A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Fulvio Collovati, ex calciatore: “Il Napoli è stata probabilmente la squadra più falcidiata dagli infortuni in questa stagione. È chiaro che se avesse potuto contare con continuità su giocatori come De Bruyne o Anguissa oggi staremmo parlando magari di un altro campionato. Però il calcio è anche questo: gli infortuni fanno parte del gioco e ormai fanno parte del calcio moderno, che è sempre più veloce e intenso. Secondo me oggi ci si allena anche meno rispetto al passato. Con tutte le competizioni che ci sono, spesso si fa soltanto lavoro di scarico e rigenerazione. Quando poi il muscolo viene sollecitato durante la partita, può capitare più facilmente l’infortunio. Nonostante tutto, il Napoli sta lottando per la Champions League e non si può pretendere di vincere ogni anno. Dopo uno scudetto è normale anche avere una stagione più complicata. L’unico vero rammarico è l’eliminazione troppo precoce dalla Champions League. Il futuro di Conte? Non vedo motivi per cui debba lasciare Napoli. Ho sentito qualche voce nelle ultime settimane, ma sinceramente non capisco perché dovrebbe andare via. Ha vinto lo scudetto e sta portando il Napoli verso un secondo o terzo posto, quindi mi sembra che il lavoro sia stato positivo. Problemi in difesa? Quello che mi sorprende è il numero di gol subiti dal Napoli. Le squadre di Conte storicamente sono sempre tra quelle che prendono meno gol. Quest’anno invece la difesa ha concesso molto di più e questo è abbastanza insolito. Probabilmente incidono diversi fattori: gli infortuni, la condizione non sempre brillante di alcuni difensori e anche l’assenza in alcune partite di giocatori fondamentali davanti alla difesa, come Lobotka, che è uno di quelli che protegge molto il reparto. Su alcuni singoli mi aspettavo qualcosa in più. Beukema, per esempio, è stato un investimento importante ma ha fatto più fatica del previsto. Anche Buongiorno ha avuto diversi problemi fisici e questo ha inciso sul rendimento. De Bruyne? È sempre bello vedere campioni di questo livello nel nostro campionato. Io ho vissuto gli anni ’80, quando in Italia arrivavano i migliori giocatori del mondo: Maradona al Napoli, Zico all’Udinese, Rummenigge all’Inter. Oggi purtroppo non è più così. Molti giocatori preferiscono la Premier League o i campionati dove si guadagna di più. Il calcio italiano ha perso fascino anche per questo motivo. Oggi spesso arrivano grandi giocatori a fine carriera, mentre un tempo arrivavano nel pieno della loro forza. Il problema del calcio italiano si vede anche nei numeri degli attaccanti. È incredibile pensare che a questo punto della stagione i migliori attaccanti italiani abbiano soltanto otto gol. È il segnale di un campionato con poca intensità e con difficoltà nel produrre grandi bomber".
di Redazione
17/03/2026 - 15:42
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Fulvio Collovati, ex calciatore: “Il Napoli è stata probabilmente la squadra più falcidiata dagli infortuni in questa stagione. È chiaro che se avesse potuto contare con continuità su giocatori come De Bruyne o Anguissa oggi staremmo parlando magari di un altro campionato. Però il calcio è anche questo: gli infortuni fanno parte del gioco e ormai fanno parte del calcio moderno, che è sempre più veloce e intenso. Secondo me oggi ci si allena anche meno rispetto al passato. Con tutte le competizioni che ci sono, spesso si fa soltanto lavoro di scarico e rigenerazione. Quando poi il muscolo viene sollecitato durante la partita, può capitare più facilmente l’infortunio. Nonostante tutto, il Napoli sta lottando per la Champions League e non si può pretendere di vincere ogni anno. Dopo uno scudetto è normale anche avere una stagione più complicata. L’unico vero rammarico è l’eliminazione troppo precoce dalla Champions League. Il futuro di Conte? Non vedo motivi per cui debba lasciare Napoli. Ho sentito qualche voce nelle ultime settimane, ma sinceramente non capisco perché dovrebbe andare via. Ha vinto lo scudetto e sta portando il Napoli verso un secondo o terzo posto, quindi mi sembra che il lavoro sia stato positivo. Problemi in difesa? Quello che mi sorprende è il numero di gol subiti dal Napoli. Le squadre di Conte storicamente sono sempre tra quelle che prendono meno gol. Quest’anno invece la difesa ha concesso molto di più e questo è abbastanza insolito. Probabilmente incidono diversi fattori: gli infortuni, la condizione non sempre brillante di alcuni difensori e anche l’assenza in alcune partite di giocatori fondamentali davanti alla difesa, come Lobotka, che è uno di quelli che protegge molto il reparto. Su alcuni singoli mi aspettavo qualcosa in più. Beukema, per esempio, è stato un investimento importante ma ha fatto più fatica del previsto. Anche Buongiorno ha avuto diversi problemi fisici e questo ha inciso sul rendimento. De Bruyne? È sempre bello vedere campioni di questo livello nel nostro campionato. Io ho vissuto gli anni ’80, quando in Italia arrivavano i migliori giocatori del mondo: Maradona al Napoli, Zico all’Udinese, Rummenigge all’Inter. Oggi purtroppo non è più così. Molti giocatori preferiscono la Premier League o i campionati dove si guadagna di più. Il calcio italiano ha perso fascino anche per questo motivo. Oggi spesso arrivano grandi giocatori a fine carriera, mentre un tempo arrivavano nel pieno della loro forza. Il problema del calcio italiano si vede anche nei numeri degli attaccanti. È incredibile pensare che a questo punto della stagione i migliori attaccanti italiani abbiano soltanto otto gol. È il segnale di un campionato con poca intensità e con difficoltà nel produrre grandi bomber".