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L’APPROFONDIMENTO - Aiello a “NM”: "Le regole del calciomercato: la Stanza di Compensazione FIGC, da tutela a limite per i calciatori italiani"
05.06.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "Nel calciomercato ci sono regole, norme e tecnicismi a volte molto rigidi e non di conoscenza comune. Acquisti e vendite di calciatori tra le società italiane vengono effettuati attraverso la cosiddetta "stanza di compensazione”.

In qualsiasi altro settore di business, se l’azienda “A” acquista prodotti dalla azienda “B” per 100 euro, deve dare direttamente i soldi a questa ultima. Ma non nel calcio italiano, dove il regolamento degli acquisti e delle vendite dei calciatori tra le società viene effettuato attraverso la cosiddetta “stanza di compensazione”. In altri termini le operazioni tra club italiani, non quindi con club stranieri, non danno luogo a incassi e pagamenti direttamente tra di loro ma attraverso la “Stanza di Compensazione” della FIGC, una camera virtuale in cui crediti e debiti di ciascuna squadra si compensano.

La stanza di compensazione FIGC (spesso chiamata camera di compensazione) è un sistema contabile e amministrativo gestito dalle Leghe (come la Lega Serie A, Serie B, Serie C e la Divisione Calcio Femminile) per regolare e garantire i pagamenti relativi alla campagna trasferimenti e ai tesseramenti tra club.

Funziona attraverso una procedura automatizzata e strutturata:

Regolamento dei Saldi: Tutti i crediti e i debiti delle squadre derivanti dall'acquisto o dalla cessione di calciatori confluiscono in una stanza virtuale.

Compensazione: Invece di effettuare innumerevoli bonifici incrociati, le posizioni vengono compensate tra loro generando un unico saldo finale, attivo (a credito) o passivo (a debito) per ogni società.

Scadenze Fisse: Il versamento dei saldi passivi e l'incasso di quelli attivi avvengono in finestre temporali rigide e prestabilite durante la stagione (in corrispondenza delle finestre di mercato estive e invernali).

Garanzia: Questo meccanismo assicura trasparenza, certifica la copertura finanziaria delle operazioni di mercato e previene l'insolvenza tra le società.

A livello nazionale, la FIGC gestisce i pagamenti e le dilazioni per i trasferimenti effettuati tra le società italiane. Più precisamente, al momento del perfezionamento dell’acquisto del “cartellino” deve essere pagato un acconto e si definiscono le condizioni relative al “quando” dovranno essere pagate le rate e il saldo finale. A tal proposito sono previste specifiche regole che riguardano:

la dilazione massima (5 anni), 

la dimensione delle singole rate (ad esempio ogni rata deve essere pari al 10% del debito residuo) per evitare che un club possa effettuare acquisti prevedendo che la maggioranza del prezzo sia corrisposto al termine del periodo di dilazione.

l’ammontare di crediti che il club deve avere presso la stanza di compensazione che, per poter consentire l’acquisto di un calciatore, deve essere almeno pari al debito che comporta l’acquisto stesso; altrimenti è richiesta una garanzia (fideiussione bancaria o assicurativa) per l’importo eccedente i crediti. 

Il mancato rispetto delle scadenze previste per regolarizzare la propria posizione in Lega comporta la decadenza del visto di esecutività al trasferimento (in sostanza, viene bloccato l’acquisto del calciatore). 

I club che presentano un saldo negativo, determinato dalla compensazione tra crediti e debiti derivanti da cessioni e acquisti di calciatori, devono garantirlo con fideiussioni bancarie o assicurative. Strumenti dal costo elevato, che prevedono una commissione riconosciuta all’intermediario e sono solitamente accompagnati da una controgaranzia, come il pegno su un conto corrente o un bene immobiliare. Tale procedura scoraggia i club, soprattutto quando la proprietà è straniera, viste le ulteriori difficoltà di accesso alle fideiussioni (talvolta le banche richiedono un "collaterali" pari al 100%). Di conseguenza, si tendono a privilegiare le trattative con club esteri, dove i termini di pagamento sono flessibili e rimessi all’autonomia delle parti.

Un sistema così farraginoso non trova riscontri altrove, nemmeno in Francia e Germania, che storicamente vantano i meccanismi più sofisticati di controllo delle finanze. Il risultato è che, in questa stagione, esaminando tutti gli acquisti a titolo definitivo in Serie A, le operazioni con club esteri sono nettamente prevalenti: 108, contro le 68 interne. Le società italiane sono quelle che, dopo le inglesi, spendono di più nei trasferimenti internazionali: 5,2 miliardi di dollari dal 2020, contro i 4,6 delle francesi, i 4,5 delle tedesche e i 3,6 delle spagnole (fonte Fifa).

È una curva inesorabilmente crescente quella che indica l’incidenza dei giocatori stranieri sul totale delle presenze in Serie A: dal 55,2% del 2017-18 al 69,1% del 2025-26. Se si esclude la Premier League (75,4%), il campionato più ricco e globale, e la Primeira Liga portoghese (73,8%), tradizionale torneo di formazione, tutte le altre massime divisioni dei Paesi nella top ten del ranking Fifa restano dietro alla Serie A: si va dal 64,9% della Ligue 1 al 61,4% della Bundesliga, fino al 43,4% della Liga, secondo i dati di Transfermarkt. La moda contagia anche le seconde squadre: le presenze degli stranieri nell’Inter, nell’Atalanta e nella Juventus incidono rispettivamente per il 32,1%, il 25,2% e il 23,7%, molto di più della media delle altre 56 squadre di Serie C (12,3%); e nel Milan, in D, sale al 45%.

Ma la stanza di compensazione non può essere considerato il nemico. La sua funzione è chiara: limitare l’esplosione dei debiti, proteggere i club che vendono, dare alla Lega una visione più precisa dei flussi economici interni. In un campionato dove fallimenti e situazioni al limite non sono mancati, un minimo di controllo è necessario. Il problema non è l’esistenza dello strumento in sé, ma il modo in cui, nella pratica, condiziona le strategie di mercato.

La vera domanda è quanta rigidità un sistema può permettersi senza diventare controproducente. Trovare il punto di equilibrio tra protezione e libertà d’azione è la sfida vera.

Recentemente il Presidente della Lega Calcio Serie A, ha dichiarato che per le società di calcio italiane è più vantaggioso acquistare un giocatore da un club estero. Vorrebbe rendere quantomeno paritetiche le condizioni tra trasferimenti nazionali e internazionali, individuando il problema nelle garanzie fideiussorie, che se non fosse possibile eliminarle, bisognerebbe almeno creare un consorzio di garanzia che renda meno onerosi tali strumenti. Il soggetto coinvolto potrebbe essere l’Istituto per il Credito Sportivo".

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L’APPROFONDIMENTO - Aiello a “NM”: "Le regole del calciomercato: la Stanza di Compensazione FIGC, da tutela a limite per i calciatori italiani"

di Redazione

05/06/2026 - 09:00

NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "Nel calciomercato ci sono regole, norme e tecnicismi a volte molto rigidi e non di conoscenza comune. Acquisti e vendite di calciatori tra le società italiane vengono effettuati attraverso la cosiddetta "stanza di compensazione”.

In qualsiasi altro settore di business, se l’azienda “A” acquista prodotti dalla azienda “B” per 100 euro, deve dare direttamente i soldi a questa ultima. Ma non nel calcio italiano, dove il regolamento degli acquisti e delle vendite dei calciatori tra le società viene effettuato attraverso la cosiddetta “stanza di compensazione”. In altri termini le operazioni tra club italiani, non quindi con club stranieri, non danno luogo a incassi e pagamenti direttamente tra di loro ma attraverso la “Stanza di Compensazione” della FIGC, una camera virtuale in cui crediti e debiti di ciascuna squadra si compensano.

La stanza di compensazione FIGC (spesso chiamata camera di compensazione) è un sistema contabile e amministrativo gestito dalle Leghe (come la Lega Serie A, Serie B, Serie C e la Divisione Calcio Femminile) per regolare e garantire i pagamenti relativi alla campagna trasferimenti e ai tesseramenti tra club.

Funziona attraverso una procedura automatizzata e strutturata:

Regolamento dei Saldi: Tutti i crediti e i debiti delle squadre derivanti dall'acquisto o dalla cessione di calciatori confluiscono in una stanza virtuale.

Compensazione: Invece di effettuare innumerevoli bonifici incrociati, le posizioni vengono compensate tra loro generando un unico saldo finale, attivo (a credito) o passivo (a debito) per ogni società.

Scadenze Fisse: Il versamento dei saldi passivi e l'incasso di quelli attivi avvengono in finestre temporali rigide e prestabilite durante la stagione (in corrispondenza delle finestre di mercato estive e invernali).

Garanzia: Questo meccanismo assicura trasparenza, certifica la copertura finanziaria delle operazioni di mercato e previene l'insolvenza tra le società.

A livello nazionale, la FIGC gestisce i pagamenti e le dilazioni per i trasferimenti effettuati tra le società italiane. Più precisamente, al momento del perfezionamento dell’acquisto del “cartellino” deve essere pagato un acconto e si definiscono le condizioni relative al “quando” dovranno essere pagate le rate e il saldo finale. A tal proposito sono previste specifiche regole che riguardano:

la dilazione massima (5 anni), 

la dimensione delle singole rate (ad esempio ogni rata deve essere pari al 10% del debito residuo) per evitare che un club possa effettuare acquisti prevedendo che la maggioranza del prezzo sia corrisposto al termine del periodo di dilazione.

l’ammontare di crediti che il club deve avere presso la stanza di compensazione che, per poter consentire l’acquisto di un calciatore, deve essere almeno pari al debito che comporta l’acquisto stesso; altrimenti è richiesta una garanzia (fideiussione bancaria o assicurativa) per l’importo eccedente i crediti. 

Il mancato rispetto delle scadenze previste per regolarizzare la propria posizione in Lega comporta la decadenza del visto di esecutività al trasferimento (in sostanza, viene bloccato l’acquisto del calciatore). 

I club che presentano un saldo negativo, determinato dalla compensazione tra crediti e debiti derivanti da cessioni e acquisti di calciatori, devono garantirlo con fideiussioni bancarie o assicurative. Strumenti dal costo elevato, che prevedono una commissione riconosciuta all’intermediario e sono solitamente accompagnati da una controgaranzia, come il pegno su un conto corrente o un bene immobiliare. Tale procedura scoraggia i club, soprattutto quando la proprietà è straniera, viste le ulteriori difficoltà di accesso alle fideiussioni (talvolta le banche richiedono un "collaterali" pari al 100%). Di conseguenza, si tendono a privilegiare le trattative con club esteri, dove i termini di pagamento sono flessibili e rimessi all’autonomia delle parti.

Un sistema così farraginoso non trova riscontri altrove, nemmeno in Francia e Germania, che storicamente vantano i meccanismi più sofisticati di controllo delle finanze. Il risultato è che, in questa stagione, esaminando tutti gli acquisti a titolo definitivo in Serie A, le operazioni con club esteri sono nettamente prevalenti: 108, contro le 68 interne. Le società italiane sono quelle che, dopo le inglesi, spendono di più nei trasferimenti internazionali: 5,2 miliardi di dollari dal 2020, contro i 4,6 delle francesi, i 4,5 delle tedesche e i 3,6 delle spagnole (fonte Fifa).

È una curva inesorabilmente crescente quella che indica l’incidenza dei giocatori stranieri sul totale delle presenze in Serie A: dal 55,2% del 2017-18 al 69,1% del 2025-26. Se si esclude la Premier League (75,4%), il campionato più ricco e globale, e la Primeira Liga portoghese (73,8%), tradizionale torneo di formazione, tutte le altre massime divisioni dei Paesi nella top ten del ranking Fifa restano dietro alla Serie A: si va dal 64,9% della Ligue 1 al 61,4% della Bundesliga, fino al 43,4% della Liga, secondo i dati di Transfermarkt. La moda contagia anche le seconde squadre: le presenze degli stranieri nell’Inter, nell’Atalanta e nella Juventus incidono rispettivamente per il 32,1%, il 25,2% e il 23,7%, molto di più della media delle altre 56 squadre di Serie C (12,3%); e nel Milan, in D, sale al 45%.

Ma la stanza di compensazione non può essere considerato il nemico. La sua funzione è chiara: limitare l’esplosione dei debiti, proteggere i club che vendono, dare alla Lega una visione più precisa dei flussi economici interni. In un campionato dove fallimenti e situazioni al limite non sono mancati, un minimo di controllo è necessario. Il problema non è l’esistenza dello strumento in sé, ma il modo in cui, nella pratica, condiziona le strategie di mercato.

La vera domanda è quanta rigidità un sistema può permettersi senza diventare controproducente. Trovare il punto di equilibrio tra protezione e libertà d’azione è la sfida vera.

Recentemente il Presidente della Lega Calcio Serie A, ha dichiarato che per le società di calcio italiane è più vantaggioso acquistare un giocatore da un club estero. Vorrebbe rendere quantomeno paritetiche le condizioni tra trasferimenti nazionali e internazionali, individuando il problema nelle garanzie fideiussorie, che se non fosse possibile eliminarle, bisognerebbe almeno creare un consorzio di garanzia che renda meno onerosi tali strumenti. Il soggetto coinvolto potrebbe essere l’Istituto per il Credito Sportivo".