A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
In casa Roma, archiviato negativamente il capitolo Greenwood, la società si è fiondata su altri obiettivo?
“Dal punto di vista delle esigenze di Gasperini, servono soprattutto due esterni. Vuole giocatori capaci di creare superiorità numerica, questo è l'indirizzo tecnico. I nomi sono quelli che stiamo leggendo tutti: Garnacho rimane un'operazione che piace molto a Gasperini. Il problema è che, al momento, la Roma non ha ancora dato segnali concreti in questa direzione e bisognerà capire come si svilupperà il mercato. Gasperini ha individuato i profili che desidera, ma in questo momento sembrano tutti piuttosto difficili da raggiungere. Poi c'è il capitolo uscite: alcuni giocatori sembrano destinati alla Premier League e bisognerà sistemare anche chi non rientra nei piani dell'allenatore. Non dimentichiamo che la Roma è partita per il ritiro con appena 17 convocati: non è una situazione positiva. C'è una fase di stallo, un momento di inoperatività. Gasperini aveva chiesto che nelle prime due settimane di lavoro si definissero alcune operazioni, ma finora non è successo. Conoscendolo, quando arriverà il momento dirà chiaramente quello che pensa. L'aspetto positivo è che oggi lavora con un direttore sportivo con cui ha già condiviso tante esperienze. La società ha scelto questa strada proprio per garantirgli serenità. In sostanza il messaggio è: 'Ti abbiamo affidato un dirigente di tua fiducia, ma dobbiamo comunque rispettare alcuni paletti economici. Serve pazienza e bisogna operare secondo le nostre possibilità'".
Restando nella Capitale, invece, cosa possiamo dire della Lazio?
“È un disastro. C'è poco da aggiungere. La situazione è davvero complicata. Sono andati via giocatori importanti, per motivi diversi, e se guardi l'elenco dei convocati per il ritiro ti rendi conto delle difficoltà. Io faccio un grande in bocca al lupo a Gennaro Gattuso. Arriva dopo esperienze non semplici e ha scelto una situazione davvero delicata. Al di là dell'ambiente, che resterà sempre caldo, il problema vero è quello tecnico. Questa, oggi, non è una squadra competitiva. L'ho detto e lo ribadisco: così com'è, rischia addirittura di lottare per non retrocedere. Poi vedremo cosa succederà sul mercato".
Ci segnalavano Andrea Pinamonti come possibile obiettivo della Lazio. Le risulta?
“Sì, mi risulta. Pinamonti è un nome concreto. Gattuso vorrebbe italianizzare il più possibile la rosa e lui potrebbe rientrare in quest'idea. Certo, non stiamo parlando di un attaccante che ti fa fare il salto di qualità, però è un profilo alla portata della Lazio".
Direttore, veniamo al Napoli. Si muove qualcosa sul mercato in uscita?
“Ieri ho seguito con attenzione la conferenza stampa di presentazione di Massimiliano Allegri. Credo che qualcosa in uscita dovrà inevitabilmente essere fatto, perché la rosa è molto ampia: il presidente ha parlato di 47 calciatori e sono davvero tanti. Qualche cessione ci sarà, ma resto convinto che il Napoli rimarrà una squadra molto competitiva. Anche se dovesse partire qualcuno, penso che la struttura della squadra resterà di altissimo livello. Ho letto anch'io alcune indiscrezioni, ma sinceramente non credo che possano partire contemporaneamente Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. È una mia sensazione. Allegri ha bisogno dei suoi uomini migliori e ieri è stato molto chiaro: sa di avere tra le mani una rosa forte, costruita per lottare per lo scudetto, e non ha voluto creare alcun alibi".
Dal punto di vista del mercato in entrata, invece, si muove qualcosa in casa Napoli?
“Sto leggendo gli stessi nomi che leggono tutti. Non credo che il Napoli farà grandi investimenti: probabilmente interverrà per completare qualche reparto, ma non mi aspetto un mercato rivoluzionario. Ti aggiungo una cosa: sono convinto che Stanislav Lobotka resterà. Allegri sa benissimo quanto siano importanti questi giocatori. Si ritrova una squadra che, probabilmente, è la più forte che abbia allenato negli ultimi anni e non credo permetterà che venga smantellata. È vero che ha detto di essere un aziendalista, ma non ci vedo nulla di scandaloso. Quando lavori in una società devi rispettarne le linee guida, anche dal punto di vista economico. Questo non significa rinunciare all'ambizione. Per questo motivo penso che non consentirà di indebolire la squadra".
La porto su una polemica che sta facendo discutere: abbiamo visto Luciano Spalletti presentarsi al primo allenamento della Juventus con una maglia termica a maniche lunghe. Secondo lei serviva a coprire il tatuaggio del Napoli?
“Ieri ne abbiamo parlato anche a 'Maracanà'. Era con noi il direttore di Radio Bianconera e anche lui ha sottolineato questo particolare: con quaranta gradi si è presentato con le maniche lunghe. Ti dico una cosa: secondo me Spalletti arriva in un momento molto delicato e non escludo che, se il mercato non dovesse regalargli presto qualche rinforzo importante, possa andare in difficoltà. Ti dirò di più: nella fotografia attuale faccio perfino fatica a immaginare che possa concludere la stagione sulla panchina della Juventus. Poi bisognerà capire anche come evolverà la situazione della Nazionale, perché alcune dinamiche potrebbero avere un peso importante. Vedremo".
Ha introdotto il tema della Nazionale. Le chiedo allora: questa sera chi raggiungerà la Spagna in finale tra Inghilterra e Argentina?
“Ci sono due Nazionali che mi piacciono tantissimo e faccio davvero fatica a scegliere. Il cuore mi porterebbe a dire Argentina: sarebbe bellissimo vedere Messi giocarsi un'altra finale e c'è anche tutto il richiamo storico a Diego Armando Maradona. Detto questo, l'Inghilterra è una squadra fortissima, completa e molto ben organizzata. L'Argentina dovrà disputare una partita perfetta. Io avevo pronosticato gli inglesi in finale fin dall'inizio del torneo e continuo a pensare che abbiano qualcosa in più. Se devo sbilanciarmi, oggi dico leggermente Inghilterra, ma sarà una partita davvero difficilissima da pronosticare".
Chi vincerà il Mondiale?
“Il pronostico fa parte del gioco. Dico Inghilterra: secondo me, dopo tanti anni, tornerà a sollevare la Coppa del Mondo".
Direttore, in chiusura la porto in casa Inter. Possiamo dire che sulla vicenda Khalaili ci sia stata un po' di confusione, mentre sul caso Palestra cosa avrebbe potuto fare realmente l'Inter?
“Sulla vicenda Khalaili non poteva fare assolutamente nulla. Non si può imputare alcuna responsabilità alla società. Il ragazzo non ha superato le visite mediche e, quando succede una cosa del genere, il club non ha colpe. Detto questo, credo che l'Inter stia vivendo un mercato complicato. Continuo a sentire dire che è la squadra più forte e che quindi può anche non intervenire, ma attenzione: sono andati via diversi giocatori che avevano segnato un ciclo importante. La difesa titolare resta molto forte, ma dietro ci sono delle incognite. Anche in porta bisognerà capire come verranno gestite le gerarchie. Se guardiamo le rivali, vediamo che si stanno rinforzando. Credo che qualcosa l'Inter debba fare. Non ci si può fermare al fatto che abbia vinto negli ultimi anni. I cicli finiscono e le squadre hanno bisogno di essere rigenerate. Mi sembra evidente che ci siano difficoltà nel muoversi sul mercato, e non riguarda solo l'Inter ma anche Juventus e Roma".
Cristian Romero all'Inter è una possibilità?
“In questo momento, sinceramente, non mi risulta. Poi l'Inter qualcosa dovrà fare sul mercato, ma ad oggi Romero non è un nome che mi risulta vicino ai nerazzurri. Il ragazzo aveva già dichiarato prima del Mondiale di voler cambiare aria, ma posso garantirle che Roberto De Zerbi farà di tutto per convincerlo a restare. De Zerbi ci lavorerà parecchio e non sarà semplice convincerlo a lasciarlo partire".
Direttore, chi sarà il commissario tecnico della nazionale?
“Approfitto di questo spazio per dire una cosa. Spero davvero che Andrea Pirlo non venga nominato commissario tecnico della Nazionale. Sarebbe una scelta che, personalmente, non condividerei. Se Gigi Buffon e Paolo Maldini dovessero davvero andare in quella direzione, avrei molte perplessità. I nomi contano fino a un certo punto: poi bisogna giudicare i fatti. Pirlo è un allenatore che, a mio avviso, non meritava la panchina della Juventus quando gli fu affidata. Nelle esperienze successive non ha ottenuto risultati tali da giustificare un incarico così prestigioso. Per questo mi chiedo quale sarebbe il motivo per affidargli la guida della Nazionale italiana. Mi fermo qui".
di Redazione
15/07/2026 - 13:15
A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
In casa Roma, archiviato negativamente il capitolo Greenwood, la società si è fiondata su altri obiettivo?
“Dal punto di vista delle esigenze di Gasperini, servono soprattutto due esterni. Vuole giocatori capaci di creare superiorità numerica, questo è l'indirizzo tecnico. I nomi sono quelli che stiamo leggendo tutti: Garnacho rimane un'operazione che piace molto a Gasperini. Il problema è che, al momento, la Roma non ha ancora dato segnali concreti in questa direzione e bisognerà capire come si svilupperà il mercato. Gasperini ha individuato i profili che desidera, ma in questo momento sembrano tutti piuttosto difficili da raggiungere. Poi c'è il capitolo uscite: alcuni giocatori sembrano destinati alla Premier League e bisognerà sistemare anche chi non rientra nei piani dell'allenatore. Non dimentichiamo che la Roma è partita per il ritiro con appena 17 convocati: non è una situazione positiva. C'è una fase di stallo, un momento di inoperatività. Gasperini aveva chiesto che nelle prime due settimane di lavoro si definissero alcune operazioni, ma finora non è successo. Conoscendolo, quando arriverà il momento dirà chiaramente quello che pensa. L'aspetto positivo è che oggi lavora con un direttore sportivo con cui ha già condiviso tante esperienze. La società ha scelto questa strada proprio per garantirgli serenità. In sostanza il messaggio è: 'Ti abbiamo affidato un dirigente di tua fiducia, ma dobbiamo comunque rispettare alcuni paletti economici. Serve pazienza e bisogna operare secondo le nostre possibilità'".
Restando nella Capitale, invece, cosa possiamo dire della Lazio?
“È un disastro. C'è poco da aggiungere. La situazione è davvero complicata. Sono andati via giocatori importanti, per motivi diversi, e se guardi l'elenco dei convocati per il ritiro ti rendi conto delle difficoltà. Io faccio un grande in bocca al lupo a Gennaro Gattuso. Arriva dopo esperienze non semplici e ha scelto una situazione davvero delicata. Al di là dell'ambiente, che resterà sempre caldo, il problema vero è quello tecnico. Questa, oggi, non è una squadra competitiva. L'ho detto e lo ribadisco: così com'è, rischia addirittura di lottare per non retrocedere. Poi vedremo cosa succederà sul mercato".
Ci segnalavano Andrea Pinamonti come possibile obiettivo della Lazio. Le risulta?
“Sì, mi risulta. Pinamonti è un nome concreto. Gattuso vorrebbe italianizzare il più possibile la rosa e lui potrebbe rientrare in quest'idea. Certo, non stiamo parlando di un attaccante che ti fa fare il salto di qualità, però è un profilo alla portata della Lazio".
Direttore, veniamo al Napoli. Si muove qualcosa sul mercato in uscita?
“Ieri ho seguito con attenzione la conferenza stampa di presentazione di Massimiliano Allegri. Credo che qualcosa in uscita dovrà inevitabilmente essere fatto, perché la rosa è molto ampia: il presidente ha parlato di 47 calciatori e sono davvero tanti. Qualche cessione ci sarà, ma resto convinto che il Napoli rimarrà una squadra molto competitiva. Anche se dovesse partire qualcuno, penso che la struttura della squadra resterà di altissimo livello. Ho letto anch'io alcune indiscrezioni, ma sinceramente non credo che possano partire contemporaneamente Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. È una mia sensazione. Allegri ha bisogno dei suoi uomini migliori e ieri è stato molto chiaro: sa di avere tra le mani una rosa forte, costruita per lottare per lo scudetto, e non ha voluto creare alcun alibi".
Dal punto di vista del mercato in entrata, invece, si muove qualcosa in casa Napoli?
“Sto leggendo gli stessi nomi che leggono tutti. Non credo che il Napoli farà grandi investimenti: probabilmente interverrà per completare qualche reparto, ma non mi aspetto un mercato rivoluzionario. Ti aggiungo una cosa: sono convinto che Stanislav Lobotka resterà. Allegri sa benissimo quanto siano importanti questi giocatori. Si ritrova una squadra che, probabilmente, è la più forte che abbia allenato negli ultimi anni e non credo permetterà che venga smantellata. È vero che ha detto di essere un aziendalista, ma non ci vedo nulla di scandaloso. Quando lavori in una società devi rispettarne le linee guida, anche dal punto di vista economico. Questo non significa rinunciare all'ambizione. Per questo motivo penso che non consentirà di indebolire la squadra".
La porto su una polemica che sta facendo discutere: abbiamo visto Luciano Spalletti presentarsi al primo allenamento della Juventus con una maglia termica a maniche lunghe. Secondo lei serviva a coprire il tatuaggio del Napoli?
“Ieri ne abbiamo parlato anche a 'Maracanà'. Era con noi il direttore di Radio Bianconera e anche lui ha sottolineato questo particolare: con quaranta gradi si è presentato con le maniche lunghe. Ti dico una cosa: secondo me Spalletti arriva in un momento molto delicato e non escludo che, se il mercato non dovesse regalargli presto qualche rinforzo importante, possa andare in difficoltà. Ti dirò di più: nella fotografia attuale faccio perfino fatica a immaginare che possa concludere la stagione sulla panchina della Juventus. Poi bisognerà capire anche come evolverà la situazione della Nazionale, perché alcune dinamiche potrebbero avere un peso importante. Vedremo".
Ha introdotto il tema della Nazionale. Le chiedo allora: questa sera chi raggiungerà la Spagna in finale tra Inghilterra e Argentina?
“Ci sono due Nazionali che mi piacciono tantissimo e faccio davvero fatica a scegliere. Il cuore mi porterebbe a dire Argentina: sarebbe bellissimo vedere Messi giocarsi un'altra finale e c'è anche tutto il richiamo storico a Diego Armando Maradona. Detto questo, l'Inghilterra è una squadra fortissima, completa e molto ben organizzata. L'Argentina dovrà disputare una partita perfetta. Io avevo pronosticato gli inglesi in finale fin dall'inizio del torneo e continuo a pensare che abbiano qualcosa in più. Se devo sbilanciarmi, oggi dico leggermente Inghilterra, ma sarà una partita davvero difficilissima da pronosticare".
Chi vincerà il Mondiale?
“Il pronostico fa parte del gioco. Dico Inghilterra: secondo me, dopo tanti anni, tornerà a sollevare la Coppa del Mondo".
Direttore, in chiusura la porto in casa Inter. Possiamo dire che sulla vicenda Khalaili ci sia stata un po' di confusione, mentre sul caso Palestra cosa avrebbe potuto fare realmente l'Inter?
“Sulla vicenda Khalaili non poteva fare assolutamente nulla. Non si può imputare alcuna responsabilità alla società. Il ragazzo non ha superato le visite mediche e, quando succede una cosa del genere, il club non ha colpe. Detto questo, credo che l'Inter stia vivendo un mercato complicato. Continuo a sentire dire che è la squadra più forte e che quindi può anche non intervenire, ma attenzione: sono andati via diversi giocatori che avevano segnato un ciclo importante. La difesa titolare resta molto forte, ma dietro ci sono delle incognite. Anche in porta bisognerà capire come verranno gestite le gerarchie. Se guardiamo le rivali, vediamo che si stanno rinforzando. Credo che qualcosa l'Inter debba fare. Non ci si può fermare al fatto che abbia vinto negli ultimi anni. I cicli finiscono e le squadre hanno bisogno di essere rigenerate. Mi sembra evidente che ci siano difficoltà nel muoversi sul mercato, e non riguarda solo l'Inter ma anche Juventus e Roma".
Cristian Romero all'Inter è una possibilità?
“In questo momento, sinceramente, non mi risulta. Poi l'Inter qualcosa dovrà fare sul mercato, ma ad oggi Romero non è un nome che mi risulta vicino ai nerazzurri. Il ragazzo aveva già dichiarato prima del Mondiale di voler cambiare aria, ma posso garantirle che Roberto De Zerbi farà di tutto per convincerlo a restare. De Zerbi ci lavorerà parecchio e non sarà semplice convincerlo a lasciarlo partire".
Direttore, chi sarà il commissario tecnico della nazionale?
“Approfitto di questo spazio per dire una cosa. Spero davvero che Andrea Pirlo non venga nominato commissario tecnico della Nazionale. Sarebbe una scelta che, personalmente, non condividerei. Se Gigi Buffon e Paolo Maldini dovessero davvero andare in quella direzione, avrei molte perplessità. I nomi contano fino a un certo punto: poi bisogna giudicare i fatti. Pirlo è un allenatore che, a mio avviso, non meritava la panchina della Juventus quando gli fu affidata. Nelle esperienze successive non ha ottenuto risultati tali da giustificare un incarico così prestigioso. Per questo mi chiedo quale sarebbe il motivo per affidargli la guida della Nazionale italiana. Mi fermo qui".