Fernando Signorini, storico preparatore atletico di Diego Armando Maradona, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica: "Ho seguito tutto, e l'augurio per la società azzurra viene fuori forte dal cuore. Mai avrei pensato che esistesse una città così viva e innamorata del calcio. Una città che ha ricevuto Diego e lo ha trasformato in un essere leggendario, mitologico. Senza Napoli non sarebbe diventato un mito per sempre. Certo, se andava alla Juventus avrebbe vinto anche lì e magari anche di più, ma non sarebbe diventato una leggenda del calcio mondiale. Io ci penso ogni giorno, ancora oggi, a Napoli e a Diego a Napoli. Per il calcio, per la passione, per il dolore, per l'allegria, per la musica, per il cibo, Diego era a casa, lì, a Napoli. Un giorno eravamo in barca con Dino Celentano a Capri. Ci parlò della Grotta Azzurra e ci disse che si poteva entrare solo nuotando. Diego e io ci tuffammo, restammo conquistati dalla meraviglia della luce che esplodeva attorno a noi. Ne parlavamo spesso, ma soltanto tra noi. Maradona è il Napoli. Moltissimi nel mondo hanno conosciuto Napoli perché Diego ci ha giocato. Ovunque sanno che c'è una città fantastica con una squadra fantastica capitanata da un numero dieci che poteva inventare qualsiasi cosa".
di Redazione
03/08/2026 - 22:53
Fernando Signorini, storico preparatore atletico di Diego Armando Maradona, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica: "Ho seguito tutto, e l'augurio per la società azzurra viene fuori forte dal cuore. Mai avrei pensato che esistesse una città così viva e innamorata del calcio. Una città che ha ricevuto Diego e lo ha trasformato in un essere leggendario, mitologico. Senza Napoli non sarebbe diventato un mito per sempre. Certo, se andava alla Juventus avrebbe vinto anche lì e magari anche di più, ma non sarebbe diventato una leggenda del calcio mondiale. Io ci penso ogni giorno, ancora oggi, a Napoli e a Diego a Napoli. Per il calcio, per la passione, per il dolore, per l'allegria, per la musica, per il cibo, Diego era a casa, lì, a Napoli. Un giorno eravamo in barca con Dino Celentano a Capri. Ci parlò della Grotta Azzurra e ci disse che si poteva entrare solo nuotando. Diego e io ci tuffammo, restammo conquistati dalla meraviglia della luce che esplodeva attorno a noi. Ne parlavamo spesso, ma soltanto tra noi. Maradona è il Napoli. Moltissimi nel mondo hanno conosciuto Napoli perché Diego ci ha giocato. Ovunque sanno che c'è una città fantastica con una squadra fantastica capitanata da un numero dieci che poteva inventare qualsiasi cosa".