L'amministratore delegato di Aprilia Racing, Massimo Rivola, è intervenuto su Sky Sport dopo il weekend di Silverstone che è stato dominato dalla casa di Noale.
Tre Aprilia davanti a tutti, tre Aprilia nel Mondiale. Una ripresa che dimostra una grande solidità. La stessa che ti aspettavi? Quanto questo ti dà fiducia, ottimismo e anche un po' serenità?
"Sicuramente dopo l'ultima parte di stagione, l'ultimo mese, avevamo bisogno di un bel risultato, quindi fare un sabato e una domenica così ci voleva. Ci voleva per Marco che sinceramente oggi non so come abbia fatto a finire la gara, visto che stamattina dopo il Warm up faceva fatica a camminare. Un cuore immenso, devo dire. Ci voleva rivedere Jorge fisicamente bene, anche con una certa fiducia, confidenza con la moto. Ci voleva continuare a vedere Trackhouse così competitiva, questa volta con Raul, sono molto contento sinceramente. Chiaramente questa è una pista amica, per cui non ci montiamo la testa".
Ci sono soltanto vantaggi, immagino di sì, ad avere un poker di piloti che possono vincere il Mondiale o c'è qualche controindicazione?
"No, sono aspetti assolutamente positivi, perché la priorità è portare Aprilia come costruttore vincente. Questo sarebbe qualcosa di storico e veramente importante perché tutte le persone di Noale la meritano dalla prima all'ultima, indipendentemente da chi vince. Chiaramente noi abbiamo anche il Factory Team, e se mi devi chiedere chi preferisci, chiaramente preferisco che vincano i due piloti del Factory Team, però la priorità è che vinca Aprilia".
Volevo condividere con te questa analisi che ho fatto prima: questo campionato ogni gara cancella le certezze che avevamo accumulato nella gara precedente. Ci sono continui cambiamenti di leadership. Volevo sapere se sei d'accordo e come si gestisce un campionato così.
"Premesso che con 370 punti in palio ancora è meglio non guardare la classifica, e quindi non guardare chi è davanti. Per noi credo sia meglio concentrarsi sul lavoro quotidiano e su quello che è la prossima gara. La prossima gara ci dice che la storia racconta che Marquez è il dominatore. Devo dire che qui Marc l'ho visto un po' più in difficoltà, ma Ducati c'era perché Alex se parte davanti arriva con noi. Arriva con un'Aprilia a podio tranquillamente, era davanti a Marco e ha fatto un errorino, per cui credo che ci siano circuiti dove noi siamo leggermente favoriti, altri dove loro sono leggermente favoriti, circuiti dove ci sono piloti che amano particolarmente la pista e altri meno. Quindi, secondo me è bellissimo, nel senso che ci sono due brand italiani che si giocheranno il Mondiale fino all'ultima gara con tanti piloti e quindi bello".
Potreste approfittare del fatto che voi tecnicamente siete oggettivamente avanti e che in questo momento, come dicevano in Ducati, si deve pensare non a portare dei pezzi nuovi quest'anno, ma si deve pensare al futuro e quindi preservare quel vantaggio tecnico?
"Non credo che non si porteranno pezzi nuovi quest'anno. Noi ne abbiamo portati qui, mi aspetto che Ducati ne porterà ancora, soprattutto dopo gli ultimi anni in cui Ducati ha praticamente dominato, non credo che si voglia far scappare anche questo campionato che, se vuoi, è un po' iconico dal momento che queste sono le moto più veloci della storia delle due ruote, visto che i 350 all'ora non li vedremo più. Per cui sarà bello. Io credo che da italiani dobbiamo essere assolutamente orgogliosi".
Tu hai quattro Aprilia in pista. È giusto dire che sono tutte e quattro in lotta per il Mondiale? E poi una seconda domanda velocissima: Marc Marquez è sempre stato un po' il riferimento dei vostri competitor, che cosa ne pensi della sua condizione fisica in questo momento?
"Sui quattro piloti assolutamente sono tutti e quattro in lista, anche Ai che oggi è caduto e anche Raul che è un pochettino più indietro, ma abbiamo visto la velocità che ha e anche oggi ce l'ha dimostrata. Su Marc io non sono in grado di dire come sta, dovete chiederlo a lui, al suo team, al suo preparatore. Sicuramente per noi è il riferimento, ce lo insegna la storia e la storia è sempre bene guardarla".
di Redazione
10/08/2026 - 00:30
L'amministratore delegato di Aprilia Racing, Massimo Rivola, è intervenuto su Sky Sport dopo il weekend di Silverstone che è stato dominato dalla casa di Noale.
Tre Aprilia davanti a tutti, tre Aprilia nel Mondiale. Una ripresa che dimostra una grande solidità. La stessa che ti aspettavi? Quanto questo ti dà fiducia, ottimismo e anche un po' serenità?
"Sicuramente dopo l'ultima parte di stagione, l'ultimo mese, avevamo bisogno di un bel risultato, quindi fare un sabato e una domenica così ci voleva. Ci voleva per Marco che sinceramente oggi non so come abbia fatto a finire la gara, visto che stamattina dopo il Warm up faceva fatica a camminare. Un cuore immenso, devo dire. Ci voleva rivedere Jorge fisicamente bene, anche con una certa fiducia, confidenza con la moto. Ci voleva continuare a vedere Trackhouse così competitiva, questa volta con Raul, sono molto contento sinceramente. Chiaramente questa è una pista amica, per cui non ci montiamo la testa".
Ci sono soltanto vantaggi, immagino di sì, ad avere un poker di piloti che possono vincere il Mondiale o c'è qualche controindicazione?
"No, sono aspetti assolutamente positivi, perché la priorità è portare Aprilia come costruttore vincente. Questo sarebbe qualcosa di storico e veramente importante perché tutte le persone di Noale la meritano dalla prima all'ultima, indipendentemente da chi vince. Chiaramente noi abbiamo anche il Factory Team, e se mi devi chiedere chi preferisci, chiaramente preferisco che vincano i due piloti del Factory Team, però la priorità è che vinca Aprilia".
Volevo condividere con te questa analisi che ho fatto prima: questo campionato ogni gara cancella le certezze che avevamo accumulato nella gara precedente. Ci sono continui cambiamenti di leadership. Volevo sapere se sei d'accordo e come si gestisce un campionato così.
"Premesso che con 370 punti in palio ancora è meglio non guardare la classifica, e quindi non guardare chi è davanti. Per noi credo sia meglio concentrarsi sul lavoro quotidiano e su quello che è la prossima gara. La prossima gara ci dice che la storia racconta che Marquez è il dominatore. Devo dire che qui Marc l'ho visto un po' più in difficoltà, ma Ducati c'era perché Alex se parte davanti arriva con noi. Arriva con un'Aprilia a podio tranquillamente, era davanti a Marco e ha fatto un errorino, per cui credo che ci siano circuiti dove noi siamo leggermente favoriti, altri dove loro sono leggermente favoriti, circuiti dove ci sono piloti che amano particolarmente la pista e altri meno. Quindi, secondo me è bellissimo, nel senso che ci sono due brand italiani che si giocheranno il Mondiale fino all'ultima gara con tanti piloti e quindi bello".
Potreste approfittare del fatto che voi tecnicamente siete oggettivamente avanti e che in questo momento, come dicevano in Ducati, si deve pensare non a portare dei pezzi nuovi quest'anno, ma si deve pensare al futuro e quindi preservare quel vantaggio tecnico?
"Non credo che non si porteranno pezzi nuovi quest'anno. Noi ne abbiamo portati qui, mi aspetto che Ducati ne porterà ancora, soprattutto dopo gli ultimi anni in cui Ducati ha praticamente dominato, non credo che si voglia far scappare anche questo campionato che, se vuoi, è un po' iconico dal momento che queste sono le moto più veloci della storia delle due ruote, visto che i 350 all'ora non li vedremo più. Per cui sarà bello. Io credo che da italiani dobbiamo essere assolutamente orgogliosi".
Tu hai quattro Aprilia in pista. È giusto dire che sono tutte e quattro in lotta per il Mondiale? E poi una seconda domanda velocissima: Marc Marquez è sempre stato un po' il riferimento dei vostri competitor, che cosa ne pensi della sua condizione fisica in questo momento?
"Sui quattro piloti assolutamente sono tutti e quattro in lista, anche Ai che oggi è caduto e anche Raul che è un pochettino più indietro, ma abbiamo visto la velocità che ha e anche oggi ce l'ha dimostrata. Su Marc io non sono in grado di dire come sta, dovete chiederlo a lui, al suo team, al suo preparatore. Sicuramente per noi è il riferimento, ce lo insegna la storia e la storia è sempre bene guardarla".