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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, terza amarezza di fila, ma si salva l'atteggiamento e la voglia di ripartire attraverso le vittorie, parola di Max Allegri che predica serenità"
10.09.2026 11:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Esordio amaro anche in Champions, soprattutto perché arriva dopo le sconfitte in campionato con il Como al Maradona ed a San Siro contro l'Inter, ma che non deve necessariamente diventare una sentenza. Napoli-Arsenal è andata in archivio con il grandissimo gol di Ødegaard (imprendibile per Milinkovic-Savic) ad un quarto d’ora dalla fine, consegnando agli inglesi tre punti al debutto in Europa. L’Arsenal ha creato di più e meritato il successo, mentre il Napoli ha pagato soprattutto la difficoltà nell’ultimo passaggio, nonostante qualche sprazzo di De Bruyne, e nella costruzione di occasioni realmente pericolose, con Alisson (il cui stop non sarà breve), Hojlund e Politano privi dell'acuto decisivo.

Eppure, nella serata del Maradona, qualche segnale positivo c’è stato.

Il primo è l’atteggiamento. Dopo due sconfitte consecutive in campionato, il Napoli non si è presentato in campo con la paura di chi deve necessariamente cancellare tutto e subito. Ha provato a giocare, soprattutto nel primo tempo, riuscendo anche a uscire dalla pressione dell’Arsenal, sfruttando la buona intesa tra Lobotka e Gilmour. Lo stesso Allegri, nel post partita, ha sottolineato il comportamento lodevole dei ragazzi e la qualità mostrata in alcune fasi.

Il secondo aspetto è la tenuta difensiva. Certo, l’Arsenal ha avuto diverse occasioni (con Olivera spesso in tilt su Saka) e ha mantenuto un possesso importante, ma il Napoli ha difeso complessivamente meglio rispetto alle ultime uscite (cresce infatti il duo Rrahmani-Marin con Di Lorenzo in copertura). Ed è proprio questo uno dei passaggi che Allegri ha evidenziato: “Se avessimo difeso come abbiamo fatto contro l'Arsenal non avremmo perso con Como e Inter”.

È un'indicazione importante.

Perché significa che qualcosa, rispetto alle partite precedenti, è già cambiato. Non abbastanza per portare a casa punti, ma abbastanza per individuare una strada.

Poi c'è il problema dell'ultimo assist. È lì che, secondo Allegri, il Napoli ha commesso “molti errori nella scelta dell’ultimo passaggio”. E contro una squadra come l'Arsenal, capace di difendersi con ordine e ripartire con qualità, ogni pallone giocato male negli ultimi venti metri diventa un'occasione persa.

La Champions, del resto, non concede sconti.

Alla vigilia Allegri aveva parlato di un obiettivo minimo: raggiungere i 12 punti necessari per superare la prima fase. Aveva anche sottolineato come l’Europa porti adrenalina, stimoli e la possibilità di confrontarsi con i migliori.

E proprio qui arriviamo alla domanda che gli ho rivolto nel post gara in conferenza stampa: qual è il ruolo che questo Napoli può avere tra campionato e Champions?

La risposta di Allegri, al di là del risultato, mi è sembrata significativa per il modo in cui ha inquadrato il momento.

Il tecnico non ha cercato alibi, non ha nascosto la rabbia per la terza sconfitta consecutiva, ma ha chiesto tranquillità. Ha indicato nel campionato la necessità di sistemare la classifica e ha ribadito che in Champions l'obiettivo è passare il turno. Soprattutto, ha lasciato un messaggio molto chiaro: “Per ripartire occorre una bella vittoria col Bologna” e, guardando più avanti, “in due mesi e mezzo ci riprenderemo”.

È questo, oggi, il punto.

Non serve raccontare che il Napoli sia già quello che tutti vorrebbero vedere. Non lo è. Ci sono problemi evidenti, assenze importanti, giocatori che devono ancora trovare la condizione migliore e meccanismi che vanno registrati. De Bruyne e Gilmour erano alla prima partita da titolare e lo stesso allenatore ha evidenziato la necessità di migliorare la condizione generale.

Ma non serve neanche trasformare tre sconfitte in una crisi irreversibile.

Il campionato è lungo. La Champions è appena iniziata. E il Napoli ha ancora margini di crescita.

La partita con l'Arsenal ha mostrato anche questo: contro un avversario di altissimo livello, gli azzurri hanno avuto momenti nei quali sono riusciti a stare dentro la partita. Da applausi, per spirito e carattere, l'esordio di Favasuli, come pure la reattività di Meret su Hincapie e non solo. Il problema è stato trasformare i momenti salienti in occasioni e, soprattutto, in gol. L'Arsenal ha invece trovato la giocata decisiva con Ødegaard, chiudendo una partita nella quale aveva comunque prodotto molto di più in termini offensivi.

Adesso arriva il momento della reazione.

Allegri lo ha detto senza girarci intorno: “Sono arrabbiato per la terza sconfitta di fila”. Ma subito dopo ha aggiunto: “Dobbiamo stare tranquilli e sereni”. È una combinazione che fotografa bene la situazione: rabbia per i risultati, lucidità per correggere gli errori.

E allora, Napoli, niente drammi ma nemmeno superficialità.

Bisogna vincere. Bisogna tornare a vincere. Perché una vittoria può cambiare il peso psicologico di questo momento e restituire fiducia ad un gruppo che, inevitabilmente, ha bisogno di risultati oltre che di lavoro. Al di là del pessimo calendario iniziale, che sembra non aver tenuto conto del secondo posto ottenuto nella scorsa stagione. Ma niente alibi.

Il prossimo appuntamento con il Bologna diventa così un passaggio importante: non per decidere oggi cosa sarà il Napoli tra qualche mese, ma per cominciare a dare una risposta concreta a queste tre sconfitte.

Allegri ci crede. Ha detto che il Napoli si riprenderà. Ora tocca alla squadra trasformare questa convinzione in fatti.

Perché la stagione è appena cominciata davvero. E tra campionato, Champions e Coppa Italia ci sono ancora tante pagine da scrivere.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
 

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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, terza amarezza di fila, ma si salva l'atteggiamento e la voglia di ripartire attraverso le vittorie, parola di Max Allegri che predica serenità"

di Redazione

10/09/2026 - 11:00

NAPOLI - Esordio amaro anche in Champions, soprattutto perché arriva dopo le sconfitte in campionato con il Como al Maradona ed a San Siro contro l'Inter, ma che non deve necessariamente diventare una sentenza. Napoli-Arsenal è andata in archivio con il grandissimo gol di Ødegaard (imprendibile per Milinkovic-Savic) ad un quarto d’ora dalla fine, consegnando agli inglesi tre punti al debutto in Europa. L’Arsenal ha creato di più e meritato il successo, mentre il Napoli ha pagato soprattutto la difficoltà nell’ultimo passaggio, nonostante qualche sprazzo di De Bruyne, e nella costruzione di occasioni realmente pericolose, con Alisson (il cui stop non sarà breve), Hojlund e Politano privi dell'acuto decisivo.

Eppure, nella serata del Maradona, qualche segnale positivo c’è stato.

Il primo è l’atteggiamento. Dopo due sconfitte consecutive in campionato, il Napoli non si è presentato in campo con la paura di chi deve necessariamente cancellare tutto e subito. Ha provato a giocare, soprattutto nel primo tempo, riuscendo anche a uscire dalla pressione dell’Arsenal, sfruttando la buona intesa tra Lobotka e Gilmour. Lo stesso Allegri, nel post partita, ha sottolineato il comportamento lodevole dei ragazzi e la qualità mostrata in alcune fasi.

Il secondo aspetto è la tenuta difensiva. Certo, l’Arsenal ha avuto diverse occasioni (con Olivera spesso in tilt su Saka) e ha mantenuto un possesso importante, ma il Napoli ha difeso complessivamente meglio rispetto alle ultime uscite (cresce infatti il duo Rrahmani-Marin con Di Lorenzo in copertura). Ed è proprio questo uno dei passaggi che Allegri ha evidenziato: “Se avessimo difeso come abbiamo fatto contro l'Arsenal non avremmo perso con Como e Inter”.

È un'indicazione importante.

Perché significa che qualcosa, rispetto alle partite precedenti, è già cambiato. Non abbastanza per portare a casa punti, ma abbastanza per individuare una strada.

Poi c'è il problema dell'ultimo assist. È lì che, secondo Allegri, il Napoli ha commesso “molti errori nella scelta dell’ultimo passaggio”. E contro una squadra come l'Arsenal, capace di difendersi con ordine e ripartire con qualità, ogni pallone giocato male negli ultimi venti metri diventa un'occasione persa.

La Champions, del resto, non concede sconti.

Alla vigilia Allegri aveva parlato di un obiettivo minimo: raggiungere i 12 punti necessari per superare la prima fase. Aveva anche sottolineato come l’Europa porti adrenalina, stimoli e la possibilità di confrontarsi con i migliori.

E proprio qui arriviamo alla domanda che gli ho rivolto nel post gara in conferenza stampa: qual è il ruolo che questo Napoli può avere tra campionato e Champions?

La risposta di Allegri, al di là del risultato, mi è sembrata significativa per il modo in cui ha inquadrato il momento.

Il tecnico non ha cercato alibi, non ha nascosto la rabbia per la terza sconfitta consecutiva, ma ha chiesto tranquillità. Ha indicato nel campionato la necessità di sistemare la classifica e ha ribadito che in Champions l'obiettivo è passare il turno. Soprattutto, ha lasciato un messaggio molto chiaro: “Per ripartire occorre una bella vittoria col Bologna” e, guardando più avanti, “in due mesi e mezzo ci riprenderemo”.

È questo, oggi, il punto.

Non serve raccontare che il Napoli sia già quello che tutti vorrebbero vedere. Non lo è. Ci sono problemi evidenti, assenze importanti, giocatori che devono ancora trovare la condizione migliore e meccanismi che vanno registrati. De Bruyne e Gilmour erano alla prima partita da titolare e lo stesso allenatore ha evidenziato la necessità di migliorare la condizione generale.

Ma non serve neanche trasformare tre sconfitte in una crisi irreversibile.

Il campionato è lungo. La Champions è appena iniziata. E il Napoli ha ancora margini di crescita.

La partita con l'Arsenal ha mostrato anche questo: contro un avversario di altissimo livello, gli azzurri hanno avuto momenti nei quali sono riusciti a stare dentro la partita. Da applausi, per spirito e carattere, l'esordio di Favasuli, come pure la reattività di Meret su Hincapie e non solo. Il problema è stato trasformare i momenti salienti in occasioni e, soprattutto, in gol. L'Arsenal ha invece trovato la giocata decisiva con Ødegaard, chiudendo una partita nella quale aveva comunque prodotto molto di più in termini offensivi.

Adesso arriva il momento della reazione.

Allegri lo ha detto senza girarci intorno: “Sono arrabbiato per la terza sconfitta di fila”. Ma subito dopo ha aggiunto: “Dobbiamo stare tranquilli e sereni”. È una combinazione che fotografa bene la situazione: rabbia per i risultati, lucidità per correggere gli errori.

E allora, Napoli, niente drammi ma nemmeno superficialità.

Bisogna vincere. Bisogna tornare a vincere. Perché una vittoria può cambiare il peso psicologico di questo momento e restituire fiducia ad un gruppo che, inevitabilmente, ha bisogno di risultati oltre che di lavoro. Al di là del pessimo calendario iniziale, che sembra non aver tenuto conto del secondo posto ottenuto nella scorsa stagione. Ma niente alibi.

Il prossimo appuntamento con il Bologna diventa così un passaggio importante: non per decidere oggi cosa sarà il Napoli tra qualche mese, ma per cominciare a dare una risposta concreta a queste tre sconfitte.

Allegri ci crede. Ha detto che il Napoli si riprenderà. Ora tocca alla squadra trasformare questa convinzione in fatti.

Perché la stagione è appena cominciata davvero. E tra campionato, Champions e Coppa Italia ci sono ancora tante pagine da scrivere.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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