NAPOLI - MASSIMO AGOSTINI, ex attaccante del Napoli, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: "Mondiali? Messi è un uomo individuale, può vincere da solo se è in condizione. Maradona poteva sia vincere da solo che far vincere la squadra. La Spagna ha un gruppo che viene da lontano, De La Fuente ha cresciuto il suo gruppo sin dalle giovanili della nazionale. La cultura spagnola delle cantere che lavorano da piccoli e poi salgono in prima squadra non esiste in altre parti del mondo. Il lavoro paga. Guardiola per 40 milioni? Adesso l’italia non può permetterselo. Il catalano ha vinto tantissimo. Lui è molto innamorato dell’Italia e la sensazione è che abbia chiesto questa cifra perché l’Italia non è ancora pronta per un allenatore come lui. Penso che un Mancini o un Pirlo si siederà sulla panchina. L’ex c.t. è più probabile. Il Napoli sta lavorando, le amichevoli servono per valutare le condizioni e capire a che punto si è col lavoro atletico e tattico. Se si perde, si vedono gli errori e si lavora per migliorare. Non si affrontano rappresentative, ma squadre di categoria che possono mettere in difficoltà. Va bene così, Allegri saprà dove correggere. Questo è uno stimolo per capire dove migliorare e aggiustare. I chilometri ora si fanno col pallone e dunque si lavora sull’intensità, sul breve e lo stretto. Dopo cinque, sei giorni, può pesare se hai solo 12 chilometri nelle gambe. Questo può creare lamentele da parte di chi è esterno, ma chi è dentro sa qual è la situazione e cosa aggiustare. C’è da capire la prontezza della categoria, chi vai ad affrontare. Questo ti permette di lavorare e capire dove alzare la qualità e qui, ovviamente, entra in gioco il presidente. Un consiglio a Buongiorno? Lui è già maturo, dico solo che quando noi iniziamo il mestiere di giocatore, mettiamo in preventivo che può succedere di doversi operare. Ci possono essere 2 o 3 infortuni pesanti. Io ho giocato con calciatori come Ancelotti, al quale mancavano crociati e menischi, ma ha comunque giocato a certi livelli e in Nazionale. Bisogna essere forti, ci sono circostanze in cui può avvenire e dopo torni in campo più forte di prima. Cosa deve fare il club? Bisogna prendere un altro titolare, ma Buongiorno tornerà più forte di prima e quindi permetterà all’allenatore di alternare".
di Redazione
23/07/2026 - 15:11
NAPOLI - MASSIMO AGOSTINI, ex attaccante del Napoli, è intervenuto a "NAPOLI MAGAZINE LIVE", su Radio Punto Zero, trasmissione radiofonica dedicata al Calcio Napoli, che approfondisce i temi proposti sul web da NapoliMagazine.Com, in onda dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00, condotta da Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla. Ecco quanto ha affermato: "Mondiali? Messi è un uomo individuale, può vincere da solo se è in condizione. Maradona poteva sia vincere da solo che far vincere la squadra. La Spagna ha un gruppo che viene da lontano, De La Fuente ha cresciuto il suo gruppo sin dalle giovanili della nazionale. La cultura spagnola delle cantere che lavorano da piccoli e poi salgono in prima squadra non esiste in altre parti del mondo. Il lavoro paga. Guardiola per 40 milioni? Adesso l’italia non può permetterselo. Il catalano ha vinto tantissimo. Lui è molto innamorato dell’Italia e la sensazione è che abbia chiesto questa cifra perché l’Italia non è ancora pronta per un allenatore come lui. Penso che un Mancini o un Pirlo si siederà sulla panchina. L’ex c.t. è più probabile. Il Napoli sta lavorando, le amichevoli servono per valutare le condizioni e capire a che punto si è col lavoro atletico e tattico. Se si perde, si vedono gli errori e si lavora per migliorare. Non si affrontano rappresentative, ma squadre di categoria che possono mettere in difficoltà. Va bene così, Allegri saprà dove correggere. Questo è uno stimolo per capire dove migliorare e aggiustare. I chilometri ora si fanno col pallone e dunque si lavora sull’intensità, sul breve e lo stretto. Dopo cinque, sei giorni, può pesare se hai solo 12 chilometri nelle gambe. Questo può creare lamentele da parte di chi è esterno, ma chi è dentro sa qual è la situazione e cosa aggiustare. C’è da capire la prontezza della categoria, chi vai ad affrontare. Questo ti permette di lavorare e capire dove alzare la qualità e qui, ovviamente, entra in gioco il presidente. Un consiglio a Buongiorno? Lui è già maturo, dico solo che quando noi iniziamo il mestiere di giocatore, mettiamo in preventivo che può succedere di doversi operare. Ci possono essere 2 o 3 infortuni pesanti. Io ho giocato con calciatori come Ancelotti, al quale mancavano crociati e menischi, ma ha comunque giocato a certi livelli e in Nazionale. Bisogna essere forti, ci sono circostanze in cui può avvenire e dopo torni in campo più forte di prima. Cosa deve fare il club? Bisogna prendere un altro titolare, ma Buongiorno tornerà più forte di prima e quindi permetterà all’allenatore di alternare".