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L’EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: “Napoli, David Neres falso nueve può diventare un’arma in più per Allegri: Hojlund resta il riferimento, ma servono alternative: la riflessione”
24.09.2026 23:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Una soluzione in più non significa necessariamente cambiare gerarchie. E, soprattutto, non significa mettere in discussione Rasmus Hojlund.

Il Napoli ha scelto il danese come riferimento offensivo e le sue caratteristiche, per profondità, fisicità e capacità di attaccare lo spazio, sono difficilmente replicabili all'interno dell'attuale rosa. Ma proprio perché la stagione sarà lunga, tra campionato e Champions League, Massimiliano Allegri avrà bisogno di trovare anche strade alternative.

Una di queste potrebbe chiamarsi David Neres falso nueve.

Un'idea, più che una semplice suggestione, da tenere in considerazione soprattutto in determinate partite e in determinati momenti della gara. Neres ha caratteristiche completamente diverse da Hojlund: meno riferimento fisso, più mobilità; meno attacco verticale della profondità, più capacità di venire incontro, ricevere tra le linee, puntare l'uomo e creare superiorità numerica.

Ed è proprio questa diversità che potrebbe diventare un valore.

Hojlund, oggi, rappresenta la soluzione più naturale. Neres potrebbe rappresentare quella alternativa.

Allegri lo sta aspettando. Il brasiliano è in crescita di condizione e, proprio alla vigilia di Fiorentina-Napoli, era stato sottolineato come potesse diventare decisivo grazie alla capacità di saltare l'uomo e alla qualità nell'uno contro uno.

A Firenze, infatti, Neres è partito dalla panchina, con Lang preferito nel tridente completato da Politano e Hojlund.

Ma questo non cambia il ragionamento.

Anzi, lo rafforza.

Perché in una squadra che sta ancora cercando continuità offensiva, poter modificare la struttura dell'attacco senza necessariamente cambiare uomini può essere una risorsa importante.

Con Hojlund il Napoli può cercare la profondità. Con Neres falso nueve potrebbe cercare maggiormente il gioco tra le linee.

Sono due interpretazioni differenti dello stesso ruolo.

Hojlund può impegnare fisicamente i centrali, attaccare lo spazio alle loro spalle e diventare il terminale di una ripartenza. Neres, invece, potrebbe abbassarsi, portare fuori posizione un difensore, liberare spazio per gli inserimenti degli esterni e degli stessi centrocampisti.

Pensiamo, per esempio, a un Napoli con Politano da una parte e Lang dall'altra, De Bruyne alle spalle e Neres falso nueve: una soluzione più mobile, con quattro giocatori offensivi potenzialmente intercambiabili e capaci di occupare zone diverse del campo.

Non sarebbe necessariamente un Napoli più offensivo.

Potrebbe essere semplicemente un Napoli offensivo in maniera diversa.

Ed è questo che interessa ad Allegri.

Il tecnico ha già dimostrato di voler lavorare sulla gestione delle risorse e sulle alternative. Il calendario imporrà rotazioni e, soprattutto, Hojlund non potrà essere chiamato a giocare ogni partita per novanta minuti. Una riflessione sulle alternative, quindi, è inevitabile.

Lucca offre una soluzione completamente differente, più fisica e legata al gioco diretto e ai cross. Neres, invece, potrebbe permettere al Napoli di non cambiare completamente spartito.

E c'è un altro elemento da considerare: la qualità nell'uno contro uno.

Quando una squadra trova davanti a sé una difesa schierata, avere un giocatore capace di ricevere palla tra le linee e creare superiorità dal nulla può diventare fondamentale. Neres, se ritroverà la migliore condizione, possiede questa caratteristica.

È una risorsa che il Napoli deve valorizzare.

Non per sostituire Hojlund.

Per dare ad Allegri una carta in più.

Perché una stagione lunga si vince anche attraverso la capacità di cambiare pelle durante una partita.

Hojlund titolare e Neres alternativa? Certamente.

Ma perché non pensare anche, in determinate circostanze, a Neres falso nueve?

Contro una squadra molto bassa, quando gli spazi alle spalle della difesa sono ridotti e serve qualcuno capace di muoversi continuamente per non dare riferimenti ai centrali, potrebbe essere una soluzione interessante.

Così come potrebbe esserlo quando il Napoli deve recuperare una partita e serve aumentare la qualità tecnica negli ultimi trenta metri.

Allegri, insomma, potrebbe avere un'altra freccia al proprio arco.

E in una stagione nella quale gli impegni saranno numerosi, avere più soluzioni offensive non è un lusso.

È una necessità.

Hojlund resta il nove. Neres può diventare il falso nove.

Due giocatori diversi, due modi diversi di attaccare.

E forse è proprio questa varietà che può aiutare il Napoli a trovare quella continuità offensiva che, in questo avvio di stagione, è ancora da costruire.

Perché quando il gol diventa difficile da trovare, a volte non serve soltanto cambiare interprete.

Serve cambiare prospettiva.

E Neres, falso nueve, potrebbe essere una di quelle prospettive.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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L’EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: “Napoli, David Neres falso nueve può diventare un’arma in più per Allegri: Hojlund resta il riferimento, ma servono alternative: la riflessione”

di Redazione

24/09/2026 - 23:00

NAPOLI - Una soluzione in più non significa necessariamente cambiare gerarchie. E, soprattutto, non significa mettere in discussione Rasmus Hojlund.

Il Napoli ha scelto il danese come riferimento offensivo e le sue caratteristiche, per profondità, fisicità e capacità di attaccare lo spazio, sono difficilmente replicabili all'interno dell'attuale rosa. Ma proprio perché la stagione sarà lunga, tra campionato e Champions League, Massimiliano Allegri avrà bisogno di trovare anche strade alternative.

Una di queste potrebbe chiamarsi David Neres falso nueve.

Un'idea, più che una semplice suggestione, da tenere in considerazione soprattutto in determinate partite e in determinati momenti della gara. Neres ha caratteristiche completamente diverse da Hojlund: meno riferimento fisso, più mobilità; meno attacco verticale della profondità, più capacità di venire incontro, ricevere tra le linee, puntare l'uomo e creare superiorità numerica.

Ed è proprio questa diversità che potrebbe diventare un valore.

Hojlund, oggi, rappresenta la soluzione più naturale. Neres potrebbe rappresentare quella alternativa.

Allegri lo sta aspettando. Il brasiliano è in crescita di condizione e, proprio alla vigilia di Fiorentina-Napoli, era stato sottolineato come potesse diventare decisivo grazie alla capacità di saltare l'uomo e alla qualità nell'uno contro uno.

A Firenze, infatti, Neres è partito dalla panchina, con Lang preferito nel tridente completato da Politano e Hojlund.

Ma questo non cambia il ragionamento.

Anzi, lo rafforza.

Perché in una squadra che sta ancora cercando continuità offensiva, poter modificare la struttura dell'attacco senza necessariamente cambiare uomini può essere una risorsa importante.

Con Hojlund il Napoli può cercare la profondità. Con Neres falso nueve potrebbe cercare maggiormente il gioco tra le linee.

Sono due interpretazioni differenti dello stesso ruolo.

Hojlund può impegnare fisicamente i centrali, attaccare lo spazio alle loro spalle e diventare il terminale di una ripartenza. Neres, invece, potrebbe abbassarsi, portare fuori posizione un difensore, liberare spazio per gli inserimenti degli esterni e degli stessi centrocampisti.

Pensiamo, per esempio, a un Napoli con Politano da una parte e Lang dall'altra, De Bruyne alle spalle e Neres falso nueve: una soluzione più mobile, con quattro giocatori offensivi potenzialmente intercambiabili e capaci di occupare zone diverse del campo.

Non sarebbe necessariamente un Napoli più offensivo.

Potrebbe essere semplicemente un Napoli offensivo in maniera diversa.

Ed è questo che interessa ad Allegri.

Il tecnico ha già dimostrato di voler lavorare sulla gestione delle risorse e sulle alternative. Il calendario imporrà rotazioni e, soprattutto, Hojlund non potrà essere chiamato a giocare ogni partita per novanta minuti. Una riflessione sulle alternative, quindi, è inevitabile.

Lucca offre una soluzione completamente differente, più fisica e legata al gioco diretto e ai cross. Neres, invece, potrebbe permettere al Napoli di non cambiare completamente spartito.

E c'è un altro elemento da considerare: la qualità nell'uno contro uno.

Quando una squadra trova davanti a sé una difesa schierata, avere un giocatore capace di ricevere palla tra le linee e creare superiorità dal nulla può diventare fondamentale. Neres, se ritroverà la migliore condizione, possiede questa caratteristica.

È una risorsa che il Napoli deve valorizzare.

Non per sostituire Hojlund.

Per dare ad Allegri una carta in più.

Perché una stagione lunga si vince anche attraverso la capacità di cambiare pelle durante una partita.

Hojlund titolare e Neres alternativa? Certamente.

Ma perché non pensare anche, in determinate circostanze, a Neres falso nueve?

Contro una squadra molto bassa, quando gli spazi alle spalle della difesa sono ridotti e serve qualcuno capace di muoversi continuamente per non dare riferimenti ai centrali, potrebbe essere una soluzione interessante.

Così come potrebbe esserlo quando il Napoli deve recuperare una partita e serve aumentare la qualità tecnica negli ultimi trenta metri.

Allegri, insomma, potrebbe avere un'altra freccia al proprio arco.

E in una stagione nella quale gli impegni saranno numerosi, avere più soluzioni offensive non è un lusso.

È una necessità.

Hojlund resta il nove. Neres può diventare il falso nove.

Due giocatori diversi, due modi diversi di attaccare.

E forse è proprio questa varietà che può aiutare il Napoli a trovare quella continuità offensiva che, in questo avvio di stagione, è ancora da costruire.

Perché quando il gol diventa difficile da trovare, a volte non serve soltanto cambiare interprete.

Serve cambiare prospettiva.

E Neres, falso nueve, potrebbe essere una di quelle prospettive.

Antonio Petrazzuolo
 
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