NAPOLI - Lorenzo Lucca, adesso tocca a te.
È un invito, sincero, a reagire. Perché l'inizio di stagione dell'attaccante azzurro non è stato certamente incoraggiante e anche a Firenze, subentrato al 58' al posto di Hojlund, non è riuscito a lasciare il segno.
E allora, forse, è arrivato il momento di fermarsi un attimo e ripartire dalle cose semplici.
Lucca deve ritrovare presenza, convinzione, cattiveria agonistica.
Deve farsi vedere.
Deve attaccare lo spazio.
Deve andare incontro al pallone.
Deve mettere il fisico a disposizione della squadra.
Deve soprattutto dare ai compagni la sensazione di essere un riferimento.
Perché un centravanti non può sparire dalla partita.
È questo il primo consiglio che mi sento di dare a Lorenzo: non aspettare che la partita venga da te, vai tu a cercarla.
A Firenze il Napoli aveva bisogno di una soluzione diversa dopo l'uscita di Hojlund. Allegri ha cercato di cambiare qualcosa nel reparto offensivo, inserendo anche Neres al posto di Lang. Ma la sostituzione non ha prodotto quella svolta che il tecnico cercava.
Per caratteristiche fisiche, altezza e presenza in area, Lucca è un attaccante che può offrire al Napoli qualcosa di diverso rispetto a Hojlund. Ma queste caratteristiche devono diventare funzionali alla squadra.
Non basta essere alto.
Non basta essere un riferimento fisico.
Non basta aspettare il cross.
Bisogna partecipare alla partita.
Bisogna essere dentro l'azione anche quando il pallone è lontano.
Bisogna portarsi dietro un difensore, liberare spazio, fare una sponda, attaccare il primo palo, andare sul secondo, contendere un pallone sporco.
E soprattutto bisogna avere quella fame che un centravanti deve trasmettere.
Allegri, dopo Firenze, ha parlato di un Napoli che deve migliorare nella cattiveria e nella lucidità sotto porta. E sul singolo ha scelto una linea precisa: fiducia e lavoro sui limiti.
È probabilmente questa la strada anche per Lucca.
Nessun alibi.
Il consiglio, quindi, è molto semplice: meno attesa e più iniziativa.
Meno preoccupazione per quello che non sta funzionando e più concentrazione su quello che può fare.
Deve giocare con maggiore cattiveria, senza però trasformare la voglia di dimostrare in frenesia.
Deve ritrovare il piacere di fare la guerra sportiva con i difensori.
Deve uscire dall'area e poi tornarci.
Deve cercare il contatto.
Deve essere un problema per gli avversari.
E non dimentichiamo un particolare: Hojlund non può giocarle tutte. Il Napoli è impegnato su più fronti e Allegri avrà necessariamente bisogno di alternare gli uomini. Lucca, dunque, non deve vivere questa fase come una condanna, ma come una possibilità.
Una grande possibilità.
Perché il posto da centravanti del Napoli non si regala.
Si conquista ogni giorno.
Con gli allenamenti.
Con gli ingressi dalla panchina.
Con i minuti giocati.
Con i movimenti.
Con i gol.
Con l'atteggiamento.
E allora, Lorenzo, un consiglio: non pensare al gol che ancora non è arrivato. Pensa alla prossima giocata.
Una sponda fatta bene.
Un duello vinto.
Un movimento che libera un compagno.
Un pallone recuperato.
Un tiro.
Un inserimento.
E il gol arriverà.
Ma prima bisogna tornare a sentirsi protagonisti.
Il Napoli ha bisogno di un Lucca diverso da quello visto in questo avvio. E Lucca ha bisogno del Napoli per dimostrare di poter essere quello che tutti si aspettavano quando è arrivato in azzurro.
La porta è lì.
Il campionato è lungo.
Adesso serve la reazione.
Non a parole.
Sul campo.

di Redazione
26/09/2026 - 23:55
NAPOLI - Lorenzo Lucca, adesso tocca a te.
È un invito, sincero, a reagire. Perché l'inizio di stagione dell'attaccante azzurro non è stato certamente incoraggiante e anche a Firenze, subentrato al 58' al posto di Hojlund, non è riuscito a lasciare il segno.
E allora, forse, è arrivato il momento di fermarsi un attimo e ripartire dalle cose semplici.
Lucca deve ritrovare presenza, convinzione, cattiveria agonistica.
Deve farsi vedere.
Deve attaccare lo spazio.
Deve andare incontro al pallone.
Deve mettere il fisico a disposizione della squadra.
Deve soprattutto dare ai compagni la sensazione di essere un riferimento.
Perché un centravanti non può sparire dalla partita.
È questo il primo consiglio che mi sento di dare a Lorenzo: non aspettare che la partita venga da te, vai tu a cercarla.
A Firenze il Napoli aveva bisogno di una soluzione diversa dopo l'uscita di Hojlund. Allegri ha cercato di cambiare qualcosa nel reparto offensivo, inserendo anche Neres al posto di Lang. Ma la sostituzione non ha prodotto quella svolta che il tecnico cercava.
Per caratteristiche fisiche, altezza e presenza in area, Lucca è un attaccante che può offrire al Napoli qualcosa di diverso rispetto a Hojlund. Ma queste caratteristiche devono diventare funzionali alla squadra.
Non basta essere alto.
Non basta essere un riferimento fisico.
Non basta aspettare il cross.
Bisogna partecipare alla partita.
Bisogna essere dentro l'azione anche quando il pallone è lontano.
Bisogna portarsi dietro un difensore, liberare spazio, fare una sponda, attaccare il primo palo, andare sul secondo, contendere un pallone sporco.
E soprattutto bisogna avere quella fame che un centravanti deve trasmettere.
Allegri, dopo Firenze, ha parlato di un Napoli che deve migliorare nella cattiveria e nella lucidità sotto porta. E sul singolo ha scelto una linea precisa: fiducia e lavoro sui limiti.
È probabilmente questa la strada anche per Lucca.
Nessun alibi.
Il consiglio, quindi, è molto semplice: meno attesa e più iniziativa.
Meno preoccupazione per quello che non sta funzionando e più concentrazione su quello che può fare.
Deve giocare con maggiore cattiveria, senza però trasformare la voglia di dimostrare in frenesia.
Deve ritrovare il piacere di fare la guerra sportiva con i difensori.
Deve uscire dall'area e poi tornarci.
Deve cercare il contatto.
Deve essere un problema per gli avversari.
E non dimentichiamo un particolare: Hojlund non può giocarle tutte. Il Napoli è impegnato su più fronti e Allegri avrà necessariamente bisogno di alternare gli uomini. Lucca, dunque, non deve vivere questa fase come una condanna, ma come una possibilità.
Una grande possibilità.
Perché il posto da centravanti del Napoli non si regala.
Si conquista ogni giorno.
Con gli allenamenti.
Con gli ingressi dalla panchina.
Con i minuti giocati.
Con i movimenti.
Con i gol.
Con l'atteggiamento.
E allora, Lorenzo, un consiglio: non pensare al gol che ancora non è arrivato. Pensa alla prossima giocata.
Una sponda fatta bene.
Un duello vinto.
Un movimento che libera un compagno.
Un pallone recuperato.
Un tiro.
Un inserimento.
E il gol arriverà.
Ma prima bisogna tornare a sentirsi protagonisti.
Il Napoli ha bisogno di un Lucca diverso da quello visto in questo avvio. E Lucca ha bisogno del Napoli per dimostrare di poter essere quello che tutti si aspettavano quando è arrivato in azzurro.
La porta è lì.
Il campionato è lungo.
Adesso serve la reazione.
Non a parole.
Sul campo.
