La Repubblica fa il punto su Kevin De Bruyne. Dopo una stagione complicata, resa difficile soprattutto dall'infortunio occorso nel match casalingo contro l'Inter, Allegri ha trovato il modo per renderlo una pedina stabile nello scacchiere del Napoli. Il tecnico ha smesso di gestirlo con un impiego part-time, come accaduto nelle precedenti sfide contro Genoa e Como. L'emergenza a centrocampo, con gli stop di Scott McTominay e Frank Anguissa, ha favorito la svolta. Tuttavia, KDB sta cercando di conquistare spazio anche grazie alle proprie prestazioni, indipendentemente dalle assenze dei compagni. Nel finale del match col Bologna, De Bruyne stato costretto a stringere i denti e a dare tutto, fino a lasciare il campo a causa dei crampi. Un episodio che testimonia lo sforzo atletico sostenuto e la sua disponibilità al sacrificio. Per il quotidiano, lo sforzo e la dedizione del belga merita una nota di merito. Nella sua seconda stagione in Serie A, De Bruyne sembra essersi calato maggiormente nella realtà italiana. Ma le aspettative nei suoi confronti restano inevitabilmente molto alte. Contro il Bologna De Bruyne ha corso tanto, ha distribuito palloni con la consueta qualità e ha avviato la combinazione che ha portato al gol di Lobotka, nato dall'intesa con Favasuli. Tuttavia, non sono mancati gli errori: nel primo tempo il belga ha fallito una grande occasione, una sorta di rigore in movimento che un giocatore delle sue qualità avrebbe potuto trasformare. In altre situazioni, inoltre, ha scelto la soluzione personale invece di servire compagni meglio posizionati nell'ultimo passaggio. Il bilancio, comunque, resta positivo ma non ancora pienamente convincente. I progressi rispetto alla scorsa stagione sono evidenti, ma non sembrano ancora sufficienti per soddisfare le attese che accompagnano un campione del suo calibro. Allegri ha trovato il modo di coinvolgerlo. Il toscano è entrato in sintonia con De Bruyne e lo sta stimolando sotto ogni punto di vista. L'allenatore lo considera una pedina centrale del nuovo Napoli e gli ha affidato un ruolo di grande responsabilità. Ora, però, serve il salto di qualità definitivo. Gli azzurri hanno bisogno di un top player capace di incidere con continuità, soprattutto nelle partite più complicate. La qualità di De Bruyne non è in discussione: ciò che il Napoli attende è una presenza decisiva, costante e concreta. Perché il De Bruyne visto finora può essere un buon punto di partenza, ma non ancora il campione in grado di fare davvero la differenza.
di Redazione
16/09/2026 - 09:56
La Repubblica fa il punto su Kevin De Bruyne. Dopo una stagione complicata, resa difficile soprattutto dall'infortunio occorso nel match casalingo contro l'Inter, Allegri ha trovato il modo per renderlo una pedina stabile nello scacchiere del Napoli. Il tecnico ha smesso di gestirlo con un impiego part-time, come accaduto nelle precedenti sfide contro Genoa e Como. L'emergenza a centrocampo, con gli stop di Scott McTominay e Frank Anguissa, ha favorito la svolta. Tuttavia, KDB sta cercando di conquistare spazio anche grazie alle proprie prestazioni, indipendentemente dalle assenze dei compagni. Nel finale del match col Bologna, De Bruyne stato costretto a stringere i denti e a dare tutto, fino a lasciare il campo a causa dei crampi. Un episodio che testimonia lo sforzo atletico sostenuto e la sua disponibilità al sacrificio. Per il quotidiano, lo sforzo e la dedizione del belga merita una nota di merito. Nella sua seconda stagione in Serie A, De Bruyne sembra essersi calato maggiormente nella realtà italiana. Ma le aspettative nei suoi confronti restano inevitabilmente molto alte. Contro il Bologna De Bruyne ha corso tanto, ha distribuito palloni con la consueta qualità e ha avviato la combinazione che ha portato al gol di Lobotka, nato dall'intesa con Favasuli. Tuttavia, non sono mancati gli errori: nel primo tempo il belga ha fallito una grande occasione, una sorta di rigore in movimento che un giocatore delle sue qualità avrebbe potuto trasformare. In altre situazioni, inoltre, ha scelto la soluzione personale invece di servire compagni meglio posizionati nell'ultimo passaggio. Il bilancio, comunque, resta positivo ma non ancora pienamente convincente. I progressi rispetto alla scorsa stagione sono evidenti, ma non sembrano ancora sufficienti per soddisfare le attese che accompagnano un campione del suo calibro. Allegri ha trovato il modo di coinvolgerlo. Il toscano è entrato in sintonia con De Bruyne e lo sta stimolando sotto ogni punto di vista. L'allenatore lo considera una pedina centrale del nuovo Napoli e gli ha affidato un ruolo di grande responsabilità. Ora, però, serve il salto di qualità definitivo. Gli azzurri hanno bisogno di un top player capace di incidere con continuità, soprattutto nelle partite più complicate. La qualità di De Bruyne non è in discussione: ciò che il Napoli attende è una presenza decisiva, costante e concreta. Perché il De Bruyne visto finora può essere un buon punto di partenza, ma non ancora il campione in grado di fare davvero la differenza.