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RAI - De Laurentiis: "Qualche volta mi sono lasciato trascinare più dal cuore che dalla responsabilità imprenditoriale, anche gli sbagli sono un insegnamento, mi auguro che il Napoli possa restare sul tetto del mondo"
03.08.2026 16:00 di Napoli Magazine
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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato ai microfoni della Rai: "Sono stato un incosciente, perché ho pensato a un film dove non c'era una sceneggiatura. Siamo partiti da un fallimento e oggi abbiamo un Napoli sul tetto del mondo, con più di 100 milioni di follower. Per sedici anni siamo stati l'unica squadra sempre presente in Europa. È stata una continua emozione. Scudetto e Championa? Potrei definire il Napoli una costante da scudetto e da Champions. La Champions ci manca. Chissà se Allegri ce la porterà. L'importante è innovare. Siamo sempre riusciti ad autofinanziarci, trovando nuove opportunità e investendo nel club. Il cinema mi ha insegnato a essere imprenditore e non prenditore. Errori? Non mi pento mai, perché anche gli errori ti fanno crescere. Forse qualche volta mi sono lasciato trascinare più dal cuore che dalla responsabilità imprenditoriale, consentendo ad alcuni di andare via quando avrei potuto trattenerli. 100 anni? Il mio augurio è che, per altri cento anni, il Napoli possa restare sul tetto del mondo. Se mi pento? Non mi pento mai, perchè nella vita bisogna sempre guardare avanti. Tutto ciò che fai, anche gli sbagli, sono un insegnamento che ti fa crescere e maturare. Se ci sono stati degli errori, forse è stato quello di essere stato troppo signore nel non applicare, in maniera pedissequa e giuridicamente inoppugnabile, i contratti che avevo. Delle volte mi sono lasciato trascinare più dal cuore che dalla responsabilità imprenditoriale e, laddove avrei potuto costringere qualcuno a continuare il proprio lavoro, invece ho acconsentito a lasciarlo andare. Poi ne abbiamo pagato le conseguenze, ma anche questo insegna. Magari in futuro avrò una scorza maggiore, una maggiore durezza e una minore condiscendenza. O forse no, perché credo che Aurelio è Aurelio e non lo si cambia".

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RAI - De Laurentiis: "Qualche volta mi sono lasciato trascinare più dal cuore che dalla responsabilità imprenditoriale, anche gli sbagli sono un insegnamento, mi auguro che il Napoli possa restare sul tetto del mondo"

di Redazione

03/08/2026 - 16:00

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato ai microfoni della Rai: "Sono stato un incosciente, perché ho pensato a un film dove non c'era una sceneggiatura. Siamo partiti da un fallimento e oggi abbiamo un Napoli sul tetto del mondo, con più di 100 milioni di follower. Per sedici anni siamo stati l'unica squadra sempre presente in Europa. È stata una continua emozione. Scudetto e Championa? Potrei definire il Napoli una costante da scudetto e da Champions. La Champions ci manca. Chissà se Allegri ce la porterà. L'importante è innovare. Siamo sempre riusciti ad autofinanziarci, trovando nuove opportunità e investendo nel club. Il cinema mi ha insegnato a essere imprenditore e non prenditore. Errori? Non mi pento mai, perché anche gli errori ti fanno crescere. Forse qualche volta mi sono lasciato trascinare più dal cuore che dalla responsabilità imprenditoriale, consentendo ad alcuni di andare via quando avrei potuto trattenerli. 100 anni? Il mio augurio è che, per altri cento anni, il Napoli possa restare sul tetto del mondo. Se mi pento? Non mi pento mai, perchè nella vita bisogna sempre guardare avanti. Tutto ciò che fai, anche gli sbagli, sono un insegnamento che ti fa crescere e maturare. Se ci sono stati degli errori, forse è stato quello di essere stato troppo signore nel non applicare, in maniera pedissequa e giuridicamente inoppugnabile, i contratti che avevo. Delle volte mi sono lasciato trascinare più dal cuore che dalla responsabilità imprenditoriale e, laddove avrei potuto costringere qualcuno a continuare il proprio lavoro, invece ho acconsentito a lasciarlo andare. Poi ne abbiamo pagato le conseguenze, ma anche questo insegna. Magari in futuro avrò una scorza maggiore, una maggiore durezza e una minore condiscendenza. O forse no, perché credo che Aurelio è Aurelio e non lo si cambia".