NAPOLI - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla festa per il Centenario del club partenopeo. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": “Siete tutti giovanissimi. Quando uno ha questo spirito nell’animo, non può che essere giovane anche a 100 anni. Dobbiamo, prima di tutto, rivolgere un pensiero alle persone colpite dal terremoto. All’alba, la terra ha tremato ancora. Conviviamo con i Campi Flegrei e il Vesuvio da millenni. Ci rialzeremo anche oggi. E’ un orgoglio e una cultura che appartiene alla nostra gente. Napoli mi ha insegnato che nei momenti difficili bisogna stare insieme e lo stare insieme è il modo per andare avanti. Vedo tanti industriali, imprenditori e Cavalieri della Repubblica. Chiederei al presidente Fico di poter aprire una circocrizione per aiutare chi ha subìto il sisma. Io metterò i primi 100mila euro. Adesso iniziamo, buona sera a tutti: tifosi, amici, sponsor e al Sindaco Gaetano Manfredi. Vi ringrazio per aver iniziato la nostra festa. Tra Napoli e tifosi c’è un rapporto simbiotico che unisce tutti. E’ un ‘momentum’, sembra che i pianeti si siano allineati. Vogliamo celebrare la fede incrollabile per un club che dopo un secolo è ancora qui. Il Napoli non è mai stato così apprezzato e allo stesso tempo temuto a livello internazionale. E’ proprio la fede che ci ha portato a vivere insieme questa notte azzurra, la fede dei nostri fondatori che sognavano che un grande club del sud potesse sfidare le squadre del nord ed è successo. Anche in Serie B, nel 1962 il Napoli, pur stando in Serie B, vinse la Coppa Italia. E’ stata l’ultima. E’ anche la fede di chi ha visto il più grande giocatore al mondo trionfare in Italia e nel mondo ed è successo. E’ anche la fede dei napoletani, quella che nel 2004 mi fece riempire uno stadio di Serie C per il Cittadella. Tutti i giornali d’Europa scrissero: ‘Incredibile: 60mila persone per un club di B’. Lo ricordo, ero lì! Quando pochi giorni prima scelsi di firmare quel pezzo di carta sapevo che avremmo fatto. Sapevamo che il Napoli meritava di scalare le categorie, siamo passati dalla C all’Europa in tempo record: in 798 giorni. E’ una fede che ci ha fatto capire che non era impossibile vincere senza Diego. Questa fede mi porta a guardare il nostro glorioso passato che celebreremo con tutti gli onori che merita e un futuro in cui vedremo un Napoli più forte e strutturato. Divertiamoci, e facciamolo ancora per cento anni. Sbagliate a fischiare Malagò: sente la responsabilità dell’Italia e lo vedrete. Vedi Maurizio (de Giovanni, ndr), hai detto che siamo malati, ma la nostra è una malattia d’amore. L’amore non può morire. Io credo che nessuno sappia amare come i napoletani sanno fare. Ti ho invitato a vedere le nostre partite, ma scappavi. Come mi sento a vivere il Centenario? Non sono cento, ma sono quasi 120! La storia ce lo racconta e lo stiamo capendo. Maurizio de Giovanni sta scrivendo la sceneggiatura di ‘100 anni di storia’. Abbiamo già 4 attori che hanno accettato di partecipare. Maradona l’ho conosciuto quando feci il film ‘Tifosi’ e passai una notte con lui e i figli. Era un uomo di grande fascinazioni, raccontava storie incredibili. Il più bel ricordo da presidente? Per me che non appartenevo al mondo del calcio, il passaggio dalla Serie C alla B fu magica. Mi ricordo che salii a bordo di alcuni centauri. Sì, l’ho fatto spesso! Quando avevo 13 anni feci un anno di collegio e presi una moto di nascosto. Un momento in cui mi sono sentito felice? Io sono sempre felice, forse ho vinto troppo e allora alla fine quando arrivi 16 volte in Europa non diventa una vittoria, ma un dovere nei confronti dei tifosi. La prossima vittoria sarà sempre la più bella, hai capito Allegri?!"
di Redazione
01/08/2026 - 21:12
NAPOLI - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla festa per il Centenario del club partenopeo. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": “Siete tutti giovanissimi. Quando uno ha questo spirito nell’animo, non può che essere giovane anche a 100 anni. Dobbiamo, prima di tutto, rivolgere un pensiero alle persone colpite dal terremoto. All’alba, la terra ha tremato ancora. Conviviamo con i Campi Flegrei e il Vesuvio da millenni. Ci rialzeremo anche oggi. E’ un orgoglio e una cultura che appartiene alla nostra gente. Napoli mi ha insegnato che nei momenti difficili bisogna stare insieme e lo stare insieme è il modo per andare avanti. Vedo tanti industriali, imprenditori e Cavalieri della Repubblica. Chiederei al presidente Fico di poter aprire una circocrizione per aiutare chi ha subìto il sisma. Io metterò i primi 100mila euro. Adesso iniziamo, buona sera a tutti: tifosi, amici, sponsor e al Sindaco Gaetano Manfredi. Vi ringrazio per aver iniziato la nostra festa. Tra Napoli e tifosi c’è un rapporto simbiotico che unisce tutti. E’ un ‘momentum’, sembra che i pianeti si siano allineati. Vogliamo celebrare la fede incrollabile per un club che dopo un secolo è ancora qui. Il Napoli non è mai stato così apprezzato e allo stesso tempo temuto a livello internazionale. E’ proprio la fede che ci ha portato a vivere insieme questa notte azzurra, la fede dei nostri fondatori che sognavano che un grande club del sud potesse sfidare le squadre del nord ed è successo. Anche in Serie B, nel 1962 il Napoli, pur stando in Serie B, vinse la Coppa Italia. E’ stata l’ultima. E’ anche la fede di chi ha visto il più grande giocatore al mondo trionfare in Italia e nel mondo ed è successo. E’ anche la fede dei napoletani, quella che nel 2004 mi fece riempire uno stadio di Serie C per il Cittadella. Tutti i giornali d’Europa scrissero: ‘Incredibile: 60mila persone per un club di B’. Lo ricordo, ero lì! Quando pochi giorni prima scelsi di firmare quel pezzo di carta sapevo che avremmo fatto. Sapevamo che il Napoli meritava di scalare le categorie, siamo passati dalla C all’Europa in tempo record: in 798 giorni. E’ una fede che ci ha fatto capire che non era impossibile vincere senza Diego. Questa fede mi porta a guardare il nostro glorioso passato che celebreremo con tutti gli onori che merita e un futuro in cui vedremo un Napoli più forte e strutturato. Divertiamoci, e facciamolo ancora per cento anni. Sbagliate a fischiare Malagò: sente la responsabilità dell’Italia e lo vedrete. Vedi Maurizio (de Giovanni, ndr), hai detto che siamo malati, ma la nostra è una malattia d’amore. L’amore non può morire. Io credo che nessuno sappia amare come i napoletani sanno fare. Ti ho invitato a vedere le nostre partite, ma scappavi. Come mi sento a vivere il Centenario? Non sono cento, ma sono quasi 120! La storia ce lo racconta e lo stiamo capendo. Maurizio de Giovanni sta scrivendo la sceneggiatura di ‘100 anni di storia’. Abbiamo già 4 attori che hanno accettato di partecipare. Maradona l’ho conosciuto quando feci il film ‘Tifosi’ e passai una notte con lui e i figli. Era un uomo di grande fascinazioni, raccontava storie incredibili. Il più bel ricordo da presidente? Per me che non appartenevo al mondo del calcio, il passaggio dalla Serie C alla B fu magica. Mi ricordo che salii a bordo di alcuni centauri. Sì, l’ho fatto spesso! Quando avevo 13 anni feci un anno di collegio e presi una moto di nascosto. Un momento in cui mi sono sentito felice? Io sono sempre felice, forse ho vinto troppo e allora alla fine quando arrivi 16 volte in Europa non diventa una vittoria, ma un dovere nei confronti dei tifosi. La prossima vittoria sarà sempre la più bella, hai capito Allegri?!"