Jean Butez, portiere del Como, è intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com a margine dell'evento del Club Como - Passione Azzurra, da cui è stato premiato come uno dei due migliori giocatori lariani della stagione: "Gli schemi sul rinvio lungo? L’ho già fatto tanti anni fa con le giovanili del Lille in Francia, giocavamo così. Ho perso un po’ questo tipo di calcio quando ero in Belgio, ma adesso con lo staff di Fabregas mi hanno detto di farlo ancora di più e abbiamo creato un automatismo. Quasi sempre da 20 metri della prima linea difensiva, è normale per noi. Viene con il tempo e con il lavoro, lavoriamo. Il mister parla sempre di fare la storia del Como, della città. Fa molto per il calcio. Sentiamo molto non una pressione, ma una buona allegria per andare al campo per fare tutto. E meglio. Per andare a fare le coppe europee. Dove mi piace andare quando sono fuori dal campo? Andare al Lido di Faggeto. Una spiaggia un po’ privata con poca gente. Quando siamo liberi e con la famiglia ci piace andare lì. Francia al Mondiale? Sì, lui parla bene di me, però ha già tre portieri. Adesso vediamo cosa succederà nella lista tra 10 giorni, ma penso che resterà con lo stesso gruppo. Chevalier infortunato? Sì, ma ne hanno un altro che conosce già il gruppo. Vediamo, dovesse accadere sarò il più contento. Diego Carlos? er me lui è un animale. Ovviamente ha un grande fisico ed è un uomo grande. Parla bene francese, giocava in Francia prima. Sta facendo molto bene, lui è importante per la squadra, però vogliamo che sia con noi l’anno prossimo. Non è il nostro lavoro decidere questo, però mi farebbe piacere. Complimenti da parte di Conte? Sempre bello sentire queste cose da un allenatore come Conte. Sono qui perché Fabregas ha visto qualcosa di differente da altri in Europa e in Italia con i piedi. Anche con le letture di gioco. Ho lavorato e imparato molto con lui, mi piace giocare in questa squadra, è proprio bello vedere fare quello che facciamo con questi ragazzi. Se sento pressione quando imposto il gioco? Sì, lo sento, per me però è buono. Vedere che abbiamo fatto bene rischiando è giusto. Vivo per questo, per questa adrenalina e il rischio giusto. A volte sì, è un po’ rischioso, nello stadio si capisce".
di Redazione
07/05/2026 - 22:00
Jean Butez, portiere del Como, è intervenuto ai microfoni di Tuttomercatoweb.com a margine dell'evento del Club Como - Passione Azzurra, da cui è stato premiato come uno dei due migliori giocatori lariani della stagione: "Gli schemi sul rinvio lungo? L’ho già fatto tanti anni fa con le giovanili del Lille in Francia, giocavamo così. Ho perso un po’ questo tipo di calcio quando ero in Belgio, ma adesso con lo staff di Fabregas mi hanno detto di farlo ancora di più e abbiamo creato un automatismo. Quasi sempre da 20 metri della prima linea difensiva, è normale per noi. Viene con il tempo e con il lavoro, lavoriamo. Il mister parla sempre di fare la storia del Como, della città. Fa molto per il calcio. Sentiamo molto non una pressione, ma una buona allegria per andare al campo per fare tutto. E meglio. Per andare a fare le coppe europee. Dove mi piace andare quando sono fuori dal campo? Andare al Lido di Faggeto. Una spiaggia un po’ privata con poca gente. Quando siamo liberi e con la famiglia ci piace andare lì. Francia al Mondiale? Sì, lui parla bene di me, però ha già tre portieri. Adesso vediamo cosa succederà nella lista tra 10 giorni, ma penso che resterà con lo stesso gruppo. Chevalier infortunato? Sì, ma ne hanno un altro che conosce già il gruppo. Vediamo, dovesse accadere sarò il più contento. Diego Carlos? er me lui è un animale. Ovviamente ha un grande fisico ed è un uomo grande. Parla bene francese, giocava in Francia prima. Sta facendo molto bene, lui è importante per la squadra, però vogliamo che sia con noi l’anno prossimo. Non è il nostro lavoro decidere questo, però mi farebbe piacere. Complimenti da parte di Conte? Sempre bello sentire queste cose da un allenatore come Conte. Sono qui perché Fabregas ha visto qualcosa di differente da altri in Europa e in Italia con i piedi. Anche con le letture di gioco. Ho lavorato e imparato molto con lui, mi piace giocare in questa squadra, è proprio bello vedere fare quello che facciamo con questi ragazzi. Se sento pressione quando imposto il gioco? Sì, lo sento, per me però è buono. Vedere che abbiamo fatto bene rischiando è giusto. Vivo per questo, per questa adrenalina e il rischio giusto. A volte sì, è un po’ rischioso, nello stadio si capisce".