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IL PENSIERO - Trotta: "Napoli? Con la rosa al completo avrebbe potuto rivincere lo scudetto"
16.04.2026 12:17 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli e Juventus.

Abbiamo vissuto un'altra giornata di Champions League dal divano: che cosa le lascia?

"Quando guardo queste partite mi resta sempre un po' di amarezza, perché le squadre italiane non partecipano a questi livelli. Però, se vogliamo essere onesti, abbiamo visto incontri che oggi le nostre squadre non possono ancora competere: ci sono giocatori fortissimi, squadre che si affrontano a viso aperto, con un'intensità e una qualità altissime. È un calcio diverso, e all'Italia manca ancora uno step importante per arrivare a quei livelli".

Andando sul Napoli, considerando che l'Inter è comunque raggiungibile e che il Napoli probabilmente difenderà il secondo posto, come valuta la stagione degli azzurri? Sul gol subito a Parma dopo pochi secondi, secondo lei di chi è la responsabilità maggiore?

"In situazioni del genere può capitare di prendere gol subito, non darei una colpa specifica a qualcuno. Piuttosto le dico che, col senno di poi, se il Napoli avesse avuto l'organico al completo per tutta la stagione, secondo me avrebbe potuto vincere un altro scudetto. L'Inter, quando ha perso Lautaro Martínez, è andata in difficoltà; il Napoli invece aveva più alternative, ma è stato penalizzato da tanti infortuni, e soprattutto di giocatori fondamentali".

In mezzo a questa situazione un po' confusa, gli innesti come quello di Zambo Anguissa e di altri giocatori hanno comunque dato equilibrio. Guardando invece al futuro, come vedrebbe un'operazione su Nicolò Zaniolo per il Napoli?

"Zaniolo è un giocatore importante. Ha avuto infortuni seri ed è stato spesso al centro di vicende extracalcistiche che, volente o nolente, incidono anche mentalmente. In Italia poi, quando ti mettono un'etichetta, è difficile liberarsene. Però la qualità non si discute e mi sembra che ultimamente stia ritrovando la sua dimensione. Sono acquisti sempre con un punto interrogativo: può fare una grande stagione oppure una più complicata. Se preso alle giuste condizioni, può essere un profilo interessante per il Napoli, perché una piazza così ti dà stimoli ulteriori".

Tornando al campo: con 9 punti di vantaggio a sei giornate dalla fine, come deve gestire l'Inter questo finale di stagione?

"Deve affrontarlo con serenità. Nove punti sono tanti, soprattutto considerando anche il calendario. È vero che negli ultimi anni abbiamo visto sorprese, ma un vantaggio del genere significa poter inciampare più volte, mentre chi rincorre dovrebbe fare percorso netto. Credo che sia un campionato ormai indirizzato. I meriti dell'Inter sono evidenti, ma ribadisco che il Napoli è stato molto penalizzato dagli infortuni".

La sconfitta del  Como ha in qualche modo aiutato la concorrenza nella lotta Champions. Secondo lei chi è stato bravo a mettere in difficoltà l'Inter?

"Chi ha affrontato l'Inter è stato molto bravo. Parliamo comunque di un allenatore giovane, che viene da una buona esperienza al Parma, ma l'Inter è un'altra cosa per pressione e livello. Anche l'uscita dalla Champions League poteva lasciare strascichi, invece hanno reagito bene, per esempio nella vittoria contro la Roma, ritrovando anche Lautaro Martínez. Questo dimostra che l'Inter ha qualcosa in più rispetto alle altre, anche a livello di organico".

Guardando al Napoli e agli infortuni che hanno condizionato la stagione, come si può migliorare la squadra in vista del prossimo anno?

"Una squadra va sempre migliorata, ma anche rinnovata. Alcuni giocatori, dopo anni a Napoli, possono aver bisogno di nuovi stimoli, mentre chi arriva trova grandi motivazioni. Una rinfrescata è sempre utile. Però farei le valutazioni con l'organico al completo, perché questa stagione ha dato indicazioni anche sulla fragilità fisica di alcuni elementi. Il Napoli dovrà gestire tante situazioni, ma non mi sento di dare colpe alla società: è stata costruita una squadra importante. Se ci sono stati errori nella gestione degli infortuni o nella preparazione, serviranno da lezione per il futuro".

Per quanto riguarda la conferma di Antonio Conte: le parole del presidente sono state chiare. Lei che sensazioni ha?

"Il Napoli può anche aspettare, perché è una piazza ambita da tanti allenatori. Però il presidente ha dimostrato di non voler restare in stand-by per nessuno, ed è giusto così. Conte deve fare le sue valutazioni, ma non credo che il Napoli aspetterà eventuali sviluppi legati alla Nazionale. Una decisione va presa in tempi brevi, perché per programmare una stagione importante serve chiarezza, a partire proprio dall'allenatore".

Chiudiamo con una curiosità tattica: il sistema dei quattro a centrocampo, con giocatori come McTominay e De Bruyne, non ha prodotto quanto ci si aspettava. Chi la convince meno e come si può migliorare?

"È sempre il solito discorso: quando hai grandi campioni, il problema diventa gestirli. Lo stesso De Bruyne, quando rientra da periodi difficili o da infortuni, ha bisogno di tempo. Io li gestirei anche con rotazioni, ma con l'obiettivo di averli sempre al massimo della condizione. Così diventano davvero determinanti".

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IL PENSIERO - Trotta: "Napoli? Con la rosa al completo avrebbe potuto rivincere lo scudetto"

di Redazione

16/04/2026 - 12:17

A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli e Juventus.

Abbiamo vissuto un'altra giornata di Champions League dal divano: che cosa le lascia?

"Quando guardo queste partite mi resta sempre un po' di amarezza, perché le squadre italiane non partecipano a questi livelli. Però, se vogliamo essere onesti, abbiamo visto incontri che oggi le nostre squadre non possono ancora competere: ci sono giocatori fortissimi, squadre che si affrontano a viso aperto, con un'intensità e una qualità altissime. È un calcio diverso, e all'Italia manca ancora uno step importante per arrivare a quei livelli".

Andando sul Napoli, considerando che l'Inter è comunque raggiungibile e che il Napoli probabilmente difenderà il secondo posto, come valuta la stagione degli azzurri? Sul gol subito a Parma dopo pochi secondi, secondo lei di chi è la responsabilità maggiore?

"In situazioni del genere può capitare di prendere gol subito, non darei una colpa specifica a qualcuno. Piuttosto le dico che, col senno di poi, se il Napoli avesse avuto l'organico al completo per tutta la stagione, secondo me avrebbe potuto vincere un altro scudetto. L'Inter, quando ha perso Lautaro Martínez, è andata in difficoltà; il Napoli invece aveva più alternative, ma è stato penalizzato da tanti infortuni, e soprattutto di giocatori fondamentali".

In mezzo a questa situazione un po' confusa, gli innesti come quello di Zambo Anguissa e di altri giocatori hanno comunque dato equilibrio. Guardando invece al futuro, come vedrebbe un'operazione su Nicolò Zaniolo per il Napoli?

"Zaniolo è un giocatore importante. Ha avuto infortuni seri ed è stato spesso al centro di vicende extracalcistiche che, volente o nolente, incidono anche mentalmente. In Italia poi, quando ti mettono un'etichetta, è difficile liberarsene. Però la qualità non si discute e mi sembra che ultimamente stia ritrovando la sua dimensione. Sono acquisti sempre con un punto interrogativo: può fare una grande stagione oppure una più complicata. Se preso alle giuste condizioni, può essere un profilo interessante per il Napoli, perché una piazza così ti dà stimoli ulteriori".

Tornando al campo: con 9 punti di vantaggio a sei giornate dalla fine, come deve gestire l'Inter questo finale di stagione?

"Deve affrontarlo con serenità. Nove punti sono tanti, soprattutto considerando anche il calendario. È vero che negli ultimi anni abbiamo visto sorprese, ma un vantaggio del genere significa poter inciampare più volte, mentre chi rincorre dovrebbe fare percorso netto. Credo che sia un campionato ormai indirizzato. I meriti dell'Inter sono evidenti, ma ribadisco che il Napoli è stato molto penalizzato dagli infortuni".

La sconfitta del  Como ha in qualche modo aiutato la concorrenza nella lotta Champions. Secondo lei chi è stato bravo a mettere in difficoltà l'Inter?

"Chi ha affrontato l'Inter è stato molto bravo. Parliamo comunque di un allenatore giovane, che viene da una buona esperienza al Parma, ma l'Inter è un'altra cosa per pressione e livello. Anche l'uscita dalla Champions League poteva lasciare strascichi, invece hanno reagito bene, per esempio nella vittoria contro la Roma, ritrovando anche Lautaro Martínez. Questo dimostra che l'Inter ha qualcosa in più rispetto alle altre, anche a livello di organico".

Guardando al Napoli e agli infortuni che hanno condizionato la stagione, come si può migliorare la squadra in vista del prossimo anno?

"Una squadra va sempre migliorata, ma anche rinnovata. Alcuni giocatori, dopo anni a Napoli, possono aver bisogno di nuovi stimoli, mentre chi arriva trova grandi motivazioni. Una rinfrescata è sempre utile. Però farei le valutazioni con l'organico al completo, perché questa stagione ha dato indicazioni anche sulla fragilità fisica di alcuni elementi. Il Napoli dovrà gestire tante situazioni, ma non mi sento di dare colpe alla società: è stata costruita una squadra importante. Se ci sono stati errori nella gestione degli infortuni o nella preparazione, serviranno da lezione per il futuro".

Per quanto riguarda la conferma di Antonio Conte: le parole del presidente sono state chiare. Lei che sensazioni ha?

"Il Napoli può anche aspettare, perché è una piazza ambita da tanti allenatori. Però il presidente ha dimostrato di non voler restare in stand-by per nessuno, ed è giusto così. Conte deve fare le sue valutazioni, ma non credo che il Napoli aspetterà eventuali sviluppi legati alla Nazionale. Una decisione va presa in tempi brevi, perché per programmare una stagione importante serve chiarezza, a partire proprio dall'allenatore".

Chiudiamo con una curiosità tattica: il sistema dei quattro a centrocampo, con giocatori come McTominay e De Bruyne, non ha prodotto quanto ci si aspettava. Chi la convince meno e come si può migliorare?

"È sempre il solito discorso: quando hai grandi campioni, il problema diventa gestirli. Lo stesso De Bruyne, quando rientra da periodi difficili o da infortuni, ha bisogno di tempo. Io li gestirei anche con rotazioni, ma con l'obiettivo di averli sempre al massimo della condizione. Così diventano davvero determinanti".