NAPOLI - Ho atteso qualche giorno prima di esprimere il mio pensiero, osservando (come spesso mi capita di fare per deformazione professionale) lo stato d'animo della piazza. Dopo il saluto di Conte, penso di essere stato tra i pochi a non aver lanciato il sondaggio per indicare la preferenza del pubblico tra Italiano e Allegri. Non è stata una distrazione, ma una scelta ben precisa, dato che non c'era da scegliere tra 10-15 nomi. Non per mancanza di "stima" nei confronti del pubblico, ma perchè in una fase delicata (di fatto durata pochi giorni) sono sempre del parere che non vada "inquinata" o "indirizzata" una scelta (che poi col tempo si puo' rivelare più o meno azzeccata) soprattutto se così importante da parte della società. Nella corsa a due tra Italiano e Allegri, da subito ho notato una sorta di "orribile" schieramento: da una parte gli amanti del "bel gioco", e del 4-3-3, che avrebbero voluto Italiano (la maggior parte non per una stima particolare nei confronti dell'ex tecnico del Bologna, ma perchè non era possibile arrivare al sogno Guardiola, che forse è anche peggio come impostazione di pensiero), e dall'altra parte i fans del risultato, della vittoria concreta, e con pochi gol, associabili al celebre "cortomuso" di Allegri. Ecco, a mio avviso, proprio questo concetto è sbagliato. Non sta scritto da nessuna parte che l'Allegri delle precedenti esperienze possa essere associato all'Allegri napoletano. Principalmente va considerato che il Napoli ha una rosa di tutto rispetto, completa in ogni reparto e che va al massimo ritoccata (tant'è che sono già venuti fuori i nomi di Gila, Rabiot, Kean e Vlahovic). Volendo ipotizzare un 4-3-3 proprio con Allegri, che non ha mai disdegnato nemmeno la difesa a 4, oggi scenderebbero in campo: Milinkovic-Savic tra i pali; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno ed Olivera in difesa; De Bruyne, Lobotka e McTominay a centrocampo, con Neres ed Alisson Santos sulle corsie esterne offensive a fare da schermo ad Hojlund. Non mi sembra proprio una squadra non in grado di competere ancora una volta per lo scudetto e di migliorare il piazzamento Champions della scorsa stagione. Anzi, nessuno ci dice che se fosse arrivato Italiano probabilmente in molti avrebbero iniziato a dire che il primo anno sarebbe stato di transizione, per permettere anche al nuovo allenatore di maturare le esperienze necessarie per competere a certi livelli. Ecco, con Allegri, che di scudetti ne ha vinti, questo discorso non ci sarà. Ho trovato di cattivo gusto anche tutte le considerazioni negative espresse preventivamente nei suoi confronti. Il campo sarà, come sempre, il giudice supremo. E il pubblico, come la stampa, deve accompagnare il nuovo corso senza perdere mai di vista il focus essenziale che deve interessare più di tutto: il Napoli. Chi dice che non tiferà più per la maglia azzurra, non solo manca di rispetto alla società ma soprattutto volta le spalle alla propria fede. Per cui, basta polemiche. Equilibrio e fiducia, almeno per i dati. Qui si sta criticando un allenatore che ha vinto in carriera 6 Scudetti: 1 con il Milan (2010/2011) e 5 con la Juventus (dal 2014/2015 al 2018/2019), 5 Coppe Italia: tutte con la Juventus (2014/2015, 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018, 2023/2024), 3 Supercoppe Italiane: 1 con il Milan (2011) e 2 con la Juventus (2015, 2018), 1 Campionato di Serie C1: con il Sassuolo (2007/2008), 1 Supercoppa di Lega di Serie C1: con il Sassuolo (2008), e che a livello individuale ha vinto per 4 volte la Panchina d'oro e il premio di Miglior allenatore AIC. È inoltre detentore del record assoluto di scudetti consecutivi vinti (5) nel massimo campionato italiano. Scusate se è poco. Il Napoli, nell'anno del centenario, come per ogni nuovo anno, ha bisogno del sostegno di tutti. Le paturnie lasciamole altrove, altrimenti bisogna ammettere pure che lo stesso Conte non ha poi tanto sbagliato ad andarsene se la divisione vince, in questo caso, ancor prima di far rotolare il pallone sul rettangolo verde di gioco!

di Redazione
30/05/2026 - 19:00
NAPOLI - Ho atteso qualche giorno prima di esprimere il mio pensiero, osservando (come spesso mi capita di fare per deformazione professionale) lo stato d'animo della piazza. Dopo il saluto di Conte, penso di essere stato tra i pochi a non aver lanciato il sondaggio per indicare la preferenza del pubblico tra Italiano e Allegri. Non è stata una distrazione, ma una scelta ben precisa, dato che non c'era da scegliere tra 10-15 nomi. Non per mancanza di "stima" nei confronti del pubblico, ma perchè in una fase delicata (di fatto durata pochi giorni) sono sempre del parere che non vada "inquinata" o "indirizzata" una scelta (che poi col tempo si puo' rivelare più o meno azzeccata) soprattutto se così importante da parte della società. Nella corsa a due tra Italiano e Allegri, da subito ho notato una sorta di "orribile" schieramento: da una parte gli amanti del "bel gioco", e del 4-3-3, che avrebbero voluto Italiano (la maggior parte non per una stima particolare nei confronti dell'ex tecnico del Bologna, ma perchè non era possibile arrivare al sogno Guardiola, che forse è anche peggio come impostazione di pensiero), e dall'altra parte i fans del risultato, della vittoria concreta, e con pochi gol, associabili al celebre "cortomuso" di Allegri. Ecco, a mio avviso, proprio questo concetto è sbagliato. Non sta scritto da nessuna parte che l'Allegri delle precedenti esperienze possa essere associato all'Allegri napoletano. Principalmente va considerato che il Napoli ha una rosa di tutto rispetto, completa in ogni reparto e che va al massimo ritoccata (tant'è che sono già venuti fuori i nomi di Gila, Rabiot, Kean e Vlahovic). Volendo ipotizzare un 4-3-3 proprio con Allegri, che non ha mai disdegnato nemmeno la difesa a 4, oggi scenderebbero in campo: Milinkovic-Savic tra i pali; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno ed Olivera in difesa; De Bruyne, Lobotka e McTominay a centrocampo, con Neres ed Alisson Santos sulle corsie esterne offensive a fare da schermo ad Hojlund. Non mi sembra proprio una squadra non in grado di competere ancora una volta per lo scudetto e di migliorare il piazzamento Champions della scorsa stagione. Anzi, nessuno ci dice che se fosse arrivato Italiano probabilmente in molti avrebbero iniziato a dire che il primo anno sarebbe stato di transizione, per permettere anche al nuovo allenatore di maturare le esperienze necessarie per competere a certi livelli. Ecco, con Allegri, che di scudetti ne ha vinti, questo discorso non ci sarà. Ho trovato di cattivo gusto anche tutte le considerazioni negative espresse preventivamente nei suoi confronti. Il campo sarà, come sempre, il giudice supremo. E il pubblico, come la stampa, deve accompagnare il nuovo corso senza perdere mai di vista il focus essenziale che deve interessare più di tutto: il Napoli. Chi dice che non tiferà più per la maglia azzurra, non solo manca di rispetto alla società ma soprattutto volta le spalle alla propria fede. Per cui, basta polemiche. Equilibrio e fiducia, almeno per i dati. Qui si sta criticando un allenatore che ha vinto in carriera 6 Scudetti: 1 con il Milan (2010/2011) e 5 con la Juventus (dal 2014/2015 al 2018/2019), 5 Coppe Italia: tutte con la Juventus (2014/2015, 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018, 2023/2024), 3 Supercoppe Italiane: 1 con il Milan (2011) e 2 con la Juventus (2015, 2018), 1 Campionato di Serie C1: con il Sassuolo (2007/2008), 1 Supercoppa di Lega di Serie C1: con il Sassuolo (2008), e che a livello individuale ha vinto per 4 volte la Panchina d'oro e il premio di Miglior allenatore AIC. È inoltre detentore del record assoluto di scudetti consecutivi vinti (5) nel massimo campionato italiano. Scusate se è poco. Il Napoli, nell'anno del centenario, come per ogni nuovo anno, ha bisogno del sostegno di tutti. Le paturnie lasciamole altrove, altrimenti bisogna ammettere pure che lo stesso Conte non ha poi tanto sbagliato ad andarsene se la divisione vince, in questo caso, ancor prima di far rotolare il pallone sul rettangolo verde di gioco!
