A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.
Parto dal possibile nuovo terzino destro del Napoli: Costantino Favasuli. Grande stagione per lui al Catanzaro, un campionato che lo ha lanciato come possibile vice di Giovanni Di Lorenzo. Le piace questo profilo?
“Sì, mi piace molto perché ha una grande gamba ed è uno che spinge tantissimo sulla fascia. Oggi il calcio va proprio nella direzione di ricercare profili di questo tipo. Mi sembra una scelta giusta, perché può diventare un grande calciatore in futuro".
Può essere anche un prospetto per la Nazionale italiana?
“Io credo proprio di sì. Però bisogna dare tempo a questi ragazzi. Non basta una buona prestazione e non basta un campionato di Serie B. Oggi siamo troppo frettolosi nel dare giudizi, anche perché di giovani italiani ce ne sono pochi e appena ne emerge uno si tende subito ad esaltarlo. Vedremo con calma quale sarà il suo percorso".
Restando sul tema Nazionale, è stato annunciato Paolo Maldini come direttore tecnico e al suo fianco ci sarà Leonardo. Le piace questa scelta?
“La scelta mi piace. Sono convinto che verrà individuato anche un allenatore all'altezza. Però il vero problema è un altro: per cambiare il nostro calcio serve una grande riforma. Non basta un commissario tecnico. Negli ultimi anni sono passati allenatori molto bravi e non sono riusciti a risolvere i problemi strutturali. Certamente Maldini conosce il calcio e anche Leonardo ha grandissima esperienza, quindi le basi sono importanti. Ma se non si riforma il sistema, difficilmente l'Italia tornerà protagonista ai Mondiali".
Sembrava tutto fatto per il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra. Crede che, con Maldini e Leonardo al comando dell'area tecnica, possa essere ancora lui la scelta?
“Se si è deciso di affidare la scelta del commissario tecnico al direttore tecnico, allora è giusto rispettare i ruoli. Per questo oggi resta un punto interrogativo. Ma, ripeto, che sia Mancini, Conte o un altro allenatore cambia poco: sono tutti tecnici preparati. Il vero problema resta la riforma del calcio italiano".
Torniamo al campionato e passiamo al Milan, che ha piazzato due colpi importanti in questo mercato: Gonzalo Ramos in attacco e Mario Gila in difesa. Dove vede ancora il Milan da migliorare?
“Secondo me deve rinforzare soprattutto il centrocampo. Detto questo, credo che abbia già fatto due ottimi acquisti, soprattutto Gila, che considero un giocatore di assoluto valore. Il Milan, finora, ha lavorato meglio di Juventus e Inter, che sul mercato hanno mosso meno. Se dovessi fare un paragone oggi, direi 2-0 per il Milan. Del Napoli parlo a parte, perché lo considero già una squadra pronta. Qualcosa si può sempre migliorare, ma con Massimiliano Allegri vedo una squadra già competitiva".
Allegri si è detto soddisfatto della rosa, ma ci saranno tante partenze. Il Napoli rischia di perdere qualche big?
“Il Napoli ha tantissimi calciatori e dovrà fare delle scelte. Alcuni giovani, come il neo acquisto Mattia Esposito, potranno andare in prestito per crescere, come fanno tutte le grandi società. È normale che una rosa così ampia venga alleggerita".
Restando sulle big, l'Inter sembra essere stata colpita dalla sfortuna. Giuseppe Marotta ha spiegato la vicenda relativa a Palestra e, inoltre, è arrivato il veto all'idoneità sportiva agonistica per Anan Khalaili. Che cosa sta accadendo in casa nerazzurra?
“L'Inter, comunque, resta una squadra praticamente pronta. Sulla fascia destra ha già alternative importanti e, se non arriverà quel giocatore, ne prenderà un altro. Inoltre non dimentichiamoci che a centrocampo c'è Petar Sucic, che ha fatto molto bene anche al Mondiale per Club. In attacco non ha bisogno di nulla. Serve forse un quinto di fascia e un paio di difensori, ma sono sicuro che arriveranno. Anche l'Inter, però, deve fare attenzione ai costi. Basta vedere quanto è durata la trattativa con la Lazio per Provedel: anche pochi milioni di differenza oggi fanno la differenza. Nonostante questo resta una squadra già molto competitiva. La Juventus, invece, sembra essere quella più indietro tra le grandi. Oggi non è ancora chiarissimo quale sarà il progetto tecnico".
Possiamo dire che, almeno sulla carta, l'Inter resta la favorita per lo Scudetto?
“Assolutamente sì. Se devo fare un pronostico oggi, l'Inter parte davanti a tutti. Però il Napoli è molto vicino e può tranquillamente giocarsela fino alla fine".
Le chiedo un pensiero sulla vicenda Napoli-Bari: che idea si è fatto?
“Sinceramente non mi sono fatto un'idea precisa. Io seguo soprattutto gli aspetti tecnici delle squadre e delle rose. È un argomento sul quale preferisco non esprimermi perché non ho elementi sufficienti".
Restando in casa Napoli, secondo lei tra Vanja Milinkovic-Savic e Alex Meret andrà via uno, potrebbero partire entrambi oppure resteranno tutti e due?
“Molto dipenderà dall'allenatore. È lui che ha l'ultima parola sulle scelte tecniche. Personalmente non considero il portiere la priorità del Napoli e, sinceramente, mi piacciono entrambi. Magari Allegri ritiene che vadano bene tutti e due e che le priorità siano in altri reparti. Poi bisognerà capire anche le volontà dei giocatori: se uno desidera giocare con maggiore continuità, potrebbe chiedere la cessione. Nel calcio, però, tutto può cambiare rapidamente. Potrebbe anche partire uno dei due e arrivare un portiere ancora più forte".
Chiudiamo con la Lazio. Gennaro Gattuso si è presentato come nuovo allenatore biancoceleste con parole molto improntate al realismo. Le è piaciuto il suo intervento?
“Gattuso è sempre stato così. È una persona diretta, trasparente, dice quello che pensa e non cambia il suo modo di comunicare. Ha detto le cose giuste. Però non saranno certo le parole di Gattuso a ricomporre la frattura che oggi esiste tra società e tifoseria. Personalmente credo che quella distanza sia ormai molto profonda e che l'unica via sia che Lotito venda".
di Redazione
14/07/2026 - 15:59
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.
Parto dal possibile nuovo terzino destro del Napoli: Costantino Favasuli. Grande stagione per lui al Catanzaro, un campionato che lo ha lanciato come possibile vice di Giovanni Di Lorenzo. Le piace questo profilo?
“Sì, mi piace molto perché ha una grande gamba ed è uno che spinge tantissimo sulla fascia. Oggi il calcio va proprio nella direzione di ricercare profili di questo tipo. Mi sembra una scelta giusta, perché può diventare un grande calciatore in futuro".
Può essere anche un prospetto per la Nazionale italiana?
“Io credo proprio di sì. Però bisogna dare tempo a questi ragazzi. Non basta una buona prestazione e non basta un campionato di Serie B. Oggi siamo troppo frettolosi nel dare giudizi, anche perché di giovani italiani ce ne sono pochi e appena ne emerge uno si tende subito ad esaltarlo. Vedremo con calma quale sarà il suo percorso".
Restando sul tema Nazionale, è stato annunciato Paolo Maldini come direttore tecnico e al suo fianco ci sarà Leonardo. Le piace questa scelta?
“La scelta mi piace. Sono convinto che verrà individuato anche un allenatore all'altezza. Però il vero problema è un altro: per cambiare il nostro calcio serve una grande riforma. Non basta un commissario tecnico. Negli ultimi anni sono passati allenatori molto bravi e non sono riusciti a risolvere i problemi strutturali. Certamente Maldini conosce il calcio e anche Leonardo ha grandissima esperienza, quindi le basi sono importanti. Ma se non si riforma il sistema, difficilmente l'Italia tornerà protagonista ai Mondiali".
Sembrava tutto fatto per il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra. Crede che, con Maldini e Leonardo al comando dell'area tecnica, possa essere ancora lui la scelta?
“Se si è deciso di affidare la scelta del commissario tecnico al direttore tecnico, allora è giusto rispettare i ruoli. Per questo oggi resta un punto interrogativo. Ma, ripeto, che sia Mancini, Conte o un altro allenatore cambia poco: sono tutti tecnici preparati. Il vero problema resta la riforma del calcio italiano".
Torniamo al campionato e passiamo al Milan, che ha piazzato due colpi importanti in questo mercato: Gonzalo Ramos in attacco e Mario Gila in difesa. Dove vede ancora il Milan da migliorare?
“Secondo me deve rinforzare soprattutto il centrocampo. Detto questo, credo che abbia già fatto due ottimi acquisti, soprattutto Gila, che considero un giocatore di assoluto valore. Il Milan, finora, ha lavorato meglio di Juventus e Inter, che sul mercato hanno mosso meno. Se dovessi fare un paragone oggi, direi 2-0 per il Milan. Del Napoli parlo a parte, perché lo considero già una squadra pronta. Qualcosa si può sempre migliorare, ma con Massimiliano Allegri vedo una squadra già competitiva".
Allegri si è detto soddisfatto della rosa, ma ci saranno tante partenze. Il Napoli rischia di perdere qualche big?
“Il Napoli ha tantissimi calciatori e dovrà fare delle scelte. Alcuni giovani, come il neo acquisto Mattia Esposito, potranno andare in prestito per crescere, come fanno tutte le grandi società. È normale che una rosa così ampia venga alleggerita".
Restando sulle big, l'Inter sembra essere stata colpita dalla sfortuna. Giuseppe Marotta ha spiegato la vicenda relativa a Palestra e, inoltre, è arrivato il veto all'idoneità sportiva agonistica per Anan Khalaili. Che cosa sta accadendo in casa nerazzurra?
“L'Inter, comunque, resta una squadra praticamente pronta. Sulla fascia destra ha già alternative importanti e, se non arriverà quel giocatore, ne prenderà un altro. Inoltre non dimentichiamoci che a centrocampo c'è Petar Sucic, che ha fatto molto bene anche al Mondiale per Club. In attacco non ha bisogno di nulla. Serve forse un quinto di fascia e un paio di difensori, ma sono sicuro che arriveranno. Anche l'Inter, però, deve fare attenzione ai costi. Basta vedere quanto è durata la trattativa con la Lazio per Provedel: anche pochi milioni di differenza oggi fanno la differenza. Nonostante questo resta una squadra già molto competitiva. La Juventus, invece, sembra essere quella più indietro tra le grandi. Oggi non è ancora chiarissimo quale sarà il progetto tecnico".
Possiamo dire che, almeno sulla carta, l'Inter resta la favorita per lo Scudetto?
“Assolutamente sì. Se devo fare un pronostico oggi, l'Inter parte davanti a tutti. Però il Napoli è molto vicino e può tranquillamente giocarsela fino alla fine".
Le chiedo un pensiero sulla vicenda Napoli-Bari: che idea si è fatto?
“Sinceramente non mi sono fatto un'idea precisa. Io seguo soprattutto gli aspetti tecnici delle squadre e delle rose. È un argomento sul quale preferisco non esprimermi perché non ho elementi sufficienti".
Restando in casa Napoli, secondo lei tra Vanja Milinkovic-Savic e Alex Meret andrà via uno, potrebbero partire entrambi oppure resteranno tutti e due?
“Molto dipenderà dall'allenatore. È lui che ha l'ultima parola sulle scelte tecniche. Personalmente non considero il portiere la priorità del Napoli e, sinceramente, mi piacciono entrambi. Magari Allegri ritiene che vadano bene tutti e due e che le priorità siano in altri reparti. Poi bisognerà capire anche le volontà dei giocatori: se uno desidera giocare con maggiore continuità, potrebbe chiedere la cessione. Nel calcio, però, tutto può cambiare rapidamente. Potrebbe anche partire uno dei due e arrivare un portiere ancora più forte".
Chiudiamo con la Lazio. Gennaro Gattuso si è presentato come nuovo allenatore biancoceleste con parole molto improntate al realismo. Le è piaciuto il suo intervento?
“Gattuso è sempre stato così. È una persona diretta, trasparente, dice quello che pensa e non cambia il suo modo di comunicare. Ha detto le cose giuste. Però non saranno certo le parole di Gattuso a ricomporre la frattura che oggi esiste tra società e tifoseria. Personalmente credo che quella distanza sia ormai molto profonda e che l'unica via sia che Lotito venda".