NAPOLI - Sono felice e contento. Devo rivelarvi che sto per fare soldi a palate. Infatti, sabato sera, subito dopo la conclusione della partita Genoa-Napoli, ho avuto una illuminazione folgorante: ho inventato il “pestometro”. Si tratta di un apparecchio che in tempo reale riesce a misurare l’intensità della scarpesata, per dirla alla napoletana, di un calciatore sul piede di un avversario. Venderò i diritti di utilizzazione di questa straordinaria invenzione all’Aia, in modo che possa metterla a disposizione di Var e Avar i quali in tempo reale saranno in grado di capire se il fallo commesso sia da rigore o meno. Metterò così a frutto la mia fantasia creativa da un lato e dall’altro metterò a tacere l’ira funesta di tutti i commentatori e gli addetti ai lavori i quali si sono scandalizzati per la concessione, sabato scorso, del calcio di rigore in favore del Napoli dopo che il povero Vergara era stato fatto oggetto, per l’appunto, di una sonora scarpesata. Costoro, soltanto attraverso la visione delle immagini televisive, sono riusciti a capire che l’impatto con il piede del calciatore del Napoli non era stato particolarmente pesante e che quindi il rigore non andava assegnato. Io ho capito subito in quel preciso momento che da questa situazione avrei potuto tirare fuori un sacco di soldi e così ho sforzato la fantasia e ho tirato fuori questa splendida invenzione. Senza il mio marchingegno, infatti, non capisco come possa essere possibile riuscire a calcolare l’intensità del pestone. Gli altri ritengono di esserci riusciti soltanto guardando la TV, mentre io, più modestamente, penso che questo sia impossibile da definire e da determinare. Lasciamo ora da parte l’ironia e lasciamo anche da parte i commenti di quanti hanno deciso di parlare tanto per fare qualcosa, come, ad esempio, l’allenatore della Roma che ha pensato di mettere le mani avanti nei confronti della classe arbitrale in vista della sfida di domenica prossima al Maradona, lamentandosi per la profonda ingiustizia determinata proprio dal rigore concesso a Genova a favore del Napoli (la Roma, faccio notare, è l’unica squadra del campionato che non ha subito neppure un rigore contro fino ad ora e che ne ha avuti tre a favore). Ora parliamo di cose serie. Buongiorno. Non è un saluto, ma un riferimento al difensore del Napoli che sta attraversando un brutto periodo dal punto di vista professionale e che, oggettivamente, è stato l’artefice in negativo dei due goal subiti sabato scorso a Marassi. Il mio pensiero sull’argomento è il seguente: giù le mani da Buongiorno! Per cortesia evitiamo di fare processi inutili ed affrettati nei confronti di questo ragazzo, che è stato, è, rimane e rimarrà uno dei migliori difensori in circolazione in Italia e pensiamo invece ad un suo recupero psicologico che è necessario non soltanto per il calciatore ma anche per la squadra, per l’allenatore, per la Società e per l’intera tifoseria. Vedrete che se lasciato in pace Buongiorno tornerà presto sugli standard di rendimento che ha sempre tenuto e conserverà sicuramente il suo posto in Nazionale, anche e soprattutto in funzione e in vista degli spareggi per la qualificazione ai Campionati del mondo. E se proprio non ce la fate a non criticare, fatemi almeno la cortesia di tacere almeno fino alla fine del campionato. E grazie a tutti per la comprensione.

Mario Zaccaria
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Redazione
10/02/2026 - 13:00
NAPOLI - Sono felice e contento. Devo rivelarvi che sto per fare soldi a palate. Infatti, sabato sera, subito dopo la conclusione della partita Genoa-Napoli, ho avuto una illuminazione folgorante: ho inventato il “pestometro”. Si tratta di un apparecchio che in tempo reale riesce a misurare l’intensità della scarpesata, per dirla alla napoletana, di un calciatore sul piede di un avversario. Venderò i diritti di utilizzazione di questa straordinaria invenzione all’Aia, in modo che possa metterla a disposizione di Var e Avar i quali in tempo reale saranno in grado di capire se il fallo commesso sia da rigore o meno. Metterò così a frutto la mia fantasia creativa da un lato e dall’altro metterò a tacere l’ira funesta di tutti i commentatori e gli addetti ai lavori i quali si sono scandalizzati per la concessione, sabato scorso, del calcio di rigore in favore del Napoli dopo che il povero Vergara era stato fatto oggetto, per l’appunto, di una sonora scarpesata. Costoro, soltanto attraverso la visione delle immagini televisive, sono riusciti a capire che l’impatto con il piede del calciatore del Napoli non era stato particolarmente pesante e che quindi il rigore non andava assegnato. Io ho capito subito in quel preciso momento che da questa situazione avrei potuto tirare fuori un sacco di soldi e così ho sforzato la fantasia e ho tirato fuori questa splendida invenzione. Senza il mio marchingegno, infatti, non capisco come possa essere possibile riuscire a calcolare l’intensità del pestone. Gli altri ritengono di esserci riusciti soltanto guardando la TV, mentre io, più modestamente, penso che questo sia impossibile da definire e da determinare. Lasciamo ora da parte l’ironia e lasciamo anche da parte i commenti di quanti hanno deciso di parlare tanto per fare qualcosa, come, ad esempio, l’allenatore della Roma che ha pensato di mettere le mani avanti nei confronti della classe arbitrale in vista della sfida di domenica prossima al Maradona, lamentandosi per la profonda ingiustizia determinata proprio dal rigore concesso a Genova a favore del Napoli (la Roma, faccio notare, è l’unica squadra del campionato che non ha subito neppure un rigore contro fino ad ora e che ne ha avuti tre a favore). Ora parliamo di cose serie. Buongiorno. Non è un saluto, ma un riferimento al difensore del Napoli che sta attraversando un brutto periodo dal punto di vista professionale e che, oggettivamente, è stato l’artefice in negativo dei due goal subiti sabato scorso a Marassi. Il mio pensiero sull’argomento è il seguente: giù le mani da Buongiorno! Per cortesia evitiamo di fare processi inutili ed affrettati nei confronti di questo ragazzo, che è stato, è, rimane e rimarrà uno dei migliori difensori in circolazione in Italia e pensiamo invece ad un suo recupero psicologico che è necessario non soltanto per il calciatore ma anche per la squadra, per l’allenatore, per la Società e per l’intera tifoseria. Vedrete che se lasciato in pace Buongiorno tornerà presto sugli standard di rendimento che ha sempre tenuto e conserverà sicuramente il suo posto in Nazionale, anche e soprattutto in funzione e in vista degli spareggi per la qualificazione ai Campionati del mondo. E se proprio non ce la fate a non criticare, fatemi almeno la cortesia di tacere almeno fino alla fine del campionato. E grazie a tutti per la comprensione.

Mario Zaccaria
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