A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto David Giubilato, ex calciatore, tra le altre, di Napoli e Bologna.
Cosa ci portiamo a casa da questa lunga pausa nazionali?
“Secondo me ci portiamo a casa una cosa molto bella. Erano tantissimi anni che tutta la nazione non riusciva ad avere queste soddisfazioni e questa gioia. Abbiamo visto una Nazionale che è tornata a far parlare di sé, perché l'abbiamo vista giocare bene. Si può vincere, si può perdere, ci mancherebbe, ma abbiamo visto una squadra combattiva, con la voglia di giocare e di affrontare chiunque, che sia la Francia, la Turchia o qualsiasi altra nazionale. Credo che molte squadre abbiano sottovalutato questa Italia, anche perché sono tanti anni che non andiamo al Mondiale. Penso però che il commissario tecnico abbia fatto, oltre a un ottimo lavoro dal punto di vista del gioco, anche un grandissimo lavoro sotto l'aspetto psicologico con questi ragazzi. Hanno lottato dal primo all'ultimo minuto, senza mai mollare un centimetro. Questa è la cosa più bella che ci portiamo a casa e speriamo di aver intrapreso la strada giusta. È quello che un calciatore deve fare: è pagato per dare sempre il massimo, al cento per cento. Sai come la penso: si può sbagliare, anzi, si deve sbagliare, altrimenti i giovani non migliorano. Nessuno di noi è nato imparato. Sono molto contento anche perché si è ricominciato a parlare della Nazionale. Per un periodo avevamo perso questo entusiasmo: i tifosi non guardavano più l'Italia, sembrava quasi che la Nazionale non esistesse più. Adesso, invece, è tornato l'hype intorno agli Azzurri".
Va detto che Roberto Mancini ha fatto anche delle scelte sui giovani che hanno convinto. Vorrei partire, però, da una nota stonata: il mancato esordio di Inacio…
“Conosco Samuele fin da quando era piccolo e gli vogliamo bene, perché lo abbiamo visto crescere e abbiamo un rapporto stretto con il papà. Detto questo, anche se non lo conoscessi e non l'avessi visto crescere, gli avrei dato qualche minuto per premiarlo. È un ragazzo che non molla mai e che, oltre al talento, sta costruendo la propria carriera con sacrificio, lavoro e voglia di migliorarsi continuamente. Subentra anche l'aspetto umano che abbiamo nei confronti del ragazzo e del papà, però fa parte delle dinamiche della Nazionale. Sono comunque veramente contento per quello che sta facendo".
Se Samuele Inácio dovesse essere convocato dalla Nazionale brasiliana, considerando il doppio passaporto, sarebbe una grave perdita per l'Italia?
“Se non dovesse essere considerato dal circuito della Nazionale italiana… Io stesso gli consiglierei di scegliere la Nazionale che gli dà maggiori possibilità di giocare. So per certo, però, che il ragazzo si sente italiano a tutti gli effetti e lo ha dichiarato più di una volta. Oggi è un campioncino che diventerà un campione e, giustamente, ha voglia di far parte della Nazionale. Il sogno è giocare con la maglia azzurra. Se però non dovesse essere così, ha la possibilità di scegliere, come hanno fatto tanti altri calciatori con il doppio passaporto. Può decidere per quale Nazionale giocare. Ma in questa nazionale non c'è soltanto Inácio: abbiamo visto anche Antonio Vergara. Di questi ragazzi bisogna parlare. Abbiamo vissuto tre settimane davvero belle".
Se le chiedessi quale calciatore l’ha colpita maggiormente tra quelli che hanno avuto l'onore di indossare la maglia della Nazionale italiana in queste quattro gare, di chi mi parlerebbe?
“Assolutamente di Vergara. Ne avevo già parlato settimana scorsa in un’altra intervista. Oltre ad averlo visto a Napoli, non era semplice aspettarsi un rendimento del genere da lui. Questo ragazzo dimostra di avere personalità, cazzimma come diciamo dalle nostre parti e ha carattere da vendere. È bello da vedere, non solo per le qualità tecniche. Io non lo conosco personalmente, ma credo che dietro a lui ed altri che hanno ben figurato ci sia anche un grande lavoro da parte dei loro procuratori. Sono andato a vedere da chi fossero gestiti tutti quelli che mi hanno maggiormente rubato l’occhio per prestazioni e comportamenti e non è un caso che diversi calciatori della Nazionale siano seguiti dallo stesso agente, Mario Giuffredi. Vorrei fargli i complimenti, anche se non ci ho mai parlato. Si vede che sono ragazzi con la testa sulle spalle, che non mollano un centimetro e lavorano da professionisti. Sono tutti ragazzi eccezionali che, oltre a essere bravi calciatori e a far parte della Nazionale, negli atteggiamenti difficilmente sbagliano. Credo che dietro ci sia anche una gestione importante sotto l'aspetto psicologico, quindi faccio i complimenti a Mario Giuffredi. Riflettendo sui calciatori gestiti dalla sua agenzia, non c'è praticamente una testa calda, o meglio, è più probabile che vengano guidati nel percorso. Se pensi a Vergara, ai fratelli Esposito, a Di Lorenzo, anche se giocano un minuto o trenta secondi hanno la mentalità che dovrebbe avere qualsiasi calciatore. Loro ce l'hanno proprio inculcata nella testa. Si vede: anche quando giocano poco, non mollano mai. A volte magari meriterebbero di giocare e l'allenatore fa altre scelte, ma loro restano lì, scalpitando e sperando che il tecnico possa concedergli quella possibilità per dimostrare che magari aveva sbagliato a non mandarli in campo. L'esempio palese, ieri, sono i fratelli Esposito in panchina a ridere tra loro, con un bel sorriso, mentre sostenevano la squadra. Poi Pio entra, segna ed esulta come è giusto che sia, in barba a chi, come Scamacca, non l’ha fatto probabilmente per polemica".
Il Napoli è chiamato a dare subito una svolta a una prima parte di stagione in cui i risultati non sono stati dei migliori. Sembra la gara perfetta, in casa contro il Frosinone, per rilanciarsi. Il Frosinone, però, ha dimostrato di saper giocare a calcio: quali insidie nasconde questa partita?
“La prima insidia è proprio la mentalità di cui parlavamo prima. Il Frosinone ha quel tipo di mentalità dettata dal suo allenatore, che lavora tantissimo anche sotto l'aspetto psicologico. Stanno dimostrando di essere un'ottima squadra sia dal punto di vista atletico sia da quello tecnico, quindi le insidie saranno tante. Il Napoli, però, con tutto il rispetto per il Frosinone, deve pensare a se stesso. Se vuole ripartire e restare attaccato al treno delle prime tre o quattro posizioni, non può sbagliare. La prossima partita contro il Frosinone va vinta. È chiaro".
In chiusura, una domanda telegrafica, riferendomi al Giubilato difensore. Dovrebbe essere nuovamente a disposizione di Allegri Luca Marianucci, che l'anno scorso era stato indicato proprio da Allegri e De Laurentiis come un giocatore sul quale puntare quando sembrava che Conte potesse andare via. Poi Conte è rimasto e il ragazzo non rientrava nella sua idea di calcio. Mister Allegri, invece, durante il pre campionato ha dimostrato di fidarsi più di lui che di Rafa Marín. Poi c'è stato l'infortunio e, nelle prime gare, la maglia da titolare come centrale di sinistra è stata affidata proprio a Rafa Marín. Qualora Marianucci dovesse essere pronto, lei chi schiererebbe tra i due?
“Questa è sicuramente una decisione che spetta al mister. Lui vede i giocatori durante la settimana, ne conosce le condizioni e sa se sono pronti o meno. Può quindi fare le sue valutazioni sulla base di tutti questi parametri. A me Marianucci piace tantissimo e l'ho ribadito più di qualche volta. Mi piace molto come calciatore. L'anno scorso, secondo me, ha pagato l'impatto non solo con Conte, ma anche con il Maradona, che non è semplice. Dovrebbe esserlo, perché il pubblico ti dà una spinta che non riesco a spiegarti a parole: lo so perché ho avuto la fortuna di giocarci. Però ci sono ragazzi che hanno bisogno di più tempo e credo che lui ne abbia avuto bisogno. A inizio stagione è partito alla grande, il mister lo conosce e purtroppo c'è stato l'infortunio altrimenti, secondo me, sarebbe stato titolare. Allegri aveva dimostrato di volerlo schierare fin dall'inizio e gli stava dando l'opportunità di dimostrare le sue qualità. È quello che dicevo prima: bisogna anche avere la possibilità di sbagliare, perché sbagliando si impara. Lui lo stava facendo bene. Purtroppo c'è stato l'infortunio. Personalmente, se sta bene ed è arruolabile al cento per cento, lo farei giocare titolare".
di Redazione
06/10/2026 - 16:11
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto David Giubilato, ex calciatore, tra le altre, di Napoli e Bologna.
Cosa ci portiamo a casa da questa lunga pausa nazionali?
“Secondo me ci portiamo a casa una cosa molto bella. Erano tantissimi anni che tutta la nazione non riusciva ad avere queste soddisfazioni e questa gioia. Abbiamo visto una Nazionale che è tornata a far parlare di sé, perché l'abbiamo vista giocare bene. Si può vincere, si può perdere, ci mancherebbe, ma abbiamo visto una squadra combattiva, con la voglia di giocare e di affrontare chiunque, che sia la Francia, la Turchia o qualsiasi altra nazionale. Credo che molte squadre abbiano sottovalutato questa Italia, anche perché sono tanti anni che non andiamo al Mondiale. Penso però che il commissario tecnico abbia fatto, oltre a un ottimo lavoro dal punto di vista del gioco, anche un grandissimo lavoro sotto l'aspetto psicologico con questi ragazzi. Hanno lottato dal primo all'ultimo minuto, senza mai mollare un centimetro. Questa è la cosa più bella che ci portiamo a casa e speriamo di aver intrapreso la strada giusta. È quello che un calciatore deve fare: è pagato per dare sempre il massimo, al cento per cento. Sai come la penso: si può sbagliare, anzi, si deve sbagliare, altrimenti i giovani non migliorano. Nessuno di noi è nato imparato. Sono molto contento anche perché si è ricominciato a parlare della Nazionale. Per un periodo avevamo perso questo entusiasmo: i tifosi non guardavano più l'Italia, sembrava quasi che la Nazionale non esistesse più. Adesso, invece, è tornato l'hype intorno agli Azzurri".
Va detto che Roberto Mancini ha fatto anche delle scelte sui giovani che hanno convinto. Vorrei partire, però, da una nota stonata: il mancato esordio di Inacio…
“Conosco Samuele fin da quando era piccolo e gli vogliamo bene, perché lo abbiamo visto crescere e abbiamo un rapporto stretto con il papà. Detto questo, anche se non lo conoscessi e non l'avessi visto crescere, gli avrei dato qualche minuto per premiarlo. È un ragazzo che non molla mai e che, oltre al talento, sta costruendo la propria carriera con sacrificio, lavoro e voglia di migliorarsi continuamente. Subentra anche l'aspetto umano che abbiamo nei confronti del ragazzo e del papà, però fa parte delle dinamiche della Nazionale. Sono comunque veramente contento per quello che sta facendo".
Se Samuele Inácio dovesse essere convocato dalla Nazionale brasiliana, considerando il doppio passaporto, sarebbe una grave perdita per l'Italia?
“Se non dovesse essere considerato dal circuito della Nazionale italiana… Io stesso gli consiglierei di scegliere la Nazionale che gli dà maggiori possibilità di giocare. So per certo, però, che il ragazzo si sente italiano a tutti gli effetti e lo ha dichiarato più di una volta. Oggi è un campioncino che diventerà un campione e, giustamente, ha voglia di far parte della Nazionale. Il sogno è giocare con la maglia azzurra. Se però non dovesse essere così, ha la possibilità di scegliere, come hanno fatto tanti altri calciatori con il doppio passaporto. Può decidere per quale Nazionale giocare. Ma in questa nazionale non c'è soltanto Inácio: abbiamo visto anche Antonio Vergara. Di questi ragazzi bisogna parlare. Abbiamo vissuto tre settimane davvero belle".
Se le chiedessi quale calciatore l’ha colpita maggiormente tra quelli che hanno avuto l'onore di indossare la maglia della Nazionale italiana in queste quattro gare, di chi mi parlerebbe?
“Assolutamente di Vergara. Ne avevo già parlato settimana scorsa in un’altra intervista. Oltre ad averlo visto a Napoli, non era semplice aspettarsi un rendimento del genere da lui. Questo ragazzo dimostra di avere personalità, cazzimma come diciamo dalle nostre parti e ha carattere da vendere. È bello da vedere, non solo per le qualità tecniche. Io non lo conosco personalmente, ma credo che dietro a lui ed altri che hanno ben figurato ci sia anche un grande lavoro da parte dei loro procuratori. Sono andato a vedere da chi fossero gestiti tutti quelli che mi hanno maggiormente rubato l’occhio per prestazioni e comportamenti e non è un caso che diversi calciatori della Nazionale siano seguiti dallo stesso agente, Mario Giuffredi. Vorrei fargli i complimenti, anche se non ci ho mai parlato. Si vede che sono ragazzi con la testa sulle spalle, che non mollano un centimetro e lavorano da professionisti. Sono tutti ragazzi eccezionali che, oltre a essere bravi calciatori e a far parte della Nazionale, negli atteggiamenti difficilmente sbagliano. Credo che dietro ci sia anche una gestione importante sotto l'aspetto psicologico, quindi faccio i complimenti a Mario Giuffredi. Riflettendo sui calciatori gestiti dalla sua agenzia, non c'è praticamente una testa calda, o meglio, è più probabile che vengano guidati nel percorso. Se pensi a Vergara, ai fratelli Esposito, a Di Lorenzo, anche se giocano un minuto o trenta secondi hanno la mentalità che dovrebbe avere qualsiasi calciatore. Loro ce l'hanno proprio inculcata nella testa. Si vede: anche quando giocano poco, non mollano mai. A volte magari meriterebbero di giocare e l'allenatore fa altre scelte, ma loro restano lì, scalpitando e sperando che il tecnico possa concedergli quella possibilità per dimostrare che magari aveva sbagliato a non mandarli in campo. L'esempio palese, ieri, sono i fratelli Esposito in panchina a ridere tra loro, con un bel sorriso, mentre sostenevano la squadra. Poi Pio entra, segna ed esulta come è giusto che sia, in barba a chi, come Scamacca, non l’ha fatto probabilmente per polemica".
Il Napoli è chiamato a dare subito una svolta a una prima parte di stagione in cui i risultati non sono stati dei migliori. Sembra la gara perfetta, in casa contro il Frosinone, per rilanciarsi. Il Frosinone, però, ha dimostrato di saper giocare a calcio: quali insidie nasconde questa partita?
“La prima insidia è proprio la mentalità di cui parlavamo prima. Il Frosinone ha quel tipo di mentalità dettata dal suo allenatore, che lavora tantissimo anche sotto l'aspetto psicologico. Stanno dimostrando di essere un'ottima squadra sia dal punto di vista atletico sia da quello tecnico, quindi le insidie saranno tante. Il Napoli, però, con tutto il rispetto per il Frosinone, deve pensare a se stesso. Se vuole ripartire e restare attaccato al treno delle prime tre o quattro posizioni, non può sbagliare. La prossima partita contro il Frosinone va vinta. È chiaro".
In chiusura, una domanda telegrafica, riferendomi al Giubilato difensore. Dovrebbe essere nuovamente a disposizione di Allegri Luca Marianucci, che l'anno scorso era stato indicato proprio da Allegri e De Laurentiis come un giocatore sul quale puntare quando sembrava che Conte potesse andare via. Poi Conte è rimasto e il ragazzo non rientrava nella sua idea di calcio. Mister Allegri, invece, durante il pre campionato ha dimostrato di fidarsi più di lui che di Rafa Marín. Poi c'è stato l'infortunio e, nelle prime gare, la maglia da titolare come centrale di sinistra è stata affidata proprio a Rafa Marín. Qualora Marianucci dovesse essere pronto, lei chi schiererebbe tra i due?
“Questa è sicuramente una decisione che spetta al mister. Lui vede i giocatori durante la settimana, ne conosce le condizioni e sa se sono pronti o meno. Può quindi fare le sue valutazioni sulla base di tutti questi parametri. A me Marianucci piace tantissimo e l'ho ribadito più di qualche volta. Mi piace molto come calciatore. L'anno scorso, secondo me, ha pagato l'impatto non solo con Conte, ma anche con il Maradona, che non è semplice. Dovrebbe esserlo, perché il pubblico ti dà una spinta che non riesco a spiegarti a parole: lo so perché ho avuto la fortuna di giocarci. Però ci sono ragazzi che hanno bisogno di più tempo e credo che lui ne abbia avuto bisogno. A inizio stagione è partito alla grande, il mister lo conosce e purtroppo c'è stato l'infortunio altrimenti, secondo me, sarebbe stato titolare. Allegri aveva dimostrato di volerlo schierare fin dall'inizio e gli stava dando l'opportunità di dimostrare le sue qualità. È quello che dicevo prima: bisogna anche avere la possibilità di sbagliare, perché sbagliando si impara. Lui lo stava facendo bene. Purtroppo c'è stato l'infortunio. Personalmente, se sta bene ed è arruolabile al cento per cento, lo farei giocare titolare".