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ON AIR - Salvione: "Il Lecce sarà sicuramente un cliente difficile per il Napoli, Anguissa ha già dimostrato di essere in buone condizioni, la situazione infortuni ha dilaniato la squadra"
14.03.2026 11:35 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, coordinatore del Corriere dello Sport online. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Partiamo da quello che accadrà oggi alle 15:00: Inter-Atalanta, due squadre che nell’ultima settimana non hanno brillato affatto. Anzi, c’è bisogno di una reazione. Le chiedo: si è riaperta la corsa scudetto dopo la sconfitta dell’Inter nel derby?

“Ma guarda, secondo me no. Però oggi, se l’Atalanta dovesse fare il risultato pieno a Milano, il discorso cambierebbe. I punti si ridurrebbero, il Milan avrebbe l’occasione di portarsi a quattro, se non sbaglio, e a nove giornate dalla fine quattro punti non significherebbero un campionato chiuso. Ovviamente è tutto legato ai risultati di oggi: se l’Inter dovesse perdere, domani il Milan scenderebbe in campo con un’altra carica contro la Lazio e il campionato potrebbe riaprirsi. Se invece l’Inter dovesse vincere, metterebbe un altro pezzo importante di scudetto in cassaforte.”

Subito dopo, alle 18:00, c’è invece la sfida tra Napoli e Lecce. Secondo lei è una partita che nasconde insidie per gli uomini di Antonio Conte?

“Sì, perché il Lecce è una squadra che sta giocando bene. È venuta fuori dalle sabbie mobili della classifica, ha inserito giocatori di spessore nel mercato di gennaio e ha ritrovato brillantezza. Le squadre di Eusebio Di Francesco, storicamente, giocano sempre un buon calcio e quindi sarà sicuramente un cliente difficile per il Napoli. Oggi, in Serie A, trovare una squadra davvero facile da affrontare è complicato. Sarà una partita molto importante: il Napoli però ritrova uomini importanti e Conte ha la possibilità di girarsi verso la panchina e vedere seduti giocatori come Scott McTominay, Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, calciatori che possono aiutare anche a partita in corso. Il Napoli dovrà mettere in campo tutte le sue qualità contro un avversario che sarà sicuramente difficile da battere”.

Direttore, tra i lungodegenti alcuni li abbiamo già rivisti la settimana scorsa, come Kevin De Bruyne e André-Frank Zambo Anguissa. Si aspetta qualcuno di loro dal primo minuto?

“Sì, secondo me Anguissa giocherà dal primo minuto a centrocampo. Mi aspetto invece McTominay inizialmente in panchina. Anguissa ha già dato dimostrazione, nella scorsa partita, di essere in buone condizioni. Ci eravamo quasi dimenticati di quanto fosse importante per il Napoli: è un giocatore che negli ultimi mesi è mancato tantissimo. Non a caso è stato uno dei pilastri degli ultimi due scudetti del Napoli. Il suo ritorno aumenta inevitabilmente anche un po’ i rimpianti per quella che poteva essere la stagione e che invece non è stata”.

Effettivamente, perché con questa rosa al completo il Napoli avrebbe potuto competere per lo scudetto fino all’ultima giornata, direttore. O sbaglio?

“No, non sbagli assolutamente. Il Napoli aveva una rosa costruita per competere per lo scudetto, per fare bene in Europa e anche in Coppa Italia. Purtroppo però la situazione degli infortuni ha letteralmente dilaniato la squadra. Siamo a metà marzo, oggi è il 14 marzo, e Antonio Conte non ha mai avuto una sola volta tutta la rosa a disposizione. Questo ha pesato tantissimo nella stagione: ci sono stati infortuni lunghissimi e assenze pesanti. Quando poi ti mancano due giocatori chiave e diventano quattro o cinque nel corso dei mesi, tutto diventa più complicato. Quando a fine stagione tireremo le somme, questa verrà ricordata come la stagione degli infortuni”.

Direttore, ad oggi sembra ormai certa la permanenza di Antonio Conte anche nella prossima stagione. Conferma?

“Io certezze non ne ho, né in un senso né nell’altro. Penso che si andrà avanti come è successo l’anno scorso: a fine stagione l’allenatore, il presidente e Conte si siederanno attorno a un tavolo e decideranno insieme il futuro con grande serenità. Conte ha ancora un anno di contratto, quindi al momento non ci sono divergenze particolari. Però mi aspetto lo stesso iter dell’anno scorso: il tutto verrà chiarito a fine stagione”.

Direttore, le faccio un’ultima domanda. Tra le prime sei squadre in classifica — quindi includendo anche Como, Roma e Juventus — si aspetta qualche cambio in panchina?

“La Juventus non credo cambierà. Il Como invece potrebbe cambiare allenatore perché Cesc Fàbregas è uno dei tecnici più richiesti sul mercato e qualche grande club potrebbe pensare a lui. Allegri potrebbe essere tentato dal Real Madrid: Florentino Pérez lo ha corteggiato per anni e qualche stagione fa Allegri era davvero vicino al Real, prima che una telefonata di Andrea Agnelli lo convincesse a tornare alla Juventus. L’Inter non credo cambierà, la Roma e la Juventus neppure. Il Como, invece, è una delle squadre che secondo me potrebbe davvero cambiare allenatore”.

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ON AIR - Salvione: "Il Lecce sarà sicuramente un cliente difficile per il Napoli, Anguissa ha già dimostrato di essere in buone condizioni, la situazione infortuni ha dilaniato la squadra"

di Redazione

14/03/2026 - 11:35

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, coordinatore del Corriere dello Sport online. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Partiamo da quello che accadrà oggi alle 15:00: Inter-Atalanta, due squadre che nell’ultima settimana non hanno brillato affatto. Anzi, c’è bisogno di una reazione. Le chiedo: si è riaperta la corsa scudetto dopo la sconfitta dell’Inter nel derby?

“Ma guarda, secondo me no. Però oggi, se l’Atalanta dovesse fare il risultato pieno a Milano, il discorso cambierebbe. I punti si ridurrebbero, il Milan avrebbe l’occasione di portarsi a quattro, se non sbaglio, e a nove giornate dalla fine quattro punti non significherebbero un campionato chiuso. Ovviamente è tutto legato ai risultati di oggi: se l’Inter dovesse perdere, domani il Milan scenderebbe in campo con un’altra carica contro la Lazio e il campionato potrebbe riaprirsi. Se invece l’Inter dovesse vincere, metterebbe un altro pezzo importante di scudetto in cassaforte.”

Subito dopo, alle 18:00, c’è invece la sfida tra Napoli e Lecce. Secondo lei è una partita che nasconde insidie per gli uomini di Antonio Conte?

“Sì, perché il Lecce è una squadra che sta giocando bene. È venuta fuori dalle sabbie mobili della classifica, ha inserito giocatori di spessore nel mercato di gennaio e ha ritrovato brillantezza. Le squadre di Eusebio Di Francesco, storicamente, giocano sempre un buon calcio e quindi sarà sicuramente un cliente difficile per il Napoli. Oggi, in Serie A, trovare una squadra davvero facile da affrontare è complicato. Sarà una partita molto importante: il Napoli però ritrova uomini importanti e Conte ha la possibilità di girarsi verso la panchina e vedere seduti giocatori come Scott McTominay, Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, calciatori che possono aiutare anche a partita in corso. Il Napoli dovrà mettere in campo tutte le sue qualità contro un avversario che sarà sicuramente difficile da battere”.

Direttore, tra i lungodegenti alcuni li abbiamo già rivisti la settimana scorsa, come Kevin De Bruyne e André-Frank Zambo Anguissa. Si aspetta qualcuno di loro dal primo minuto?

“Sì, secondo me Anguissa giocherà dal primo minuto a centrocampo. Mi aspetto invece McTominay inizialmente in panchina. Anguissa ha già dato dimostrazione, nella scorsa partita, di essere in buone condizioni. Ci eravamo quasi dimenticati di quanto fosse importante per il Napoli: è un giocatore che negli ultimi mesi è mancato tantissimo. Non a caso è stato uno dei pilastri degli ultimi due scudetti del Napoli. Il suo ritorno aumenta inevitabilmente anche un po’ i rimpianti per quella che poteva essere la stagione e che invece non è stata”.

Effettivamente, perché con questa rosa al completo il Napoli avrebbe potuto competere per lo scudetto fino all’ultima giornata, direttore. O sbaglio?

“No, non sbagli assolutamente. Il Napoli aveva una rosa costruita per competere per lo scudetto, per fare bene in Europa e anche in Coppa Italia. Purtroppo però la situazione degli infortuni ha letteralmente dilaniato la squadra. Siamo a metà marzo, oggi è il 14 marzo, e Antonio Conte non ha mai avuto una sola volta tutta la rosa a disposizione. Questo ha pesato tantissimo nella stagione: ci sono stati infortuni lunghissimi e assenze pesanti. Quando poi ti mancano due giocatori chiave e diventano quattro o cinque nel corso dei mesi, tutto diventa più complicato. Quando a fine stagione tireremo le somme, questa verrà ricordata come la stagione degli infortuni”.

Direttore, ad oggi sembra ormai certa la permanenza di Antonio Conte anche nella prossima stagione. Conferma?

“Io certezze non ne ho, né in un senso né nell’altro. Penso che si andrà avanti come è successo l’anno scorso: a fine stagione l’allenatore, il presidente e Conte si siederanno attorno a un tavolo e decideranno insieme il futuro con grande serenità. Conte ha ancora un anno di contratto, quindi al momento non ci sono divergenze particolari. Però mi aspetto lo stesso iter dell’anno scorso: il tutto verrà chiarito a fine stagione”.

Direttore, le faccio un’ultima domanda. Tra le prime sei squadre in classifica — quindi includendo anche Como, Roma e Juventus — si aspetta qualche cambio in panchina?

“La Juventus non credo cambierà. Il Como invece potrebbe cambiare allenatore perché Cesc Fàbregas è uno dei tecnici più richiesti sul mercato e qualche grande club potrebbe pensare a lui. Allegri potrebbe essere tentato dal Real Madrid: Florentino Pérez lo ha corteggiato per anni e qualche stagione fa Allegri era davvero vicino al Real, prima che una telefonata di Andrea Agnelli lo convincesse a tornare alla Juventus. L’Inter non credo cambierà, la Roma e la Juventus neppure. Il Como, invece, è una delle squadre che secondo me potrebbe davvero cambiare allenatore”.