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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "De Bruyne sale in cattedra con Allegri, la qualità diventa centralità"
16.08.2026 09:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Kevin De Bruyne è il classico giocatore attorno al quale è possibile costruire la manovra offensiva di una squadra. E le ultime amichevoli del Napoli, soprattutto la doppietta realizzata contro l’Aris Salonicco nel 6-2 di Castel di Sangro, hanno restituito un’indicazione precisa: nel Napoli di Allegri, il belga può e deve essere centrale.

Non è soltanto una questione di gol, anche se i gol aiutano, eccome. De Bruyne ha segnato due volte contro l’Aris, ha colpito un palo ed è stato protagonista di diverse giocate di qualità. Numeri che raccontano una condizione in crescita, ma soprattutto una sensazione: quando KDB viene avvicinato alla porta, il Napoli cambia marcia.

Ed è proprio qui che si inserisce il lavoro di Allegri. Il tecnico azzurro sa bene che un campione come De Bruyne non va ingabbiato, ma messo nelle condizioni di incidere. Il belga può partire dalla zona centrale, può abbassarsi per partecipare alla costruzione, può muoversi tra le linee, ma la sua qualità più preziosa resta quella di leggere prima degli altri ciò che accadrà negli ultimi trenta metri.

Contro l’Aris lo si è visto con chiarezza. Un gol, poi un altro nel finale, il palo che ha contribuito all’azione della seconda rete di Lucca e una presenza costante nella zona dove le partite si decidono. Non è un caso che le indicazioni migliori siano arrivate quando Allegri lo ha utilizzato più avanti.

Il Napoli ha bisogno di questo De Bruyne. Ha bisogno del suo piede, della sua esperienza, della sua capacità di accelerare una giocata, di trovare una verticalizzazione impossibile, di calciare da fuori, di servire gli attaccanti e, quando necessario, di prendersi la responsabilità della conclusione.

Perché la vera forza di De Bruyne non è soltanto ciò che fa con il pallone. È ciò che obbliga gli avversari a fare quando lui è in campo. Se una squadra avversaria decide di seguirlo, apre spazi. Se sceglie di lasciarlo libero, rischia di essere punita. È questa la centralità di un fuoriclasse.

Allegri dovrà naturalmente trovare l'equilibrio. Un Napoli con De Bruyne, McTominay, Anguissa, Lobotka e gli altri interpreti di qualità può avere un potenziale enorme, ma proprio per questo servirà una struttura capace di proteggere le caratteristiche offensive dei suoi uomini migliori.

Il punto, però, è un altro: De Bruyne non sembra essere semplicemente uno dei grandi nomi della rosa. Sta diventando uno degli uomini attraverso cui il Napoli può esprimere la propria identità.

E c'è anche un aspetto psicologico da non sottovalutare. Un campione che arriva in una nuova squadra, lavora, ascolta l'allenatore e poi risponde sul campo con una doppietta, manda un messaggio semplice: "Ci sono".

Il Napoli lo aspettava. Allegri lo aspettava. I tifosi lo aspettavano.

Ora il compito sarà trasformare le belle sensazioni del precampionato in continuità nelle partite che contano. Perché le amichevoli servono per provare, correggere, capire. Ma quando arriveranno i tre punti, il Napoli avrà bisogno di quei giocatori capaci di spostare gli equilibri.

E Kevin De Bruyne, per talento, personalità ed esperienza, è probabilmente il principale candidato.

Non soltanto il nuovo fantasista ideale di questo Napoli. Ma uno degli uomini su cui Allegri può puntare.

Quando De Bruyne si accende, il Napoli vede la porta. E quando un fuoriclasse vede la porta, tutto diventa più semplice.

 

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "De Bruyne sale in cattedra con Allegri, la qualità diventa centralità"

di Redazione

16/08/2026 - 09:00

NAPOLI - Kevin De Bruyne è il classico giocatore attorno al quale è possibile costruire la manovra offensiva di una squadra. E le ultime amichevoli del Napoli, soprattutto la doppietta realizzata contro l’Aris Salonicco nel 6-2 di Castel di Sangro, hanno restituito un’indicazione precisa: nel Napoli di Allegri, il belga può e deve essere centrale.

Non è soltanto una questione di gol, anche se i gol aiutano, eccome. De Bruyne ha segnato due volte contro l’Aris, ha colpito un palo ed è stato protagonista di diverse giocate di qualità. Numeri che raccontano una condizione in crescita, ma soprattutto una sensazione: quando KDB viene avvicinato alla porta, il Napoli cambia marcia.

Ed è proprio qui che si inserisce il lavoro di Allegri. Il tecnico azzurro sa bene che un campione come De Bruyne non va ingabbiato, ma messo nelle condizioni di incidere. Il belga può partire dalla zona centrale, può abbassarsi per partecipare alla costruzione, può muoversi tra le linee, ma la sua qualità più preziosa resta quella di leggere prima degli altri ciò che accadrà negli ultimi trenta metri.

Contro l’Aris lo si è visto con chiarezza. Un gol, poi un altro nel finale, il palo che ha contribuito all’azione della seconda rete di Lucca e una presenza costante nella zona dove le partite si decidono. Non è un caso che le indicazioni migliori siano arrivate quando Allegri lo ha utilizzato più avanti.

Il Napoli ha bisogno di questo De Bruyne. Ha bisogno del suo piede, della sua esperienza, della sua capacità di accelerare una giocata, di trovare una verticalizzazione impossibile, di calciare da fuori, di servire gli attaccanti e, quando necessario, di prendersi la responsabilità della conclusione.

Perché la vera forza di De Bruyne non è soltanto ciò che fa con il pallone. È ciò che obbliga gli avversari a fare quando lui è in campo. Se una squadra avversaria decide di seguirlo, apre spazi. Se sceglie di lasciarlo libero, rischia di essere punita. È questa la centralità di un fuoriclasse.

Allegri dovrà naturalmente trovare l'equilibrio. Un Napoli con De Bruyne, McTominay, Anguissa, Lobotka e gli altri interpreti di qualità può avere un potenziale enorme, ma proprio per questo servirà una struttura capace di proteggere le caratteristiche offensive dei suoi uomini migliori.

Il punto, però, è un altro: De Bruyne non sembra essere semplicemente uno dei grandi nomi della rosa. Sta diventando uno degli uomini attraverso cui il Napoli può esprimere la propria identità.

E c'è anche un aspetto psicologico da non sottovalutare. Un campione che arriva in una nuova squadra, lavora, ascolta l'allenatore e poi risponde sul campo con una doppietta, manda un messaggio semplice: "Ci sono".

Il Napoli lo aspettava. Allegri lo aspettava. I tifosi lo aspettavano.

Ora il compito sarà trasformare le belle sensazioni del precampionato in continuità nelle partite che contano. Perché le amichevoli servono per provare, correggere, capire. Ma quando arriveranno i tre punti, il Napoli avrà bisogno di quei giocatori capaci di spostare gli equilibri.

E Kevin De Bruyne, per talento, personalità ed esperienza, è probabilmente il principale candidato.

Non soltanto il nuovo fantasista ideale di questo Napoli. Ma uno degli uomini su cui Allegri può puntare.

Quando De Bruyne si accende, il Napoli vede la porta. E quando un fuoriclasse vede la porta, tutto diventa più semplice.

 

Antonio Petrazzuolo
 
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