoro che avevano nelle gambe, poi si sono conosciuti e hanno saputo fare gruppo. Al di là di tutto Mancini è sicuramente un tecnico che sa impartire in poco tempo pochi concetti semplici e riesce a mettere le squadre in campo molto bene con distanze giuste, con l’idea anche di come far male quando si invade l’area avversaria. Magari qualche scelta può essere discutibile, perché degli attaccanti vengono utilizzati sull’esterno come il caso di Sebastiano Esposito e di Moise Kean, però sicuramente l’idea è quella poi di portarli dentro al campo quando si va ad attaccare l’area di rigore avversaria quindi gli si chiede un po’ di sacrificio nella fase difensiva, poi in fase offensiva a turno vanno ad affiancare la punta e sicuramente il nuovo corso ha una punta come Pio Esposito che al di là della carta di identità è un giocatore già forte e già in grado di fare la differenza. Mancano esterni offensivi di qualità, tipo Orsolini e Zaccagni, ma poi non abbiamo un ricambio generazionale nel ruolo. C’è Vergara, ma non siamo all’altezza delle altre nazionali. Produciamo pochi talenti nella zona trequarti, sia sull’esterno sia dietro la punta. Per il resto abbiamo una nazionale che ha tanti giocatori di valore. Il meccanismo di qualificazione europeo non è premiante, perché magari siamo usciti dalle nazionali del Mondiale ma ci sono 10 squadre al mondo superiori a noi, non 50. La squadra di Gattuso è uscita perché poi è finita in un playoff, in cui in gara secca con un’espulsione, un rigore, può succedere. Io non vedo questa assoluta crisi del movimento, anche se i risultati devono far riflettere. Emanuele Rao? È un giocatore estremamente forte, secondo me è stato uno dei migliori giocatori della Serie B dell’anno scorso, sicuramente è partito dall’esterno l’anno scorso, anche se io lo vedo leggermente più dentro, non che non faccia l’esterno, però se dovessi dire il suo ruolo perfetto in un 3-4-2-1, lo vedrei sul centrosinistra, potendosi un po’ allargare e un po’ stare dentro, non proprio esterno puro. Però è un giocatore indubbiamente valido. Il livello del Napoli di Allegri? È una squadra da prime posizioni, magari è in un momento del ciclo un po’ particolare perché De Laurentiis storicamente fa un po’ di confusione organizzativa, nel senso ci sono degli anni in cui cerca un po’ più di andare a vincere, degli anni che sono di transizione e degli anni che sono di ripartenza. Questo è un anno particolare ancora difficile da inquadrare perché un ciclo sta finendo, probabilmente tra un po’ dovrà abbassare il monte ingaggi e ringiovanire la rosa. Adesso sta cercando di tirare fuori il meglio dal ciclo precedente che sta finendo, ma in mezzo ci sono dei valori, perché comunque è una squadra che ha Hojlund come centravanti, esterni offensivi importanti, i centrocampisti che ha sono tutti giocatori di altissimo livello anche se non più nel top degli anni. De Bruyne quest’anno sta un pochino meglio fisicamente, Allegri ha le idee abbastanza chiare su dove utilizzarlo, può sicuramente incidere. Il Napoli è partito con qualche infortunio ma è comunque in buona condizione. Il campionato è lungo ma ad oggi vedo il Napoli inferiore solo all’Inter come organico e a Roma e Como per come hanno approcciato, mentre se la gioca alla pari con Juve e Milan. Il Napoli sta pagando le assenze dietro ma se non ci saranno particolari difficoltà, finirà il campionato tra il quarto e il sesto posto. Il Napoli non sta producendo molto in fase offensiva, quindi per giocatori come Hojlund e De Bruyne diventa difficile, ma lo sta facendo volutamente perché ci sono degli infortuni in difesa e Allegri vuole dare più copertura. Penso però che recuperando qualcuno e con un po’ di lavoro in più il Napoli tornerà a brillare anche davanti, anche se potrebbe non essere spumeggiante come gli anni scorsi.
di Redazione
03/10/2026 - 14:01
A Stile TV, nel corso della trasmissione ‘Salite sulla giostra’ di Raffaele Auriemma, è intervenuto Matteo Fittavolini, responsabile scouting di Lucky Scout: “Nazionale? Io penso che la prima Italia di Mancini con il Belgio abbia risentito un po’ dei pochi giorni di lavoro che avevano nelle gambe, poi si sono conosciuti e hanno saputo fare gruppo. Al di là di tutto Mancini è sicuramente un tecnico che sa impartire in poco tempo pochi concetti semplici e riesce a mettere le squadre in campo molto bene con distanze giuste, con l’idea anche di come far male quando si invade l’area avversaria. Magari qualche scelta può essere discutibile, perché degli attaccanti vengono utilizzati sull’esterno come il caso di Sebastiano Esposito e di Moise Kean, però sicuramente l’idea è quella poi di portarli dentro al campo quando si va ad attaccare l’area di rigore avversaria quindi gli si chiede un po’ di sacrificio nella fase difensiva, poi in fase offensiva a turno vanno ad affiancare la punta e sicuramente il nuovo corso ha una punta come Pio Esposito che al di là della carta di identità è un giocatore già forte e già in grado di fare la differenza. Mancano esterni offensivi di qualità, tipo Orsolini e Zaccagni, ma poi non abbiamo un ricambio generazionale nel ruolo. C’è Vergara, ma non siamo all’altezza delle altre nazionali. Produciamo pochi talenti nella zona trequarti, sia sull’esterno sia dietro la punta. Per il resto abbiamo una nazionale che ha tanti giocatori di valore. Il meccanismo di qualificazione europeo non è premiante, perché magari siamo usciti dalle nazionali del Mondiale ma ci sono 10 squadre al mondo superiori a noi, non 50. La squadra di Gattuso è uscita perché poi è finita in un playoff, in cui in gara secca con un’espulsione, un rigore, può succedere. Io non vedo questa assoluta crisi del movimento, anche se i risultati devono far riflettere. Emanuele Rao? È un giocatore estremamente forte, secondo me è stato uno dei migliori giocatori della Serie B dell’anno scorso, sicuramente è partito dall’esterno l’anno scorso, anche se io lo vedo leggermente più dentro, non che non faccia l’esterno, però se dovessi dire il suo ruolo perfetto in un 3-4-2-1, lo vedrei sul centrosinistra, potendosi un po’ allargare e un po’ stare dentro, non proprio esterno puro. Però è un giocatore indubbiamente valido. Il livello del Napoli di Allegri? È una squadra da prime posizioni, magari è in un momento del ciclo un po’ particolare perché De Laurentiis storicamente fa un po’ di confusione organizzativa, nel senso ci sono degli anni in cui cerca un po’ più di andare a vincere, degli anni che sono di transizione e degli anni che sono di ripartenza. Questo è un anno particolare ancora difficile da inquadrare perché un ciclo sta finendo, probabilmente tra un po’ dovrà abbassare il monte ingaggi e ringiovanire la rosa. Adesso sta cercando di tirare fuori il meglio dal ciclo precedente che sta finendo, ma in mezzo ci sono dei valori, perché comunque è una squadra che ha Hojlund come centravanti, esterni offensivi importanti, i centrocampisti che ha sono tutti giocatori di altissimo livello anche se non più nel top degli anni. De Bruyne quest’anno sta un pochino meglio fisicamente, Allegri ha le idee abbastanza chiare su dove utilizzarlo, può sicuramente incidere. Il Napoli è partito con qualche infortunio ma è comunque in buona condizione. Il campionato è lungo ma ad oggi vedo il Napoli inferiore solo all’Inter come organico e a Roma e Como per come hanno approcciato, mentre se la gioca alla pari con Juve e Milan. Il Napoli sta pagando le assenze dietro ma se non ci saranno particolari difficoltà, finirà il campionato tra il quarto e il sesto posto. Il Napoli non sta producendo molto in fase offensiva, quindi per giocatori come Hojlund e De Bruyne diventa difficile, ma lo sta facendo volutamente perché ci sono degli infortuni in difesa e Allegri vuole dare più copertura. Penso però che recuperando qualcuno e con un po’ di lavoro in più il Napoli tornerà a brillare anche davanti, anche se potrebbe non essere spumeggiante come gli anni scorsi.