Andrea Petagna, ex attaccante del Napoli ora al Monza, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: "Un errore che non rifarei? Non dovevo andar via dal Napoli. Avevo fatto 70 partite con due infortuni, lì stavo bene, e l’anno dopo ha vinto lo scudetto. I gol più importanti? Il gol di Atalanta-Napoli 1-0: penso di aver salvato la panchina a Gasperini. Da lì forse è partito il suo ciclo. Gli ho mandato un messaggio quando ha vinto l’Europa League e mi ha risposto: 'Grazie, tutto è cominciato con un tuo gol'. Fantastico. Il ricordo dell'esordio in Nazionale ad Amsterdam con Ventura? Un’emozione così grande che il ricordo non è nitido. Quasi non ero a mio agio. Credo fosse anche l’esordio di Cristante, mio grande amico. La Serie B oggi? La ricordavo più tosta fisicamente. Oggi è più giovane e meno fisica, e a me piaceva di più prima. La cosa più difficile nell’ambientamento in B? Il Monza è fatto di giocatori di Serie A e a volte la presunzione può fregarti, ti senti più forte degli altri e la paghi. Serve umiltà, il mister lavora da sempre su questo: se gli attaccanti non corrono, non vinciamo. L’abbiamo capito, è la base per i successi. Inseguire il Mondiale oggi? No... Ci penserà Pio, mi piace molto per la cattiveria e i movimenti: un grandissimo giocatore".
di Redazione
20/02/2026 - 10:23
Andrea Petagna, ex attaccante del Napoli ora al Monza, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: "Un errore che non rifarei? Non dovevo andar via dal Napoli. Avevo fatto 70 partite con due infortuni, lì stavo bene, e l’anno dopo ha vinto lo scudetto. I gol più importanti? Il gol di Atalanta-Napoli 1-0: penso di aver salvato la panchina a Gasperini. Da lì forse è partito il suo ciclo. Gli ho mandato un messaggio quando ha vinto l’Europa League e mi ha risposto: 'Grazie, tutto è cominciato con un tuo gol'. Fantastico. Il ricordo dell'esordio in Nazionale ad Amsterdam con Ventura? Un’emozione così grande che il ricordo non è nitido. Quasi non ero a mio agio. Credo fosse anche l’esordio di Cristante, mio grande amico. La Serie B oggi? La ricordavo più tosta fisicamente. Oggi è più giovane e meno fisica, e a me piaceva di più prima. La cosa più difficile nell’ambientamento in B? Il Monza è fatto di giocatori di Serie A e a volte la presunzione può fregarti, ti senti più forte degli altri e la paghi. Serve umiltà, il mister lavora da sempre su questo: se gli attaccanti non corrono, non vinciamo. L’abbiamo capito, è la base per i successi. Inseguire il Mondiale oggi? No... Ci penserà Pio, mi piace molto per la cattiveria e i movimenti: un grandissimo giocatore".